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Trans. Una poetica del paradosso (Not Vol. 66)

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«Questo libro non è un memoir della mia transizione. Non è un saggio su cosa sia il gender e perché fa tanta paura. Non è una storia esemplare. È un diario in frantumi, una raccolta di tentativi, fallimenti, gioie e sofferenze, rabbia e azioni.» Come definire l'identità trans? Come esprimere un modo di esistere personale e collettivo, diviso tra la spinta al riconoscimento e il bisogno di restare nel non detto? Se lo chiede Sandra Cane, partendo dalla necessità di raccontare la sua soggettività trans femme e scontrandosi con l'impossibilità di farlo ricorrendo a strumenti e schemi di pensiero che non le appartengono, quelli messi a disposizione da una società che non la rappresenta né la prevede.
Il paradosso diventa il motivo conduttore della sua ricerca, l'esito della frizione con un sistema che vorrebbe identità perfettamente incasellabili, pronte a diventare forza di produzione e riproduzione, vittime perfette o valvole di sfogo per lo status quo. Intrecciando studi teorici alle proprie esperienze personali, politiche e affettive, Sandra Cane scrive un manifesto filosofico e poetico, in cui individua le crepe nel sistema e fa leva per allargarle, proponendo una visione del futuro per tutt* che scardini le coordinate capitalistiche e patriarcali, e diventi un luogo in cui vivere nelle potenzialità del divenire.



Sandra Cane aggiunge una nuova voce necessaria sulle nostre strane e selvagge vite di persone trans, mentre balliamo alla fine del mondo e proviamo a mettere le poche risorse a nostra disposizione nella lotta per una vita migliore per tutt*.
MCKENZIE WARK

Nel suo libro Sandra Cane tiene insieme il personale e il collettivo, il politico e il poetico, facendo del corpo comunità e della parola un luogo di resistenza.
PORPORA MARCASCIANO

Sandra Cane dice una verità questo mondo non ha le parole per raccontarci. E allora sabotiamolo, rifacciamo tutto da capo.
FUMETTIBRUTTI

206 pages, Kindle Edition

Published January 14, 2026

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Sandra Cane

2 books

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Displaying 1 - 2 of 2 reviews
Profile Image for nico.
85 reviews38 followers
February 1, 2026
Mi aspettavo sinceramente qualcosa di più. L’autrice sembra non riuscire mai ad andare a fondo delle questioni, soprattutto quando si parla dei problemi sociali e politici che affrontano le persone trans. Anche l’intento dichiarato di “rivoluzionare” il linguaggio cis-centrico appare poco convincente, e finisce per risolversi in un tentativo sostanzialmente fallito (su questo punto, i testi di monique witting di oramai trent’anni fa, mi sembrano molto più incisivi e destabilizzanti rispetto a quanto proposto qui).

Un altro problema secondo me è l’uso delle fonti, che spesso non si integrano davvero nel discorso e finiscono per appesantire la lettura. C’è un continuo appoggiarsi a una tradizione altra, prevalentemente anglosassone e americana, senza che venga mai toccata la storia trans italiana. Questo modo di raccontare di sé e della propria esperienza mi sembra sempre più diffuso, ma un conto è quando si resta nell’ambito dell’antropologia o degli studi queer, un altro è quando si parla di comunità e di vissuti personali (non a caso, la parte che ho trovato più interessante è stata il breve focus sulla gentrificazione di Milano).

È sicuramente un testo che può risultare utile a chi si avvicina a questi temi per la prima volta, ma non posso fare a meno di provare una certa stanchezza di fronte al fatto che, in Italia, circolino quasi esclusivamente contenuti di questo tipo, dove il tentativo di spingersi un po’ oltre sembra essere sempre rimandato.
Profile Image for Davide.
52 reviews1 follower
January 25, 2026
[2.5]

Sono statə molto combattuta sul se scrivere o no una recensione. Ammetto, a mio dispiacere, avevo alte aspettative conoscendo già l’autrice, ma per me questo testo ha molti punti incerti. Prima di tutto se togliamo tutte le citazioni che l’autrice fa, il libro rimane molto scarno, è troppo un collage di citazioni e brevissime rielaborazioni di esse.
La parte dei diari personali si può definire carina, ma, a mio parere, la scrittura è troppo Vuong-iana. Nella scrittura creativa queer/trans recente trovo troppo spesso una tendenza a riprendere la scrittura di Ocean Vuong, ma non funziona, ha funzionato solo per un romanzo pure per lui. Mi aspettavo che almeno per quanto riguardasse la poesia si fosse navigata maggiormente la scrittura rompendola, facendola nuova, facendomi credere ad una alternativa di quella fatidica ‘lingua cis’, purtroppo, non è successo.

Rimane sicuramente un buon testo ‘entry level’ su cosa significa la transness, soprattutto nel contesto italiano.
Anche se il prodotto finito per la mia personale esperienza non funziona né da saggio né da storia di vita né da iniziatore di nuova scia di poesia.
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