Arrivato alla Casa Bianca Trump non ha offerto alcun messaggio inclusivo; ha soffiato sul fuoco di divisioni politiche, sociali e razziali; ha adottato un linguaggio brutale e neoimperiale; e ha promosso un disegno che scuote l'ordine costituzionale e l'equilibrio tra i poteri. È espressione della polarizzazione degli Stati Uniti o stiamo assistendo a un assalto ai fondamenti della democrazia americana? Donald Trump è presidente degli Stati Uniti, e il mondo si trova a fare i conti di nuovo con la sua ascesa, questa volta meno avventata della prima, più dura e determinata. Il suo arrivo al potere non è solo il risultato di un'elezione, ma di una crisi identitaria che nessuno ha davvero affrontato e che è ora visibile in ogni sua azione, e l'ultimo atto di un processo iniziato da tempo di drastica ridefinizione dell'interesse nazionale americano. Mario Del Pero, uno dei più autorevoli americanisti del nostro tempo, analizza quello che succede oltreoceano. Ogni fase di questa amministrazione chiama in causa la storia: identità, polarizzazione, sistema politico disfunzionale, crisi economica, disuguaglianze e fratture razziali. In questo contesto, Trump non è solo un prodotto della politica statunitense, ma l'acceleratore di un declino che l'America sembra non voler riconoscere.
Mario Del Pero è professore ordinario di Storia Internazionale e Storia degli Stati Uniti all’Institut d’études politiques - SciencesPo di Parigi, dove insegna storia globale e storia della politica estera statunitense.
Saggio estremamente interessante, che analizza il perché e il come si sia arrivati alla seconda presidenza Trump, e i metodi, i fini e le ragioni politiche della sua azione di smantellamento dell’apparato democratico-costituzionale americano
Mario Del Pero, il più importante politologo specializzato in politica americana, con il suo libro è in grado di mettere a fuoco l’ascesa di Trump, soprattutto per la sua seconda presidenza. Come spiega brillantemente, Trump non è la causa, ma l’effetto di una politica altamente polarizzata, che ha saputo cavalcare brillantemente e anche alimentare, e di un processo economico che ha colpito duramente una parte dell’elettorato americano. Libro agevole e chiaro, utile per comprendere i problemi della politica e della società americana.
Utile per avere un'idea dei fatti rilevanti per capire l'era Trump. Ho apprezzato che abbia rimarcato bene le differenze fra primo e secondo mandato. È un libro molto incentrato sui dati, forse avrei preferito maggiore spazio per analisi e proposte più approfondite. Ad esempio si accenna soltanto verso la fine all'idea che molti cosiddetti anticorpi non abbiano funzionato anche per limiti intrinseci nella obsoleta costituzione americana, argomento chiave secondo me ed è un peccato dedicare ad esso così poco spazio. Lo stesso vale per l'analisi delle colpe e della debolezza dei democratici, in cui si accenna soltanto come abbiano permesso che certe tematiche minori (come la questione degli atleti transgender) di diventare dirimenti. Sarebbe interessante però cercare di analizzare quale dovrebbe essere l'impostazione democratica nei confronti del cosiddetto movimento woke, dato che c'è chi accusa i democratici di essere troppo woke ma anche chi li accusa di esserlo troppo poco. In ogni caso l'analisi del fenomeno Trump in questo saggio è obiettiva, precisa, non sensazionalistica e non moraleggiante, quindi nel complesso efficace. Mentre forse leggere oggi questo libro per chi già segue la politica americana può risultare ridondante, penso che sarà molto utile leggerlo o rileggerlo fra un paio d'anni per ricordare e ricostruire questa fase storica cruciale.