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Sentieri partigiani

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Il ricordo della Resistenza non è un monumento immobile, è una salita, impegnativa e tenace, verso ciò che siamo diventati. Non è un capitolo polveroso dei manuali, ma un'esperienza da attraversare, vivere e trasmettere. Un saggio che ripercorre la memoria delle lotte partigiane come un sentiero, sulle orme dei grandi maestri della letteratura, da Meneghello a Pavese e Fenoglio. Per imparare ogni giorno, come cittadini, a non perdere la libertà e il pensiero critico.


Cosa significa ricordare la Resistenza? Paolo Malaguti prende le mosse da una salita in bicicletta sul Monte Grappa per avviare un viaggio intimo e lucido nei luoghi, nelle tracce, nei silenzi della memoria resistenziale italiana. Ma ben presto il racconto si allarga, intrecciando la riflessione sulla storia con quella, attualissima, sulla memoria e sulla perché la Resistenza non è (solo) un capitolo da manuale, ma un laboratorio civile e pedagogico in cui misurare il valore della democrazia, della parola, del dissenso. Con l'ironia di chi conosce bene i corridoi di un liceo e la voce solida di chi ha letto i grandi testimoni del Novecento, Malaguti esplora una geografia della memoria che include i monumenti partigiani del Grappa, i cippi dimenticati della Pedemontana veneta, i viali delle impiccagioni a Bassano del Grappa, compiendo un tragitto che dalla montagna scende in pianura, fino a Milano e Piazzale Loreto. E mentre racconta i monumenti invisibili, le lapidi dimenticate, le contraddizioni dei simboli e dei linguaggi pubblici legati alla Resistenza, si interroga, senza sconti, sulla difficoltà di formare oggi cittadini critici e consapevoli. Un libro che è insieme cammino, diario civile e domanda «Cosa avremmo fatto noi?»

144 pages, Kindle Edition

Published February 12, 2026

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Paolo Malaguti

15 books41 followers

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Displaying 1 - 8 of 8 reviews
Profile Image for Valentina G.
254 reviews27 followers
April 14, 2026
Audiolibro.
Una visione critica e ragionata sui partigiani, la liberazione e la memoria legata a questi e al fascismo.
Ho molto apprezzato come Malaguti riesce ad essere, scevro da giudizi, cronista e analista, ponendo doverosi interrogativi su ciò che si nasconde degli avvenimenti che posero fine alla dittatura.
15 reviews
February 21, 2026
Una riflessione molto documentata dal punto di vista storico su una Memoria in Italia poco condivisa, multiforme ma nello stesso tempo molto divisiva, quella sulla Resistenza. Un viaggio, anche fisico, che parte da uno dei luoghi di elezione dello scrittore, il Grappa, per allargarsi nella pianura, fra Veneto, Lombardia. fino in Germania, alla ricerca di quei "segni" che ci interrogano su un passato che allunga la sua ombra, o proietta la sua luce, sul presente. E allora una domanda: come rendere vivi questi segni? Come trasmetterli soprattutto alle nuove generazioni, per recuperarne la carica di valori, quei valori che sono alla base della democrazia, oggi sotto attacco? E in tutto questo che ruolo può assumere la letteratura resistenziale di Fenoglio o Meneghello?
Profile Image for Massimo Monteverdi.
721 reviews20 followers
March 4, 2026
In un Paese che non ha ancora fatto davvero i conti con il suo passato totalitario, ogni narrazione sulla Resistenza e i suoi protagonisti non può limitarsi a glorificarne le gesta. Se si vuole affrontare l'argomento con un modicum di serietà (e di onestà intellettuale), è necessario mettere sul tavolo tutte le carte, comprese dunque quelle che leggono la storia partigiana con spirito critico e soprattutto senza paura di incontrare, oltre ai fatti, anche i misfatti.
Che in Italia ci sia un enorme problema nel ricordare e commemorare chi lottò (a mano armata, ovviamente) e si sporcò le mani del sangue nazi-fascista. La difficoltà sta tutta nel rimosso che da ottant'anni impedisce di vedere quegli anni sotto una lente di ingrandimento che scovi i fatti e li racconti bene, senza nascondersi dietro l'alibi del mito. Quello che si vede, perciò, a patto che si aguzzino gli occhi, è una serie di targhe più o meno esplicative, più o meno contestualizzate, che si focalizzano su singoli episodi della Resistenza italiana e li ricordano con un pudore quasi vergognoso. Altrimenti, si trovano monumenti retoricamente ruffiani che a loro volta attestano qualcosa ma guardandosi bene dall'approfondirlo, limitandosi a certificare il coraggio del partigiano, il suo disinteressato eroismo. O la celebrazione o l'oblio, insomma.
Malaguti deve essere un ottimo insegnante e beati dunque siano i suoi allievi. Deve essere confortante sentire una lezione nella quale chi insegna non dà nulla per scontato e si pone come unico obiettivo quello di instillare in chi ascolta il tarlo del dubbio, il gusto del senso critico. Gli unici segnali di un'umanità vigile e consapevole, che ragiona con la sua testa ed evita le soluzioni manichee. E così, dalle montagne del Veneto si apre una narrazione priva di semplificazioni, dove la Storia è indagata prima ancora che assunta come dato di fatto.
Tutti i segni che, anno dopo anno, sono stati lasciati per sigillare nel ricordo questo o quell'episodio, tutti più o meno gravidi di tragica violenza, quasi tutti però senza precisi canoni di esposizione quasi che dire una cosa in più sia ritenuto eccessivamente esplicativo. Quando, invece, appare esattamente l'opposto: un tentativo di celare o quantomeno di sminuire la portata del singolo evento. Questa memoria smozzicata alimenta poi il suo esatto contrario: la spinta nostalgica di coloro che non si fanno problemi a commemorare a braccio teso i camerati della RSI o i fasci uccisi dalla Polizia ad Acca Larenzia dai terroristi rossi del N.A.C.T. Tutti buoni motivi per ravvivare quel reato di apologia del fascismo che ha sempre fatto una fatica immane a essere riconosciuto e punito. Il prossimo 25 aprile bisognerebbe regalare questo agile volume per leggerlo in parallelo alla nostra vecchia, cara, Costituzione.
Profile Image for Filippo.
Author 2 books
April 9, 2026
Un libro interessante e ben documentato, capace di affrontare il tema della Resistenza con uno sguardo lucido e mai banale. La scrittura è chiara e coinvolgente, senza mai risultare retorica.

Ciò che mi ha colpito di più è il tono autocritico dell’autore, molto severo anche verso se stesso, come emerge in un passaggio significativo:
A diciassette anni cosa avrei combinato? Probabilmente avrei ubbidito. Sono sempre stato uno studente ubbidiente, anche troppo. Ero bravo a capire cosa volevano gli insegnanti, e a fare le cose esattamente come mi venivano richieste. Se fossi nato nel ’22 e avessi studiato in un ginnasio sotto il regime, mi sarei fatto andare bene le versioni di latino che inneggiavano a Mussolini, e mi sa che sarei stato un buon fascista. Magari non fervente. Ma ligio sì.

Questo atteggiamento rende il libro ancora più credibile e stimolante, perché invita il lettore a non fermarsi a versioni semplificate della storia, ma a interrogarsi in modo più profondo.

Segnalo però un piccolo neo nell’audiolibro: sono presenti alcuni errori di dizione. Ad esempio, la prima volta in cui viene citato Bau-sète di Meneghello, viene pronunciato come se fosse un titolo francese, e anche il nome dei grandi magazzini Coin viene letto all’inglese (“còin”) invece che alla veneta (“coìn”).
4 reviews
May 11, 2026
Un libro che si fa leggere con curiosità e interesse, a tratti scomodo nell'insistere su e scoperchiare domande alle quali spesso non osiamo dare risposta. Un libro che parla di resistenza in un territorio dove la Resistenza si è fatta, ma che è spesso ridotta e accantonata nelle memorie individuali, a favore di una memoria collettiva destinata alla Prima Guerra Mondiale. Un libro sui cattivi maestri, che parla di passato, ma soprattutto di presente e di futuro.
184 reviews
April 19, 2026
È Malaguti che parla da " prof' sulla storia dei partigiani, ambientati molto belle nostre zone. racconta della morte dei partigiani uccisi a Bassano e impiccati lungo il viale, ancora ora visibile
Profile Image for Adele.
110 reviews1 follower
February 24, 2026
Spunti di riflessione sul senso della Resistenza dopo ottanta anni
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