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Autobiografía de mis perros

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Un libro sobre el amor por la literatura y el misterio del mundo.
Toda autobiografía conlleva una dosis de valentía. Pero narrar la propia vida a través de los perros que la han acompañado añade una «ternura conmovedora al encanto de cualquier vida», como habría dicho Jane Austen.
Petrignani habla de sí misma con la ternura que emana de sus perros, de los muchos que han servido de contrapunto silencioso a sus historias de vida. Y a través de ellos evoca amores y compañeros de una época perdida, como todas las épocas.
Al relatar los vibrantes años de infancia, juventud y adultez, Petrignani redescubre la verdad y el consuelo, la risa y la alegría, la inspiración y la felicidad en la escritura. Uno tras otro, los perros se convierten en compañeros silenciosos, oráculos de respuestas imposibles.
Autobiografía de mis perros es un libro sobre la pasión y el amor por la literatura.

240 pages, Paperback

Published January 19, 2026

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Sandra Petrignani

52 books22 followers

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3 (5%)
Displaying 1 - 17 of 17 reviews
Profile Image for Elías Muñoz.
19 reviews29 followers
February 5, 2026
Autobiografía de mis perros no es un libro sobre animales domésticos ni una narración sentimental del vínculo humano-animal. Es, ante todo, una reflexión literaria sobre la memoria, la escritura autobiográfica y la dificultad de narrar una vida sin someterla a una lógica explicativa o retrospectiva que la falsee.

Sandra Petrignani reconstruye su trayectoria vital a través de los perros que la han acompañado a lo largo de distintas etapas de su vida. Sin embargo, este gesto no responde a una estrategia anecdótica ni simbólica. Los perros no funcionan como metáforas ni como proyecciones emocionales del yo, sino como mediadores narrativos que permiten desplazar el centro del relato y suspender la tentación confesional que suele dominar la autobiografía contemporánea.

Cada animal delimita un tiempo vital, una forma concreta de habitar el espacio y una relación específica con la pérdida. La memoria no se organiza cronológicamente, sino a partir de una lógica afectiva: presencia, convivencia, desaparición. La vida no se presenta como una historia que conduce a un sentido final, sino como una sucesión de vínculos que dejan huella sin clausurarse del todo.

La estructura fragmentaria del libro no responde a una estética del fragmento por sí misma, sino a una ética de la atención. Petrignani renuncia a la épica autobiográfica y a la autoexplicación constante, y opta por una escritura contenida, precisa, donde los grandes acontecimientos vitales aparecen de forma indirecta, a través de su impacto en la relación con el animal.

El estilo, marcado por una economía expresiva extrema, evita cualquier énfasis emocional. La emoción no se declara, emerge. La prosa confía en el detalle concreto, en el silencio y en la observación sostenida. En este sentido, el libro dialoga con una tradición literaria que va de Colette a Natalia Ginzburg, pasando por Thomas Mann o Elizabeth von Arnim, pero introduce una inflexión decisiva: la centralidad de lo no humano como operador de sentido.

Autobiografía de mis perros es un libro discreto, sobrio y profundamente contemporáneo. Una autobiografía que no se escribe desde la afirmación del yo, sino desde la coexistencia; no desde lo que se dice, sino desde lo que acompaña. Una lectura exigente y profundamente honesta sobre la memoria, la pérdida y los límites del lenguaje cuando intenta dar cuenta de una vida vivida.

Análisis completo publicado en TINCTA VERBA (Substack):
https://open.substack.com/pub/tinctav...

Elías Muñoz
Crítico Literario | TINCTA VERBA
Deceleración Crítica
Profile Image for Malacorda.
605 reviews289 followers
November 26, 2024
Come già accaduto per altri libri, anche questo mi è finito sotto il naso per via di una di quelle intervistine un po' fuffose di rainews24: sto tirando l'aspirapolvere, c'è la televisione accesa, e mentre ci passo davanti leggo un titolo "autobiografia dei miei cani". Copertina non da innamoramento ma comunque piacevole; di certo il titolo non poteva non attirare l'attenzione di una cinofila come la sottoscritta. Me lo sono portato in ospedale con l'intenzione di leggerlo durante i lunghi tempi di attesa e durante gli ancora più lunghi riposi forzati. Poi, in realtà, è andata a finire che in ospedale non ho letto affatto: sono stata tutto il tempo in piedi alla finestra a guardare fuori, perché si da' il caso che la mia finestra (proprio come era già accaduto due anni fa) fosse affacciata su un gran bel maneggio, e dunque ho passato le ore a sgolosare (diciamo pure sbavare dietro a) i fortunati esseri a sei zampe che andavano avanti e indietro sculettando solennemente. Sono tornata a casa dall'ospedale con la ferma intenzione di procurarmi un cavallo anche io: certo, ci vorranno tempo e organizzazione, ma sono materie prime che non mi mancano. Nel frattempo, ho iniziato a leggere il libro della Petrignani appena rientrata in casa, il diciassette giugno.

Come detto, già dal titolo sapevo che non avrei faticato ad entrare in sintonia con i suoi punti di vista. Per un attimo ho temuto che potesse dilungarsi troppo nell'adorare e incensare le sue bestiole, perché questo è un difetto conclamato in ogni proprietario di animale domestico. Per ogni padrone, il proprio animale è senza dubbio il più bello, il più intelligente, il più interessante, il più adorabile, il più buffo, il più tutto, e insomma i dialoghi tra proprietari di cani (ma anche di gatti) finiscono spesso per essere dei dialoghi tra sordi in cui ognuno si perde romanticamente a raccontare i piccoli aneddoti relativi al proprio quadrupede e non da' troppa attenzione agli aneddoti degli altri. Ma a lettura ultimata, posso ben dire che questo rischio, nel libro della Petrignani, è stato scongiurato.

Quel che ho trovato è un libro ombelicistico, cerebrale, lento, dunque sulla carta non doveva essere una cosa nelle mie corde, e invece l'ho gradito. La sua lentezza è un modo per prenderla alla larga, sta solo fingendo di fare una lista di cani, ma in realtà sta facendo una lista di persone, e soprattutto una lista di morti. Tutto il discorso ruota intorno a una tragedia, a un giorno tragico, e alla morte in generale. E poi anche ad una storia d'amore un po' a sorpresa. Sonda tanti argomenti e non tutti li porta a termine, qualcuno rimane un vicolo cieco, ma è come girare nelle strade di un borgo medioevale, i vicoli ciechi è normale che ci siano. E tutti questi accostamenti messi insieme, più le belle ambientazioni ben descritte, più tante citazioni pertinenti, mi hanno fatta sentire a mio agio nel racconto e mi hanno disposto di buon grado ad ascoltare le parole della scrittrice. A volergli trovare il vero e un po' nascosto difetto, direi che mancano alcune parole forti per descrivere la sofferenza: di fronte ad ogni morte, e anche di fronte alla tragedia finale, l'autrice tende a glissare prima di dire un'ultima parola. Qualche volta è anche un po' troppo solenne nel voler dare significati importanti a momenti dell'infanzia che invece tanta importanza non hanno, se non quella di essere rimasti fissi nella memoria. Gli aneddoti dell'infanzia non devono sempre per forza essere premonitori o profetici di quel che accadrà nel futuro, anzi, raramente lo sono. Però sono foto da sfogliare: e ammetto che quando uno prende il via, poi diventa difficile fermarsi.

Terminato in un mattino di ventiquattro giugno che sembra proprio ventiquattro di novembre, con pioggia gelida e battente. Prima o poi l'estate si deciderà ad arrivare. Ma per ora non c'è fretta, prima di arrivare mi lasci il tempo di togliere tutti i bendaggi e i drenaggi e di riprendere l'uso delle gambe.

Edit 26 novembre
Posto oggi la recensione, a distanza di mesi dalla lettura. Le considerazioni che avevo scritto restano valide, rimane pur sempre una lettura da tre stelle e mezza. Però resta una cosa da aggiungere e/o ammettere: in questo libro la scrittrice è veramente snob. Magari non lo è in altri libri, probabilmente non lo è nella vita reale e quotidiana, ma in questa opera non si può proprio non definirla snob.
Profile Image for Grazia.
511 reviews220 followers
October 30, 2024
"Il tempo non basta mai, figuriamoci quando vengono a strapparti il cuore"


Sandra Petrignani, usando il pretesto del racconto della vita dei suoi cani, parla di sé, di letteratura, di amore, di memoria, di abbandoni ma soprattutto di perdita.


"Che aspetto ha la distanza?"

[..]
"C'è un momento giusto per perdere ciò che amiamo?
"Che misura è troppo presto?"


Come fa affermare allo scrittore con cui immagina di conversare durante tutto il corso del libro, la dimensione del sentimento è la mancanza, il vuoto e non la pienezza così come in letteratura.

"La letteratura è riuscire a non camminare nella propria ombra, staccarsi, contemplarla da infinite distanze"


Una riflessione sulla morte tremenda (attraverso la descrizione di un fatto che vorrei ora rimuovere dalla mia memoria) e straodinariamente delicata al contempo.
Profile Image for Three.
308 reviews74 followers
February 27, 2025
C’era lo zero per cento di possibilità che questo libro mi piacesse: non amo le biografie e (sto per dirlo, non vorrei offendere nessuno, non odiatemi, non sono cattiva) non amo i cani. Non li odio neanche, non farei mai del male ad un cane, ma non li amo. Mi fanno paura (ne do la responsabilità al cagnolino che, quando avevo tre o quattro anni, mi saltò addosso per giocare con la palla con cui giocavo io, lasciandomi con una palla sgonfia ed un trauma irreversibile) e di questa paura non ho mai fatto nulla per liberarmi.
Eppure, il libro mi è discretamente piaciuto: per una volta il risvolto di copertina, invece di essere pomposo e mendace, coglie bene il contenuto del libro, che parla “della passione e dell’amore per la letteratura”, mentre i cani sono “compagni silenziosi” di “matrimoni, separazioni, lutti e gioie”. Avrei scritto lo stesso, se fossi capace di un minimo di sintesi.
Più nel dettaglio, mi affascina, per quanto è diversa dalla mia, questa vita ad altissimo tasso di emotività e/o drammaticità, fra case e città cambiate e talvolta riprese, mariti e compagni anch’essi cambiati ma spesso rimasti legati all’autrice da un’unione sotterranea, con incontri anche rocamboleschi tipo quello con il ragazzo tedesco che inciampa sul guinzaglio dell’ennesimo cane e diventa suo amico per - quasi - sempre (immagino siano vere - anche se l’autrice dichiara che quello che si racconta nelle autobiografie non deve esserlo necessariamente - le vicende dolorose dei suoi compagni, molti dei quali vittime di incidenti o di malattie), con la letteratura sempre presente (lei scrive “forse ho vissuto più di una vita”, e mi pare proprio che sia così).
Mi ha colpita la frase che la madre dice alla scrittrice alla vigilia del suo primo matrimonio (“da quando in qua tu e i tuoi amici contestatori avete imparato a convogliare in forma sociale i sentimenti?”), penso che mia madre nelle stesse circostanze si sarebbe chiusa in un mutismo furibondo, o avrebbe detto cose più scontate, tipo, come potete sposarvi, siete due spiantati.
Mi ha colpita soprattutto la considerazione (che sottoscrivo in pieno) per cui un rapporto forte “non richiede quasi mai grandi scontri o spiegazioni”: lei lo dice riferendosi al figlio, perché la forza del rapporto scorre nelle loro vene, io credo che valga per tutti i rapporti veramente forti, anche non di sangue.
Non vorrei essere ingiusta nei confronti dell’autrice, ma il momento di massimo coinvolgimento che ho provato leggendo questo libro è quello in cui dà spazio al brano più bello che abbia mai sognato di leggere sul rapporto fra vita e morte, fra vivi e morti, fra noi superstiti e noi quando non eravamo ancora i superstiti, brano che è della Yourcenar e che qui viene riportato, in morte dell’ultimo compagno dell’autrice.
Ci vuole classe anche per riconoscere la bellezza altrui ed omaggiarla.
Profile Image for pau rofes.
72 reviews1 follower
April 21, 2025
Trovo che sia complicato fare recensioni di libri così personali. Qui ci sono fragilità, dolori, gioie e pensieri. L’esperienza unica di un essere vivente, particolare e irripetibile, come lo siamo tutti. Eppure, condividiamo così tanto.
Profile Image for Gaetano Amore.
2 reviews4 followers
August 19, 2024
Scritto indubbiamente benissimo, ma se (come nel mio caso) non conoscete bene l’autrice purtroppo i cani e il rapporto con loro sono spesso trattati in maniera molto marginale e passeggera, come pretesto per raccontare la propria vita. In ogni caso, una lettura piacevole forse fuorviata dalla quarta di copertina
Profile Image for Anto_s1977.
803 reviews36 followers
July 30, 2024
“Autobiografia dei miei cani” è un breve testo di Sandra Petrignani, edito dalla casa editrice Feltrinelli nel 2024.
Come suggerisce il titolo stesso, si tratta del racconto che l’autrice fa della propria vita, ripercorrendo un arco temporale ampio, dall’infanzia all’età matura.
La particolarità del racconto è che l’avvio della narrazione di ogni capitolo avviene attraverso sprazzi di conversazione con un amico scrittore deceduto prematuramente. È questa, che fornisce una sorta di input ai ricordi che si affacciano alla mente e necessitano di essere fissati su carta, prima che perdano consistenza.
Inoltre, la datazione degli eventi è precisa, in quanto sottolineata dalla presenza dei vari animali domestici, che da sempre hanno popolato la casa dell’autrice.
Il risultato di questa miscela ben dosata di elementi è una narrazione malinconica e nostalgica.
Pur apprezzando il valore del testo, la cui scrittura è precisa e mai piatta, ammetto che la quasi assenza di ordine cronologico mi ha distratta in diversi passaggi. Ma questo è un mio problema, non del libro.
Profile Image for Gianluca.
Author 1 book53 followers
January 28, 2025
Ho letto diversi libri di Petrignani e, come gli altri, ho letto anche questo molto volentieri. La scrittura è indubbiamente colta e coinvolgente, ma credo manchi qualcosa a questo libro. L'autrice rende bene il modo in cui i cani hanno accompagnato la sua vita, senza scendere a fondo del particolare legame che la lega a loro. Un amore grande, che ha conosciuto fin da piccola: tuttavia non lo mette veramente a fuoco, non immagina, per esempio, un contraltare o un compensativo alle relazioni familiari o amorose. Anche il capitolo cruciale, luttuoso, che chiude il libro non arriva veramente al nodo della questione: alla fine ho avuto la sensazione che sia un buon libro, ma da un'autrice come Petrignani mi sarei aspettato qualcosa di più.
Profile Image for Jessica Andrea D..
7 reviews
July 27, 2025
È il mio primo libro di Sandra Petrignani. L’ho visto per caso in Feltrinelli (guarda caso a Piacenza) e mi ha attirato il titolo.
Mi parlava di quelle persone che hanno vissuto fin da bambini in famiglie che amavano i cani e li trattavano come parte della famiglia. Di quelle famiglie che magari non se lo andavano a cercare il cane, ma una volta che c’era era uno di famiglia.
Chi vive da quando è bambino così, sviluppa una storia che è intrecciata agli animali che hai perso lungo la via e che , in qualche modo, ti hanno cresciuto e non smettono mai di mancarti.

Ho empatizzato e l’ho amato questo libro.
Profile Image for Laura Gorla.
19 reviews
August 9, 2024
Un libro estremamente delicato che trasmette tutto l'amore per gli animali, soprattutto cani, dell'autrice. Ma soprattutto racconta della sua vita, con tutte le gioie e i dolori (non solo canini) che l'hanno caratterizzata. E alcuni di questi dolori fanno male anche a chi legge. Lo consiglio a tutti.

Piccolo inciso personale: io, con un bellissimo cane, profondamente amante degli animali (soprattutto cani) e vegetariana, mi sono molto ritrovata in questo libro e in alcune riflessioni su chi ama gli animali, e ne sono molto grata.
50 reviews
August 13, 2024
Forse conoscendo l’autrice avrei apprezzato di più. Scritto bene, ma titolo e quarta di copertina davano l’idea che ci fosse più spazio per i cani, che sono invece usati solo come gancio breve (in un caso anche molto tragico) per parlare d’altro. Insomma se si vuole un libro che parli della vita di qualcuno attraverso i cani con cui ha vissuto, non è questo qui
Profile Image for Gattalucy.
382 reviews160 followers
April 9, 2025
Libro in cui i cani sono un pretesto, ovviamente, per parlare d'altro: di sè, delle tante vite che ci capita di vivere, dei ricordi, delle case che ci hanno visto crescere, e della morte. Del resto gli amici a quattro zampe che condividono con noi parte dei nostri giorni hanno vite più brevi, e va da sè che ci tocca accompagnarli, e piangere, quando se ne vanno.
"I cani occupano troppo spazio" dice ad un certo punto l'autrice, o forse il suo amico scrittore. Ecco, i capitoli in cui dialoga con lui sono quelli più interessanti, con quel chiacchierare di scrittura e di letteratura.
La Petrignani scrive bene anche se a tratti l'ho percepita un po' radical chic, espressione che generalmente detesto, ma non so come altro descrivere il vezzo di raccontare di tutte le persone famose che frequenti..."quella volta che io, lui e l'altro..." manco fosse Gianni Minà!
E dopo pochi giorni dalla lettura mi è tutto svanito, eccetto i cani.
Quindi tre stelle possono bastare.
Profile Image for Elena Favaro.
382 reviews11 followers
April 21, 2025
Patrignani racconta la propria vita passando per gli animali che hanno fatto parte della sua vita. Originale e divertente anche se naturalmente sopravvive a molti dei suoi amici e a volte anche in modo straziante.
Profile Image for Francesca.
13 reviews
June 13, 2024
I cani sono solo secondari. Alcuni episodi mi hanno lasciata sconcertata. Mi ha lasciato un senso di amarezza.
Profile Image for Mosco.
454 reviews44 followers
November 29, 2024
3* e mezzo

doveva chiamarsi "autobiografia di me stessa con i cani come amate comparse"
gradevole, a tratti anche bello, a tratti così così
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