Uno sport romance, second-chance e autoconclusivo (anche se, a mio parere, il finale ha tutte le carte in regola per un possibile sequel) che ho divorato in pochi giorni, completamente catturata dalla bolla d’amore di Maeley e Jackson. Tra i due, è Jackson a ricevere maggiore spazio nella narrazione del suo cambiamento e dell’evoluzione del personaggio. Almeno questo è ciò che ho percepito io lungo lo scorrere delle pagine: da giovane ragazzo dei sobborghi di Dublino, proveniente da una famiglia complicata con un padre che affogava i suoi problemi nell’alcool, impara a nascondere le sue sofferenze dietro a una maschera di impulsività e sfrontatezza di cui si nutre la sua carriera da pugile professionista. Peccato che sono le stesse ragioni che lo portano a deludere la persona che conosce la sua parte più vera, Maeley. Erano giovani, sbagliavano entrambi: lui non manteneva le promesse, lei lo lasciò nel momento in cui ne aveva più bisogno. Ma il tempo permette di rimediare. Jackson è cambiato e, di nuovo al fianco della donna che non ha mai dimenticato, dimostra chi è veramente: una persona dal cuore immenso, delusa del sé passato che non intende più ripetere gli stessi errori. I suoi sentimenti, le lotte interiori e la volontà di riconquistare Maeley senza giocare sporco emergono chiaramente, mentre le emozioni e motivazioni di Maeley risultano leggermente meno approfondite. Ora Jackson è disposto ad ascoltare e rispettare le scelte altrui, anche quando altri cercano di provocarlo con parole e gesti taglienti, pur di non perdere più Maeley.
E per “altri” intendo soprattutto Edward Murphy, fidanzato (e poi ex) di Maeley. Perché, secondo me, i veri protagonisti su cui soffermarsi sono quelli maschili: sorprendentemente, Jackson non appare come il classico pugile arrogante, bad-boy dalla corazza impenetrabile. No, è il suo modo di reagire a catturare l’attenzione, capitolo dopo capitolo. Ciò che Jackson non fa a Edward, un uomo che sa solo usare la paura per esercitare il potere sugli altri (spoiler: fallendo miseramente) vorreste farlo voi ogni volta che lo sentite parlare o prendere decisioni per Maeley. Ma quando la protagonista finalmente alza la testa, liberandosi del senso del dovere per proteggere persone a lei vicino, nessuno potrà più fermarla.
Nessuno ha il diritto di manipolarci, facendoci sentire deboli e impotenti in una relazione che si nutre della nostra paura per tenerci in pugno. Nessuno dovrebbe sentirsi obbligato a subire e accettare quel potere per risolvere i problemi altrui, anche quando si tratta di persone care. Una relazione non può nascere e crescere su fondamenta instabili, sul più forte che comanda il più debole. Deve fondarsi su parità, rispetto e accettazione di momenti di luce e buio dell’altro. Una relazione vera è quella di Jackson e Maeley, protagonisti di Just Us di Sarah Cameron (che ringrazio profondamente), fatta di gesti gentili, brividi sulla pelle, passione travolgente e sguardi loquaci. Le loro strade si incrociano di nuovo dopo anni di distanza, ma nei loro cuori erano già incisi i loro nomi fin dai primi scambi di sguardi silenziosi. Due persone diverse che si riconoscono subito nonostante le delusioni, i cambiamenti. Una passione che si riaccende fin da subito. E in noi lettori e lettrici, questa storia accenderà sentimenti contrastanti: rabbia verso Edward, dolcezza e tenerezza per Jackson e Maeley, passione e intensità come se fossimo sul ring con il più famoso dei pugili, a lottare contro avversari che meritano di essere messi al tappeto. Come? Con l’amore travolgente di Jackson e Maeley, l’amicizia leale di Mark e Greg, la determinazione di Jackson nel cambiare e migliorarsi, e la volontà di entrambi nel conquistare e realizzare i loro sogni più grandi.