Un romanzo sorprendente, che ci guida attraverso grandi interrogativi. Un inno d'amore per la scienza e al tempo stesso un'indagine appassionata sulla materia di cui sono fatti i sogni.
Perché dormiamo? Come nasce il nostro io cosciente? E di che cosa sono fatti i sogni? Affascinati da questi interrogativi, Salvatore e Peppe vivono insieme gli anni del liceo e dell'università, poi però i loro destini si Peppe rimane a Napoli dai suoi, passa le giornate sui social e non riesce a trovare lavoro. Salvatore, invece, approda negli Stati Uniti, al prestigioso Neuroscience Institute of Consciousness and Sleep.
Il NICS è popolato da giovani venuti da tutto il mondo per studiare la mente umana ed è in corsa per il Nobel grazie alle scoperte riguardo al sonno tra cui quella, ancora segreta, del un elettrodo che consente di addormentare a turno i due emisferi del cervello in modo che non sia più necessario dormire. Rosalyn, per esempio, la geniale irlandese dagli occhi verdi, se lo è fatto impiantare, e ora alterna dodici ore al giorno di assoluta efficienza ad altre dodici in cui può esprimere la parte più creativa e pulsionale di sé. E il prossimo potrebbe essere proprio Salvatore...
Un freschissimo delirio nevrotico generazionale - che indaga la crisi dei 25 anni, con tutte le ansie performative annesse e connesse - in una cornice tra l'onirico e il sci-fi! L'autore, infatti, essendo un neuroscienziato di mestriere si muove sulla linea tra divulgazione e fantasia con grande maestria. Insomma, consigliatissimo, anche perchè se pure non doveste apprezzare l'ironia sulla Napoli bene nè la freddezza dell'ambientazione americana, quantomeno imparerete qualcosa sulla "materia di cui sono fatti i sogni". Buona lettura!
"La realtà non è altro che un sogno che è abbastanza buono per farci sopravvivere." Questa frase riassume bene lo spirito di questo bel romanzo sci-fi sulle neuroscienze e sull'ossessione di ottenere riconoscimenti accademici. Si muove con agilità tra Napoli e il Midwest americano, seguendo due personaggi ben definiti: "Peppe il Cane" e "Peppe il Sorcio". Molto bella e credibile la voce del millennial "il Sorcio", con le sue insicurezze e la sua angoscia data dal "PRE".
Bellissimo libro. Personaggi modernissimi e l’inseguimento del futuro per due giovani protagonisti napoletani accompagnano il lettore nella frenesia della vita accademica e nei meccanismi di funzionamento del cervello.
Difficilmente ho letto un romanzo d’esordio così intrigante e ben costruito! L’intreccio, che si sviluppa seguendo due POV e nasconde un sorprendente colpo di scena finale, segue la vita di Peppe il Cane e Peppe il Sorcio, alle prese con problemi e nevrosi che sono tanto personali quanto universali e che rendono particolarmente facile immedesimarsi nei personaggi di questo romanzo. Tutto ciò ambientato tra Napoli e gli Stati Uniti: da un lato atmosfere cittadine familiari, dall’altro lo spietato (ma gratificante) mondo dell’accademia americana. Insomma, un libro sorprendente sotto ogni punto di vista, consigliatissimo!
ps: per i temi che tratta e per il finale a sorpresa, da leggere se vi piace #jonathancoe