"Respiriamo anche da soli, certo, ma quanto è bello farlo attraverso le labbra di qualcun altro? Vivere grazie ai battiti di una persona che ci comprende e che non fugge davanti alle cicatrici che indossiamo?"
Amanda non vuole avere più nulla a che fare con il ghiaccio. Il palazzetto, quello che una volta era il suo mondo, ora è solo un campo minato di ricordi dolorosi. Ma il destino ha un modo crudele di riportarti esattamente dove non vuoi un errore dell’università la costringe a condividere la stanza con Tyler Caldwell, il ragazzo che l’anno prima ha investito con la sua bicicletta, nonché capitano della squadra di hockey. Sfrontato e sempre pronto con una battuta per coprire ciò che non vuole mostrare, Tyler vive come se nulla potesse davvero sfiorarlo. E, soprattutto, non permette a nessuno di avvicinarsi. Amanda lo detesta dal primo è rumoroso, invadente e rappresenta tutto ciò da cui sta cercando di fuggire. Troppo ghiaccio nelle vene. Troppi ricordi che non vuole affrontare. Tyler la provoca, all’inizio per divertimento, poi perché non riesce a smettere. Amanda gli entra sotto pelle come nessuna ragazza ha mai fatto prima d’ora. Tra frecciatine pungenti e regole scritte su post-it, la loro convivenza si trasforma in una lenta guerra fatta di sguardi rubati e confini oltrepassati. Fino a quando tutto ciò che cercano di tenere nascosto inizia a venire a galla. Fino a quando la notte diventa il momento in cui è impossibile mentire. Fino a quando entrambi scoprono che il dolore, se condiviso, fa un po’ meno paura. E che, a volte, l’amore arriva proprio quando hai smesso di crederci. Silenzioso. Ostinato. Vero.
***romanzo autoconclusivo***
hockey romancecollege romanceforced proximity (one bed)emotional scarshealing loveslow burn Il romanzo affronta tematiche sensibili come la rielaborazione del lutto e situazioni di ansia e attacchi di panico. Si invita ad intraprendere la lettura con consapevolezza e rispetto per i temi trattati.
In un inverno che non finisce mai, viveva un ragazzo con il cuore di pietra. Non perché non sapesse amare, ma perché aveva amato troppo presto e troppo forte. Così aveva costruito un muro, uno spesso, freddo, di quelli che tengono fuori tutto: il dolore, sì, ma anche la felicità. Rideva, scherzava, provocava. Sembrava intoccabile. Come il ghiaccio: lucido sopra, crepato sotto.
E poco distante camminava una ragazza con le ali spezzate. Una volta volava. Il ghiaccio era casa, sogno, futuro. Poi la vita le ha tolto qualcosa di così grande da lasciarle il petto vuoto, come una stanza dopo un trasloco. E quando perdi qualcosa che ami così tanto, non smetti solo di volare. Smetti di credere di meritarlo.
Il destino, che ha il senso dell’umorismo un po’ crudele degli dèi greci, li chiude nella stessa stanza. Forced proximity, direbbero i trope. Io lo chiamo: due solitudini costrette a respirare la stessa aria.
All’inizio è guerra. Parole appuntite. Sguardi che sfidano. Confini tracciati come trincee. Perché quando sei ferito, attaccare è più facile che farti vedere fragile.
Ma il dolore riconosce il dolore. Sempre. È come una frequenza segreta.
E così, piano piano, il ragazzo di pietra inizia a creparsi. Non con un boato. Con dettagli minuscoli: una mano che resta, una battuta che diventa cura, un silenzio condiviso nel buio.
E la ragazza dalle ali spezzate scopre una verità spaventosa e bellissima: che qualcuno può guardare le tue cicatrici e non scappare.
Questo libro mi ha fatto male in modo dolce. Parla di lutto, di ansia, di attacchi di panico, di quelle giornate in cui alzarsi dal letto sembra scalare una montagna. Non edulcora nulla. Non romanticizza il dolore. Lo mostra per quello che è: stanco, umano, reale.
E poi ti sussurra che con qualcuno accanto pesa un po’ meno.
L’amore qui non è fuochi d’artificio. È una coperta sulle spalle. È restare svegli quando l’altro non riesce a respirare. È scegliere ogni giorno di non fuggire.
In questo libro c’è amicizia che sostiene, c’è guarigione che arriva a piccoli passi, c’è la certezza che anche le ali spezzate possono imparare un nuovo modo per volare. Magari non in alto. Magari non subito. Ma insieme.
Ho capito, pagina dopo pagina, perché questa storia è così importante per Corinna. Ci sono libri che scrivi. E libri che sanguini. E questo trasuda verità.
Grazie per l’anteprima, per la fiducia rinnovata, per avermi lasciata entrare in qualcosa di così intimo. Chiuderlo è stato come uscire da una stanza calda in pieno inverno: senti il freddo addosso, ma ti porti dentro il calore.
Se dovessi descriverlo con un’immagine, direi così: due anime rotte che si siedono una accanto all’altra sul ghiaccio e scoprono che, insieme, il gelo non fa più così paura.
Non è una favola con il “per sempre felici e contenti”. È più vera. È il tipo di amore che dice: resta, anche quando tremi.
E a volte, nel caos dell’universo, restare è la forma più potente di volo.
Ogni volta che apro un libro di Corinna so già cosa mi aspetta… Lacrime. Tante. Sempre.
Con Beyond the frozen scars mi ha colpita e affondata appena l’ho inziato. Insieme a Ty e Amanda ho intrapreso un viaggio, fatto di dolore e speranza, soffrendo con loro, pagina dopo pagina, e desiderando solo una cosa… Che l’amore fosse più forte di tutto.
Il ragazzo dal cuore di pietra. La ragazza con le ali spezzate.
C’è stato un giorno in cui qualcosa non è tornato più al suo posto. Da allora il tempo ha smesso di scorrere come prima. Si è svuotato e ha imparato a riempirsi solo di paura e dolore.
Non c’è un prima da raccontare né un dopo da immaginare. C’è solo un senza..senza attese,senza appigli, senza ciò che rendeva il mondo abitabile.
E in quell’assenza che pesa più di qualunque ferita,lui indurisce il cuore per non sentire. Lei nasconde le ali per non cadere ancora.
Amanda ha imparato a stare lontana dal ghiaccio. Un tempo era il suo rifugio, il luogo in cui poteva essere libera, vera, invincibile. Ora è solo una superficie fredda che le ha tolto tutto ciò che contava.
Dell’hockey non vuole nemmeno sentire parlare. Troppo rumore. Troppi ricordi che non sanno restare sepolti.
Poi un errore di assegnazione, una stanza condivisa, e Amanda si ritrova a convivere con Ty. Capitano della squadra. Volto perfetto dell’unica cosa da cui sta fuggendo.
Lo detesta…perché vede in lui ciò che ha perso. Lui la guarda e riconosce in lei qualcosa che non sa più salvare.
Eppure, notte dopo notte,diventa impossibile ignorare le crepe che entrambi nascondono dietro lo sguardo. Ferite diverse, lo stesso silenzio. Non ne parlano mai. Succede e basta. Quando il buio riempie la stanza e il mondo smette di fare rumore, Ty allunga una mano e Amanda non si ritrae.
Dormono così, vicini, intrecciati, e la paura allenta la presa. Il ghiaccio smette di far male e per qualche ora nessuno dei due è costretto a ricordare ciò che ha perso.
Ho amato Ty e Amanda nello stesso identico modo. Ho amato i loro cuori feriti, ma ancora di più il modo silenzioso in cui imparano a prendersi cura l’uno dell’altra, senza promesse, senza parole inutili.
Ci sono stati momenti in cui non è stato ciò che accadeva a farmi male, ma ciò che veniva ricordato. I ricordi sono stati i frammenti della storia che mi hanno annientata, perché portavano con sé tutto ciò che era andato perduto.
E poi vedere ogni dolore trovare un senso, ogni ferita smettere di essere solo una ferita, è stato ancora più emozionante. Perché nulla era lì per caso. Nemmeno il dolore.
Corinna è stata semplicemente magnifica. Ho amato ogni singolo pezzo di questa storia, perché è riuscita a regalarmi dolore e gioia con la stessa intensità, senza mai lasciarmi indifferente.
Mi sono affezionata ai personaggi in modo viscerale, ho sofferto con loro, ho sorriso con loro, e pagina dopo pagina mi sono resa conto di quanto questo mondo fosse vivo e autentico. Nulla è stato messo lì per caso, ogni emozione aveva un senso.
Amanda ha chiuso con il ghiaccio, con il pattinaggio e con tutto ciò che le ricorda chi era prima. Ma il destino la tradisce, per un errore è costretta a condividere la stanza con Tyler Caldwell, capitano della squadra di hockey e incarnazione vivente di tutto ciò da cui sta fuggendo. Tyler è sfacciato, provoca e non lascia entrare nessuno nel suo cuore. La convivenza diventa un terreno fragile. Finché il ghiaccio smette di fare paura. E ciò che entrambi tengono nascosto trova finalmente spazio per esistere.
Ci sono incontri che non arrivano per salvarti, ma per costringerti a guardare ciò che stai evitando. Questo libro è uno sport romance che racconta l’incontro tra due ragazzi con cicatrici profonde nell’anima. Entrambi portano addosso il peso di un lutto che li ha cambiati per sempre e che hanno imparato a nascondere al mondo, continuando ad andare avanti come se nulla fosse. Amanda è sensibilità pura. Dopo la perdita, il ghiaccio diventa un luogo proibito. Non riesce più a pattinare, a entrare in un palazzetto, nemmeno a guardare una partita di hockey. Era una pattinatrice promettente, ma quel capitolo della sua vita si è spezzato. Si prende tempo, si reinventa, sceglie l’università e una strada diversa. Ed è proprio lì che incontra Tyler. Tyler è esattamente tutto ciò che lei sta cercando di evitare da anni. È il capitano della squadra di hockey, sfacciato, circondato da amici e da attenzioni di tante ragazze, e usa l’ironia come scudo. Ma in realtà è un ragazzo molto sensibile, che sta cercando si sopravvivere a un dolore troppo grande da riuscire a gestire da solo. Quando per errore si ritrovano a condividere non solo la casa, ma persino il letto, l’equilibrio già fragile di entrambi vacilla. Tra frecciatine e battute taglienti, e regole, che ho adorato leggere, emerge piano piano qualcosa di più profondo, qualcosa che entrambi stanno cercando di tenere nascosto. La loro è una storia che nasce in modo naturale, lenta ma mai statica, con un ritmo realistico che segue quello della vita vera. Tyler, aiutando Amanda, finisce per guardare anche il proprio dolore sotto una nuova luce. Tra loro si crea uno scambio silenzioso, reciproco, che cura senza fare rumore. È una storia di ferite, di un amore che arriva quando meno te lo aspetti e di due ragazzi che, grazie a quel sentimento, trovano finalmente il loro posto nel mondo. Il romanzo affronta temi importanti con grande delicatezza: il lutto, l’autolesionismo, le famiglie tossiche, il divorzio e la violenza domestica. Ma al centro c’è anche un messaggio potentissimo: la famiglia non è solo quella in cui nasci, ma anche quella che scegli. Infatti i personaggi secondari come il migliore amico di Tyler, la cugina e Katherine, la migliore amica di Amanda, sono fondamentali e impossibili da non amare. Corinna ha il dono di farmi innamorare delle sue storie e, grazie a lei, anche gli sport romance hanno trovato un posto speciale nel mio cuore.
Stupendo! ❤️ Questa storia è di una delicatezza assoluta!🥰 Amanda⛸️ e Tyler 🏒: cicatrici simili e cuori fragili. Non sono riuscita a non amarli, anche quando mi hanno fatto soffrire 😅 Un romance che genera emozioni a fior di pelle e con slow burn perfetto🫠❄️🔥 (E diciamocelo, ogni tanto leggere un romanzo no spicy fa bene al cuore ❤️)