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Diventerai uomo: Crescere un figlio oltre il mito della virilità

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Ogni cultura ha inventato un proprio modo di «fare il maschio». In quella occidentale, per secoli, maschile ha significato forza, dominio, superiorità. L'uomo era il fulcro, la misura di tutte le cose. Oggi - finalmente - quel modello si sta incrinando, ma al suo posto non ne è ancora sorto uno nuovo. I giovani maschi, perciò, crescono in un mondo che non sa più dire loro chi sono e che li lascia soli, in lotta con archetipi che non riconoscono e orizzonti che non sanno nominare. Da questo smarrimento derivano la violenza, il ritiro sociale, l'autolesionismo, tutti fenomeni che riempiono le cronache e raccontano un disagio profondo. In questo saggio, Leonardo Mendolicchio, psichiatra e psicoanalista che con i ragazzi lavora da anni, attinge alla propria esperienza personale e professionale per indagare cosa significhi essere maschi oggi, tra corpo e desiderio, vulnerabilità e modelli culturali, fragilità e trasformazioni. E propone una nuova strategia educativa, che aiuti gli adulti - genitori, insegnanti, educatori - ad accompagnare i ragazzi verso una virilità più libera, capace di accogliere le emozioni senza vergogna. Perché il disagio maschile nasce da dal mito dell'uomo forte che impone ai ragazzi di essere sempre vincenti, dominanti, e così facendo li opprime e li mortifica. E questa incapacità di affrontare l'errore e il fallimento - la fine di una relazione, un brutto voto, una sconfitta sportiva - può degenerare in episodi di violenza o di fuga. Con il suo duplice sguardo di padre e psichiatra, Mendolicchio ci ricorda che crescere un figlio non significa dirgli chi deve essere, ma stargli accanto mentre lo scopre, e mostrargli che si può essere uomini anche quando si cade, quando si cambia, quando si chiede aiuto. Per farlo, occorre che un figlio si abitui a «vedere il proprio padre non solo mentre guida, ma anche mentre si perde. Non solo mentre decide, ma anche mentre chiede».

165 pages, Kindle Edition

Published January 30, 2026

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Leonardo Mendolicchio

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Profile Image for Seregnani.
846 reviews40 followers
May 22, 2026
« Dobbiamo dire chiaramente che non esiste un solo modo di essere uomini. Che si può essere forti senza essere duri, si può amare senza perdere se stessi, si può essere maschi senza obbedire a una caricatura.
La verità è che non dobbiamo più chiedere ai nostri figli di essere “veri uomini”.
Dobbiamo aiutarli a diventare umani veri.
E un umano vero non ha paura di tremare. Non ha paura di amare. Di ascoltare il proprio pianto. La vera forza è smettere di recitare.
È togliersi l'armatura. È scoprire che sotto quella corazza c'è un corpo che ha bisogno di quella calore. E un cuore che vuole parlare la propria lingua. Dal dire a un figlio che può essere tutto, anche ciò che il mondo gli ha detto di non essere mai.».

4 ⭐️ Il dottor Mendolicchio ci dice che la virilità è una forma di educazione invisibile, che inizia presto. Comincia quando diciamo a un bambino «non piangere», «sii forte», «comportati da uomo».
La virilità ormai è diventata un modello, un'ideologia del comportamento maschile e se non lo segui allora sei fuori. Sei debole. Sei sbagliato. Sei femminile. Come se esistesse un manuale dell'uomo perfetto.
Ma perfetto per chi?

Diciamo che i ragazzi di oggi sono segnati da un vuoto identitario molto profondo.
Spesso figlio di una cultura che li ha lasciati senza strumenti simbolici per tollerare la frustrazione. Mendolicchio ci dice che parlarne è essenziale per interrompere questa catena. Per aiutare i nostri ragazzi a capire che la frustrazione non è la fine, che un rifiuto non è una condanna. Questo è il compito fondamentale che dovrebbero compiere genitori, educatori, terapeuti.

Mendolicchio inoltre incontra molti ragazzi in terapia attraversati dall’angoscia: l'angoscia di non contare nulla. Di non essere visti.
Di non avere peso. Di esistere come comparsa nella vita degli altri. È un sentimento sordo, che si annida nei silenzi e nell'apatia.
Molti ragazzi non vogliono davvero essere potenti. Vogliono solo non essere invisibili.

Come sarà allora il maschio futuro?
Il maschile che verrà non lo definiremo noi. Possiamo solo fare spazio. Possiamo togliere un po' di armatura, accettare l'incompiuto, lasciare che i ragazzi trovino parole nuove. Possiamo accompagnarli mentre provano a diventare qualcuno che ancora non sanno nominare.
Non serve dire ai ragazzi chi devono essere. Serve esserci.
Restare accanto, anche quando non capiamo, anche quando non somigliano a ciò che avevamo immaginato.
Forse è questo il compito più urgente: esserci.
Restare accanto.
Essere un punto fermo mentre tutto intorno cambia.
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