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Petrichor: Il campione e la falena

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In un mondo magico di fate mostruose e umani che si rifugiano in metropoli impenetrabili di metallo, Kieran è costretto a stringere un accordo con il pericoloso criminale dal sangue fatato Silas Vaukhram, suo arcinemico. Il gioco mortale che per anni li ha resi nemici ora ha ribaltato le regole; dovranno collaborare per sopravvivere a un intrigo che li vuole entrambi morti e man mano che cercheranno di andare avanti, riscopriranno il rapporto che li aveva così uniti prima che la guerra li ponesse su fronti opposti.
Riusciranno a mettere da parte anni di odio per scampare a potenti fate mortali, criminali senza scrupoli e a un mondo che si serra intorno a loro per annientarli?

Primo volume di una trilogia enemies to lovers dalle tinte fantasy steampunk.

514 pages, Kindle Edition

Published January 11, 2026

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Ahiryn Woodrop

8 books5 followers

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Profile Image for Akemichan.
797 reviews33 followers
May 24, 2026
Ogni tanto ripenso alla fastidiosa discussione romantasy =/= romance fantasy e continuo a essere della stessa opinione: chi la pensa così semplicemente vuole leggere un romance dove, se la parte fantasy è rilevante, sia ben fatta. Un Fourth Wing scritto meglio, insomma.

Ecco, Petrichor, per me, lo è.

E' indubbio che la parte più rilevante del libro sia la relazione fra i due protagonisti, nonché la ragione per cui la storia mi è stata consigliata. Con ragione, per altro, dato che ha come trope "friends to enemies" che io adoro e pure il legale vitale, un altro mio personale favorito. E il modo in cui Kieran e Silas si devono relazionare in questo libro, sia nel presente sia nel passato, è il cuore della storia, oltre a essere per forza di cose un leeeeento slow burn.
Ma i due personaggi sono ben delineati anche in sé. Ho molto amato il rivolgimento che hanno durante la storia, perché Kieran è quello che all'inizio pare il più serio e giusto dei due, e si rivela poi quello che più fa eccezioni, si tiene in disparte dalle ingiustizie, mente o si rivela diverso dall'idea che tutti hanno di lui. Dall'altro, Silas che vorrebbe essere questa persona distaccata, a cui importa solo della missione e di ciò che è importante, finisce per essere emotivo e affezionarsi anche quando non dovrebbe.

Ma la trama c'è: ancora in divenire, poco esplorata, ma i semini ci sono tutti ed è questo che secondo me lo rende adatto a chi cerca un romance fantasy. Di mezzo ci sono cospirazioni, giochi di potere, rivolte e segreti magici (con molta probabilità, un cattivo finale). E la parte del legame è chiaramente legata a tutto ciò, il che rende il romance parte integrante della stessa.
Senza scordare l'aspetto del wordlbuilding. La mitologia delle fate è tradizionale (esseri fatati, non malvagi ma nemmeno buoni, che non possono mentire, ecc) ma la loro descrizione è a metà tra l'horror e il fantastico a mio parere è riuscitissima e rende del tutto l'ambiguità di queste creature bellissime e terribili. E a questo ci si aggiunge l'ambiguità dei mezzosangue, onorati per i loro poteri eppure discriminati per le leggende sulla loro natura e cacciati per la magia che i loro corpi possono donare. Crea un interessante setting per sviluppare la relazione fra i due protagonisti.

Meno male che ad agosto esce il secondo!

Profile Image for merty.
45 reviews
May 19, 2026
Ho avuto modo di conoscere questo libro grazie al repost di una cara amica del collettivo Quindie (a volte i social servono, e a tanto), e sono subito stata attratta dalla splendida illustrazione presente in copertina realizzata da MelonPan.

Petrichor: il campione e la falena è il primo libro della trilogia fantasy steampunk di Ahiryn Woodrop. In questo romanzo, vengono narrate le vicende di Kieran, il Campione degli umani, guerriero del Ferro che combatte i ribelli sul campo e l’intricata politica delle corporazioni fuori; e di Silas, la Falena, una delle punte della ribellione, Sanguemisto affascinante quanto letale e crudele.

Tra i vari temi del libro, quella ad essermi subito saltata all’occhio è stata la dicitura enemies to lovers. Io ho sempre grandi aspettative verso questo tipo di premessa: desidero una storia capace di coinvolgermi, in cui l’odio non è solo un termine usato a sproposito per definire il rapporto tra i protagonisti.

Lo devo percepire tra le pagine, e, ancora più importante: deve avere senso nell’intricato mondo pensato da chi scrive. Con Petrichor, ho trovato tutto questo.

Prima di proseguire, ci tengo personalmente a ringraziare l’autrice per avermi permesso di collaborare con lei. Nonostante avessi un profilo IG ancora privato, nonostante non avessi postato nemmeno un carosello, Ahiryn ha voluto darmi fiducia, rispondendo ad ogni mio commento in chat e apprezzando l’entusiasmo.

In un’era in cui il divario tra lettori e autori si fa più grande nonostante la vicinanza digitale, teniamoci strette queste persone che fanno della gentilezza e del rispetto i loro pilastri. Ahiryn è una persona splendida e un’autrice formidabile, che ha saputo dare vita ad un universo e personaggi complessi, i cui vari volti si scoprono man mano che si prosegue nella lettura. Niente è mai scolpito sulla pietra; tutto può mutare rivelazione dopo rivelazione.

Ma procediamo con ordine.

. La trama e il mondo di Petrichor

In un mondo magico di fate mostruose e umani che si rifugiano in metropoli impenetrabili di metallo, il soldato Kieran Reed è costretto a stringere un accordo con il pericoloso criminale dal sangue fatato Silas Vaukhram, suo arcinemico. Il gioco mortale che per anni li ha resi nemici ora ha ribaltato le regole; dovranno collaborare per sopravvivere a un intrigo che li vuole entrambi morti e man mano che cercheranno di andare avanti, riscopriranno il rapporto che li aveva così uniti prima che la guerra li ponesse su fronti opposti.
Riusciranno a mettere da parte anni di odio per scampare a potenti fate mortali, criminali senza scrupoli e a un mondo che si serra intorno a loro per annientarli?


Quello che subito cattura l’attenzione, protagonisti a parte -ne parleremo tra un attimo- è il tipo di ambientazione. Ahiryn ci catapulta in un universo in cui l’industria è diventata, ormai, parte della vita quotidiana.

Gli umani si sono rifugiati nelle loro città dal cielo sempre scuro per via dei fumi delle fabbriche, in cui solo una cerchia ristretta della popolazione ha vero accesso alla ricchezza, e al potere.

Ma la loro società è ordinata solo in apparenza, perché la rigida gerarchia non impedisce affatto alla corruzione di dilagare.

Ad affiancare le città di ferro, ci sono le Corti fatate. Si tratta di luoghi in cui non c’è spazio né per la razionalità umana, né per la rigida disciplina industriale che permea ogni aspetto della vita. Esiste soltanto la natura, selvaggia e imprevedibile, insieme alle proprie creature fatate.

Quelli di Petrichor sono esseri affascinanti e pericolosi al pari di una valanga, di un’eruzione vulcanica, di un maremoto. Le fate sono splendide, sì, ma letali: le descrizioni che Ahiryn ci fornisce durante il romanzo fanno meravigliare il lettore, ma incutono in lui anche una sorta di paura, data dall’immagine grottesca delle creature che viene fornita.

Ci sono diversi aspetti che mi hanno colpito del worldbuilding. Innanzitutto, il mondo non è una contrapposizione netta tra natura e industrializzazione: ci sono delle zone grigie, luoghi in cui il progresso collabora con le fate, imprevedibili quasi quanto gli umani.

E questa zona grigia non è data solo dai luoghi. Tra la popolazione che abita la Gardena, il continente principale su cui si svolge la storia, ci sono i cosiddetti Sanguemisto: esseri per metà fata e per metà umani, che mantengono la straordinaria potenza dei loro genitori fatati, senza però appartenere ad uno o l’altro mondo.

I Sanguemisto sono speciali. Non solo perché sono molto rari, giacché le Fate che abitano le Corti si sono rifugiate ormai nei loro regni, diminuendo il contatto con gli umani; ma perché, insieme alle Fate stesse, hanno anche che fare con la base del sistema magico di Petrichor -che non voglio anticiparvi troppo-.

Dico solo che la magia, per come Ahiryn l’ha concepita, mozza il fiato; è brutale, grottesca.

Tutto il processo con cui si accede ai poteri viene costantemente messo sotto esame dalla coscienza dei due protagonisti, mentre il mondo esterno, sia dal lato umano che quello dei ribelli, sembra considerarlo ormai come un male necessario, l’inciampo per arrivare a qualcosa di più grande.

L’autrice non si risparmia dal presentarci la realtà della magia in maniera cruda. Personalmente, ho amato sia la sua idea, che trovo splendida e anche molto, molto attuale per via della cronaca internazionale; e ho amato la resa, proprio perché ci permette ancor di più di scoprire lati dei protagonisti che spesso tengono per sé.

E ora, finalmente, arriviamo a loro.

. “Solo guerra senza te”

Per quanto abbia apprezzato tutti i vari personaggi che pullulano l’universo di Petrichor -soprattutto Magda, che terrò personalmente d’occhio, e Zeph, più un terzo che non posso menzionare, ma Ahiryn sa-, Kieran e Silas sono quelli che hanno tenuto in ostaggio la mia attenzione per tutta la durata della lettura. E possono farlo ancora, perché non si libereranno certo di me!

Sono due protagonisti interessanti, le cui differenze cominciano a partire dall’aspetto fisico e proseguono su altri dettagli riguardanti il ceto sociale, la razza -nel senso in cui la concepiamo nei fantasy-, il carattere.

Quello che mi piace di Petrichor è che i conflitti non si sviluppano mai su un livello soltanto: i motivi di contrasto sono stratificati, e il lettore non riesce a tifare né troppo per una parte, né per l’altra.

Anzi, cerca una terza strada, una via che quasi forgia con i due protagonisti, ora costretti a collaborare dopo anni in cui non hanno fatto altro che tentare di eliminarsi a vicenda.

Kieran, soldato del Ferro, una delle Corporazioni dell’universo che si occupa di respingere gli attacchi dei ribelli -in particolare dei Sanguemisto e delle Fate- è un personaggio molto serio, ligio al dovere. Lui mal sopporta però tutta la politica dietro a ciò che, per lui, dovrebbe essere un compito semplice: proteggere le persone, siano esse umani o fate.

Ha un animo semplice, una moralità che spesso cozza con il modo di fare del Ferro, molto più brutale e meno incline a lasciare sopravvissuti. Sempre immerso nella propria mente, Kieran ha il solo desiderio di passare quanto più possibile inosservato e di guadagnare abbastanza soldi per la propria famiglia.

Il personaggio di Silas, invece, è il completo opposto di Kieran. Eccentrico, stravagante, membro di punta della Legione, è un personaggio di cui è impossibile non interessarsi.

Il suo essere un Sanguemisto lo rende un personaggio tormentato, per motivi differenti da Kieran, e ci offre anche uno sguardo diverso sul mondo grigio della Gardena.

Così diverso dal Campione, eppure, Silas è l’unico in grado di scalfire quella maschera incrollabile che Kieran sembra indossare sempre, persino quando dorme. Ma lo stesso vale al contrario, non credete.

Eppure quelli erano attacchi che il suo orgoglio poteva sopportare. Perché quando a umiliarlo erano persone insignificanti per lui non c’era motivo di sentirsi mortificati. Con certi individui non bastavano gli insulti e i calci per far provare a Silas qualcosa. Con Kieran bastava una frase.

Entrambi sono personaggi splendidamente costruiti. Ahiryn ha fatto un lavoro immenso, secondo me, nel renderli entrambi rilevanti.

Mi spiego: spesso, nei libri, i due personaggi principali non rendono allo stesso modo. Capita spesso che uno venga sacrificato per dare più risalto all’altro, ma, nel romanzo, questo non succede -e qui, secondo me, sta un’altra delle tante grandezze di questo primo libro-.

In Petrichor, Kieran e Silas si elevano a vicenda, a suon di insulti e pugni, ma anche grazie a un rapporto che sembra sia sopravvissuto all’odio.

Perché non riusciva mai a porsi in modo delicato con Kieran?

Tra le tante cose che ho amato di questi due -non chiedetemi chi sia il mio preferito, non posso rispondere. They’re a set, do not separate- è il modo in cui Ahiryn ha voluto trattare il loro rapporto.

Come ho detto all’inizio, scrivere enemies to lovers non è facile, e trovarne di davvero calzanti con il trope dovrebbe essere considerato uno sport estremo. Sono storie, a mio parere, che necessitano di un inizio burrascoso, violento, sorretto da un motivo che ribalti il sentimento così forte che il lettore deve dire “sì, ha senso!”

Ahiryn, in questo, ha fatto centro. Se il massimo voto che si può dare a questo libro fosse 10, io inventerei un nuovo numero massimo per esprimere quanto questa storia mi abbia devastata.

Ma i numeri -e le maledette stelline- non piacciono molto a noi membri del Quindie, e quindi -NO PUN INTENDED-, torniamo alle parole.

Kieran e Silas si detestano, si odiano con ogni fibra dei loro corpi per motivi che, pian piano, ci vengono svelati tra le pagine, tra un combattimento prima e una fuga poi.

Eppure, ciò che mi ha colpito molto durante la lettura è stato percepire una sorta di sofferenza, una stanchezza tra gli attacchi -verbali e non- dei personaggi che non può essere cancellata con una semplice dormita.

La storia di Kieran e Silas comincia da ben prima di queste pagine, e l’autrice ci porta a scoprire questi due prima che diventassero il Campione e la Falena, prima che giurassero di rincorrersi in una battaglia continua che sarebbe culminata solo con la morte dell’altro.

Il loro rapporto, anche dove c’è l’odio, nasconde il dolore, quella flebile ingenuità che porta i due a chiedersi, il lettore a chiedersi: come sarebbe potuta andare?

Mi è piaciuto molto come i due protagonisti sono stati costruiti, e com’è stata gestita la loro storia. L’astio si alterna alla curiosità, al rimorso, al rispetto reciproco.

Kieran e Silas, nonostante le scelte prese, sono sempre stati legati, in modi che scoprirete soltanto dando un’occasione a questo meraviglioso libro.

Si sente l’impegno che Ahiryn ci ha messo, tutta la fatica e tutto l’amore per questi due personaggi -che le avranno sicuramente procurato qualche emicrania-.

Un lettore non può non guardare a loro con ammirazione, pensando, con meraviglia “vorrei averli creati io”.

Davvero, nessuna invidia, nessuna gelosia: quando ci si trova di fronte a qualcosa di bello, si può solo provare tanto rispetto per chi, quel bello, l’ha creato. E fargli tanti complimenti.

. Accademia n.

Volevo spendere due parole per il modo geniale in cui Ahiryn ha inserito i flashback.

Questi capitoli sono contrassegnati dallo stesso titolo con numerazione crescente, e fanno pensare ad un romanzo a puntate dentro al romanzo principale.

Non posso, ovviamente, anticipare il perché di questi ricordi; lo scoprirete man mano durante la lettura, prendendone consapevolezza insieme ai protagonisti. Posso però dirvi che i capitoli flashback hanno aiutato tanto a costruire la tragedia dietro Kieran e Silas, rendendo gli avvenimenti nel presente ancora più struggenti.

Ma Ahiryn non ha inserito il passato solo per il gusto di farlo -attenzione: non ci sarebbe stato nulla di male comunque-; l’ha fatto in maniera intelligente, sfruttando a proprio vantaggio il worldbuilding da lei creato, e la situazione in cui i protagonisti sono caduti con tutte le scarpe.

Questo, quindi, meritava una lode a parte perché, a parer mio, mostra l’attenzione ai dettagli dell’autrice, che ha creato così un modo avvincente di farci entrare ancor di più nelle menti di Kieran e Silas, e in quanto di più prezioso custodiscono: le memorie.

. Ce lo consigli?

SÌ, SÌ E SÌ. HO GIÀ DETTO SÌ?

Penso che questo libro possa essere considerato, senza troppi fronzoli, un must degli enemies to lovers.

Come ho scritto in precedenza, Ahiryn è stata molto brava a gestire un rapporto tanto complesso come quello di Kieran e Silas, senza mai cadere nel banale e senza mai anticipare situazioni che avrebbero compromesso il fragile equilibrio tra i protagonisti costruito in questo primo libro.

Anche il worldbuilding è uno spunto interessante per gli amanti del genere steampunk, e un piacere da leggere per chi adora le atmosfere tipiche dell’era industriale dei primi del Novecento, che non hanno, però, perso il loro lato più magico e spaventoso.

Sicuramente, l’aspetto per cui ve lo consiglio di più è proprio la costruzione dei protagonisti, ma non sono gli unici ad essere personaggi ben riusciti. Di interessanti ce ne sono tanti, tra cui Zeph: un personaggio della Legione anche lui complesso, in apparenza impossibile da scalfire, ma che porta dentro di sé un dolore a cui nessuna lingua al mondo è riuscita a dare un nome. Se leggerete, capirete queste mie parole.

Petrichor è una storia che sa di pioggia, di fumo, di ricordi che vorremmo seppellire ma che sradicano ogni nostra convinzione con la semplice forza dell’esistenza. La storia creata da Ahiryn è emozionante dalla prima pagina fino all’ultima. Anche i momenti di quiete fanno rimanere all’erta, in attesa del prossimo colpo, del prossimo tradimento.

Se siete arrivati fino a qui, vi ringrazio per aver letto il mio sproloquio. Spero di avervi incuriosito almeno un pochino, perché questo è un libro che merita.

E il seguito arriverà il 15 agosto di quest’anno. Se ve lo state chiedendo, sto già contando i giorni.

Che ne pensate? Darete una chance a questi due e alla loro storia?
Profile Image for Maggie M..
83 reviews18 followers
September 2, 2026
⭐⭐⭐⭐⭐+/5

📖: "𝐒𝐢 𝐞𝐫𝐚 𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐥𝐞 𝐥𝐨𝐫𝐨 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐬𝐬𝐞𝐫𝐨 𝐢𝐧 𝐦𝐨𝐝𝐨 𝐞𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐞𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚𝐭𝐞 𝐚 𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐮𝐜𝐜𝐢𝐝𝐞𝐫𝐬𝐢."

Dare solo cinque stelle a questo libro (e al suo sequel) è un'offesa vera e proprio.
Questa storia meriterebbe un quantitativo indefinito e infinito di stelle! ⭐

𝙇'𝙃𝙊 𝘼𝙈𝘼𝙏𝙊.

Mi ritengo una lettrice onnivora e che apprezza leggere un po' di tutto, ma la verità è che molto spesso i fantasy mi intimoriscono. Sia perché, nella maggior parte dei casi, sono piuttosto lunghi, ma anche – e soprattutto – perché ho il timore che la scrittura sia così "pesante" da rendermela indigeribile e farmi così inevitabilmente cadere nel blocco del lettore.

Ma con 𝐏𝐞𝐭𝐫𝐢𝐜𝐡𝐨𝐫 non c'è alcun rischio; se non quello di fare le ore piccole per leggere 𝘢𝘯𝘤𝘰𝘳𝘢 𝘶𝘯 𝘤𝘢𝘱𝘪𝘵𝘰𝘭𝘰, 𝘴𝘰𝘭𝘰 𝘶𝘯 𝘢𝘭𝘵𝘳𝘰 𝘤𝘢𝘱𝘪𝘵𝘰𝘭𝘰.
(poi la sveglia suona due ore dopo ed è già mattina, ops)

Le oltre 500 pagine di questo primo libro sono gestite con estrema maestria, attenzione ai dettagli e tanto, tantissimo amore verso noi lettorə.
Fin da subito, veniamo catapultati in un mondo dalle atmosfere magiche ma anche inquietanti, dove l'esistenza delle fate respira affianco alla vita degli esseri umani.
Città fumose, società sull'orlo del declino, combattimenti spietati e, al centro di tutto, la relazione tra Kieran e Silas.

𝐏𝐞𝐭𝐫𝐢𝐜𝐡𝐨𝐫 ha un world building e un sistema magico unico e originale. Ma è anche una storia carica di introspezione, sentimenti e cuore.
È impossibile non trovarsi a empatizzare con i nostri protagonisti – e dannarci nel cercare di capire chi dei due sia dalla parte del giusto. 𝘚𝘦 esista il "giusto".

Kieran e Silas sono 𝘴𝘵𝘳𝘢𝘯𝘨𝘦𝘳𝘴 𝘵𝘰 𝘧𝘳𝘪𝘦𝘯𝘥𝘴 𝘵𝘰 𝘭𝘰𝘷𝘦𝘳𝘴 𝘵𝘰 𝘦𝘯𝘦𝘮𝘪𝘦𝘴 𝘵𝘰...???
(le urla che ho tirato, le bestemmie che ho tirat—)
(li amo, tantissimo)

Se siete fan de 𝐈𝐥 𝐩𝐫𝐢𝐧𝐜𝐢𝐩𝐞 𝐩𝐫𝐢𝐠𝐢𝐨𝐧𝐢𝐞𝐫𝐨 ma anche della dilogia di 𝐒𝐞𝐢 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐫𝐯𝐢, sarà la vostra nuova lettura da 5+ stelle. ⭐



‼️Prima di avventurarvi nella lettura, controllate i TW! All'interno della narrazione ci sono anche scene di body horror, quindi procedete con cautela.
Profile Image for zenzeromante.
188 reviews30 followers
Read
April 19, 2026
In un mondo in cui il tuo valore è calcolato sulla somma dei tuoi organi e la magia che racchiudono, cosa significa trovare il coraggio di ribellarsi? Per Silas, mezzo-umano e mezza-fata, significa allinearsi ai terroristi e tradire il suo governo. (Ma a chi appartiene davvero un governo simile?)

Fin dalle prime pagine del romanzo veniamo trascinatz in un clima politicamente, economicamente e umanamente corrotto, segnato da una grossa crepa tra le Corporazioni più agiate e il resto della popolazione operaia, troppo povera persino per permettersi l’accesso al voto. Ancora più in basso nella scala sociale ci sono i sanguemisto, i discendenti umani delle fate, solo all’apparenza protetti da leggi farlocche che finiscono per marginalizzarli ancora di più, spingendoli tra le mani di papponi e trafficanti di organi e di bambini.

Eppure a guidarci in questo mondo è Kieran, il celebrato Campione del Ferro, che con la sua ultima impresa è riuscito a catturare la Falena, tra i più temuti “terroristi” della Legione. Davanti a un tribunale intenzionato a firmare una pena di morte, tra Kieran e Silas si scoprirà esistere un rapporto vecchio e duraturo – invisibile ma inscindibile, come il Vincolo fatato che li coglie di sprovvista.

Ora se muore uno, muore anche l’altro.

Il romanzo segue Kieran e Silas tra il presente da nemici ai poli opposi di una guerra e il passato condiviso come compagni di stanza all’Accademia militare, passando per immense locomotive in metallo su cui viaggiano prelati corrotti e foreste abitate da esseri fatati tanto affascinanti quanto terrificanti.

La mia parte preferita è stata proprio la rappresentazione delle fate, nella loro curiosità e crudeltà (l’una, forse, causata dall’altra). Le fate in Petrichor non sono esseri da comprendere; rappresentano espressamente un mondo a parte, che segue regole diverse che non sono fatte per né desiderano essere comprese dagli esseri umani. Ma dove lascia, questo, le mezze-fate? I membri della Legione, i “terroristi” mascherati che si ribellano alla violenza sanzionata dallo Stato, ci mostrano uno spaccato di quella vita passata nel mezzo, tra fratellanze e tradimenti che si intrecciano in ogni capitolo della storia.

Faccio seriamente fatica a dare un voto numerico a questo libro. 3¾? Un po’ meno di 4? Dal 25% in poi l’ho divorato principalmente per le implicazioni del world building (che ho amato) e per un paio di personaggi, in particolare fatati, che mostrano una morale tutta loro e proprio per questo tanto interessante. (BTW, sto ancora piangendo per il follettino in valigia…) L’unica pecca è lo stile narrativo che in svariati punti ho trovato troppo raccontato, anche là dove lasciando più spazio alle voci dei personaggi si sarebbe potuto aumentare il peso di numerose scene.

In ogni caso la copertina è spaziale, e starò in attesa di notizie sul secondo volume!
Profile Image for Dida.
2 reviews1 follower
August 29, 2026
Nel finale di questo primo libro mi si è annodato lo stomaco e mi è scesa una lacrima, una di quelle lacrime nostalgiche che arrivano senza preavviso quando senti di aver finito qualcosa di prezioso e intenso. Per fortuna sarà una trilogia, altrimenti non so davvero come mi sarei sentita.

Questo libro mi ha fatto provare emozioni che non provavo da tantissimo tempo leggendo una storia fictional, sono stata conquistata da subito dal worldbuilding meraviglioso con tematiche politiche così reali e vicine a noi, ma con al contempo elementi fantastici estremamente originali che mi hanno invece trasportata in un altro mondo.

Petrichor non lo leggi, lo vivi.
Ha tutto ciò che cerco da un romanzo: una coppia principale queer, una costruzione meravigliosa di un worldbuilding fantasy steampunk e angst. Puro angst. Se pensate di odiare la trope “enemies to lovers” perché è affrettata, basata sul sesso, i pg non si odiano davvero… beh, questo libro smentisce tutto.

Kieran e Silas sono costantemente in lotta tra la propria morale, la propria lealtà, e i sentimenti che provano verso l’altro. Sono personaggi imperfetti, umani, pieni di difetti. Vi troverete costantemente a prendervela con uno dei due perché sono emotivamente immaturi, mentono a sé stessi o si mostrano per ciò che non sono, spesso volutamente sgradevoli per non rischiare di esporre la vulnerabilità delle loro emozioni.

Ci sarebbe così tanto altro da dire ma lo lascio scoprire a voi, in modo che possiate essere sorpresi da quest’opera come è stato per me. Intanto, faccio tantissimi complimenti all’autrice, una persona dolcissima con cui ho avuto modo di dialogare in DM su Instagram mentre urlavo per il libro e non avevo nessuno con cui sfogarmi. Dico solo che non oso immaginare la mole di lavoro per raggiungere questo traguardo senza una casa editrice, e aggiungo che Petrichor non ha nulla in meno rispetto a tante saghe internazionali per cui sono stati fatti anche numerosi adattamenti televisivi.

In questi rari momenti, sono fiera di essere italiana.
Ah, non mi paga nessuno per scrivere tutto ciò. Viene solo dal mio cuore. Leggetelo, fidatevi di me.
Profile Image for Maria Rosaria.
90 reviews4 followers
April 26, 2026
Kieran Reed pensava di essersi finalmente gettato il passato alle spalle: ha catturato il suo peggior nemico, il terrorista dal sangue fatato Silas Vaukhram, e l’ha consegnato alla giustizia. Tuttavia, nulla va come previsto. A causa di un… complotto? Imprevisto? è costretto a intraprendere un viaggio proprio con Silas, tentando in tutti i modi di non ucciderlo. E, ovviamente, non farsi uccidere. Tra fate assassine, segreti, misteri e ricordi, i nostri due protagonisti vagano tra le città, riscoprendo sentimenti che sembravano persi per sempre.

ALLORA.
Cosa dire se non: CHE FIGATA? Questo romanzo diventerà la mia personalità fino a quando non leggerò il secondo.
Siamo in un mondo crudo, dove le città sono immerse nel ferro e nei fumi delle fabbriche; dove le fate sono capricciose, volubili e imprevedibili, e dove gli uomini sono dei macellai. Avete letto bene, sì, perché loro usano pezzi dei corpi delle fate per fare magie.
Il worldbuilding è costruito in modo impeccabile. Da una parte abbiamo le Corporazioni umane, con le loro leggi oppressive e razziste nei confronti dei Sanguemisto (figli di fate e umani); mentre dall’altra abbiamo le Corti delle fate, dove regna la magia primordiale del caos. Le fate sono l’aspetto che ho amato di più: si avvicinano molto a quelle oscure del folklore, che io AMO alla follia. Si divertono con gli umani e li usano a loro piacimento, come se fossero giocattoli; la loro magia è folle, a tratti molto splatter e horror.

I personaggi sono ben costruiti e definiti. Kieran e Silas si detestano e cercano in tutti i modi di uccidersi a vicenda ma, allo stesso tempo, condividono un passato dove erano molto amici. Per una sfortunata concatenazione di eventi, si troveranno a collaborare e affrontare un viaggio insieme. Kieran è orgoglioso, tormentato da un segreto, ligio al dovere (anche troppo!), con un forte sentimento di rivalsa; Silas è ribelle, sarcastico, spensierato e curioso, tipico delle fate… sì, perché Silas è un Sanguemisto molto potente.

Posso affermare senza ombra di dubbio che Silas sia il mio preferito. Lui ha delle idee molto precise e non permette a nessuno di fargli cambiare idea, in più raggiunge livelli di pettyness che me lo fa stare molto simpatico.
E, soprattutto, pensa alla sua incolumità. E bravo. MI PIACE. È così realistico come personaggio, è descritto magnificamente.

Il loro rapporto è scritto molto bene. Si capisce il perché si odino così tanto (tutti sentimenti molto validi e credibili), ma si percepisce anche l’affetto che li lega. Per usare un termine ggggiovanile, sono perfetti “enemies to lovers”.

La narrazione è molto scorrevole, tanto che ho letto queste 500 pagine in tre giorni. Non riuscivo a staccarmi, anche perchè il “mistero” e le vicende si srotolano in maniera così limpida che il lettore non riesce proprio a smettere.

In conclusione, leggetelo.
Non ve ne pentirete.

Profile Image for paprikaveronika.
14 reviews
September 21, 2026
Non so se l'autrice leggerà mai questa recensione, cosa che tra l'altro non ho neppure la pretesa di scrivere, ma a volte è proprio vero che devi gettarti con tutto te stesso in quello che desideri creare per arrivare a farlo.
L'affetto provato per questa storia è palpabile in ogni pagina.
E, quando qualcosa viene amato a tal punto, è impossibile che non trasmetta parte di quell'amore anche a chi legge.
Su Kieran e Silar poi non mi dilungo, altrimenti renderei questo semplice commento una sorta di analisi dettagliata su quanto incompatibilmente compatibili siano quei due (e su quanto bbbelli siano gli enemies to lovers o quel che sarà, a patto che gli enemies si diano qualche sonora mazzata prima di tornare a rivangare il passato e i sentimenti inespressi).
Ho amato Moslon, tra parentesi. La città lacustre resa palude, le strade colme di fango, le case tremolanti e umide. Una ambientazione pazzesca, terrificante e claustrofobica resa al massimo dalle tinte steampunk della narrazione.
E Henry... se dovesse succedergli qualcosa, meme di Rosa Diaz con il cagnolino in braccio. Ci siamo capiti.
Profile Image for Gealach.
220 reviews21 followers
March 7, 2026
"Solo guerra senza te."

"Petrichor: Il Campione e la Falena" è un fenomenale mattoncino dal worldbuilding denso e viscoso, che ambienta una storia di dolorosi tradimenti in fumose atmosfere steampunk. Il background dei due protagonisti si disvela piano, mostrando il loro rapporto in un'accademia militare prima che diventassero un terrorista dai forti ideali e l'eroe che gli dà la caccia. Nel presente, invece, dovranno collaborare per sopravvivere. Questa squisita tensione è il motore dell'intero romanzo, teso fra segreti inconfessati e laceranti bugie e un'attrazione mai sublimata.

Il mondo descritto è contorto e terribile, pieno di violenze indicibili contro i più deboli; alle Fate e ai Sanguemisto, poi, frutto dell'unione tra fate e umani, spetta la mutilazione o peggio, dato che l'uso delle loro parti è necessario per poter usufruire della magia. È un mondo selvaggio dove vige la legge del più forte, dove anche le corti fatate non sono certo da meno con la loro innaturale crudeltà, ben ispirata a Faërie. In questa cornice devastata, i personaggi si muovono in una corsa contro il tempo che metterà a dura prova le loro granitiche certezze.

Primo di una serie, Petrichor promette faville.
Profile Image for Lorena.
254 reviews5 followers
May 30, 2026
4.5⭐️


Ringrazio l’autrice per aver ricevuto una copia

Questo libro è stata una bellissima e piacevole scoperta. Ho adorato il world building , l’idea di contrapporre un mondo industrializzato e del ferro al mondo delle fate è veramente interessante. Inoltre ho trovato i vari temi che si volevano affrontare sensati e ben amalgamanti al mondo creato.
I personaggi sono ben scritti e interessanti è il “morally gray” non è messo tanto per. Sono personaggi che subiscono l’esistenza in un mondo complicato e che cercano di navigare la vita e sopravvivere nel miglior modo possibile.
La chimica tra Silas e Kieran è palpabile e ogni volta che si accennava ai loro sentimenti volevo urlare, sarà molto interessante vedere cosa succederà nel prossimo libro. Hanno davvero del potenziale pazzesco.

Lo consiglio sicuramente, un ottimo queer fantasy italiano che non ha nulla da invidiare ai fantasy inglesi. Non vedo l’ora di leggere il sequel!
Profile Image for Lara Di Iorio.
601 reviews13 followers
October 8, 2026
Ho scoperto grazie a una video recensione l’esistenza di questa serie e ringrazio ogni momento la casualità di quel giorno.

È stato istinto immediato, diventato colpo di fulmine dalle prime pagine, per poi sfociare in un insieme di emozioni viscerali.

Partiamo dalla cover, meravigliosa e vivida. Apprezzo sempre quando un libro ha una copertina disegnata da un artista — qui veramente talentuoso — perché, a mio avviso, dà un valore aggiunto all’opera.

Lo stile dell’autrice è pregevole, immersivo e coinvolgente. Articolato, ma mai lento o noioso. Uno show, don’t tell gestito sapientemente, chiaro e semplice. Una narrazione serrata che raggiunge picchi incredibili pagina dopo pagina.

L’ambientazione steampunk, così come il world building del sistema magico, affascinante, ben strutturato e mai banale, è incredibile. Tutto si dipana davanti agli occhi come immagini che escono dalle pagine: tutto è intrigante e magico.

I protagonisti… qui mi devo limitare, perché sennò potrei diventare una fangirl impazzita. 😅 Li amo in tutte le loro innumerevoli sfaccettature, nel bene e nel male. Non mi succedeva da anni di ossessionarmi così per dei personaggi di una storia. Loro vivono.

Non è un libro per tutti: è un dark fantasy senza filtri né sconti. Finalmente un vero enemies to lovers, senza banalità, che ti ripaga pagina dopo pagina, ti stupisce, ti lascia interdetta e ti fa fremere dall’impazienza di andare avanti, arrivando persino a farti desiderare di fermarti, per non lasciarlo andare via troppo presto.

I temi importanti sono molteplici, gli intrighi e i segreti ancora di più. I sentimenti e gli ideali, così come la magia e la politica, giocano in un intreccio sempre in perfetto equilibrio.

Questo libro è un vero gioiello e io sono felice che sia di un’autrice italiana. ❤️
Profile Image for Veronica.
259 reviews
September 7, 2026
Kieran è un guerriero di Ferro, divisione che si occupa in prima linea dei conflitti con le Fate, mentre Silas è un Sanguemisto, in parte fate e in parte umano,che fa parte della resistenza che vuole una vita degna per tutti i Sanguemisto. I due sono su due fronti opposti ma a causa di una maledizione che gli è stata scagliato contro, le loro vite sono legate, e la morte di uno sarà la morte dell'altro. Intraprenderanno quindi un viaggio per trovare qualcuno in grado di rompere questo loro legame.

Il rapporto tra Kieran e Silas è una parte molto centrale della storia, ma nonostante questo è un fantasy ricco di azione ed intrighi nessuna parte prende il sopravvento sull'altra.

Spesso mi sono ritrovata a leggere libri che utilizzano la violenza con il solo scopo di scioccare il lettore, senza un vero scopo nella trama. In Petrichor ci ritroviamo ad assistere ad una società corrotta, dove la violenza verso i Sanguemisto viene giustificata dalla magia nel loro sangue, dal loro "essere promiscui" tanto da corrompere con i loro corpi l'animo degli uomini e portarli ad atti empi.

Petrichor ci mostra un mondo ingiusto e crudele, verso chi è diverso e non ha una voce.

L'ambientazione mi ha ricordato tantissimo Carnival Row, per quanto riguarda le città umane — fumose ed invivibili, piagate dall'essere umano.
Poi però abbiamo le corti delle Fate, che sono tutta un'altra storia. Luoghi di magia e natura selvaggia, di una bellezza devastante, ma come gli umani anche le Fate possono essere estremamente crudeli.

È una lettura che stra consiglio a chi è alla ricerca di un vero enemies to lovers, perfetto per chi ha amato "Il Principe prigioniero".
Profile Image for Ofelia  Bloom.
30 reviews
August 28, 2026
Il fantasy MM in italiano è ancora un genere molto poco frequentato, e abbiamo davvero bisogno di storie belle e ben scritte, per avvicinare il pubblico e fargli superare le sue ritrosie.

"Petrichor" è il primo capitolo di una trilogia, e ha tutti gli elementi per essere una gran bella storia. Quello che mi ha conquistata sono soprattutto il worldbuilding e il sistema magico, quest'idea che le fate vengano letteralmente smembrate e sfruttate per il loro corpo e il loro sangue. Questa idea dà al tutto una sfumatura molto dark e oscura, originale e toccante. L'elemento steampunk è bene inserito e colora bene il mondo.

Silas e Kieran sono due bei personaggi, profondi e sfaccettati. La scelta di mostrarceli in presa diretta, oggi, ma poi anche nel loro passato condiviso è vincente. Fa sì che il lettore capisca il punto a cui sono, ma scopra poi anche, in modo graduale, come siamo arrivati fino a qui.

Peccato per lo stile, non sempre impeccabile. Ci sono alcuni errori lessicali (con espressioni scorrette), costruzioni sintattiche e dialoghi faticosi da leggere e anche alcuni problemini di focalizzazione. L'idea è quella di farci immedesimare in Silas e Kieran, ma soprattutto il secondo non è sempre coerentissimo, come voce. È un bad boy o no? Ci sono dei momenti in cui sembra davvero solo un ragazzino perso, e sinceramente dal personaggio nel presente non me lo aspetto. È una di quelle storie che, se fosse stata scritta all'estero e poi tradotta in italiano, sono sicura avrebbe avuto un successo e una risonanza molto maggiori di quelle che sta avendo da noi.
Profile Image for Clara Cavaleri.
352 reviews13 followers
June 16, 2026
4,5 stelle!

Leggere questo libro è stato come fare un salto in un mondo fantasy steampunk in cui i sentimenti hanno il loro spazio. La storia non cerca scorciatoie e lascia ai personaggi il tempo necessario per sbagliare, chiudersi in sé stessi e imparare poco alla volta a fidarsi.

È un percorso che richiede pazienza anche al lettore. Nel frattempo, però, Ahiryn Woodrop accompagna la scoperta di un mondo tanto unico quanto intrigante. L’ambientazione di Petrichor, ispirata ai primi del Novecento, fonde l’immaginario industriale con quello delle fate e dà vita a una realtà complessa e ricca di contrasti. Da una parte troviamo le città dominate dalle Corporazioni e da una ristretta élite che concentra il potere nelle proprie mani. Dall’altra ci sono le Corti Fatate, luoghi in cui meraviglia e inquietudine convivono e dove l’ordine delle città industriali lascia spazio a qualcosa di più antico e imprevedibile.

La mia recensione completa: https://www.dreamageblog.it/2026/06/1...
Profile Image for Alessandra Allinbooklands .
210 reviews7 followers
August 10, 2026
Avete presente quando incappate per errore in un libro che ha al suo interno tutti gli elementi che più vi fanno battere il cuore? A me è capitato.
Petrichor è un mix perfetto i cui ingredienti presentano:
• una buona dose di hate to love
• tanta tensione tra i due protagonisti
• un worldbuilding originale
• intrighi e sottotrame degni di un fantasy politico
• una buona dose di emotività e scelleratezza da parte dei personaggi.
Se non fosse sufficiente, al primo volume di questa trilogia possiamo aggiungere dialoghi taglienti pregni di sarcasmo ed ironia, che vi faranno ridere e riflettere allo stesso tempo.
Petrichor è un romanzo che non vi chiede il permesso, vi emoziona e basta. Lo stile di scrittura tagliente ci catapulta in una storia abitata da corporazioni e corti fatate, le cui creature lottano per la sopravvivenza e i cui corpi sono soggetti a mercificazione ai fini magici. La tematica dello sfruttamento dei corpi viene inserita all'interno della storia da parte dell'autrice, con l'unico scopo di farci riflettere. E se il tuo corpo non ti appartenesse più come agiresti?
Se la tua libertà, persino la tua stessa vita, fosse parte di un grande disegno, fino a dove saresti disposto a spingerti per difendere la libertà?
Questo fantasy politico/steampunk dalle sfumature romantiche, ha rapito il mio cuore, rendendo la lettura leggiadra come le ali di una fata arrabbiata con il mondo intero.
1 review
January 14, 2026
Petrichor costruisce un mondo che profuma di pioggia, terra bagnata e rimpianti, perfettamente coerente con il titolo. Il contrasto tra la società umana — fatta di ferro, industria, fumo, ingranaggi e razionalità — e quella delle corti fatate — un universo pulsante di colori, emozioni e antiche ritualità — rende la world‑building affascinante e unica. Nel mezzo si muovono Kieran e Silas, in balia di equilibri precari, speranze illuse e promesse infrante, legati da una tensione che attraversa ogni pagina e dà forma al cuore emotivo della storia. Una lettura che lascia il segno e che ci fa desiderare con impazienza l’uscita degli altri due capitoli della saga.
18 reviews
October 9, 2026
Originale e profondo. Per nulla scontato un'ambientanzione steampunk immersiva che unisce le corti fae ad un'atmosfera da rivoluzione industriale magica.
Personaggi profondi, reali e misteriosi, ricchi di piccole cose da scoprire che non ti lasciano posare il libri senza aver letto anche il prossimo capitolo.
Appena iniziato il secondo volume e già non vedo l'ora di mettere le mani sul terzo!!!
Profile Image for Sara Bianchi.
160 reviews4 followers
June 9, 2026
Fantasy MM fantastico!
Primo libro di una trilogia molto intrigante e da leggere assolutamente!
Profile Image for al.
2 reviews
October 14, 2026
Non mi piaceva così tanto un libro da anni
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