Jump to ratings and reviews
Rate this book

The Jasad Crown. La regina è pronta a regnare (The Scorched Throne)

Rate this book
Sylvia è stata catturata dagli Urabi, convinti di poter riconquistare il loro antico potere grazie all’Erede del Jasad. Dopo anni passati a negare la sua eredità e aver stretto un’alleanza proibita con il più grande nemico del suo regno, ora deve conquistare la fiducia del gruppo mentre lotta per mantenere il controllo tanto della propria magia quanto della propria mente.
Nel regno rivale, Arin è combattuto fra i sacri editti che ha giurato di difendere e il desiderio di suo padre di reprimere la ribellione in corso. L’Erede del Nizahl è determinato a trovare Sylvia prima dell’esercito, ma la ricerca lo porterà a scoprire verità oscure sulla sua famiglia e a mettere in discussione tutto ciò in cui ha sempre creduto.
La guerra è inevitabile, e Sylvia non ha intenzione di abbandonare di nuovo il suo popolo. Per la prima volta nella sua vita non vuole solo sopravvivere. Vuole vincere.

732 pages, Kindle Edition

Published February 3, 2026

15 people are currently reading
36 people want to read

About the author

Sara Hashem

9 books4 followers

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
15 (78%)
4 stars
4 (21%)
3 stars
0 (0%)
2 stars
0 (0%)
1 star
0 (0%)
Displaying 1 - 3 of 3 reviews
Profile Image for Taiga.
66 reviews3 followers
February 11, 2026
“Grazie per aver reso il presente degno di temere il futuro”


“Sono un' arma nella mani della Malika. A lei soltanto consacro la mia vita.”
Profile Image for Francesca.
47 reviews
February 18, 2026
#1
“La verità… un altro dei bei concetti di Arin. Per lui, la verità era assoluta. Una quantità misurabile con un inizio e una fine. Non accettava niente di meno, e offriva in cambio la stessa cosa. Io non tenevo in grande considerazione il concetto di verità. Nel corso della mia vita, l’avevo piegato e spezzato in innumerevoli modi. La verità era poco più che argilla, foggiata e rimodellata dalle mani da cui passava.”

#2
“Io prosperavo nell’odio, che fosse il mio o quello di qualcun altro. Mi scivolava dalle spalle come un cappotto su misura, mentre la devozione mi si addiceva quanto un paio di scarpe a un serpente.”

#3
“Non occorreva lambiccarsi tanto il cervello per capire che un certo genere di violenza lo attirava, che gli oceani di furore dell’Erede del Jasad erano stati un richiamo per lui come una fonte avvelenata per un assetato.”

#4
“Se Arin era una roccia, lei era un fiume. Sempre in movimento, in un costante fluire, indipendentemente dalla forza della corrente o da quante volte si infrangeva contro gli argini.”

#5
“Nonostante tutti gli orrori che hai vissuto, Essiya di Jasad, tu non sai niente di cosa significa comandare. Io non faccio altro che dubitare. Di me stesso, degli altri, della stessa realtà che occupiamo. Ogni giorno, prendo gli elementi per come li conosco e faccio una scelta. Quando questi elementi cambiano, faccio una scelta diversa. Il dubbio mi costringe a confrontare quello che so e a riconsiderarlo se le circostanze lo richiedono. Il giorno in cui smetterò di avere dei dubbi, nel momento in cui mi piegherò alla convenienza a discapito della chiarezza, prego che la corona mi si arrugginisca tra le mani.”

#6
“Volevo trovare il momento giusto. Una scusa da sciocchi, lo so. È sempre il momento giusto, e siamo noi a essere sbagliati.”

#7
“La vita non ci offre la possibilità di percorrere ogni strada, di vedere l’esito di ogni scelta. Puoi passare tutta la tua esistenza ferma in un punto, cercando di scorgere il futuro, oppure puoi decidere di muoverti. Scegliere una strada e non guardarti più indietro.”

#8
“Ogni parte di me è scritta in tuo nome.”

#9
“Una volta mi hai insegnato che l’unico vero onore va ai morti, perché i sopravvissuti prima colpiscono e poi se ne pentono.”

#10
“Vorrei avere avuto una buona ragione per salvarti. Vorrei che dietro ci fosse stato un motivo logico e razionale, dettato da una parvenza di ragione. E vorrei più di ogni altra cosa che il mio primo pensiero quando sono riemerso dall’acqua non fosse andato a te, che non fossi stato pronto a rigirare ogni singolo granello di sabbia e a bruciare ogni albero di questo dannato posto fino a quando non ti avessi trovata.”

#11
“Arin è consumato da ciò che ama. Se gli venisse chiesto, si getterebbe in ginocchio e si farebbe uccidere.
Il senso di colpa mi fece stringere le dita attorno alla manica di Arin. La mia intera esistenza era stata scandita dai posti da cui ero scappata. Non mi ero mai trattenuta abbastanza a lungo per riflettere sulle persone che mi ero lasciata alle spalle, sulle vite che avevo distrutto.
Mi dispiace tanto, gli avrei voluto sussurrare. Mi dispiace tanto di averti fatto questo. Non volevo trascinarti a fondo con me. Non mi sarei mai aspettata che restassi al mio fianco.”

#12
“Non posso prometterti che resterò per sempre, dissi alla sua pelle. Ma posso prometterti che non smetterò mai di provare a tornare indietro.”

#13
“Non sono mai stata particolarmente contraria alla morte”, riflettei. “Certo, non l’ho accolta a braccia aperte, anzi, mi ci sono opposta con tutte le mie forze. Eppure, alla fin fine, è sempre una questione di pesi e misure. Preferirei essere una fuggitiva senza potere che morta. Ma preferirei essere morta che in trappola. Ho lottato talmente tanto contro qualunque cosa potesse legarmi a questa terra, qualunque cosa potesse far pendere il piatto della bilancia dalla parte della morte, se mai mi fossi ritrovata di nuovo in trappola.”

#14
“C’è una possibilità, mi ero detta. […] Ma una possibilità era una grazia, e la grazia non veniva concessa a chi aveva le mani sporche di sangue. Per noi c’erano solo scelte. Solo la bilancia.”

#15
“[…] e poi ha detto: “Se lei morirà per loro, loro moriranno con lei”

#16
“Io nel caos ci sguazzo, Arin ci soffoca.”
[…]
“Non se lo aiuti a respirare. Non se sei la sua aria nel caos.”

#17
“Ma, Essiya, tu non puoi sopravvivere nel futuro. Lì non esisti ancora”, disse Sefa. “Come faccio a restare calma? È semplice. Riconosco che ho paura perché ho ancora qualcosa da perdere, e se ho paura vuol dire che non l’ho ancora perso. Vuol dire che ho ancora la possibilità di cambiare l’esito di una situazione.”
[…]
“Non permettere al futuro di raggiungerti qua. Non lasciare che ti torturi prima del tempo.”

#18
“Può vedere solo il primo paso prima che sprofondi in milioni di possibilità. Lo terrorizza fino al midollo l’insondabilità dell’ignoto che lo attende oltre quel primo passo.
Ma su quella strada lo attende una ragazza, e forse un uomo che la merita.
L’ho già detto una volta, mio signore: la vita non è un’equazione che puoi ricalcolare all’infinito. Non tutte le scelte saranno perfette, ma dovrai farle comunque.”

#19
“Era morto lì, e avrebbe portato con sé metà cuore di Maia. Le avrebbe portato via il suo dondolio incessante, il suo onnipresente sorriso. Era raro che i morti lasciassero questo mondo a mani vuote.”

#20
“Perché non gli avevano detto che l’amore non era un vento placido e gentile, ma una tempesta capace di farti a pezzi e di stabilirsi nella devastazione causata? Che portava con sé ospiti inattesi, nuove paure, preoccupazioni e paranoie che esulavano da qualunque logica.
O che, in quei primi giorni, prima di capire cosa stesse accadendo, avrebbe perso il respiro al pensiero di un futuro senza di lei. Un futuro dove quegli ospiti sarebbero svaniti, così come la sua nuova casa. La casa che lei aveva scavato dentro di lui, dove l’aria aveva il profumo dei suoi capelli e le campane suonavano come la sua risata.
Un posto dove lui avrebbe potuto riposare fino a quando non sarebbe stato vecchio e stanco, dove avrebbe potuto dormire solo con la mano poggiata sul cuore di lei, perché quel battito regolare, anche a così tanti anni di distanza, era l’unica colonna a cui avrebbe mai potuto sostenersi.
La morte, aveva imparato, non cambiava niente. Non distruggeva la loro casa, gli impediva semplicemente di entrarci. Comportava anni di attesa sui gradini davanti alla porta.”

#21
“Forse nessuno l’aveva avvisato nella speranza che non fosse necessario farlo. Forse avevano capito che l’amore di Arin, come tutto ciò che lo riguardava, era fatto per spaventare. Forse avevano compreso che se lui avesse trovato e poi perso l’amore, non sarebbe valsa la pena di salvare ciò che sarebbe rimasto di lui.”

#22
“Bentornata a casa, Suraira.”
Displaying 1 - 3 of 3 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.