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AS3

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Cosa ereditiamo e cosa lasciamo di noi con il racconto della nostra vita? Trasferita nella sezione Alta Sicurezza di Rebibbia, Anna è stata una trafficante internazionale di cocaina. Ha perso gli anni, la libertà, e soprattutto Veronica, la figlia adolescente che rifiuta persino di vederla dopo averla giudicata incapace di prendere atto dei suoi crimini. Anna crede che Veronica non abbia mai avuto l'opportunità di ascoltare il suo racconto, ma solo quello inesatto e giudicante di preti e magistrati. Con l'intento di rivelare finalmente alla figlia le cose come stanno, coinvolge due detenute in un progetto di condivisione delle loro storie criminali e di emozioni inconfessabili. Così Monica, ex rapinatrice rabbiosa e disincantata, trova la forza di raccontare la sua storia di abusi e di vendetta, e di ammettere una gioia amara per l'arresto del figlio. Virginia, una donna romanì tenuta incatenata da bambina, racconta la sua fuga e la sua convinzione di essere diventata più forte dopo aver condiviso con le altre un dolore profondo. Tra conflitti aspri e un'intimità inaspettata, le tre donne tessono un filo autentico nella vita feroce e assurda del carcere. Un filo che forse permetterà di comunicare con chi sta fuori, o almeno con se stesse. Nato da un laboratorio di scrittura tenuto dall'autore nel carcere di Rebibbia, AS3 è un romanzo di voci e di ascolto, un dramma di Antigoni e Creonti che si gioca tra le mura del carcere più popolato d'Italia. Una lente d'ingrandimento spietata che permette di osservare i sentimenti universali.

204 pages, Kindle Edition

Published January 30, 2026

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Profile Image for Stefano Aiello.
44 reviews1 follower
May 30, 2026
Proprio come in "Non esisto" di Alberto Schiavone, le persone recluse sono spesso assai più umane di chi decide i confini e di chi controlla che non vengano oltrepassati. In "AS3" si sbaglia e si paga, certo, gli errori vanno comunque riconosciuti, e Anna, Monica e Virginia ne hanno fatti; ma la solitudine della prigione riesce ad accendere qualcosa nel presente delle tre protagoniste, ed è la voglia di raccontarsi, affidando alla narrazione di sé il compito di riconoscersi fragili e umani. Raccontando alle altre i propri sbagli, e le cause che hanno portato alle rapine, allo spaccio, alle menzogne, ciascuna di loro ripercorre i propri traumi, facendosi ancora una volta custodi di un passato che non hanno scelto, o comunque non del tutto. La prigione diventa altro da un semplice e claustrofobico luogo: è uno spazio in cui si può raccontare chi si è davvero, pentirsi, commuoversi, maledirsi, cercare nel silenzio attivo dell'altro comprensione e riconoscimento della propria umanità.
Anna è tra le tre il personaggio meglio sviluppato, forse il vero protagonista, e spera nella vittoria di una sorta di concorso letterario interno per ottenere un'uscita premio per incontrare sua figlia Veronica, ragazza che alla madre riconosce solo colpe ed egoismo. Negli incontri che le due fanno, per Anna sempre troppo pochi e sempre troppo brevi, Anna racconta la sua versione dei fatti, com'è finita dentro un amore sbagliato che l'ha introdotta in una vita altrettanto sbagliata, ma Veronica non ne vuole sapere: nella vita c'è chi sbaglia e c'è chi no, si ha ragione e si ha torto, le zone grigie non vengono contemplate. In mezzo ai dialoghi tra madre e figlia, e al racconto delle giornate di Anna, l'autore Valerio Callieri consegna al lettore il passato della donna, affinché, nonostante gli errori rimangano errori, la voce di chi ha sbagliato e di chi si pente non rimanga un rumore bianco ma una storia che merita ascolto ed empatia.
In "AS3" chi sbaglia è più umano di chi punisce e di chi subisce.

Questa è una lettura che mi ha molto commosso. Storia e scrittura magnifiche.
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