«La prima stesura di qualsiasi cosa è merda», dice Ernest Hemingway. E Jennifer Egan «Puoi scrivere con regolarità solo se sei disposta a scrivere male». Scrittori e scrittrici non si nasce, si diventa, soprattutto attraverso la capacità di sospendere il giudizio su quell'edificio in costruzione, coi pavimenti ricoperti da calcinacci, che è il romanzo a cui stiamo lavorando. In questo «manuale di scrittura che parla poco di scrittura», Francesco Trento ci insegna a liberarci dalla mistica del talento, invitandoci ad allenare quindici qualità che sono state spesso determinanti nel costruire le carriere di scrittori e scrittrici di successo. Attraverso storie di letteratura, ma anche di sport e cinema, impariamo l'arte del cambiamento e scopriamo, con Gustave Flaubert, che «il talento è una lunga pazienza».
Despite being an atheist, and basically an anticlerical, Francesco Trento has been writing documentaries with both Guido Chiesa and Giulietto Chiesa (italian for: church), a combo for which he is frequently envied. Now all he needs is to work with Julio Iglesias, and his soul would be definitely saved.
In 2004, he wrote and produced with Volfango De Biasi the documentary “Matti per il Calcio” (“Crazy for Football”).
In 2005, he published, with Aureliano Amadei, “Venti Sigarette a Nassirya” (“Twenty Cigarettes in Nassiriya”). He also wrote the screenplay for the theatrical adaptation, "20 cigarettes", awarded in the italian section of the Venice film festival 2010.
In 2007, with Franco Fracassi, he wrote and directed "Zero. An investigation on 9-11", with Dario Fo, Moni Ovadia and Lella Costa.
In the next years, he wrote several documentaries, a tv-series ("Brothers in army"), and screenplays for various italian and international productions. He published short tales, reportages and articles on many newspaper and magazines, such as GQ, Slowfood, Repubblica. He also teaches screenwriting to a bunch of very talented students who frequently end up being is co-writers, and friends.
Since his father never planned to let him redeem the human kind, he brilliantly managed to avoid a hike on the Calvary and crossed safely his 34th birthday. Having been a punk who spent his youth on a basic "live fast, die young" philosophy, that is still a source of pure bewilderment.
But, back to what really really matters, twenty years ago he scored two reverse-bicycle goals. Since then, he has been stubbornly trying to repeat that trick, again and again, but in vain. Those efforts have earned him lots of "oh, c'mon!” from his team mates, and even some hard landing on the most impervious pitches. That doesn't stop him to play with the Italian National Writer's Team, the glorious Osvaldo Soriano Football Club. (http://www.nazionalescrittori.it/tren...)
Mi era stato presentato come "l'ennesimo manuale meh" e l'ho trovata una sintesi ingiusta.
Ovviamente Trento gioca facile quando cita "ognuno secondo le sue capacità, ognuno secondo i propri bisogni", così come quando parla dei suoi obbiettivi di beneficenza. Ma anche tralasciando questo dato non secondario e spostandoci sul contenuto: questo non è un manuale di tecnica ma un manuale di mindset.
Cos'è il mindset? L'attitudine mentale per scrivere libri, e per scrivere come lavoro (magari, un giorno). Se magari sembrerà di spostarsi ancora di più nel territorio pericoloso della psicobubbola - e comprendo il rischio - non credo questo sia il caso. Trento sa dosare, con una certa ironia, le metafore motivazionali e sportive con aneddoti di cui sarebbe difficile negare la validità.
Se finora ve l'ho presentato come un bonaccione - uno da pacca sulla spalla - vi soprenderete nel sapere che Trento si scaglia con una certa veemenza contro alcuni problemi che affliggono tutti gli esordienti: e.g. il concetto di fallimento, le perdite di tempo, la poca motivazione, l'idea che serva talento, e il mito del successo facile.
La tesi fondamentale del libro è che occorrano (nelle migliori condizioni) cinque anni per allenarsi a essere un bravo scrittore (il titolare 'scrivere male per scrivere meglio'). A patto, ovviamente, di usare il proprio tempo con sensatezza e evitando le varie trappole e gli autosabotaggi che sono pervasivi negli esordienti e che gli scrittori di successo, apparentemente, non fanno.
Io - per esempio - ho iniziato a scrivere racconti che reputo decenti nel 2022. Ma scrivevo molto da prima. Se, come ragazzino diciottenne, avessi preso a cuore il contenuto de 'l'arte di scrivere male...' mi sarei non solo risparmiato tante rogne, ma addesso mi trovereste recensito sul NY Times (o comunque, con un fegato molto più sano).
Magari questo libro non è una panacea: ma le panacee non esistono. E riconosco in Trento un po' troppo positivismo - non ho la sua fiducia nel mercato per dire che il successo arriverà. Ma non potete trovare un manuale molto migliore di questo, accessibile, e formativo su cosa sia il metodo per arrivare dal soffrire con la scrittura al lavorare con la scrittura.