Londra 1886 In una città viva e dinamica, splendida e implacabile, capitale di un impero coloniale lanciato verso il progresso, Lady Evelyn Ashcombe rifiuta il destino che le è stato assegnato. Non vuole essere una dama impeccabile del sogna formule, mappe, misurazioni, rotte ignote e terre mai descritte. La sua mente è affilata come una bussola, il suo cuore inquieto come un mare in tempesta. Quando, in particolari circostanze, incontra l’affascinante Lord Jonathan Haworth, brillante professore di geografia e figlio cadetto di un duca, scatta qualcosa di pericoloso e irresistibile. Lui crede di conoscere il mondo attraverso i libri; lei gli dimostrerà che per comprenderlo bisogna attraversarlo davvero, e insieme. Tra deserti, fiumi impetuosi e foreste che sembrano respirare, Evelyn e Jonathan, con compagni di viaggio di ogni genere ed età, intraprenderanno una spedizione che metterà alla prova il loro coraggio, le loro certezze e il loro amore. Inseguiti da nemici senza scrupoli e dall’ombra dell’Impero, scopriranno che la vera conquista non è un territorio, ma il legame che li unisce. Un’avventura epica, un amore indimenticabile e una donna che riscrive il proprio destino.
Questo romanzo non racconta semplicemente una storia: la mette alla prova e la spinge oltre il punto in cui diventa scomoda, vera, inevitabile. In superficie potrebbe sembrare un viaggio, una spedizione, una ricerca, una conquista però basta poco per capire che qui la parola “scoperta” viene smontata e ricostruita da zero. Non è il mondo a essere trovato: sono gli esseri umani a essere messi di fronte a ciò che non possono più ignorare. La scrittura di Priscilla Potter è la prima, grande esperienza del romanzo: è un linguaggio che non si limita a descrivere, ma trasforma. Il paesaggio non è mai neutro: è vivo, reattivo, quasi cosciente. Il freddo punge davvero, l’umidità pesa sul corpo, il silenzio non è assenza ma presenza. Poi, senza soluzione di continuità, la prosa si restringe, si avvicina ai personaggi, diventa respiro, esitazione, battito. È una scrittura che non accompagna il lettore: lo coinvolge, lo espone, lo fa diventare uno dei personaggi del libro, che non si fa leggere, anzi si fa vivere, respirare, sentire. Ciò che rende speciale e unica questa storia sono i personaggi. Evelyn è una protagonista di rara complessità: non è costruita per essere ammirata, ma per essere compresa e questo la rende infinitamente più potente. La sua intelligenza non è mai una barriera, è una ferita aperta sul mondo. Vede troppo, capisce troppo, e questo la costringe a cambiare. Non c’è un momento preciso in cui “diventa” qualcosa: è un processo continuo, spesso doloroso, sempre autentico. Jonathan è, in apparenza, ciò che ci si aspetterebbe: l’uomo solido, il punto fermo però la narrazione ha il coraggio di andare oltre anche qui. La sua vera forza non sta nel guidare, ma nel lasciare spazio. Non è il centro: è la condizione, affinché qualcun altro possa esserlo e in questo gesto, silenzioso ma radicale, si costruisce una delle dinamiche più belle del libro. Il loro legame è uno dei cuori più vivi della storia: non è idealizzato, non è semplificato; è desiderio, ma è anche riconoscimento profondo. Non si scelgono perché si completano, ma perché si vedono. Poi ci sono le figure che orbitano intorno a loro, alcune dure, altre fragili, tutte necessarie, che contribuiscono a costruire un mondo morale complesso, mai ridotto a buoni e cattivi, ma sempre attraversato da scelte. Uno degli aspetti più intensi del romanzo è il modo in cui affronta il tema del potere: non quello esplicito, delle armi o delle istituzioni, ma quello più sottile, ossia il potere di nominare, di interpretare, di decidere cosa conta e cosa no. “Moon Lady” smaschera l’illusione che conoscere significhi possedere, mostrando con una lucidità quasi dolorosa, quanto spesso la conoscenza sia stata usata per giustificare il dominio e lo fa senza mai trasformarsi in un discorso teorico. Tutto passa attraverso le persone, le relazioni, gli sguardi. Quando la storia si sposta lontano dai luoghi estremi e apparentemente selvaggi, il romanzo compie uno dei suoi gesti più profondi: dimostra che la vera tensione non è nello spazio inesplorato, ma nelle strutture che consideriamo “normali”. È lì che i personaggi vengono davvero messi alla prova e che devono scegliere chi essere, senza più l’alibi della sopravvivenza. Emotivamente è un libro che non cerca scorciatoie, non forza mai la mano del lettore, non costruisce scene per strappare una reazione immediata e proprio per questo, quando colpisce, lo fa in modo duraturo. Le emozioni non esplodono, sedimentano, crescono, tornano. C’è una qualità che rende questa storia diversa da molti altre: il coraggio. Il coraggio di non semplificare, di lasciare spazio al silenzio, di mostrare personaggi che non sono mai completamente al sicuro, di dire che capire il mondo non basta, bisogna anche accettarne le conseguenze. Vi consiglio di leggerlo perché non è un libro che si consuma, è un libro che resta nei dettagli, nelle frasi che riaffiorano giorni dopo, nelle domande che non trovano risposta immediata, nel modo in cui cambia lo sguardo del lettore, non in modo evidente, ma irreversibile. Alla fine, quando tutto si è compiuto, resta una sensazione precisa, quasi fisica: quella di aver attraversato qualcosa che non era solo una storia, ma una verità.
Moon Lady di Priscilla Potter è un romanzo che sa conquistare il lettore dalla prima all’ultima pagina, grazie alla sua capacità di coniugare avventura, introspezione e una profonda attenzione ai dettagli. Ambientato nell’Africa del 1886, il libro ci trasporta in un continente ricco di paesaggi straordinari e di culture vivaci, descritte con una precisione e una cura che permettono di sentirne odori, suoni e colori. Ma il 1886 è anche un'epoca di scoperte e contraddizioni, aspetto che va di pari passo con la straordinaria bellezza e complessità dell'Africa. L’autrice riesce a rendere vivi i paesaggi, così i suoni, gli odori e i colori, trasformando l’Africa in un vero e proprio protagonista del romanzo. Il punto di forza della narrazione risiede proprio nella sua capacità di indugiare nei particolari, facendo percepire al lettore i dettagli relativi ai luoghi descritti, creando dunque un’immersione sensoriale totale, dove la natura, le città e le culture sembrano amalgamarsi insieme ai protagonisti. Dalle descrizioni minuziose della "Montagna della luna" ai fiumi impetuosi che sembrano ostacolare o benedire il cammino dei protagonisti, i dettagli geografici sono resi con una precisione quasi pittorica. Si percepisce uno studio profondo della materia, che permette al lettore di visualizzare non solo la maestosità della natura, ma anche la sua intrinseca pericolosità.
Se i luoghi sono incantevoli, i personaggi sono scolpiti con altrettanta cura. Evelyn Ashcombe è una donna dal cuore inquieto, che rifiuta le catene di un destino già scritto tra i balli del Ton. Preferisce le mappe e le bussole, sognando e desiderando fortemente una vita differente da quella a cui è destinata. La sua evoluzione è indubbiamente palpabile. La segretezza iniziale si trasforma in una fiera determinazione che non scade mai nel cliché. Jonathan Haworth rappresenta il suo contrappunto perfetto. L'autrice si sofferma sapientemente sulla sua transizione da uomo di scienza "da tavolino" a esploratore d'azione, analizzando le crepe delle sue certezze accademiche di fronte alla realtà cruda del viaggio.
La loro storia d'amore costituisce il cuore del romanzo, ne è la chiave che mescola i vari elementi narrativi. A rendere il tutto più vivido è il cast dei comprimari, Yusuf o l’irresistibile zia di Evelyn, i cui caratteri sono tratteggiati con pennellate di ironia e umanità, offrendo momenti di leggerezza che bilanciano le tensioni della spedizione.
Ciò che eleva "Moon Lady" rispetto ai classici romanzi d'avventura è la riflessione etica sottesa alla trama. Priscilla Potter mette in contrasto la sete di conquista coloniale, mossa da puri interessi economici, con l'idealismo quasi romantico dei protagonisti. Evelyn e Jonathan non vogliono "possedere" la terra, ma comprenderla e onorarla. È un aspetto a cui personalmente tengo molto. In sintesi, Moon Lady è una lettura che conquista per il suo equilibrio perfetto tra il romanticismo dei sentimenti e la precisione nelle descrizioni ambientali. Un libro per chi vuole sognare ad occhi aperti e magari ritrovare un po' di quell'idealismo necessario per cambiare il proprio destino.
RECE DI ANDREA Nella Londra del 1886, capitale di un grande impero coloniale, Lady Evelyn Ahscombe è una ragazza che non accetta il destino che quella società assegnava alle donne. Appassionata di geografia, viaggi, mappe, misurazioni, sogna di partecipare a una spedizione in Africa e di trovare le mitiche sorgenti di tutto il sistema fluviale africano “Non voglio una vita brillante solo entro i limiti del salotto, voglio poter divulgare le mie idee” dice Evelyn alla zia Aurelia. Per Evelyn l’unica possibilità di non essere sottovalutata come donna e di avere accesso ad ambienti in quel tempo di fatto esclusivamente maschili, è trasformarsi in Lord Edward Ashdown. Presso una presentazione alla Royal Geographic Society, Evelyn/Edward conosce Jonathan Haworth, brillante professore di geografia e figlio di un duca, che crede di conoscere sufficientemente il mondo attraverso i libri. Tra di loro scatta un qualcosa di magnetico e irresistibile e ben presto Jonathan scopre la vera identità di Evelyn. Nonostante l’attrazione reciproca che Jonathan ed Evelyn provano, la grande opportunità sembra essere quella di poter partecipare di persona a una spedizione in Africa, con compagni di viaggio di ogni genere, età e nazionalità, per poter dimostrare le proprie idee e che il mondo deve essere conosciuto “sul campo” e non attraverso le carte. Affronteranno non solo un viaggio difficile e pericoloso tra fiumi e deserti, ma anche la minaccia di nemici e “traditori” interni agli stessi ambienti degli studi geografici imperiali. Nelle difficoltà del viaggio l’attrazione e la collaborazione tra Evelyn e Jonathan sembrano destinate a sfociare in un grande amore. “Moon Lady” è un romance storico con molti elementi che richiamano anche il “romanzo di avventura” molto popolare nel tempo in cui è ambientato, quando molti scrittori scrivevano di mondi lontani dove non erano mai stati. E la necessità di “vedere” con i propri occhi e sul campo, e non attraverso ipotesi cartografiche e libri, è uno dei temi importanti del libro e delle idee allora rivoluzionarie di Evelyn. Il libro è ambientato in un passaggio storico fondamentale, nel quale al progresso tecnico e in parte sociale si affiancava la persistenza di una mentalità coloniale che nel libro è ben descritta, e che le tesi di Evelyn mettono in dubbio. Un personaggio femminile molto potente, che rivoluziona dall’interno una società ingessata, formale e intrisa dal pregiudizio coloniale come quella dell’Impero britannico di fine Ottocento. Moon Lady è un romanzo di avventura avvincente con descrizioni ambientali molto suggestive ed è nello stesso tempo la narrazione di un’appassionante e intensa storia d’amore, quella tra Evelyn e Jonathan, affascinato dalla determinazione unica di questa “ragazza della luna” e anche un omaggio a tutte le donne che in quel periodo hanno contribuito a scrivere la storia e favorire cambiamenti sociali. L’equilibrio tra il romance, il rigore storico e l’avventura è ottimo e la scrittura sempre intensa e avvincente.
RECENSIONE IN ANTEPRIMA PER BLOG LETTURE SALE E PEPE 4 STELLE E 1/2
Quando un romanzo vittoriano incontra l’avventura in un contesto imperialistico, non può deludere!
Priscilla Potter torna con un romanzo ambientato nel tardo vittoriano, un periodo che vede l’ imperialismo britannico avanzare. Il continente africano, che ancora deve svelare del tutto i suoi segreti, vedrà sulla sua terra due protagonisti valorosi, uniti dall’amore per la scoperta e che hanno deciso di far confluire i loro destini.
Quando l’autrice mi ha anticipato la trama del suo ultimo romanzo ho percepito un fremito nel cuore! Di romanzi ambientati nell’ 800 ne abbiamo fatto un po’ tutti indigestione, ma questa storia presentava quell’elemento differente e avventuroso per renderlo più originale! Sulle orme di diverse donne che sfidarono le convenzioni sociali distinguendosi come viaggiatrici, esploratrici e scienziate, eccomi qui a presentarvi Lady Evelyn Ashcombe, amante della geografia e con un’ossessione per l’Africa.
“Lady Evelyn, figlia di un marchese, bellezza da ballo, mente da nascondere”
Una fanciulla la cui famiglia ha assecondato le inclinazioni, un padre amorevole che la supporta, una zia che le è stata da mentore e l’incontro, un po’ atipico, con un professore che le cambierà la vita, l’affascinante Lord Jonathan Haworth, figlio di un duca ma, prima di tutto, uomo di scienza.
Alla giovane si presenterà l’imperdibile occasione di far parte di una spedizione ufficiale in Africa per la Royal Geographic Society, mettendo distanza dal ton e le sue imposizioni, avendo la possibilità di prendere consapevolezza delle proprie capacità in una dimensione differente. L’attrazione mentale e fisica che la legheranno da subito a Jonathan sarà un pretesto ulteriore per buttarsi in un’avventura ancora inusuale per una donna.
“Il mondo non cambia quando gli chiedi spazio. Cambia quando qualcuno occupa lo spazio che c’è”
Un romanzo di viaggio e scoperta, con momenti d’azione ma anche altri di attesa, osservazione, contemplazione, in un territorio che si pone, giustamente, ostile all’invasione e che considera i membri della spedizione come gli “stranieri che insistono a restare”, nonostante i vari “avvertimenti”.
I protagonisti vedranno evolvere il loro rapporto che dovrà forgiarsi sul rispetto e Jonathan dovrà conquistare un pezzo alla volta la fiducia di Evelyn.
“Lo amava come si ama una via di fuga, un orizzonte, una possibilità di essere se stessi senza chiedere permesso”
L’ autrice è riuscita a farmi immergere nelle atmosfere africane dense di odori e suoni. Le ambientazioni si ricreano nelle nostra mente grazie all’accuratezza dei dettagli.
La narrazione in terza persona (con narratore esterno onnisciente) non ci preclude l’accesso ai pensieri dei protagonisti; grazie ai bei dialoghi e alle considerazioni mentali, riusciremo ad emozionarci per il loro desiderio a stento trattenuto, che perderà rigidità man mano che ci si allontanerà dalla società ingessata dell’epoca.
Se cercate un romance puro vittoriano con balli e pretendenti, questo romanzo non fa per voi, ma se desiderate il brivido dell’avventura e di territori inesplorati avrete pane per i vostri denti. Personalmente ho adorato le mille similitudini con le quali l’autrice ha ricamato la storia, trasmettendo esattamente le sensazioni delle varie situazioni e luoghi incontrati.
Parole e immagini spolverate nella mente per creare un’esperienza multisensoriale, una costruzione sintattica e retorica che gioca sull’antitesi e il contrasto per enfatizzare i concetti e una trama che punta più sull’avventura che sul romanticismo, azzerando la componente spicy.
Anche il cambio di ritmo durante la storia è stato funzionale, facendoci adattare ad un contesto differente, alla lentezza del viaggio lungo il Nilo e nello stesso momento ci ha fatto percepire la minaccia che incombe.
🏰⏳ «Ti sorprende che io non abbia mai trovato marito?» disse, con un'alzata di sopracciglio teatrale. «Gli uomini preferiscono la superficie alla profondità. Amano una fronte liscia, non una mente affilata. Una donna che ragiona è per loro un mobilio scomodo: non sanno dove metterla.»🏰⏳ * storico * Avventura * Slow burn ⬇️TRAMA NEI COMMENTI⬇️ •COSA PENSO• Inizio questa recensione, ringraziando l’autrice per avermi dato l’opportunità di leggere questo romanzo, che devo ammettere mi ha intrattenuto davvero tanto durante un periodo difficile della mia vita. Faccio una piccola premessa, essendo che leggo davvero pochi libri storici, devo ammettere che questo libro mi ha davvero lasciato qualcosa a differenza di altri, ed è la prima volta che leggo un libro di questa autrice. Scrittura: davvero molto scorrevole non mi è pesata per niente, anzi devo ammettere che sono riuscita a leggere questo libro in poche ore, perché più si andava avanti più c’erano parti sia divertenti che “avventurose” che mi tenevano incollata alle pagine. Personaggi: li ho davvero adorati soprattutto lei, ho amato il suo pensiero riguardante l’attualità, il percorso femminile, inerente all’anno in cui viene strutturata la storia cioè il 1886, quindi mi sono ritrovata una protagonista molto avanti nelle sue idee e che sa quello che vuole ed è disposta a tutto per ottenerlo. Invece il personaggio di lui, non mi è pesato per il libro però non l’ho amato quanto ho adorato lei, però ha il suo perché. Trama: questo è il motivo vero e proprio per cui ho desiderato leggere questo libro, perché ho pensato fin da subito che fosse una vera e propria distrazione dai libri che stavo leggendo in questo momento, perché oltre ad avere una scrittura molto fluida la storia è davvero fantastica, ho amato tantissimo il coraggio della nostra protagonista Ev nell’andare in Egitto in cerca di avventura con Lord Jonathan, amando anche il loro primissimo incontro. Libro in sé: mi piace tanto come viene strutturato, essendo che è diviso in varie parti, ho adorato anche il fatto che ci sono più epiloghi, ma soprattutto che ci sia la postfazione che ho adorato tantissimo. Unica pecca di questa struttura sta nel fatto che le pagine,il numero, lo troviamo solamente nell’indice quindi nello scorrere delle pagine io non sapevo dove mi trovassi, però non mi ha pesato la lettura lo stesso🏰⏳
Moon Lady è un romanzo d’avventura romantico e divertente, capace di unire ironia, sentimento e spirito di esplorazione in modo davvero riuscito.
Jonathan ed Evelyn sono, in un certo senso, due facce della stessa medaglia. Lui è un professore, uomo di scienza e di spedizioni geografiche, abituato a controllare, studiare e analizzare ogni dettaglio. Lei possiede la stessa curiosità, la stessa intelligenza e la stessa determinazione, ma è costretta a vivere tutto in segreto, perché in un’epoca in cui il matrimonio è considerato il traguardo massimo per una donna, le sue ambizioni non trovano spazio alla luce del sole.
Le scene iniziali sono state davvero divertenti. Gli incontri tra loro, le conversazioni trattenute, il fatto che Evelyn non potesse parlare liberamente per non farsi scoprire, mi hanno fatto ridere davvero tanto. Sono momenti leggeri e vivaci che danno subito carattere ai protagonisti e rendono la lettura estremamente piacevole.
Il cuore del libro, però, è il viaggio. La spedizione non è solo uno sfondo, ma la vera guida della storia. Tra difficoltà, tradimenti, incontri inaspettati e un continente che mette continuamente alla prova i protagonisti, l’avventura prende il sopravvento e dona profondità alla narrazione. Non è solo una storia d’amore: è una missione, un sogno condiviso, una sfida contro i limiti imposti dalla società e dalla natura stessa.
In diversi momenti mi sono ritrovata a “litigare” con i personaggi, accusandoli di essere stolti per alcune scelte. Ma in realtà non sono sciocchi: sono idealisti. Sono persone che credono davvero in ciò che fanno e sono disposte a rischiare tutto pur di portare a termine la loro missione. Ed è proprio questa loro ostinazione, questo credere in qualcosa di più grande, a renderli così affascinanti.
Ho apprezzato moltissimo che la storia fosse guidata dall’avventura e dalla spedizione, e non solo dai sentimenti o dalla passione tra i protagonisti. Questo ha reso il romanzo più ricco, più solido, più significativo nelle sue tematiche. E il finale? Perfettamente in linea con il tono del libro: divertente, coerente, con personaggi che non si smentiscono fino all’ultima pagina.
Moon Lady è una storia vivace, intelligente e piena di spirito, che fa sorridere, emoziona e fa venire voglia di partire per un’avventura… magari accanto a qualcuno disposto a credere nei propri sogni fino in fondo.
Ho iniziato questo romanzo con grandi aspettative, perché avevo già conosciuto la penna di quest’autrice e mi aveva completamente conquistata, ma con questa storia mi sono davvero lasciata trascinare dentro ogni pagina. L’ho letto in un solo giorno, senza quasi mai riuscire a staccarmi dalla lettura. La trama è intensa, i personaggi li ho trovati veri e l’ambientazione è descritta talmente bene che riuscivo a immaginare ogni scena. Questa storia è ambientata nella Londra del 1886, in un mondo tanto elegante quanto rigido e posso dirvi che, già dalle prime pagine, ho sentito la voglia immensa di Evelyn di scappare da quel destino che non sentiva suo. Lei non è la solita dama impeccabile che pensa alle buone maniere, come impongono le regole dell’alta società. È una donna curiosa, piena di energia, un po’ inquieta, che preferisce pensare alle mappe, ai viaggi e alle nuove scoperte. Quando incontra Jonathan, professore brillante e un po’ troppo convinto di conoscere il mondo solo attraverso i libri, ho capito subito che tra loro sarebbe nato qualcosa di forte. Non qualcosa di facile, certo, ma qualcosa di inevitabile. La parte che mi ha colpita più di tutte è stato il viaggio. Non solo il viaggio che faranno i protagonisti, tra deserti, fiumi e foreste africane che, a mio avviso, sono state descritte davvero con grande precisione, ma parlo proprio di quello interiore. L'autrice racconta il periodo storico senza rendere mai la lettura pesante, mescolando perfettamente l'avventura con una storia d'amore che cresce in modo naturale e pian piano. Evelyn e Jonathan cambiano, si sfidano di continuo e si scelgono. Lo fanno mentre tutto intorno a loro è pericolo, scoperta e meraviglia. Ho apprezzato tantissimo anche i personaggi secondari, ognuno ha un ruolo ben preciso e sono fondamentali per arricchire ancor di più la trama. È un libro che ho trovato sincero, avventuroso e anche romantico. Una di quelle letture che ti fanno venire quella voglia di prendere un aereo e viaggiare in posti selvaggi, di rischiare e di scegliere la tua strada anche quando non è quella prevista. Complimenti all'autrice! Valutazione: ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Spicy: 🌶 Emozione: 💘💘💘💘💘 Recensione a cura di Sandra Podda.
Accantonate i classici romanzi vittoriani con balli, atmosfere londinesi, anche se li troverete solo inizialmente. Moon lady ci accompagna in un viaggio di scoperta, esplorazioni, emancipazione femminile. Sfondo l'affascinante e insidioso territorio africano, con aree coloniali suo malgrado, seguendo mappe e il proprio istinto. Si parte dalla cara Inghilterra governata dalla Queen Vittoria, con protagonista una giovane donna ardimentosa.
Evelyn è bella e nobile, e il suo interesse non è uguale alle coetanee; non cerca marito nei salotti. A lei interessa scoprire il mondo, tracciare, studiare territori e risolvere enigmi naturali. Solo che è una donna e non è ammessa neppure ai dibattiti per poter intervenire.
Proprio quando si accende una discussione che riguarda le peculiarità di una montagna africana, Evelyn trova un modo bizzarro per entrare nelle conoscenze dell'attraente Jonathan, nobile di nascita e professore, esperto di geografia e del territorio africano.
Nonostante gli impedimenti e qualche sotterfugio, Jonathan, che non è supponente, non rinuncia a una spedizione e permette a Evelyn di diventare sua collaboratrice. Ha capito subito quanto è acuta la mente della ragazza. Anche se il loro accordo non è di natura sentimentale, le prerogative non mancano. Inizia così un'avventura che tocca terra, fiumi oasi e deserti, in una nazione bellissima e problematica già a quei tempi, anche a causa degli attriti tra stranieri, coloniali e autoctoni. Evelyn e Jonathan vedranno cose meravigliose, ma anche pericolose, quanto la politica e l'astio possa compromettere la ricerca scientifica, quanto si debba sacrificare anche per i buoni intenti. Un romanzo emozionante, con protagonisti forti, privi di superbia, rispettosi dei propri ruoli. E indubbiamente innamorati. Simpatici anche i ruoli della zia Aurelia e del suo amico Reginald, li ho trovati esilaranti. Anche altri personaggi regalano alla vicenda completezza e tante emozioni.
Londra 1886. Lady Evelyn Ashcombe non vuole essere una dama impeccabile, sogna invece mappe, rotte ignote e terre mai descritte. Quando in particolari circostanze incontra Lord Jonathan Haworth brillante professore di geografia, scatta qualcosa di pericoloso e irresistibile. Lui crede di conoscere il mondo attraverso i libri, lei dimostrerà che per comprenderlo bisogna attraversarlo davvero, e insieme. Il viaggio di Evelyn e Jonathan è un susseguirsi di scoperte sia accademiche che personali. Insieme affrontano un mondo selvaggio e sconosciuto, ricco di insidie e custode di risorse inesplorate, per questo bramate da chi cerca il potere e la sovranità. Loro invece troveranno una strada che li unisce, l'amore, ma anche una famiglia diversa dai canoni dell'epoca, dalle rigide convenzioni di un tempo che si vantava del progresso, ma che in realtà era solo una gabbia per molti. Questo libro è un romance storico ricco di avventura, richiama alla mente quei racconti sugli esploratori, di scoperte importanti, avvincenti e affascinanti allo stesso tempo, quando ancora il mondo era una cartina da disegnare. La storia di Evelyn è una finestra aperta sul tempo, ci mostra un'epoca frenetica in cui tutto è in continuo cambiamento, dove il ruolo della donna è incastrato su rigide convenzioni e dove a contare è solo il pensiero e la voce maschile. La narrazione è coinvolgente e appassionante, le ambientazioni e le descrizioni sono accurate e meticolose, sanno trasportarti attraverso il tempo. I personaggi strutturati e definiti, ognuno con il proprio carattere ben delineato. Questa protagonista non è solo un eroina del passato ma una visione contemporanea di forza femminile.
cat_onthebooks lo e Sauron vi presentiamo un romanzo storico autoconclusivo in cui la resistenza femminile e l'avventura in paesi esotici porta alla scoperta di qualcosa di più prezioso del progresso umano: l'amore simbiotico e totalizzante.
Ecco a voi "Moon Lady" di Priscilla Potter !
Nella Londra vittoriana del 1886 Lady Evelyn Ashcombe sogna da sempre di esplorare il mondo, soprattutto il continente africano.
Essere una fanciulla di nobile famiglia, tuttavia, le impedisce di mostrare le sue ambizioni, opposte a ciò che si aspetta la società da lei.
Non le resta dunque che avvicinarsi al suo obiettivo con un'idea originale e anche rivoluzionaria: fingersi un uomo e seguire l' ultima conferenza dell'affascinante professore universitario Jonathan Haworth, che medita una spedizione esplorativa proprio in Africa...
Jonathan, che ama demolire le teorie dei colleghi dentro e fuori Cambridge, trova nel giovane e misterioso scienziato che mette in dubbio le sue tesi un ottimo rivale...ma cosa dire della donna intelligente e splendida che si cela sotto quelle ordinarie sembianze ?
Per lui e Evelyn comincia così un viaggio in cui il cuore dell' Africa e i pericoli vanno oltre la semplice immaginazione, e dove la meraviglia sta nell' amore e nell' affinità di un'attrazione ineluttabile che li investe come la più calda delle coperte del deserto...
In questa storia il coraggio non è un eccezione ma una realtà che si trasforma grazie a una narrazione intensa e fluida, dove il lettore ama perdersi tra avventura e azione in una successione di momenti densi, difficili ma anche magici.
Se amate le storie indomite e affascinanti che prendono l'anima in più di un modo, Moon Lady è la lettura ideale per soddisfare il vostro lato più curioso e romantico!
Una storia che porta a non avere pregiudizi ma a riconoscere il valore di ognuno senza prevaricare. Una storia sul rispetto. Libro pieno di amore, mistero, avventura che ti tiene incollato alle pagine. ♀️Lady Evelyn una donna orgogliosa e bisognosa di sentirsi apprezzata per la sua intelligenza. ♂️Lord Haworth figlio cadetto di un duca, sente la necessità di affermarsi e di avere qualcosa di suo, ecco perché si impegna così tanto nella geografia per farsi un nome in ambito scientifico.
Inutile dire...cosa state aspettando? Correte e leggetelo subito 😍
P.s. come guardare un film di avventura 😍
Trama: Lady Evelyn appassionata di cartografia e geografia. Appoggiata dalla sua "pazza" famiglia, soprattutto da sua zia, decide di travestirsi da uomo per poter assistere ad una conferenza sull'Africa, sua grande passione. Relatore della conferenza Lord Haworth, geografo, che attratto dall'entusiasmo, diciamo così, del giovane in prima fila richiede un incontro privato. Qui però un siparietto divertente (e ho riso veramente tanto) causato dai baffi finti porta Lord Haworth a voler conoscere l'identità segreta di questo "giovane" brillante. Proprio la preparazione di Lady Evelyn porterà Lord Haworth ad invitarla nella prossima spedizione africana. Affronteranno insieme pericoli ed avventure con molti nemici ed improbabili alleati.
Ho letto altri romanzi di Priscilla Potter, ma con questo mi ha davvero conquistata. Fin dalle prime pagine ho avuto la sensazione di trovarmi davanti a qualcosa di diverso: una storia coinvolgente, con personaggi interessanti e una freschezza che attraversa tutta la narrazione. Lord Haworth è un protagonista affascinante proprio perché lontano dagli stereotipi: un uomo di scienza, intelligente, curioso e capace di dialoghi brillanti. Accanto a lui c’è Evelyn, una protagonista forte e moderna, brillante e determinata a seguire la propria strada anche quando il mondo intorno cerca di limitarla. Insieme formano una coppia credibile e intensa, capace di crescere pagina dopo pagina. La dinamica tra loro è uno degli aspetti che ho apprezzato di più: fatta di confronto, rispetto e tensione emotiva, senza mai risultare forzata. L’elemento avventura aggiunge ritmo e meraviglia, trasformando la lettura in un vero viaggio. Anche i personaggi secondari sono ben costruiti e contribuiscono a rendere il racconto ancora più ricco. È un romance storico che unisce sentimento e scoperta, e mi sento di consigliarlo a chi ama le eroine capaci di scegliere la propria strada.
1/2 Non avevo letto nulla sino a ora di Priscilla Potter e devo dire di essere stata piacevolmente colpita dalla sua bravura e fluidità narrativa. Il romanzo si snoda tra i salotti sfarzosi londinesi e la bellezza selvaggia dell' Africa con due protagonisti belli e facoltosi. Un'avventura contesa tra potere, conquista e scoperta, molto avvincente che trascina il lettore in una vicenda ricca di colpi di scena. Recensione completa sul mio blog
Londra 1886, Lady Evelyn Ashcombe, figlia del Marchese di Ravenscar, si sente stretta in un mondo dove la donna ha un solo compito quello di trovare marito. Ma lei vuole molto di più, vuole la libertà di pensiero, studiare il mondo e scoprirlo. In circostanze particolari conoscerà Lord Jonathan Haworth, appassionato docente di geografia e figlio minore di un duca. Rimarranno entrambi profondamente affascinati l’uno dall’ altro, e non solo in senso fisico ma soprattutto a livello intellettuale. Entrambi amanti di posti sconosciuti da scoprire, partiranno alla volta della sorgente del Nilo per vedere con i propri occhi ciò che i libri e le carte geografiche teorizzano solamente. Il padre di Evelyn acconsentirà a lasciarla partire per l’ignoto sostenendola in questa missione che all’ epoca per le donne non era affatto concesso. Jonathan e Evelyn affronteranno questo viaggio tortuoso, tra deserti, fiumi, foreste e luoghi che hanno vita propria, con accanto compagni di ogni età. Combatteranno contro nemici senza scrupoli e conosceranno cosa è davvero il coraggio e quanto forte è il legame che li unisce.
Questo romanzo è stato devastante, impetuoso come qualcosa che non ti aspetti e ti prende alla sprovvista, ho attraversato mezzo continente insieme ad Evelyn e Jonathan, mi sono fatta prendere per mano da Yusuf, Mohamed e Nadir, ho percepito in ogni pagina il coraggio e la determinazione di questi ragazzini e ne sono rimasta profondamente toccata.
Ho scoperto che l’ Africa non si visita ma si vive, ti avvolge e se non stai attento ti irretisce come un miraggio nel deserto.
Questo non è solo un romanzo ma un inno a tutte le menti brillanti e a tutte le donne pioniere della storia, è poesia cruda di quello che noi molte volte ci voltiamo dall’ altra parte per non voler vedere perché fa troppo male.