Nina e Bernardo vivono insieme da sei anni, e si conoscono da quasi per lei, lui è l’unico di cui le interessi sapere l’opinione su qualsiasi cosa; per lui, lei è il suo “topolino magico”. Quando Bernardo la incontra per la prima volta, Nina ha tredici anni, sua madre la chiama ancora Pagnotta, ma nei suoi capricci di ragazzina si intuisce già una natura complicata, ironica, curiosa di “vedere la storia mentre succede”. E è davvero possibile vedere le cose mentre accadono, accorgersi dei cambiamenti mentre avvengono?
Quando il padre di Nina muore e la madre si trasferisce dal fratello, lei deve vendere l’appartamento di è così che conosce Giulio. Avvocato rampante, dal fascino esibito. E di destra. Esattamente il contrario di ciò da cui Nina è attratta. Anche per Giulio Nina è un imprevisto, una donna a cui tutto sta stretto, che si ispira a grandi ideali, che parla troppo e fa troppe domande. Una donna di sinistra.
Eppure.
Fra loro si accende “una passione scomoda. Sinistra”.
Mentre il Paese si sposta a destra e le dichiarazioni dei politici fanno da ironico contrappunto al tradire e al tradirsi dei personaggi, Chiara Gamberale racconta con una parabola perfetta e attualissima l’imprevedibile complessità e le contraddizioni dei nostri desideri più “per chiedersi,” si legge nella sua nota introduttiva, “come, quanto e perché, quello che più ideologicamente rifiutiamo in qualche modo ci somiglia, appunto. Comunque ci riguarda”.
“Non credi che la vita abbia molta più fantasia di noi?”
“È una storia della buonanotte, questa Passione sinistra. Una favola per di quelle scure perciò belle, quelle che spaventano, incantano, poi tutta la vita restano lì a dirci qualcosa che non sappiamo spiegare.” Concita De Gregorio
«Nei mozziconi di frasi che si scambia con Giulio, Simonetta è spesso presente. Mia moglie qui, mia moglie là, dice, e mai che si tolga la fede, anche quando con quella al dito fa a Nina qualunque cosa: sembra quasi voglia a ogni costo ricordarsi che è sposato, che c'è qualcuno a casa che lo aspetta. Chissà con quante donne la tradisce oltre che con me, si domanda ogni tanto. D'altronde se deve tornare tutte le sere da lei non è che abbia molto tempo libero: e se la tradisse solo con me? Mi farebbe piacere, ammette Nina con se stessa. Questo però non toglie che Bernardo sia la sua vita. Non qualcosa a cui dover fare ritorno ogni sera: qualcosa a cui voler, fare ritorno. E allora che cos'è Giulio? Che cos'è Giulio. Qualcosa che non era nei piani. Qualcosa che non c'entra, niente. Un mistero da accettare. Che più pensi di poter dominare, più in quel momento ti domina.Una passione scomoda. Sinistra.».
3 ⭐️ Come dice Concita De Gregorio, nella postfazione del libro, questa è una storia della buonanotte o meglio una favola per adulti: Chiara Gamberale gioca con l'ironia e con la ferocia, con l'innocenza e la malizia. Gioca, mescola confonde illumina e nasconde. La trama e l'ordito, il testo e il pretesto. Qui il pretesto è una donna, Nina, che in apparenza non ha niente in comune con un uomo, Giulio: lui è qualcuno che detesta, che non dovrebbe desiderare, non capisce perché. Nina è sposata con Bernardo, che non ha mai tradito mentre Giulio è sposato con Simonetta, e stanno cercando di avere un figlio. Ma nel febbraio del 2008 inizia questa storia di tradimento, proprio nella casa dove si andranno a trasferire la giovane coppia, la casa anche del padre di Nina. Giulio sembra essere molto attratto da Nina, anche se solo fisicamente, perché continua a pensare alla famiglia che vuole costruire. Mentre Nina vorrebbe essere l’unica Donna di Giulio… Nina e Giulio giocano a questo gioco. Serissimo e molto, molto pericoloso. Tutti i giochi ci convocano alla disciplina, ci esortano al coraggio di assecondare il desiderio, ci mettono in pericolo.
“C'è della fissità a sinistra, facendo eco alla politica, e della libertà a destra. C'è molto dappertutto ma soprattutto: c'è sempre qualcosa che manca. Andrà come deve andare e se la caveranno. Tutti, alla fine, nel dedalo delle passioni sinistre, ce la caviamo.”
A few weeks ago I overheard Chiara Gamberale talk about this book on TV and I was intrigued by the premise. When I actually found it at a bookstore I was a little disappointed at how thin it was, but decided to give it a chance nonetheless.
Now that I have read it, I maintain that it is shorter than it should be. The subdivision into chapters makes sense (each is associated with a different day and with a quote by a public figure, usually a politician, from around the same time), but as units many of them feel shallow and as a whole the book reads like a short story forcibly divided into chapters. On the flipside, this also makes for a really quick read (it only took me a handful of hours to finish it).
The story itself is enjoyable. The characters are interesting, especially the two protagonists, despite (or maybe precisely because of) how flawed they are. I do feel, however, as if the politics, which are ostensibly one of the main themes of the story, take a backseat to Nina and Giulio's affair, when the differences in their beliefs should actually play an active role in the development of their relationship.
Overall, I enjoyed this one, but I would have liked for it to be more fleshed out. It works better as a starting point for a more well-developed story rather than as a stand-alone book.
L'idea forse era di fare un parallelo tra la transizione politica e la vita personale dei protagonisti, intrecciare la Grande Storia di uno stato ispirata a grandi ideali agli ideali - grandi ma disillusi - di due coppie. Il tentativo fallisce: le vicende politiche sono rese chiaramente utilizzando stralci di discorsi di politici (si inizia dalla caduta del Muro di Berlino fino all'ultima vittoria elettorale di Berlusconi) ma la storia dei protagonisti è solamente abbozzata, superficiale, una banale questione di sesso che nulla ha a che fare con la politica e gli ideali ad essa collegata. Un raccontino utile per ingannare l'attesa in una sala d'aspetto
Una passione che non dovrebbe esplodere eppure esplode, una passione scomoda, ambigua, sinistra. A dimostrazione di come tutto quello che più rifiutiamo in qualche modo ci riguarda. E forse ci assomiglia.
"E allora che cos'è Giulio? Che cos'è Giulio. Qualcosa che non era nei piani. Qualcosa che non c'entrava niente. Che non c'entra, niente. Un mistero da accettare. Che più pensi di poter dominare, più in quel momento ti domina. Una passione scomoda. Sinistra."
Chi non ricorda l'inserto di "Palombella rossa" in cui quel gruppo di quarantenni sfioriti parlava di sé in maniera triste e trita? Ecco, quelle brutture sembrano essersi sdoganate anche per i trentenni. Di oggi.E Gamberale riesce, con la leggerezza del tocco, una scrittura fresca e puntuale, senza vecchi giovanilismi, a raccontarci tutto: in un centinaio di pagine c'è dentro davvero tanta materia.
Ha senso far scrivere raccontini di neanche 100 pagine a chi di solito fa romanzi? Si rischia di ottenere qualcosa di irrisolto, infatti poi la Gamberale ha partorito un'altra versione ampliata. Il tema di fondo è interessante, un'attrazione sinistra per tutto ciò che razionalmente non si sopporta, e la struttura ha un suo ritmo (sbalzi temporali e citazioni finali da discorsi politici - parole, parole, parole). Comunque personalmente a uno che mi ignora quando scherzo non darei neanche il saluto.
Ho visto il film qualche anno fa,e poi di nuovo non molto tempo addietro,così nei titoli di coda ho scoperto che era stato tratto da un romanzo di Chiara Gamberale. Di suo avevo già letto qualcosa,e altro ho intenzione di leggere in futuro,in questo caso però devo dire di aver preferito il film,dove almeno il divampare di questa passione ha un contesto,che nel libro non sono invece riuscita a rintracciare.