Ammazzare la gente per soldi, pianificare, contenere le spese, gestire una piccola azienda di eliminazioni, con due principi basilari: «La sicurezza prima di tutto» e «Deve sembrare un incidente». Il Biondo e Quello con la cravatta sono killer professionisti, e hanno gli stessi dubbi e le stesse difficoltà di ogni professionista. Questioni etiche e questioni pratiche, dubbi esistenziali e dubbi tecnici su come onorare i contratti, modi, tempi, risvolti morali dell’ammazzare qualcuno. Niente di personale, è solo lavoro. Questa volta sono alle prese con un contratto inedito che li pone di fronte a una questione morale: accettare l’incarico, molto ben pagato, o cedere ai loro dubbi etici? Proprio per questo, per chiedere consiglio a una collega, coinvolgono la loro «stagista» Francesca Aroldi. Parte quindi una sequenza di contrattempi, infortuni, difficoltà, piani falliti, svolte e testacoda, incidenti di percorso, problemi familiari e pistole da pulire. Una trama di impicci e sviluppi a sorpresa, in cui, nell’azienda dei killer, si confrontano due scuole di pensiero: la pianificazione scientifica dell’omicidio che tende al delitto perfetto, e l’improvvisazione; lo spartito rigoroso fatto di piani infallibili, e il free jazz. Il Biondo e Quello con la cravatta giocano sul cinismo e sul disincanto, come anche cinico e disincantato è l’ambiente in cui si muovono, che attraversano, che descrivono in dialoghi veloci e fulminanti. Una società avida, senza scrupoli, che i due soci osservano con implacabile sarcasmo immersi in una Milano sgangheratamente ricca. Omicidi Srl è una commedia nera, feroce e divertente, che segue Il tallone da killer, precisa i contorni dei protagonisti, gioca con la satira, l’azione e il genere noir, si diverte a vedere la storia gialla dalla parte dei cattivi per rivelarci che anche i buoni... insomma...
Alessandro Robecchi (Milano, 16 giugno 1960) è un giornalista, autore televisivo e scrittore italiano. L'esordio nella narrativa risale al 2014, con il noir Questa non è una canzone d'amore (Sellerio, 2014), giunto alla sesta edizione e tradotto nel 2018 in Spagna (Ediciones Salamandra). Protagonista del romanzo e di quelli successivi è Carlo Monterossi, un ex autore televisivo, nauseato dalla televisione, che si trasforma in detective.
Questo secondo capitolo dedicato alle avventure dei soci della Snap srl mi è piaciuto parecchio. Il Biondo e Quello con la cravatta hanno fatto il salto di qualità ed ora sono alle prese con un incarico molto redditizio: uccidere un ragazzo, orfano, che al compimento del 21esimo anno, entrerà in possesso della ricchissima eredità dei genitori. Visto il cospicuo onorario e la difficoltà dell'impresa i due decidono di chiedere la collaborazione della "stagista" killer solitaria già incontrata nel capitolo precedente "il tallone da killer". Si ritrovano pieni di dubbi sulla "moralità" dell'incarico: come si fa ad uccidere un giovane ventenne, in apparenza un bravo ragazzo, su incarico nientemeno che dell'avido nonno? Battute fulminanti, humor cinico e nero, viaggi da e per la Lombardia, arte vera e croste senza valore, i due si rivelano più "sani" delle persone che ne ricercano i servizi. Ho poi scoperto un lato dei due che finora avevo notato poco, una debolezza che quasi costa cara ai nostri "antieroi": l'amicizia. La loro è un'amicizia, vera, solida, fatta di occhiate al volo al limite della lettura del pensiero, sacrificio, rischio condiviso, anche se non mancano scazzi e silenzi ostili. Mi è piaciuto molto l'inserimento di nuovi personaggi femminili, che Robecchi sa descrivere come pochi scrittori di thriller (maschi) sanno fare: la stagista che si inserisce come terzo in una rodata coppia senza invadere, senza forzare, anzi portando nuove competenze e la moglie di Quello con la cravatta che, dopo anni di bugie forse sospetta qualcosa e vuole sapere troppo. Consigliatissimo.
Ritorna la premiata ditta del Biondo e di Quello con la cravatta, che anche questa volta chiamano a loro supporto Francesca Aroldi, la killer più modesta ma - da brava esponente del sesso femminile - molto più pragmatica di loro, e che è tutt'altro che una "stagista" - come si ostinano a chiamarla, anche se è ormai una socia della s.r.l. a tutti gli effetti. Dopo un primo omicidio venuto un po' male e a cui il Biondo e Quello con la cravatta devono porre rimedio, vengono ingaggiati da un "nonno amorevole" che vuole far fuori il nipote che, al compimento dei ventun anni (la maggiore età per i cittadini statunitensi) diventerà miliardario, lasciando il nonno - che fin dalla morte della madre ha gestito il patrimonio - con poche briciole. Ma, come sempre, il Biondo e Quello con la cravatta sono piuttosto pasticcioni, e non basta solo l'intervento della stagista a tirarli fuori dai guai...
Ancora i due killer più uno creati da Robecchi, ancora un filo di critica sociale e di più ficcante satira contro la tv spazzatura. L'intreccio è più articolato degli episodi precedenti, la psicologia dei personaggi un pò più approfondita e i colpi di scena si sprecano. Godibile.
Anche questa seconda commissione dei due killer professionisti milanesi è molto divertente e ben congegnata. Il Biondo e Quello con la cravatta ormai sono saliti di livello e questa volta si confrontano con i personaggi più improbabili della Milano delle gallerie d'arte e della finanza. Ma il loro stile distaccato, dissacrante e cinico, stavolta rischia di essere contaminato da un una certa umana pietà, e la scoperta di questi due personaggi si fa ancora più intrigante...
«Non è bello questo. Se stai consegnando un oggetto e lo trattieni un minuto di troppo, qualcuno penserà che qualcosa non funziona, che manca un dettaglio, che bisogna ancora discutere. Così c’è un attimo di silenzio che dura come Via col vento: loro fissano il dottor Gradani come se prendessero le misure della cassa, e lui esita.»
Alessandro Robecchi ci ha abituato a protagonisti di alto livello e ad avventure indimenticabili con i suoi scritti e personaggi quali Carlo Montessori. Dopo “Il tallone da killer”, classe 2025”, torna in libreria con un nuovo romanzo che vede quali protagonista una coppia che è la perfetta squadra vincente, Il biondo e Quello con la cravatta. I due sono a capo della Snap, una società che si occupa di omicidi su commissione che vedrà, in questa nuova avventura, anche il subentrare di una stagista tanto fredda quanto lucida da sembrare già una professionista sul campo, Francesca Aroldi. L’attività è ben strutturata, quello con la cravatta, Sandro Fiacconi, generalmente si occupa del cliente; il Biondo, al contrario, Antonino Casavini, delle faccende collegate in modo da capire se l’affare giustifica una parcella di un certo livello e se i rischi per la società sono minimi. Le vicende sono ambientate a Milano e si aprono con il duo che ha appena concluso un affare da duecentocinquanta mila euro. Tutto è andato liscio anche se qualche piccola sbavatura, come una sedia in realtà rotta, avrebbe potuto rendere imperfetta la resa dell’incarico. Si è trattata di una impiccagione in piena regola di un ricco industriale per mezzo di una cravatta usata per giochi erotici proibiti, nessun sospetto, nessun dubbio sul decesso. Ed eccoli pronti a conoscere il mandante di un altro omicidio. Si tratta di un anziano collezionista d’arte, Antonio De Coullier, un uomo senza arte né parte, a cui non si darebbero due lire. L’uomo è in realtà ben noto per non sbagliare un affare di quei quadri falsi con cui abbindola platee di frivoli milanesi dai cognomi altisonanti. L’eclettico personaggio li pagherà per sopprimere il nipote ventenne Gianguido Howard Tossini De Coullier, giovane orfano di entrambi i genitori americani, studente che vive a Milano ma che studia in Svizzera, non ancora maggiorenne per tutti gli ordinamenti che lo riguardano ma in procinto di ereditare una fortuna colossale di cui attualmente l’anziano è curatore. Perché rinunciare a un tale patrimonio per un nipote che ha avuto una fortuna non meritata? Non batte un ciglio nemmeno quando i due, presi dal dubbio e dallo scrupolo morale, propongono la cifra esorbitante di un milione di euro per farlo desistere.
«[…] Per un uomo sono momenti cruciali, sapete? Un passo falso e siete morti. Basta una piccola smorfia con le labbra, o un impercettibile alzare gli occhi al cielo, o anche un sospetto lontano di perplessità, e la vendetta sarà atroce. Mai contraddire la tigre quando cammina sinuosa nella penombra del sottobosco credendo di essere l’animale più irresistibile del creato.»
I due riportano alla memoria un vecchio caso in cui fu commissionato l’omicidio di una giovane moglie bella e intelligente, un vero spreco. Ma chi sono loro due per farsi prendere da questi dubbi? Gli affari sono affari e se c’è da occuparsi di un ragazzo, anche se giovane, sano, atletico, simpatico e promettente, c’è da occuparsi del ragazzo. La faccenda si rivelerà essere ben più complicata del previsto, i cambi di programma saranno all’ordine del giorno così come le nuove strategie studiate. Inutile dire che alla base dell’intreccio del romanzo ci saranno situazioni comiche quanto pagine ironiche e satiriche. Ne emerge il volto di una Milano fatta di ambienti ricchissimi che si contrappongono alla desolazione della periferia e di capannoni semi desolati dove si nascondono affari illeciti. I tre personaggi, ivi compresa la stagista promossa in tempo record a socia, sono personaggi svegli e smaliziati ma pur sempre professionisti del settore. La loro freddezza si somma a quella ricerca monetaria che delinea una società grottesca che mira all’accumulo di denaro, seppur a caro prezzo.
«[…] Nella macchina torna il buonumore, cioè, non è proprio che si brinda, ma non capita spesso che quando fallisce il piano A qualcuno ti chiami per proporti un piano B già bell’e pronto.»
Alessandro Robecchi dona ai suoi lettori, con “Omicidi srl”, un testo fresco, ironico e pungente che sa ben articolare attualità e giallo. La capacità del narratore di ricostruire, analizzare e creare un intreccio perfetto è nuovamente comprovata da quest’ultima fatica. La prosa è avvalorata da uno stile disincantato, minimalista, che nulla risparmia e nulla cela. Il risultato è quello di un testo sinceramente gradevole da leggere, che nulla lascia al caso, che trattiene e che sa sorprendere per originalità dell’idea e sviluppo narrativo. “Omicidi srl” è uno di quei libri che non delude le aspettative e che sa solleticare e soddisfare le curiosità anche dei lettori più esigenti. Da non perdere.
Dopo Il tallone da killer il duo di killer torna, ma stavolta non è più una trovata brillante: è un sistema narrativo vero e proprio.
Un trio che funziona (e cresce)
Il Biondo e Quello con la cravatta li conosciamo già. Cinici, precisi, quasi rassicuranti nella loro professionalità. Ma la vera evoluzione è Francesca, la stagista.
Quello che prima era un duo diventa un trio a tutti gli effetti. E qui Robecchi si diverte: dinamiche da ufficio, gerarchie implicite, consigli richiesti come in una riunione aziendale… solo che si parla di omicidi.
Il risultato? Situazioni surreali ma incredibilmente credibili. Un killer che deve giustificare le sue uscite notturne alla moglie, chiedendo supporto “social” alla stagista, è esattamente il tipo di cortocircuito narrativo che rende il libro così efficace.
Il vero cuore: il dubbio
Se il primo romanzo giocava soprattutto sull’idea, qui entra in scena il conflitto.
Due incarichi, due specchi dell’avidità umana. Ma soprattutto uno, quello decisivo: eliminare un ragazzo giovane per una questione di soldi.
E qui succede qualcosa di interessante. I killer — quelli che dovrebbero essere macchine perfette — esitano.
Non è morale nel senso classico, non aspettatevi redenzioni. È più un fastidio, un’ombra. Ma basta a incrinare il meccanismo.
E quando il piano si inceppa, Robecchi fa quello che gli riesce meglio: ribalta tutto. La vittima cambia, i ruoli si confondono, e il gioco si fa ancora più nero.
Milano, capitale del cinismo
La Milano di Robecchi è sempre lei: veloce, ricca, spietata. Una città dove i sentimenti stanno sempre un passo dietro al denaro, e dove l’omicidio diventa — paradossalmente — una professione come un’altra.
Il tono è leggero, ma il bersaglio è preciso. Si ride, sì, ma è una risata che lascia qualcosa addosso. Un retrogusto amaro, mai pesante.
Funziona? Sì. Ma soprattutto: regge
La cosa più interessante di Omicidi Srl è che non sembra un sequel “di passaggio”. Regge da solo, ma allo stesso tempo costruisce qualcosa.
Personaggi più definiti, dinamiche più solide, un mondo narrativo che si allarga senza perdere ritmo.
E viene da dirlo senza troppi giri: è materiale perfetto per una serie. Dialoghi già pronti, situazioni visive, personaggi forti. La sensazione è che prima o poi qualcuno ci arriverà. Conclusione
La cosa più interessante di Omicidi Srl è che non sembra un sequel di passaggio. Regge da solo, ma allo stesso tempo costruisce qualcosa: personaggi più definiti, dinamiche più solide, un mondo narrativo che si allarga senza perdere ritmo.
E poi c’è un elemento in più, meno evidente ma decisivo. Robecchi, libro dopo libro, si sta ritagliando uno spazio tutto suo: una specie di sottogenere dove il noir incontra la commedia in modo stabile, senza forzature. Un mondo in cui l’amicizia tra killer è più credibile dei loro delitti, e organizzare un omicidio può avere la leggerezza di una riunione di lavoro — anche se il risultato resta tragico.
Dentro questo meccanismo, lo sguardo cambia. Il personaggio della stagista non è più solo un’aggiunta, ma uno spostamento vero della prospettiva: il racconto si apre, si complica, diventa meno prevedibile.
Se prima bisognava leggere con attenzione i necrologi, adesso conviene guardarsi intorno. Perché il pericolo, stavolta, non è dove te lo aspetti.
Robecchi continua a muoversi su una linea sottile: farci simpatizzare con chi, sulla carta, dovrebbe restare distante. E ci riesce.
Omicidi Srl è una commedia nera intelligente, veloce, mai gratuita. Un romanzo che intrattiene ma, sotto sotto, punge. E che conferma Alessandro Robecchi come una delle voci più lucide del noir italiano contemporaneo.
Omicidi SRL è il continuo del vangelico libro "Il tallone da killer" di Alessandro Robecchi.
Ricordo ancora quando comprai per la prima volta il Tallone da Killer: ero a fare la spesa alla Coop, quando vidi in un angolino questo libro in offerta; così attratto dalla affascinante illustrazione e quarta di copertina, lo comprai.
Il resto è stato amore a prima vista con lo stile di scrittura di Robecchi: uno stile che intreccia satira forte e senza censure a immagini crude e a tratti surreali, tali da strappare una risata. I personaggi sono molto carismatici e camaleontici, si adeguano un po' ovunque e qualsiasi situazione.
Per farla breve: In una città come Milano, la domanda è alta e loro rispondono con l'offerta dei loro servizi. Ma come ogni mercato, prima o poi arriva la concorrenza. I due soci sicari si occupano di gestire i funerali dei loro futuri "morituri". Attraverso il giornalismo, riescono a trovare clienti che gli commissionano delle "feste a sorpresa" ai loro familiari o persone che sono loro d' intralcio.
Di base è questa la trama principale dei libri, ma le avventure che si parano davanti ai killer li mettono alla prova dal punto di vista etico e professionale: dopotutto sono due professionisti con tanto di partita Iva e un certo savoir faire.
Omicidi SRL si colloca poco dopo le vicende narrate nel primo libro, ma questa volta gli viene posto un incarico pesante, più dal punto di vista etico che lavorativo: uccidere un ragazzo di 20 anni. Qui si aprono le danze di questo bel continuo, con la SNAP SRL che è in costante viaggio tra il dovere e il saper nascondere questa duplice vita che non lascia alcun tipo di margine d' errore.
Torna la mia coppia di killer meneghini preferita, il Biondo e Quello con la cravatta, accompagnati ancora una volta dalla Stagista, per portare a termine un altro lucroso contratto nella Milano da bere. Ma fra tuffi inaspettati, escursioni nel mondo dell'arte e clienti problematici, anche un semplice omicidio rischia di rivelarsi un'impresa titanica. Robecchi ha indubbiamente fra le mani una gran bella bomba con questi personaggi dalle possibilità praticamente illimitate: si spazia agilmente dall'umorismo alla critica sociale, passando per l'hard-boiled; le pagine di Omicidi Srl scorrono piacevolmente fra le dita fino a giungere al finale quasi senza accorgersene. Niente di innovativo né di ricercato, solo dell'ottimo crime italiano ben scritto... avercene.
La Snap Srl è una società gestita dal Biondo e da Quello con la cravatta per eseguire delitto commissionato attraverso annunci funebri sul Corriere della Sera. Al di là della storia e delle vicende raccontate, la lettura è uno spasso autentico, lo scrittore riesce a mescolare noir, satira e umorismo. Il punto di forza è costituito dai dialoghi brillanti e dallo stile caratterizzato da similitudini, metafore. I personaggi sono caratterizzati in maniera sorprendente e la lettura è molto piacevole. Ho colto una certa critica le contraddizioni della società contemporanea e la satira sociale inserita in una trama crime. Finalmente ho riso leggendo un libro!
La solita commedia nera di Robecchi dove la singolare agenzia che organizza delitti su commissione si trova a gestire imprevisti logistici e dubbi etici durante un incarico da un milione di euro. Ma l'umorismo nero maschera una dura critica alla società contemporanea e alla sua tendenza a monetizzare ogni cosa. Interessante e nuovo rispetto ai gialli precedenti l’approfondimento dell’aspetto psicologico dei protagonisti, il “Biondo” e “Quello con la cravatta” che sembrano provare degli inattesi scrupoli morali (sic!). Il ritmo è molto serrato.
Surreale e dissacrante. Il biondo e quello con la ceavatta, una coppia di killer senza nome ufficiale che si comportano da impiegati e volte con problemi di produttività. Anche questa volta, dopo il loro salto di qualità, decidono di farsi affiancare dalla "stagista", collega che avevamo già incontrato nel libro precedente. Sullo sfondo della Milano del mondo dell'arte i due killer si troveranno ad affrontare anche dei problemi "etici". Libro divertente a patto di prenderlo con lo spirito giusto. Questi due personaggi meritavano il loro spin off.
Un secondo capitolo che intrattiene, diverte e scava un po' più a fondo nei personaggi. Mi è piaciuto come il rapporto tra Biondo e Quello con la cravatta venga un pochino più approfondito, pur senza scavare particolarmente nel loro passato, e ho trovato interessante vederli affrontare insieme nuovi e vecchi dilemmi morali. Sono anche felice di aver rivisto la meravigliosa stagista, che rispetto a loro è molto più "meno chiacchiere, più omicidio". I tre funzionano bene insieme! E per quanto riguarda gli omicidi, be, è sempre interessante vederli dall'altra prospettiva!
Robecchi si supera in questo secondo capitolo delle avventure de Il Biondo e Quello con la cravatta, regalando ai lettori un “giallo al contrario” veloce, ironico e ricco di uscite taglienti. Rispetto al primo capitolo, non c’è traccia della situazione di stallo che si percepiva verso la fine de Il Tallone da Killer e i riferimenti iniziali ai personaggi rendono il libro assolutamente interessante anche senza aver letto il primo capitolo.
A clandestine agency specializing in contract killings finds itself entangled in a complex case that blurs moral lines and reveals hidden connections. As the second in a promising series, it offers characters, space for newcomers, and smooth, ironic prose. The plot is less gripping than the first but keeps pace.
Sarebbe un 3 e 1/2 ma 3 era troppo poco per il Biondo e Quello con la cravatta. Forse un pelino troppo 'too much' ma resta comunque un bel giallo da leggere tutto d'un fiato!!! Aspetterò con trepidazione il terzo 'incarico'! Da leggere: SIIIIII
Robecchi delude, assai assai. Troppo alla ricerca della complicità con il lettore, troppe similitudini d’effetto, troppe troppe. Un romanzo per adolescenti che si è perso tutto, ma proprio tutto, il fascino e l’umanità dei vecchi casi con Monterossi
Purtroppo non posso dare 6 stelle. Solo Rovecchi può farti amare tra protagonist* che di mestiere ammazzano gente per denaro (o per proteggersi). Grande grandissimo