Rowan è il prescelto. In venticinque anni ha conosciuto solo addestramento, draghi sconfitti e plausi, ma quando arriva quella che tutti pensano essere la Calamità, perde. Salvato dai maghi, non solo cerca di affrontare le crisi di panico derivanti dall’aver evitato la morte per un soffio, ma tornato a palazzo gli viene detto che la profezia è stata male interpretata: è il prescelto sbagliato. Obbligato dal Re a recuperare e addestrare la persona che salverà il regno, controvoglia, conosce Matilda, una testarda venticinquenne montanara che non crede nelle profezie e non ha la minima intenzione di affrontare dei draghi. Mentre i fili della storia si intrecciano e la verità si rivela, Rowan deve ritrovare la fiducia persa con la sconfitta e imparare a scegliere da sé il proprio destino.
c'è un periodo nella vita di tutti che, in un modo o nell'altro e soprattutto in questo momento storico, si attraversa. quel momento in cui mettiamo da parte tutte le nostre certezze che sono state create nel corso dell'infanzia e infine ci interfacciamo con la vita adulta. e non è per niente come ti aspettavi: delusioni su delusioni, tutto ciò in cui credevi in realtà crolla come un castello di carte. tutto questo accade al nostro protagonista, rowan, che ha passato la sua intera vita nel pensare che sarebbe stato lui il prescelto - come viene annunciato nella profezia che parla di lui - e invece anche il suo, di castello, è crollato del tutto. come si fa a superare una delusione così grande? non si può, o almeno questo è quello che pensiamo in un primo momento. la ballata del prescelto sbagliato è quel genere di romanzo che utilizza l'elemento fantastico per parlarci di tutt'altro: quanto le amicizie possono essere la nostra vera famiglia, come nel caso di rowan e i suoi compagni wesley e cecil che rimangono al suo fianco quando il mondo gli crolla addosso; quanto non siamo davvero gli unici al mondo ad avere problemi da risolvere, che rowan non è l'unico ad essere stato deluso ma in maniera opposta matilda deve vivere la stessa situazione. per non entrare nel dettaglio e non farvi spoiler, vi posso dire che i personaggi riescono ad entrare nel cuore del lettore sin da subito: vediamo la vita di rowan e tutto ciò che la caratterizza come se fossimo parte della storia - siamo lì ad accompagnarlo in questo viaggio -, senza alcun infodump dedicato al mondo. piuttosto ci vengono dati i dettagli necessari per capire quello che sta accadendo, sviluppando man mano questo lato fantastico che prenderà poi una piega del tutto inaspettata. la vera protagonista della profezia, ovvero matilda, non è la tipica protagonista/interesse amoroso che potreste trovare in un romanzo ma quel genere di personaggio femminile che vorrei vedere più spesso. una donna in tutto e per tutto, che è cresciuta in una realtà che l'ha costretta a crescere prima del previsto. tuttavia, non posso fare a meno di amare rowan, che con la sua storia è riuscito ad entrarmi dentro fino a sentirmi parte di lui se non direttamente lui stesso. sono convinta che chi ha passato il momento di cui parlavo all'inizio non potrà fare a meno di empatizzare con quello che passa rowan, al suo essere egoista in un certo senso e pensare solo al suo di dolore. il suo arco narrativo così come gli eventi in generale che gli si buttano addosso sono stati gestiti in maniera magistrale, tanto che la sensazione finale è stata quella di essere investita da un muro di marmo che non ero pronta a ricevere. e fa male, un male cane. quindi preparate i fazzoletti, è tempo di leggere questo fantasy italiano! ringrazio dal profondo del mio cuore camilla e la casa editrice per la copia arc! <3
3.75 (e anche oggi vorrei che goodreads desse la possibilità di mettere la mezza stella)
Ammetto di essere un po' combattuta, perché avevo molte aspettative per questo libro e in moltissimi casi erano aspettative che sono state ben soddisfatte- purtroppo però ho trovato qualche problema con il pacing del libro, e a lungo andare ha finito per pesare molto sulla mia esperienza di lettura
La trama generale del libro è davvero strepitosa: seppur in alcuni punti ero riuscita quasi a prevedere cosa sarebbe successo, l'autrice ha avuto un sacco di idee davvero interessanti e fenomenali che hanno saputo lasciarmi a bocca aperta (la verità sui draghi??? che figata). Sulla storia in sé non posso davvero dire niente, anche davanti a tropes ben conosciuti si è riuscita a creare una storia che sapesse essere interessante e a lasciarti piacevolmente sorpresx- è stato fatto davvero un buonissimo lavoro. Come detto prima, l'unico problema l'ho riscontrato con il pacing narrativo: già nei primi capitoli avevo sentito quasi un senso di "fretta" nell'arrivare al punto saliente di quella parte della storia, e quindi si finiva per raccontare e presentare tutto quasi troppo velocemente senza dare davvero la possibilità al lettore di assimilare quello che stava succedendo in quel momento, quello che veniva detto, e anche di iniziare a capire i personaggi. In realtà l'idea del capitolo iniziale quasi in medias res, con subito l'arrivo di un drago era ottima, aiutava a capire il mood generale del libro, ti apriva subito al mondo che stavi per incontrare eccetera, ma è stato mostrato così velocemente che ha finito per non prendermi davvero, fino in fondo - e purtroppo questa eccessiva velocità è ritornata in altri punti della narrazione, e a lungo andare rischiava di sfociare in superficialità (una caratteristica che mi sembra quasi un crimine associare a questa storia)
Penso che questo difetto sarebbe stato facilmente evitabile se solo ci si fosse dato il tempo di, appunto, lasciar sedimentare le notizie e le scoperte che venivano date nell'animo sia del protagonista che, così facendo, in quello del lettore. In alcuni punti anche la quasi istantanea accettazione del protagonista davanti a quello che gli era stato detto, o l'immediata giustificazione o risposta trovata ad una determinata questione, mi hanno un po' fatto storcere il naso: in due situazioni diverse (che non vado a spiegare per evitare spoiler), il protagonista, Rowan, dopo aver scoperto una determinata cosa, pensa a quale possa essere stata la giustificazione, la causa, dandola per certa, e poi su quella questione non si ritorna più perché effettivamente la risposta era quella. Il punto è che, se Rowan scopre una cosa e PENSA a giustificazione X, non è detto che la sua supposizione sia certa, e non importa che la soluzione sia davvero quella se poi non mi viene detto e confermato anche da fonti certe, da altri personaggi. Se lui (personaggio che narra in prima persona presente) ha scoperto una cosa insieme a me (lettore), non ha senso che la sua supposizione su quello che è successo sia in realtà l'unica (ed effettiva) risposta che viene data al lettore, dire "Allora probabilmente è successo questo" non basta, non può essere accettabile (in quel momento) come risposta perché, in quel momento, lo dice una persona che non ha certezze esattamente come me - e che poi non andato a verificare da altri per quantomeno confermare le sue supposizioni (sto a farmi un pippone incredibilmente complicato e altamente incomprensibile, me ne rendo conto) È vero, sono piccole cose, ma sono anche i dettagli più piccoli a fare di una storia una Bella Storia. Anche solo qualche frase in più qua e là per prolungare gli effetti, i dubbi, i pensieri, i risultati di quello che era appena successo o che era appena stato scoperto, avrebbe fatto tantissimo la differenza e reso la storia meno frettolosa. Il romanzo ne avrebbe giovato di più sia da un punto di vista di compattezza narrativa, rendendolo più "solido" e non rischiando di dare la sensazione che ci fossero buchi qua e là, ma principalmente perché, di nuovo, era davvero una storia interessante e mi sarebbe piaciuto molto vedere di più del worldbuilding ma anche dei personaggi. è una mancanza che ho sentito molto e che mi ha un po' pesato, il che mi è dispiaciuto molto dato che la storia in sé è molto valida, ha dei tropes interessanti e ottimi colpi di scena, ma ogni tot l'hype mi si spegneva un po' per colpa di queste piccole "mancanze" che mi sembrava di sentire. Le cose e i cambiamenti di opinione o di atteggiamento di alcuni personaggi, avvenivano a volte troppo velocemente, e sembravano quasi senza fondamento. Questa mancanza di equilibrio, nel quadro generale, ha un po' sbarellato la linearità della storia per me, e non mi ha fatto godere la lettura quanto avrei voluto e quanto la storia in sé effettivamente si meritasse.
Allo stesso tempo, però, non posso negare che l'aspetto emotivo, soprattutto nella parte iniziale del romanzo, ha colpito nei punti giusti. L'idea del prescelto che viene cresciuto e portato sul palmo della mano solo per quello che può dare e che poi quando si rivela essere la persona "sbagliata" non solo si vede e si sente perdere tutto e non sa come andare avanti anche se è costretto a farlo. Cercare di fare tutto con un tipo di dolore e di peso diverso addosso, cercare di raccogliere i pezzi quando continui a ricevere ennesime prove che non sei mai stato davvero tu "the next great thing", che tutta la fiducia, le buone opinioni e le erano sempre effettivamente state un errore. Voi avreste dovuto vedere che tipo di devasto ero diventata quando Rowan ha scoperto che Matilda ha i poteri e che tutto quello che lui ha fatto sforzandosi, impegnandosi ed allenandosi per anni per cercare di fare bene a lei sarebbe uscito bene già al primo tentativo perché aveva i mezzi giusti, perché era effettivamente la persona giusta- quando ha capito che a lei sarebbe uscito tutto facile dato che era effettivamente lei la prescelta mentre lui si è dovuto impegnare tutta una vita continuando a non riuscirci. Raga ho dovuto mettere giù il libro stavo per scoppiare a piangere (grazie Camilla, lmao) Rowan nessuno ti capirà mai come ti ho capito io e nessuno capirà me come hai fatto tu.
Nonostante tutto, non posso non ricordare con calore questo libro e quanto mi abbia fatta sentire capita. Forse in alcuni punti si è perso un po' per strada, ma aveva un sacco di potenziale, un sacco di bei messaggi e resta un fantasy davvero interessante e diverso dal solito (tutta la questione dei draghi e del re... mamma mia, chef kiss) So già che quando mi cadrà l'occhio sullo scaffale e rivedrò questo libro mi verrà un sorriso.
Immaginate di essere stato cresciuto con l'idea di essere il prescelto che salverà il regno, di aver votato la vostra vita a questo unico scopo, e che questo poi vi venga strappato in una frazione di secondo. Come vi sentireste?
Rowan è stato un protagonista sicuramente diverso dal solito. Un protagonista estremamente umano e fallibile. Tutta la sua rabbia, la frustrazione e l'immensa incertezza che gli piomba addosso le ho sentite tutte. Un personaggio che è arrivato in un momento in cui mi è stato molto facile empatizzare con lui.
Quando prendo tra le mani un fantasy autoconclusivo di meno di 300 pagine ho sempre un po' l'ansietta che le cose risultino troppo frettolose, che ci siano buchi di trama sparsi qui e là. Ma non è stato il caso de la ballata del prescelto sbagliato.
È stata una lettura super scorrevole, con i suoi plot twist, le sue pene 🥲 ma soprattutto un found family veramente molto dolce e un pizzino di romance che non guasta mai.
È una lettura perfetta se si vuole stare in mondo fantasy senza doversi imbarcare in saghe infinite, è un libro che stra consiglio a chi vuole approcciarsi al genere fantasy ma non sa da dove iniziare. E poi ci sono i draghi 🔥
Fantasy originale, un'ottima lettura leggera in grado di sorprendere per l'originalità della trama e i colpi di scena ben congegnati. Ho apprezzato molto i personaggi, soprattutto i due protagonisti, e mi complimento con la casa editrice per l'edizione esteticamente spaziale. Come pecche della trama segnalo lo scarso wordbuilding e che (a mio avviso) la questione della profezia e della magia oscura andavano approfondite meglio. Voglio comunque dare 5 stelle per supportare l'autrice e la casa editrice indipendente, continuerò a seguire le prossime uscite con interesse.
Spesso ci si imbatte nel proprio destino sulla strada presa per evitarlo - Maestro Oogway
Questa frase, suggerita da quel santo del mio fidanzato, calza a pennello con il romanzo "La ballata del prescelto sbagliato" insieme a un'altra di cui però parlerò nella parte spoiler. Il romanzo parte con il più classico dei tropi del fantasy, quello del bell'imbusto prescelto incaricato di dover sconfiggere i draghi mostruosi che flagellano il regno. Pur non essendo per nascita un principe, Rowan ne ha l'aspetto, i vestiti e gli atteggiamenti, visto che tutti lo hanno sempre riverito e addestrato per quell'unica funzione della sua vita. NON CERCATE I VERSI CHE SEGUONO SE NON VOLETE SPOILER
Sai che principeggiare è un'arte, E ogni principe che si rispetti Deve essere blu come il cielo Avere virtù, trafiggere spettri.
Questa trama però crolla quando Rowan si rende conto di non essere davvero invincibile, tanto meno protetto dal Fato e viene fuori che in realtà hanno proprio sbagliato a interpretare la profezia. Matilda, la vera prescelta, viene quindi affidata al protagonista perché la addestri e ne faccia una guerriera che uccida tutti i draghi, cosa di cui però lei non è affatto convinta. Per un attimo Rowan spera che davvero lei sia inefficace, sbagliata quanto lui, ma in realtà Matilda è una maga più che una guerriera e grazie alla sua magia scoprono cosa si cela davvero dietro i mostri che tutti temono.
È un pesante costume da drago Che schiaccia l'attore della pantomima Ma tu sei prigioniera del nulla Cotone dentro una bambolina
I personaggi partono tutti essendo i più classici dei cliché, ma il loro arco di evoluzione consiste proprio nello smettere di essere bamboline a servizio di un ruolo che altri hanno scelto per loro e prendere veramente in mano il loro destino. E qui torniamo alla citazione iniziale: l'autrice è stata molto brava nel delineare quel filo sottile che separa la libera scelta dal fato, in un modo che all'inizio anche io ho faticato a capire (ed ero sul punto di mettere due stelle) ma poi è stato come girare una chiave e ho capito il disegno circolare che c'era dietro. Per non farvi spoiler, se conoscete la saga di Sandman di Neil Gaiman pensate all'Eterno del Destino: è lui che definisce la libera scelta perché sapendo cosa ti riserva il futuro, che in quel momento è solo teorico e molto sfumato, tu puoi decidere come agire e fare in questo modo del bene o del male a chi ti sta intorno.
Detto questo, per chi come me sa da dove sono tratti i versi che ho messo, il decorso della trama diventa intuibile da prima di metà del libro, nonostante gli ottimi tentativi dell'autrice di provare a innovare il testo di base. Uscendo invece dalle questioni legate alla trama, il libro purtroppo risente un pochino di esser stato scritto per l'Arcimago, nel senso che mi è sembrato che alcuni passaggi sono un pochino troppo repentini (e la battaglia finale secondo me dura un po' poco) e alcune cose non sono approfondite come meriterebbero (per esempio il funzionamento della magia). Nonostante questo però, lo stile è curato ma assolutamente non barocco, presta la giusta attenzione ai dettagli spaziali e alle movenze di combattimento. Infine, cosa più importante, pur mettendo in scena un cast di personaggi molto ampio l'autrice è in grado fin da subito di dare a loro una voce ben distinta che li fa spiccare in mezzo alle righe, come fossero davanti al lettore. Il sistema religioso e la fantapolitica sono dipinti attraverso pochi tocchi sagaci e funzionali, ma un po' mi dispiace non essere riuscita a godermeli per più tempo. Vorrà dire che mi recupererò Clover.
Anche essere draghi è un'arte E ogni drago che si rispetti Deve girare intorno alla torre Ogni volta che tu principessa ti pettini
Ho letto La ballata del prescelto sbagliato con molto piacere, ed è stato uno di quei libri che scorrono davvero velocemente: mi sono ritrovato a divorare i capitoli quasi senza accorgermene.
La storia parte da un’idea molto intrigante , quella del “prescelto sbagliato”, un ribaltamento di un trope classico del fantasy trasformato in un viaggio personale e emotivo che funziona soprattutto grazie ai personaggi.
La narrazione è in prima persona al presente, una scelta che di solito non è la mia preferita. Nonostante questo, la voce di Rowan riesce comunque a coinvolgere e a rendere molto immediati i suoi pensieri e le sue emozioni.
Proprio Rowan è l’elemento che ho apprezzato di più: il suo percorso, i suoi dubbi e il modo in cui evolve nel corso della storia sono ben costruiti e credibili. Si percepisce la crescita del personaggio e questo rende facile affezionarsi a lui.
Matilda è stata una sorpresa molto piacevole: pungente, brillante, con dialoghi vivaci e una personalità che spicca nelle scene in cui compare. È uno di quei personaggi che danno ritmo e colore alla storia.
Se devo trovare un piccolo appunto, avrei voluto un po’ più spazio per Cecil. È un personaggio interessante che secondo me avrebbe potuto essere approfondito ancora di più, perché lascia intravedere parecchio potenziale.
Nel complesso, però, è stata una lettura molto piacevole e scorrevole, capace di intrattenere e coinvolgere senza mai risultare pesante. Un libro che si legge con facilità ma che riesce comunque a lasciare qualcosa nei personaggi e nelle loro dinamiche.
Ci sono libri che non hanno bisogno di complicarsi per funzionare, perché sanno esattamente dove vogliono portarti. La Ballata del Prescelto Sbagliato per me è stato proprio questo: una storia lineare, semplice nella struttura, ma costruita con intelligenza e con una solidità che si percepisce pagina dopo pagina. Il worldbuilding funziona molto bene perché non cerca di sovraccaricare il lettore: è chiaro, coerente, ben delineato e soprattutto capace di sostenere la narrazione senza mai soffocarla. Ma ciò che davvero mi ha colpita è il modo in cui tutto gioca sulle percezioni dei personaggi, sul loro modo di leggere il mondo e di cambiare insieme a lui. Il vero punto di forza, infatti, sono proprio loro. Tutti i personaggi sono scritti con cura e diventano il motore della lettura: non solo per ciò che fanno, ma per come crescono, sbagliano, comprendono e arrivano gradualmente a una nuova consapevolezza. È questa evoluzione personale a creare dipendenza, a farti voltare pagina con il desiderio di vedere fin dove arriveranno. Ho apprezzato molto anche il rapporto tra romance e trama principale: la componente romantica c’è, ma resta sempre al posto giusto, dosata con equilibrio e senza mai invadere la storia. I momenti più emotivi arrivano quando servono davvero, senza appesantire il ritmo narrativo e questo, nel fantasy di oggi, non è affatto scontato. È una lettura che riesce a essere accessibile senza risultare superficiale, e che trova nei personaggi il suo cuore più forte.
L'ho davvero adorato, un fantasy senza intrighi particolarmente complessi e personaggi complicati, che nella sua semplicità riesce a tenere incollati alle pagine grazie a un ritmo sostenuto, una scrittura scorrevole e un'ironia sottile. Rowan e Matilda ci ricorsano che nessun destino è scritto e dato per certo, se ci si rimbocca le maniche e si lavora sodo per cambiare le carte in tavola e trarre dalla vita il meglio a cui si può aspirare. Lui in particolare ci ricorda quanto sia difficile sopportare il peso delle aspettative che ci piovono addosso per una vita intera e alla fine collassano, schiacciandoci sotto il loro peso, ci dice che prospettive disattese possono farci sprofondare nella disperazione, ma che ci si può rialzare imparando a guardare la vita da una prospettiva nuova, magari persino più sana. Il tutto succede nella migliore delle tradizioni letterarie, trattando in chiave fantastica situazioni e sentimenti tremendamente attuali. Tra draghi, cavalieri e battaglie, questo libro si presenta senza grandi pretese se non quella (riuscitissima!) di portare una ventata d'aria fresca e leggera e intrattenere chi legge grazie alla sua tematica principale: riscoprire se stessi di fronte a ogni ostacolo, magari cadere, sì, ma rialzarsi sempre.
Una lettura piacevole che ho finito in brevissimo tempo. È stato naturale immedesimarsi nei personaggi, soprattutto nel protagonista e nella sua grande delusione. Dopo i primi capitoli dominati dall'azione e grandi aspettative per la Calamità, la storia prende una piega cozy; Rowan decide di non arrendersi alla sconfitta e continuare comunque a lottare per il bene del regno. I suoi amici e compagni di viaggio hanno un bellissimo legame con lui, a prescindere dalla profezia. La vera prescelta invece è una scoperta continua e il suo carattere senza filtri mette a dura prova la sopportazione del prescelto sbagliato. La parte della locanda mi è piaciuta tantissimo! Ho apprezzato la crescita di tutti i personaggi e quella spolverata di romance che c'è, oltre ovviamente alla morale di speranza. E poi, ultimo ma non meno importante: io adoro i draghi!
Un romanzo la cui forza sono i personaggi. Questo libro racconta una storia semplice ma lo fa con il cuore, in modo che tu ti senta subito parte di questo mondo e del gruppo di protagonisti. Ogni personaggio ha una sua personalità, a ognuno viene ritagliato il giusto spazio e i loro sentimenti, ansie, paure, gioie, dubbi e preoccupazioni, li senti davvero. Penso che il periodo dei vent'anni sia una fase in cui tutti o molti si ritrovano a sbattere contro un "destino" diverso da quello che avevano percorso. E vai in crisi, come Rowan, e devi cercare di non andare in pezzi mentre il mondo non si ferma per aspettarti. È una lettura che può solo fare bene.
Avevo aspettative altissime per questo libro, e non sono stata delusa per niente. La storia è una ventata d'aria fresca, raccontata con uno stile molto terra terra che ho amato. Un bel viaggio che mi ha fatta ridere ed emozionare molto, con una trama intelligente che ribalta un po' i classici elementi del fantasy. I protagonisti sono molto belli (Rowan e Matilda meravigliosi), ma mi piacerebbe conoscere qualcosa di più anche su Cecil e Wes.
È un volume autoconclusivo, ma un seguito potrebbe essere interessante (o almeno un racconto ambientato dopo). ❤️
Delizioso, una boccata d’aria fresca piena di personaggi reali con cui è facilissimo empatizzare, già dopo due pagine li senti tutti tuoi amici. Bel ritmo, scorrevole, efficace, e soprattutto dentro ha quello che rende il fantasy così speciali: temi attuali in cui possiamo ritrovarci tutti, solo raccontati in una veste diversa. Bellissimo!
Esiste un momento preciso, nella vita di chiunque abbia mai rincorso un’aspettativa troppo grande, in cui ci si rende conto che il destino non è un binario d'oro, ma un groviglio di sentieri interrotti. Questa narrazione si insinua esattamente in quella crepa, trasformando il fallimento non in una fine, ma in un inizio dolorosamente autentico. Camilla Cosmelli compie un’operazione di chirurgia emotiva su uno dei tropi più abusati della letteratura fantastica, quello della predestinazione, spogliandolo della sua aura di invincibilità per mostrarne il peso deformante. Il protagonista non è l'eroe che ascende al trono tra gli applausi, ma un giovane uomo che deve imparare a respirare tra le macerie di una profezia che lo ha masticato e sputato via. È raro trovare una penna capace di trattare la sconfitta con una tale delicatezza, senza mai scivolare nel nichilismo, ma mantenendo una costante tensione verso la riscoperta di sé. La scrittura fluisce con un ritmo musicale, quasi ipnotico, che alterna momenti di introspezione bruciante a sprazzi di un’ironia malinconica e modernissima, capace di parlare direttamente alle ansie di una generazione schiacciata dal mito della performance. I legami che si instaurano tra i personaggi non sono i soliti sodalizi epici forgiati dal sangue, bensì connessioni umane fatte di dubbi condivisi, silenzi pesanti e una solidarietà che nasce proprio dal riconoscimento della propria comune fallibilità. In questo scenario, la magia non è una soluzione ai problemi, ma una variabile che complica i rapporti di forza, lasciando che sia sempre il cuore dei protagonisti a dettare la direzione del viaggio. Non ci sono riempitivi, né la pretesa di costruire mondi infiniti in cui perdersi: tutto è condensato in un’esperienza narrativa densa, che si legge d’un fiato e lascia addosso quella sensazione dolceamara di aver finalmente trovato qualcuno che capisce cosa significhi essere "quelli sbagliati" in un mondo che pretende la perfezione. È un’opera che brilla per onestà intellettuale, ricordandoci che la vera libertà non risiede nel compiere un destino scritto da altri, ma nel coraggio di scrivere la propria storia partendo proprio dai propri errori più grandi. Una lettura necessaria, vibrante e profondamente umana, che ridefinisce cosa significhi davvero vincere quando tutte le luci della ribalta si sono spente.