Spesso si considera la scienza il regno della certezza e della verità. Invece, il dubbio e l’errore sono fondamentali per il progresso del sapere in ogni settore. In questo libro troveremo storie affascinanti di chimica, biologia, medicina e soprattutto di fisica, dal punto di vista di chi sbaglia. Scoprire che anche i grandi della scienza hanno sbagliato sarà una iniezione di ottimismo. Non si tollera, non si riconosce, non si perdona, ma non si può evitare. È l’errore, prezioso compagno di quel meraviglioso errare che è la vita. Un viaggio sorprendente tra memorabili incidenti di percorso della scienza: sbagliare non solo è umano ma spesso è anche molto utile!
Piero Martin (1962) è un fisico sperimentale, professore di fisica della materia. Laureato nel 1986 presso l’Ateneo Patavino, quindi borsista presso i laboratori della ‘United Kingdom Atomic Energy Authority’ di Culham-Oxfordshire, dal 1989 al 1991 è stato ricercatore presso il CNR. Nel 1992 viene assunto quale ricercatore presso l’Università di Padova. La sua attività è dedicata alla fisica dei plasmi ed in particolare alle sue applicazioni energetiche, tramite la fusione a confinamento magnetico. E’ attualmente responsabile del ‘Topical Group’ europeo sulla stabilità magnetoidrodinamica istituito dall’EFDA. EFDA è l’agenzia che a livello europeo cooordina il programma di ricerca sulla fusione negli attuali dispositivi sperimentali. È anche coordinatore dell’’Implementing Agreement on RFP’ dell’International Energy Agency (IEA), nonchè membro dell’European Physical Society e dell’American Physical Society.
Un capolavoro. Piero Martin conferma la sua abilità a descrivere la realtà e collegarla agli aspetti scientifici. La sua dialettica fa scuola. Il libro descrive come convivere con gli errori è imprescindibile per la vita umana. Questo libro mostra il valore e le virtù del saper accettare gli errori e saper trovare l'utilità da questi. L'elenco degli esempi di errori nella scienza e nell'arte sono tanti e hanno determinato l'evoluzione del nostro pianeta, nuove scoperte scientifiche e una più alta qualità della vita. Libro consigliatissimo anche per non addetti ai lavori.
Gli anglosassoni parlano di trial and error descrivendo quel metodo di risoluzione dei problemi che procede, appunto, per tentativi ed errori. Ed è proprio grazie a questi errori che è possibile scartare le ipotesi meno probabili e avvicinarsi a quelle più verosimili. Questo modo di procedere – che, beninteso, ha alla sua base l’evidenza empirica e sperimentale – è ben conosciuto dalla scienza: la sua storia è anzi costellata da successi clamorosi e di altrettanti errori memorabili. Anche perché a sbagliare sono stati anche i grandi campioni del pensiero scientifico: da Enrico Fermi ad Albert Einstein, fino al caso un po’ meno noto di Linus Pauling. Il chimico, infatti, mancò forse un terzo Premio Nobel (il primo per la chimica, il secondo per la pace), giacché immaginò che la struttura del DNA fosse a tre eliche; mentre le indagini di Watson e Crick e le immagini di Rosalind Franklin (il cui merito fu allora colpevolmente trascurato) dimostrarono una struttura a doppia elica. Ma parlare degli errori degli scienziati è per Martin l’occasione, più in generale, per parlare dei risultati non intenzionali raggiunti dalla scienza: dalla casuale scoperta della radiazione cosmica di fondo (indizio dell’avvenuto Big Bang), al principio attivo del Viagra, che fu scoperto nel corso di ricerche sui farmaci cardiaci.
Il titolo è fuorviante: si tratta, per la maggior parte dei casi, di esempi del metodo scientifico, all'origine del quale, prima di Galileo, sta il celebre 'provando e riprovando' della Beatrice dantesca – dove 'riprovando' non significa 'provando di nuovo' ma, appunto, 'correggendo l'errore'. PM è ricercatore e docente di fisica, e non stupisce che molti dei passi falsi e delle incomprensioni (talvolta fatali) di cui racconta ricadano nell'ampio ambito delle 'scienze esatte': e devo ammettere di avere acquisito alcune informazioni poco note e interessanti. Ma collabora anche alla 'Stampa', e da lui mi sarei aspettata una scrittura più fluida (ho trovato molto sconcertante il suo vezzo di saltabeccare apparentemente di palo in frasca, introducendo argomenti la cui attinenza con il testo principale poteva essere colta solo alla fine del capitolo) e un italiano più pulito.
" ... Dubitare e saper correggere i propri errori, e imparare da essi, è la più grande polizza di assicurazione della scienza. ..." Un libro interessante con aneddoti curiosi, altri decisamente tristi come la storia riguardante il dottor Semmelweis. In sostanza sbagliare è parte integrante della vita ma è da tali sbagli che bisogna saper ripartire e non rimanerne abbattuti, cambiare il nostro punto di vista è basilare se si vuole migliorare se stessi e la società nella quale viviamo. Quindi sì alla critica all'errore non la sua demonizzazione.
Bel libro di aneddoti su alcune scoperte (perlopiù scientifiche, ma non solo) nate per caso o frutto di errori. Alcune storie sono già note, altre meno, ma nel complesso è un libro che si legge molto volentieri.
Non solo un libro di storia, ma anche un libro di crescita: gli errori insegnano a crescere. Srorie di grandi uomini e i loro grandi errori che hanno permesso balzi enormi nella conoscenza e nella società.
Libro interessante su alcuni dei più famosi e inediti errori nel mondo scientifico , con particolare interesse al mondo della fisica. Avrei preferito una scrittura un po’ più lineare , con meno parentesi e delle storie un po’ più approfondite.
L'importanza dell'errore nell'avanzamento della conoscenza umana è una tema affrontato parecchie volte in letteratura. Quest'opera non aggiunge in termini di contenuti nè in termini stilistici, che sono anzi piuttosto piatti e scolastici. Evitabili anche le chiose paternalistiche.
Piú della freschezza con cui l'autore riporta aneddoti dal mondo della ricerca (la maggior parteper quanto riguarda la fisica, anche se spazia occasionalemnte in altre discipline) la cosa che piú mi é rimasta impressa sono le parole di alcuni tra gli scienziati che popolano questo libro. Come grandi menti del passato abbiano affrontato l'errore e ne abbiano parlato é uno spunto importante per chi fa ricerca oggi, in un ambiente perfezionista, iper-competitivo e ansiogeno
Libro ricco di spunti interessanti e profondo, con significati molto belli e veri sull'errore. Il libro però è molto difficile da leggere e non piacevole, soprattutto per il fatto che vengono inserite molte informazioni apparentemente non legate all'argomento (anche se in realtà lo sono).