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Il pensiero incoraggiante. Tolkien in difesa del presente

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Cosa può dirci oggi J.R.R. Tolkien in un mondo attraversato da guerre, incertezze generazionali e un’intelligenza artificiale che si fa sempre più protagonista? Molto più di quanto si pensi.

A lungo il suo universo fantastico è stato liquidato come semplice fuga dalla realtà, ma le sue storie, se lette con uno sguardo attento, tornano a parlarci con forza, lucidità e sorprendente attualità. Il pensiero incoraggiante è un viaggio inatteso e luminoso in sette tappe, sette lezioni di saggezza ispirate al creatore del Signore degli Anelli, per affrontare le sfide del presente con la forza dei valori, la serenità della consapevolezza e il coraggio di chi non teme la battaglia. Dalla crisi climatica alla rivoluzione digitale, dal fascino oscuro del potere alla fame di verità, il libro attraversa i temi cruciali del nostro tempo filtrandoli attraverso la lente della Terra di Mezzo, restituendoli più vivi, più umani, più urgenti.

Con una scrittura limpida e trascinante, Rick DuFer conduce il lettore tra sentieri in cui filosofia, spiritualità e letteratura si incontrano, dimostrando come il mondo di Tolkien non sia evasione, ma orientamento: una bussola in tempi confusi.

176 pages, Paperback

Published February 25, 2026

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About the author

Rick Dufer

15 books100 followers
Riccardo Dal Ferro è filosofo, scrittore ed esperto di comunicazione e divulgazione. Direttore della rivista di filosofia contemporanea ENDOXA, porta avanti il suo progetto di divulgazione culturale attraverso il suo canale Youtube “Rick DuFer” e lo show podcast “Daily Cogito”. Performer ed autore teatrale, ha girato l’Italia con i monologhi “Seneca nel Traffico” e “Quanti GIGA pesa Dio?”. Nel 2014 esce il suo romanzo d’esordio “I Pianeti Impossibili”; nel 2018 esce “Elogio dell’idiozia” (che vedrà una seconda edizione ampliata e rivista nel 2021); nel 2019 per edizioni De Agostini esce “Spinoza & Popcorn”, un saggio sulla filosofia pop; nel 2020 esce “I racconti della vera nuova carne” per Poliniani, raccolta di storie gotiche illustrate da Ary De Rizzo.

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Displaying 1 - 5 of 5 reviews
3 reviews
April 2, 2026
Non sono un fan particolarmente sfegatato di Tolkien, ho letto Lo Hobbit, LOTR e visto i film di Jackson. Non entrerò dunque troppo nel merito, ma mi concentrerò sulle idee espresse, la correttezza formale e la generale qualità del libro.

Dalla mia ultima recensione, sono diventato più familiare con il lavoro di questo youtuber. Ho visto qualche contenuto di Dufer, diversi video in cui vantava collaborazioni con i maggiori editori italiani e di aver già scritto 10 libri. L'autore ha anche lamentato il fatto che le case editrici oggi prediligano libri che vendono, a prescindere dal contenuto. Ho letto i suoi ultimi due libri, e credo sia chiaro da cosa derivi un output così copioso: Dufer ha un pubblico fedele e relativamente ampio, che compra qualunque cosa da lui pubblicata. Questo è molto allettante per un settore editoriale alla canna del gas, a discapito però della qualità delle opere.

Il libro espone un'analisi superficiale dei maggiori lavori di Tolkien, interpretazioni trite e ritrite di temi affrontati meglio già da altri o che si possono cogliere intuitivamente anche da una prima lettura dei libri. A questo punto, sarebbe stato meglio farci dei video. Ciò si riflette nello spessore (non solo figurativo) del libro: un centinaio di pagine di testo, che avrebbero potute essere tranquillamente ridotte alla metà. Lo si finisce in un pomeriggio, entro sera lo si dimentica.

Oltre al contenuto banale, la forma lascia parecchio a desiderare. A parte le dubbie concordanze verbali ("Quando Frodo chiederà a Gandalf come mai Bilbo non avesse ucciso Gollum..."), il testo è un pastiche di citazioni senza una struttura (si può trovare una frase per tutto, più difficile farlo se si ha un impianto di analisi coerente - Dufer butta lì una frase di Deleuze giusto perché suona bene, non perché il pensiero di Deleuze abbia una qualche rilevanza nella trattazione) e presenta una sospetta ridondanza nelle strutture lessicali: ho contato DIECI occorrenze del costrutto “non solo… ma…”, utilizzato copiosamente da ChatGPT et similia.

Qui sotto la recensione più dettagliata.

Si inizia col botto, un'epigrafe con citazione di Nietzsche mai pronunciata o scritta. Presagisce bene.

Nel primo capitolo nulla di notevole, una pappardella su come Tolkien sia ancora attuale al giorno d'oggi. Sembra che "il mondo infranto" delineato da Dufer sia completamente scollegato dal sistema sociale-economico-politico, non ci resta altro che adattarci e viverci. Già qui si ha un assaggio della posizione ideologica dell'autore, che diventera via via più ovvia.

Il secondo, invece, si sviluppa attorno alla " [...] nostra abitudine a porre il nemico sempre e comunque fuori di noi " (è più corretto dire "di porre", la preposizione "a" sta meglio davanti ad un sostantivo, ma divago). La morale del capitolo è essenzialmente l'importanza di capire che tra esseri umani non ci sono poi così tante differenze, e di trovare i problemi in noi prima che nel mondo. Questo iperindividualismo ritornerà più chiaramente nel seguire della trattazione.

Si prosegue con l'ormai immancabile capitolo su tecnologia e IA. Qui, Dufer trae conclusioni dubbie:

" Abbiamo già deciso che l'arte umana è imperfetta, e quindi preferiamo l'arte creata da ChatGPT o Midjourney "

Chi ha deciso questo??? Sondaggi recenti (fatti dal Pew, per esempio), indicano esattamente l'opposto. L'autore sembra invece elevare i propri gusti (basti osservare le copertine del suo canale Youtube o il libro stesso) a regola universale. Se lui va matto per questo tipo di "arte", bontà sua, ma non faccia passare anche i lettori per fessi.
Ma la parte più notevole di questo capitolo, oltre che una delle più oscene del libro, è l'esempio che Dufer sceglie di usare nella pagina seguente, che è doveroso riportare per intero qui sotto:

" Se io penso che Israele abbia tutte le ragioni del mondo per difendersi dall’attacco dei terroristi, ChatGPT darà man forte alla mia idea e mi fornirà ulteriori idee e argomenti per sostenerla. Se, al contrario, penso che sia in corso un genocidio e che i palestinesi siano un popolo perseguitato ingiustamente, ChatGPT mi dirà che è davvero così e che tutta la storia va letta con tale prospettiva, rafforzando quel che già pensavo. "

Breve risposta alle inesattezze e false dicotomie presentate nell'esempio:

- Israele non si è mai difeso dall'attacco dei terroristi. A seguito della sua stretta asfittica, criminale e illegale sulla popolazione di Gaza, è successa una cosa molto prevedibile (per chiunque abbia interesse ad affrontare pragmaticamente la realtà): come i nativi americani fecero stragi di famiglie bianche negli emergenti USA (si veda, ad esempio, il massacro dei Whitman); come gli schiavi guidati dal fanatico religioso Nat Turner massacrarono donne e bambini; come le ALN uccisero intere famiglie di coloni francesi a Oran; come le scorribande americane in Medio-Oriente e l'armamento di milizie locali portarono alla formazione di gruppi estremisti e ad attentati in tutto il mondo; così la pressione esercitata su Gaza ha portato all'inevitabilità della risposta palestinese. La CIA ha dato a questo fenomeno l'interessante nome di blowback (letteralmente, "rinculo"), che è piuttosto azzeccato. Quanto successo dopo non ha nulla di difensivo, come vedremo qui sotto;

- Non si può pensare che sia in corso un genocidio. Gli israeliani ammettono di perseguire policy genocidarie. L'ONU riconosce che quanto sta avvenendo è un genocidio. Decine e decine di storici, studiosi di genocidi e altri esperti riconoscono la realtà. Far finta, nel 2026, che questo punto possa ancora essere dibattuto è francamente disgustoso;

- Non esiste un popolo "perseguitato ingiustamente", esistono solo popoli perseguitati e non. A quanto pare, Dufer sembra invece pensare che possa esistere un popolo perseguitato giustamente, chissà perché. Non mi lancerò qui in una storia del calvario palestinese causato dal progetto sionista, ma sono sicuro che qualunque persona non completamente dissociata dalla realtà e con un minimo di consocenza storica sappia discernere come sono andate (e vanno) le cose. Dufer, data la scelta di questo esempio, sembra non rientrare in questa categoria.

Ma proseguiamo.

Il quarto capitolo, che dà nome al libro, è incentrato sull'importanza di accettare le carte che ci sono state date e farne il meglio. Sarà per divergenze ideologiche con Dufer ma, di fronte a questo tema, in LOTR, ho sempre visto un richiamo (ironico, viste le posizioni politiche di Tolkien) a quanto dice Marx nel 18esimo Brumaio di L. Bonaparte:

"Gli uomini fanno la propria storia, ma non la fanno in modo arbitrario, in circostanze scelte da loro stessi, bensì nelle circostanze che essi trovano immediatamente davanti a sé".

Invece, adottando un'interpretazione molto più infantile, Dufer vede in questo la possibilità di magari "diventare re come Aragorn" o una più umile "[...] gratitudine per il fatto di essersi ritrovati insieme alla fine del mondo". Naturale conseguenza dell'iperindividualismo indicato all'inizio è questa flaccida ambizione strettamente personale, che si limita esclusivamente al "miglioramento" della MIA condizione o al più un vago "stare bene insieme :)". Completa assenza di un'analisi delle conseguenze politiche dei temi sollevati delle opere considerate nella trattazione, pura sbobba self-help - io, io, io.

Il capitolo seguente è un maldestro tentativo di porre un contraltare a questo furioso individualismo, riassumibile nella frase "lasciare un buon lavoro fatto". Ancora, ciò a cui idealmente ognuno di noi dovrebbe ambire è condurre "bene" la nostra piccola vita, impervi a ciò che non possiamo controllare accettandolo per com'è. Il mondo non lo cambi, puoi solo navigarci - stoicismo per schiappe. Particolarmente ridicolo è l'excursus dell'autore sulla natalità, legata, dice Dufer, alla volontà di tenerci tutto per noi il benessere ed evitare il sacrificio necessario per lasciare un mondo migliore ai propri figli. Confido il lettore coglierà la stupidità di un tale argomento, che cerca di spiegare i cambiamenti demografici con semplicistiche motivazioni morali piuttosto che concentrarsi sulle cause economiche e sociali.

Ugualmente scollegato dalla realtà è anche il discorso sul perseguimento dell'amortalità e del metaverso da alcuni multimilionari, in quanto eleva i comportamenti ossessivi di questa minuscola elite ad un qualcosa di agognato da tutti noi. Ma, forse per deformazione ideologica, Dufer non si addentra mai nell'analisi materiale del mondo (ci sarà forse un motivo più profondo se questi ricchi perseguono l'amortalità?), preferisce rimanere nel più confortevole mondo delle idee - lanciando roba al muro per vedere se qualcosa attacca, al riparo dalle conseguenze.

Capitolo sesto sull'eucatastrofe inutile, letteralmente l'interpretazione più immediata di questo tema tolkeniano. Nessun valore aggiunto.

Il libro si chiude con un'inaspettata sincerità, che apprezzo. Dufer stesso chiede perdono per aver scritto questo libro, che definisce, correttamente, "un esercizio retorico quasi inutile". Ci aggiunge qualche paragrafo per riparare al danno fatto, ma senza successo.

Il libro rimane inutile, e perdonarlo risulta difficile.
Profile Image for Filippo Malvisi.
25 reviews
March 30, 2026
Premessa: sono super appassionato di Tolkien e macino da almeno 25 anni tutto quello che trovo a riguardo, mentre Rick lo seguo sporadicamente su YouTube, di solito concordando con le sue teorie e disamine sui temi sociali circa il 40% delle volte. Trovo comunque giusto e accattivante apprendere teorie e punti di vista diversi dal mio, perché nella diversità ci si accresce, mentre nelle echo chambers si avvizzisce. Non mi tange minimamente, invece, il fatto che la persona di DuFer venga criticata per specifiche posizioni politiche, visto che non sono pertinenti a questa opera e non mi sembra la intacchino in alcun modo.

Parto subito dicendo che il libro si legge bene, anche in mezza giornata e non sono richieste letture approfondite di Tolkien o di filosofia per avvicinarcisi, giusto aver letto nella vita almeno 1 volta Lo Hobbit e ISdA (a voler essere blasfemi forse bastano anche i film)

Il libro si può dividere astrattamente in 3 tipologie testuali:
1. Le parti dove l'autore parla dei testi di Tolkien, li analizza, ne rielabora i concetti per fare parallelismi filosofici e estrarne messaggi e osservazioni. Su questa parte si vede la preparazione di Riccardo e la passione che prova per Tolkien, ci sono anche diversi accostamenti filosofici che mi sembrano originali (non ho le competenze per dire se siano azzeccati ma immagino di sì). Le cose criticabili sono poche e più che altro si tratta di passaggi interpretabili in modi diversi, quindi sono più differenze di opinione che errori veri e propri. Se il libro avesse avuto solo queste parti sarebbe da 4 o 5 stelle.
2. Le parti dove l'autore fa paralleli tra i messaggi/osservazioni/riflessioni elaborate nella prima tipologia e il panorama mondiale attuale. Qua i problemi si sentono e elaborerò tra un attimo cosa intendo.
3. Le parti di esperienze personali. Su questo nulla da dire, sono cose molto soggettive esposte bene e dove il nesso con Tolkien è chiaro, risulta anzi facile rivedersi in situazioni simili a quelle narrate o quantomeno empatizzare e il libro è volutamente impostato su una visione soggettiva.

I problemi di questo libro secondo me sono nella forma (passaggi scritti come un copione per un video di youtube piuttosto che paragrafi per un libro, inclusa tutta l'introduzione) delle parti di "tipo 2" (parallelismi col mondo odierno) e di sostanza sia degli stessi sia dei punti di passaggio e connessione tra "tipo 1" e "tipo 2" (ovvero come vengono introdotti e agganciati questi parallelismi). I punti di aggancio sembrano, per citare lo stesso Tolkien "quasi stiracchiati, come burro spalmato su troppo pane". Le sezioni effettive sulle controparti del mondo primario di oggi hanno più o meno la stessa percentuale di condivisibilità, da parte mia si intende, che citavo nella premessa, ovvero circa il 40%, e soprattutto quelle nella prima metà del libro le ho trovate molto deboli (più riuscite, invece, quella del capitolo che dà il nome al libro e quella sul "dono degli uomini"). Sono parti che provano a reggersi sulla prosa scritta e argomentata bene con cui l'autore ha introdotto l'argomento, ma che vacillano con voli pindarici e salti a conclusioni opinabili, senza grosse argomentazioni o ragionamenti logici che ne dimostrino la bontà. Se dovessi raccontare questa critica a un bambino di 5 anni la direi così (impersonando Rick): "ti spiego molto bene e accuratamente questo concetto A così vedi che sono preparato e poi ti racconto un concetto B vagamente imparentato ad A però senza supportarlo e bisogno di argomentarlo, ti chiedo di fidarti di me perché se avevo ragione su A che era ben argomentato ce l'avrò anche su B, o no?".

In alcuni punti si vede anche una preparazione non altrettanto approfondita rispetto alla parte Tolkeniana e filosofica. DuFer, in una parte sull'intelligenza artificiale, fa confusione tra LLM (che non ha memoria e quindi non può avere i bias descritti) e agenti IA e in tutto il libro usa "algoritmo" (e i suoi derivati) come termine ombrello per dire praticamente tutte le cose complesse del mondo digitale, dal design delle applicazioni, ai processi e così via.

Personalmente avrei preferito un libro in stile "monografica" che avrebbe saputo mettere in luce i punti di forza dell'autore, rimuovendo quindi le parti da "cogitate" che, personalmente, abbassano la qualità media dei contenuti. Se voi invece apprezzate la maggioranza dei contenuti attuali youtubici di DuFer, probabilmente troverete ottimo anche questo libro.
Profile Image for Pia in Middle-Earth.
13 reviews
March 29, 2026
Interessante saggio che fa appassionare all'universo tolkieniano, ogni tema del Signore degli Anelli può insegnarci qualcosa sulla vita, sulla morte e il mondo in cui viviamo. Su una cosa non sono d'accordo con l'autore, a me la serie tv di Prime Video The Rings of Power piace moltissimo, perché in questi tempi oscuri abbiamo bisogno più che mai della luce di Tolkien.
Profile Image for Chiara F..
615 reviews50 followers
March 31, 2026
Grazie Rick Du Fer.

Il Signore degli Anelli mi ha accompagnato da bambina e sono grata di averlo scoperto ed amato quando ancora non sapevo riconoscerne la potenza. Il merito dei grandi libri è evocare la Verità, prima ancora di avere la maturità per comprenderLa.

Oggi nelle tue parole risuona quella Verità, tradotta per chi ha percepito il suo senso, senza riuscire a comprenderlo appieno.
Profile Image for Amarildo.
10 reviews4 followers
April 8, 2026
New readers?
Let’s be honest: the only people reading a philosophy essay about Tolkien are the ones who have already read all his books ten times. It’s a bit like an invitation to a party you’re already sitting at.
I loved the bits about death, but the rest is totally forgettable.
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