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Storia dell'Irlanda dal 1845 a oggi

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Nel corso di centocinquant’anni l’Irlanda ha conosciuto la più devastante carestia dei tempi moderni, è divenuta l’economia industriale d’Europa in più rapida crescita, è passata dalla sussistenza alla globalizzazione avanzata. Insulare ma cosmopolita, monarchica e repubblicana, culla del moderno terrorismo eppure modello di democrazia parlamentare, con la sua cultura popolare, la sua musica e la sua antica lingua, l’Irlanda per gli italiani è ancora poco conosciuta. Questo libro offre un’introduzione aggiornata e critica ai temi e problemi che hanno segnato lo sviluppo di questa nazione nell’epoca contemporanea.

244 pages, Paperback

First published January 1, 2014

16 people want to read

About the author

Eugenio F. Biagini

16 books1 follower
Eugenio F. Biagini is an Italian historian, specialising in democracy and liberalism in nineteenth- and twentieth-century Britain, Ireland and Italy, and is currently Professor in Modern British and European History at the University of Cambridge. He is best known for his work in free trade economics and ideology, the Italian risorgimento, Irish national identity, and the religious dimension of popular radicalism in the nineteenth century.

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Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for Rosenkavalier.
250 reviews114 followers
October 30, 2022
In your head, in your head, they're still fighting

Scoperto grazie a una puntata di Passato e Presente, il libro mi ha colpito per la messe di informazioni contenute in poco più di 200 pagine, nonchè per il notevole equilibrio con cui la storia travagliata del popolo irlandese è presentata.
Non credo ci sia una vicenda al mondo che mostri una simile sproporzione tra la sua rilevanza, anche solo numerica, e la sua esposizione mediatica. Pur trattandosi di un piccolo paese di non particolare importanza, non si contano i libri, film, canzoni sulle vicende irlandesi, specialmente sulla guerra civile nell'Ulster, ma non solo.
Il prof. Biagini fa giustizia di molte tesi propagandistiche affermatesi nel tempo, su cui la storiografia si è pronunciata senza evidentemente produrre effetti sugli sceneggiatori e i parolieri.
Ad esempio, è interessante la ricostruzione della famigerata Great Famine, la grande carestia della seconda metà dell'800, spesso presentata come una sorta di atto deliberato del governo britannico contro gli irlandesi cattolici.
In realtà, il libro mostra come le misure prese dai britannici furono tutt'altro che modeste, solo risentivano dei limiti del tempo e della prevalente inclinazione al paternalismo (nella migliore delle ipotesi) verso i più poveri delle classi dirigenti dell'epoca.
Anche la celebre Rivolta di Pasqua del 1916 è inquadrata come il gesto di pochi rivoluzionari da salotto letterario, senza seguito di popolo e pessimamente organizzati.
La brutale repressione inglese (con l'impiccagione pubblica di tutti i "congiurati" tranne uno, Eamon de Valera che si salvò perchè cittadino americano) fece scaturire un'ondata di sdegno che si tramutò presto in un fortissimo sentimento anti-inglese che portò di lì a pochi anni all'indipendenza.
D'altro canto, anche le violenze e gli eccessi di parte cattolica vengono raccontati senza censure, così come la follia ideologica del terrorismo nordirlandese, che ignorava la realtà della volontà popolare maggioritaria (unionista e filobritannica), trasfigurandola in un fumoso discorso marxleninista e anticolonialista per cui gli unionisti erano proletari cui serviva far capire che il loro vero interesse era divenire cittadini di un'Irlanda unita e socialista, se necessario a colpi di Armalyte.
Sull'Ulster sono molti i temi toccati, che spiegano bene come la guerra civile non fosse uno scontro tribale, medievale, irrazionale come spesso è stato descritto, ma un conflitto tra una maggioranza privilegiata (anche se comunque disagiata, in senso assoluto) contro una minoranza che voleva vedersi riconosciuti pari diritti, scontro nel quale la religione era un elemento identitario, distintivo ma non decisivo.
Infatti, ricorda Biagini, non si contano i religiosi di tutte le confessioni che si adoperarono per una convivenza pacifica, spesso pagando con la vita, mentre tutti ricordano i fanatici deliranti come Ian Paisley.
Mi ha colpito scoprire che il Regno Unito era in realtà ben poco interessato all'Ulster, tanto da aver più volte ipotizzato un ritiro unilaterale. Da parte irlandese, la Repubblica non volle mai approfittarne, dato che non era in grado nè di garantire l'ordine pubblico (trovandosi in casa una minoranza protestante armata e aggressiva), nè lo stesso livello di sussidi che il generoso governo inglese elargiva, anche per mantenere una qualche parvenza di ordine.
Il libro si chiude con un lieto fine, gli accordi del Good Friday e la fine delle ostilità, sia pure in un perdurante clima di tensione che ancora non si è spento.
Un'ottima lettura, assolutamente consigliata a chi volesse farsi un quadro completo e sintetico della storia famosa, ma spesso travisata o quantomeno romanzata, di questo affascinante paese.









Profile Image for rikja.
34 reviews
August 10, 2024
Storici: ce la potete fare a scrivere un libro di storia COMPRENSIVO e ESAUSTIVO in cui non date per scontato quello che state scrivendo, dando i nomi agli avvenimenti nel momento in cui li si sta descrivendo e non 3 capitoli dopo (vedasi il caso del Bloody Sunday o del periodo di The Troubles).
L'esposizione non è per niente chiara.
E soprattutto, per favore, evitate le inutili liste di nomi (in questo libro ci sono paragrafi interi di nomi di personaggi o avvenimenti che non vengono per nulla approfonditi e dunque mi chiedo quale sia l'utilità)
2 stelle solo per la storia dell'Irlanda che è molto divertente (?)
Profile Image for flaams.
709 reviews51 followers
November 21, 2018
Ho letto "Storia dell'Irlanda dal 1845 a oggi" sotto suggerimento del mio relatore per la stesura della mia tesi di laurea triennale.
In poco più di 200 pagine, il Professor Biagini, professore all'Università di Cambridge, ha, nella maniera più esaustiva possibile illustrato gli episodi storici principali che hanno portato allo sviluppo della attuale società irlandese e nord irlandese. Per quanto riguarda, mi sono concentrata soprattutto sull'evoluzione della parte socio-economica più che degli avvenimenti storici di per sé, e devo ammettere di aver trovato tutte le informazioni che più mi interessavano.
Fortemente consigliato non solo a chi desidera informarsi a livello, per così dire, accademico, ma anche per una lettura "tranquilla" e per cultura generale, proprio perché, grazie alla semplicità del linguaggio e al suo essere esaustivo, non sono necessarie particolari conoscenze a priori.
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