Dopo Morte a domicilio una seconda indagine per il commissario Antonio Mariani e la moglie Francesca Lucas, ingegnere informatico. Un uomo è stato ucciso sulle alture di Genova: è il primo di una serie di delitti. Mariani deve fermare l’assassino, ma, da quando in casa di un suicida, a Cuneo, ha trovato una fotografia di Francesca, non riesce a separare vita privata e lavoro: scopre collegamenti fra i delitti e il suicida (ma esistono veramente o è lui a dar corpo alle ombre?). Accetta la collaborazione della moglie per scovare l’assassino, mentre deve nasconderle l’altra indagine, quella “privata”…
Secondo romanzo della serie del commissario Mariani, è forse quello che me la fa abbandonare. Perché già non potevo sopportare che Mariani tradisse la moglie con donne che gli piacciono molto meno di lei, e che però poi lui sia geloso di lei in modo ossessivo; ma in questo ho trovato terrificante l'atteggiamento di tutti, proprio tutti, nei confronti dei gay. Inoltre, ho trovato il caso dalla soluzione piuttosto banale. Insomma, magari più avanti ci riprovo a leggere Mariani, ma per ora no di certo.
Sembra un giallo ambientato negli anni '80, e non nel 2000. Non c'è alcun riferimento né alle telecamere di sorveglianza di banche o di altre strutture per conoscere dove sia stato visto il morto nelle ultime ore di vita né l'utilizzo di smartphone per rilevare gli spostamenti della persona. Inoltre la mentalità sui gay è davvero bigotta. Cosa più sconcertante è che il commissario (lui tradisce la moglie con donne che neppure gli piacciono poi molto) sia gelosissimo e ossessivo con le amicizie maschili della moglie. Sono più le scene di vita sentimentale tra i due che le indagini davvero contorte e poco logiche.
Un Mariani in lotta con sé stesso e i suoi dubbi deve scoprire l’autore di una serie di delitti apparentemente inspiegabili. Due indagini parallele, quella ufficiale per la quale si fa aiutare dalla moglie e una “segreta” da nasconderle a tutti i costi per i risvolti personali connessi. Un Mariani che in più momenti avrei volentieri preso a randellate per l’ottusità con cui riesce ad aggrovigliare i pensieri. Un’altra buona prova della Masella che sta dando corpo a un personaggio che di sicuro è destinato a lasciare il segno.
Davvero molto bella questa seconda indagine di Mariani! Tutto nasce per caso: andando a trovare Anselmi, di recente trasferitosi a Cuneo, Antonio vede una foto di sua moglie Francesca nel fascicolo di un apparente suicidio. Il dubbio si insinua nell'animo del commissario: la moglie lo ha forse tradito, rendendogli pan per focaccia? Come una febbre, Mariani si impossessa ufficiosamente del caso, indagando a Torino e a Genova, trovando similitudini con una serie di omicidi dalle caratteristiche comuni. L'umanità e la caparbietà di Antonio faranno sì che scoprirà la verità.
Scorrevole come il primo per quanto riguarda la parte sentimentale del commissario Mariani e della moglie Francesca, un po' meno la parte di indagine. Troppi personaggi in ballo con poca caratterizzazione, ma comunque molto piacevole per passare un paio d'ore in tranquillità.
Se fosse un libro scritto negli anni '50/'60 non avrei avuto questo fastidio (o almeno avrei dato la colpa al periodo storico etc)... ma che un libro scritto negli anni duemila sia così becero nei confronti della comunità gay mi ha messo le mani nel sangue. Terribile :|
Ho l'intuizione giusta quando ne viene data l'occasione. E lo reputo un merito della scrittrice. Diversamente da scrittori illustri (tipo H.Q.) dove la lettura non permette di trovare la soluzione. Le vicende personali sempre al centro!
Nuovo caso per Mariani, anzi più di uno, ma lui rimane ossessivamente distratto dalla sua gelosia tanto che gli sfugge un indizio che l'autrice spiattella al lettore ma lui non coglie... Ne parlo come se fosse una persona perché la prosa di Masella ha il pregio di renderlo vivo, tridimensionale, anche grazie alla narrazione in prima persona (con relativi pensieri vaganti che gli passano per la testa) e alla versione audiolibro, ben interpretata da Francesco Carlo Zanetti (debitamente velocizzato, altrimenti inascoltabile). Apprezzato il guizzo whump finale.