L’anniversario di un trauma è una ferita che si riapre senza pietà. Ne "Il silenzio che resta", Giuliano Pasini esplora l’oscurità di Elena Dal Pozzo, giornalista schiacciata dal lutto per il figlio Mattia. Quando un secondo bambino scompare nello stesso giorno e luogo della tragedia precedente, l’incubo ricomincia, trascinando Elena e il vicequestore Santo Mixielutzi in una spirale di verità distorte. Il romanzo brilla per il ritmo: i capitoli brevi garantiscono una lettura scorrevole, capace di catturare l'attenzione fin dalle prime pagine. Tuttavia, verso la metà del volume si avvertono alcuni passaggi scritti in modo meno fluido, che risultano a tratti insoliti rispetto alla pulizia della prosa abituale dell'autore. Pur essendo un noir psicologico intenso, la trama segue binari che potrebbero permettere a un lettore esperto di intuire l’evoluzione del finale in anticipo. Nonostante queste incertezze strutturali, l'opera di Pasini scava con efficacia nelle macerie dei ricordi e nella complessità del legame materno.
Ho letto questo storia da Mamma e ne sono rimasta devastata.
📚 Elena è a passeggio con suo figlio Mattia,sei anni, quando scompare. Svanito nel nulla,il grido disperato di sua madre non serve a farlo tornare indietro. Esattamente un anno dopo,viene annunciata la sparizione di un altro bambino,si chiama Mattia ed ha sei anni. Questo episodio riporta a galla un dolore che non si è mai assopito,ma è sempre rimasto lì..vigile,in attesa della verità.
📚 Ho assaporato ogni pagina di questo libro. Ho vissuto sulla mia pelle l'angoscia di una madre, l'impotenza,la disperazione, l'infinita attesa. Non dev'essere facile raccontare la sparizione di un bambino, l'autore c'è riuscito in maniera così delicata e rispettosa da farmi emozionare, da tenere ben ferma e stabile la mia attenzione. Una scrittura lineare,scorrevole, a tratti difficile da digerire (per l'argomento trattato) ma ricca di sensazioni ed emozioni contrastanti. Ho amato moltissimo il personaggio di Santo, a capo delle indagini. Lo chiamano "Sfinge". Io,invece,ho visto un poliziotto ed un uomo di spessore e, soprattutto,di valore. Il punto di forza di questo libro,per me, è stata la componente psicologica dei personaggi,in particolar modo la psiche di Elena. Il suo tormento è stato essenziale e devastante per il lettore.
Come primo approccio direi che è andata benissimo. Leggerò sicuramente altri libri dell'autore,perché la sua scrittura mi ha stupita positivamente 📚❤️
A distanza di un anno esatto da quel maledetto giorno che ha segnato per sempre la vita di Elena Dal Pozzo, un altro bambino di 6 anni scompare. Nello stesso punto. Con lo stesso nome, Mattia. E il passato sembra trascinarla di nuovo nell’abisso. Il silenzio che resta di Giuliano Pasini è un thriller che mette al centro della storia la maternità e la sofferenza per la perdita di un figlio. Un legame che viene brutalmente spezzato e che viene vissuto dalla protagonista in maniera oscura e graffiante. La verità di quel giorno deve essere portata a galla per evitare che altri genitori soffrano come lei o quanto lei. L’inizio del romanzo è più statico e si sofferma maggiormente sulla psiche di Elena e sul contesto in cui si muove. Con un’alternanza temporale tra i vari periodi, si arriva a un finale che corre ed esplode in qualcosa di impensabile. Proprio quest’ultima parte l’ho trovata leggermente sopra le righe rispetto al mio gusto personale. Ho riscontrato però una grande capacità dell’autore di catturare l’attenzione del lettore e di incollarlo alle pagine. Senza lasciargli scampo.
questo libro non ha molto convinta! è sicuramente un libro scorrevole e ben scritto ma l'epilogo non mi ha entusiasmata. per non fare alcun tipo di spoiler non posso specificare cosa non mi è piaciuto.
Ho letto questo libro per l’incontro del gruppo di lettura de La Libreria del Lago @lalibreriadellago (insieme ad altre sette librerie). Avrei una quantità infinita di cose da dire, ma cercherò di essere breve. Parto proprio dall’incontro: è stata una serata che ricorderò per sempre. Giuliano Pasini è una persona splendida ed è stato un onore e un piacere poterlo conoscere. Ha un modo galante di parlare delle donne che sembra uscito da un’altra epoca. Inoltre, ci ha deliziati con tanti aneddoti e spiegazioni sulla storia del libro. Davide @ilibrididede numero uno in qualità di moderatore! Parlando del romanzo, è super scorrevole grazie ai capitoli brevi e alla scrittura dell’autore. Da madre, è stato difficile leggere della perdita di un figlio, del come è successo e per mano di chi: la psiche umana gioca davvero brutti scherzi. Raramente riesco a indovinare il colpevole, ma questa volta ci sono riuscita. Nonostante ciò, l’autore, con la sua bravura, a un certo punto mi ha portata a pensare a una soluzione diversa. Recupererò sicuramente altro di suo, perché questo libro — pur essendo difficile da “digerire” — mi è piaciuto molto!