Nel 2010 negli Stati Uniti furono arrestate dieci spie russe che, sotto false identità, si erano infiltrate nella società americana per trasmettere informazioni riservate a Mosca. Nessuno sapeva che fossero russi, nemmeno i loro figli, né tantomeno immaginava che fossero delle spie. Per quanto oggi il confronto tra Mosca e l'Occidente si avvalga di strumenti diversi e sempre più sofisticati, non può prescindere dai vecchi e collaudati metodi dello spionaggio, in particolare da quell'ambizioso programma di intelligence nato all'indomani della rivoluzione d'Ottobre e sopravvissuto, dopo aver attraversato l'intero Novecento, alla dissoluzione dell'impero sovietico. Fu a partire dagli anni Venti del secolo scorso, infatti, che il governo bolscevico iniziò a inviare all'estero cittadini sovietici - uomini e donne - come spie sotto copertura, inventando per questi «infiltrati» un'identità e un passato del tutto aristocratici, mercanti, studenti stranieri. Le missioni potevano durare anni, richiedevano un lungo addestramento, una fedeltà assoluta e sacrifici personali spesso impossibili da sopportare. Alcuni furono protagonisti di imprese incredibili - come l'assassinio di Trockij, il principale oppositore di Stalin, o il furto dei piani del Progetto Manhattan -, altri fallirono o crollarono sotto il peso della doppia vita. Le loro storie sembrano uscite da un romanzo o da una serie televisiva, eppure sono vere e toccano ogni angolo del dall'America alla Germania, dall'Inghilterra e la Cecoslovacchia fino all'Italia. E, specialmente negli anni della guerra fredda, contribuirono ad alimentare il mito della superpotenza sovietica. Attingendo a centinaia di ore di interviste con le ex spie e a materiali d'archivio recentemente desecretati, Shaun Walker illumina per la prima volta la storia oscura degli infiltrati del KGB e al tempo stesso riannoda quel filo invisibile che collega l'Unione Sovietica alla Russia di Vladimir Putin.
GE-WEL-DIG!! Mega interessant, las echt als een spannend fictie boek. Ik heb een enorm slaaptekort opgebouwd deze week omdat ik elke avond niet kon stoppen met lezen!! Echt een aanrader.
Muy interesante y adictivo. Gran documentación y trabajo de campo. Es no ficción, pero a veces las historias de los ilegales son tan intrigantes y absorbentes, tanto por la preparación minuciosa, el trabajo y los diferentes destinos que parecen pequeñas historias de espías.
El trasfondo de la antigua URSS y la actual Rusia es de gran fidelidad.
Los Ilegales es un potente documento histórico sobre la parte probablemente más gris del espionaje moderno. Personas que, infiltradas en las sociedades enemigas, fingen durante años y décadas una identidad falsa, una vida impostada e incluso una familia gestada bajo una mentira, para activarse cuando el Servicio lo requiere. Este libro para mi no tiene tanto valor como novela, ya que no hay una trama más allá del componente temporal, pero es un documento de corte histórico novelado muy competente. Me ha gustado mucho.
Sin duda alguna que para comprender el presente hay que mirar antes al pasado. Y este libro ayuda a comprender cosas de nuestros días, sobre todo a lo concerniente al mundo del espionaje y la complicada geopolítica actual.