Nato dall'esperienza di "Consigli di classe", collettivo culturale composto da docenti della scuola e dell'università di cui fanno parte le autrici e gli autori dei saggi qui riuniti, questo volume è una raccolta di voci diverse ma insegnanti, ricercatori, studiosi che vivono ogni giorno il mondo della scuola e che trovano profondamente inadeguato il modo in cui le questioni educative vengono oggi trattate nel dibattito generale e nelle scelte di governance politica. Le recenti trasformazioni dell'istruzione pubblica, dall'aziendalizzazione al modello delle "competenze" mirate all'orientamento lavorativo, dalle riforme autoritarie al ricatto dell'"innovazione" come risposta a ogni male, hanno ridotto l'intero sistema della formazione ad agenzia di soddisfazione dei bisogni di studenti, famiglie e imprese, convertendolo in un prodotto a misura del paradigma neoliberale e delle sue esigenze. Dunque, è solo assumendo la scuola pubblica come luogo di resistenza alla potenza pervasiva del mercato che essa può riguadagnare la centralità che le perché è nel lavoro docente, nella trasmissione del sapere e in una relazione educativa svincolata sia da ogni autoritarismo, sia dalla logica dell'efficienza e dalle astrazioni pedagogizzanti, che emerge il ruolo dell'istruzione come spazio di conoscenza, conflitto, trasformazione del presente ed emancipazione.
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Un volume necessario, per ragionare sui processi in atto che stanno trasformando la scuola in azienda e le famiglie in clienti, esautorando il ruolo del docente. Tra i contributi più validi, quello di Polacco sulla riforma di tecnici e professionali, di Maurizi sullo svuotamento delle discipline, di Bandjni sulle logiche non trasparenti du gestione dei fondi PNRR e di Latempa sulla valutazione. Un libro che cerca di superare le logiche politiche per salvare quello che di più prezioso abbiamo: la scuola come palestra di libertà e di libero pensiero.
Io non mi farei ingannare dal sottotitolo del libro "Tecniche di resistenza per docenti". Si certo da un lato i docenti sono i diretti interessati del discorso, ma dall'altro c'è il ricordo costante che il presente ed il futuro della scuola è interesse di tutte e tutti. E quindi ecco un rapido e ottimo corso di aggiornamento e riflessione (anche) per non addetti ai lavori.