Un romanzo che parla di libertà e della lotta per trovare la propria vocazione, di arte e di ossessione, sullo sfondo di un'Europa in bilico tra splendori e miserie.
Francia, 1536. Michel Dieudonnè è cresciuto senza genitori. L'unica sua amica all'orfanotrofio di Saint Suplice è la coetanea ma le violenze e gli abusi nell'istituto sono all'ordine del giorno. Entrambi trovano una via d'uscita dalle loro misere vite quando incontrano il geniale Andrea Vesalio, anatomista che li prende sotto la sua protezione e decide di Michel vuole diventare medico, Jeanne è un'abile disegnatrice.
Ma l'ombra dell'Inquisizione costringe i tre a trasferirsi in Italia. Incroceranno le loro esistenze con artisti immortali, potenti sovrani e un inquisitore tormentato da una maledizione lanciatagli anni prima da una strega.
2.7 ☆ Un libro che poteva essere di più, ma ha fatto il passo più lungo della gamba e sul finale ha proprio inciampato. Decisamente troppe sottotrame aperte di qua e di là chiuse una appresso all'altra nelle ultime 70 pagine. Mi ha disturbato anche il numero di situazioni create ad hoc, poco naturali e logiche all'interno della storia, alcune da sbattere la testa al muro. Prima fra tutti l'indimenticabile saga de "come farsi cioccare" e "si si, c'abbiamo l'inquisizione che vuole farci la pelle ad ogni angolo, ma i miei drammi adolescenziali sono più importanti, mpf" e "OH IL MIO GRANDE AMORE DI UN TEMPO! CHE GNOCCA CHE ERA! Ehi, ma lo sai che hai i suoi stessi capelli?" Qualche pagina in meno e una limatura alle sopracitate sottotrame, avrebbe potuto essere un altro bellissimo libro dell'autrice :(