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Correva l'anno 1924. Cronaca di un'indagine silenziosa in Sicilia

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Protagonista di questo giallo politico, che si svolge in un paesino della Sicilia tra il 1924 e il 1925, è Gaetano, un trentenne sordo, orfano di entrambi i genitori, che vive insieme alle due zie, maestre elementari. Dotato di uno spiccato spirito di osservazione, durante un funerale riesce a cogliere, leggendo il labiale, un dialogo fra due uomini che, a dispetto dell’apparente banalità, si rivelerà determinante per venire a capo di due omicidi e dei loro retroscena. Gaetano intraprende così un’accurata indagine silenziosa che lo porterà a trovare le connessioni tra alcuni pretesi ordinari crimini di provincia, i vertici locali del partito fascista e della Milizia, e l’omicidio di Giacomo Matteotti…

176 pages, Paperback

Published February 28, 2025

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Profile Image for LauraT.
1,395 reviews94 followers
January 14, 2026
***1/2
Libro molto interessante; ripercorre la Storia (quella con la S maiuscola, quella che dovremmo conoscere tutti, ma che sempre più vediamo essere dimenticata dai più) dal punto di vista "piccolo", di un ragazzo. Un giallo più grande di lui, ma di cui lui alla fine in qualche modo viene a capo. E ci lascia, nel pieno del ventennio, nel 1925, con un minimo di speranza...

“Se questi schiamazzano assai” pensava “quei due si sentono più liberi di parlare, sicuri che nessun cliente del caffè li possa sentire e certo non si preoccupano di un sordo”.
Per una volta la sua invisibilità gli tornava utile. Per i cittadini di Montorsi, infatti, invisibile Gaetano lo era sempre stato. E lo era ancora di più agli occhi dei fascisti, che esaltavano il mito dell’uomo forte, sano e virile. Per quel suo difetto nessuno gli si avvicinava, nessuno si curava di lui, non esisteva. Lo consideravano uno innocuo, un incapace, un ottuso. Ma quel giorno tutto questo non gli pesava.

“Dov’è la giustizia se lo Stato perseguita un suo fedele servitore che cerca di fare il proprio dovere, se due giovani innocenti devono pagare per delle colpe che non hanno commesso, mentre i veri responsabili sono in libertà?!… i giovani sentono tutto lo schifo e l’obbrobrio” continuava a ripetersi, in preda alla rabbia e a una penosa frustra-zione, ricordando di avere letto quella frase in biblioteca e di averla riportata tra i suoi appunti. Era in un discorso di Matteotti del febbraio 1924, non gli fu difficile ritro-varlo sul taccuino: «I giovani sentono tutto lo schifo e l’obbrobrio di una situazione come quella italiana, sentono che il respiro è stretto alla gola perché non c’è più libertà, che non più la competenza e la conoscenza domi-nano, ma la brutalità del bastone, e i giovani odiano la prepotenza, essi non tollerano che l’Italia debba essere sempre governata dal bastone, che sia di Radetzky o di Mussolini. I giovani sono convinti che il loro paese è un paese civile e può essere governato come gli altri paesi civili».

Accese il lume a olio, aprì l’armadio e tirò fuori una busta di carta che conteneva riproduzioni di stampe antiche. Ne estrasse una, la copia dell’acquaforte di Goya Il sonno della ragione genera mostri, che l’anno prima avrebbe dovuto portare al falegname Barreca.
Nella busta, insieme alla stampa c’era un appunto, scritto di suo pugno in biblioteca: La ragione continua a dormire, come si è visto con l’omicidio di Giacomo Matteotti. E chissà cosa ci aspetta ancora…
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