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352 pages, Kindle Edition
Published February 20, 2026
«Confesso che ho dormito, anche quando dovevo stare sveglio, anche quando tutti erano svegli, confesso che dormivo e mi cullavo nella mia idea di mondo e di me stesso. Dormivo, mentre lentamente inesorabilmente meritatamente, fallivo. Dormire serviva per fallire più dolcemente. Forse il sonno fu la causa vera dell’incapacità a percepire, se non a capire le cose; le persone, quello che volevano per rapporto a ciò che desideravo io, il dormiente, il sognante. Se dico dormire non uso una metafora, era un sonno fattuale, mi sdraiavo e dormivo, perché a un certo punto subentrava una fatica e la fatica implica riposo. Mi riposavo dopo la performance per me inaudita di rapportarmi agli Altri, quelli che poi neanche troppo alla lunga, mi misero all’angolo, amici o nemici che fossero, soprattutto amici. Mi riposavo principalmente dalla percezione continua, quotidiana, ora per ora, della realtà fisica, spazio-temporale, sociale, culturale, erotica, economica che mi circondava, anzi in cui ero immerso come un topo che affoga nell’olio.»


«Resteranno vivi solo pochi smarriti esemplari di pesci fuggiti dagli allevamenti, persi in un nulla d’acqua senza fine, un blu deserto, confusi, senza sapere dove andare, cosa fare, dove trovare quel cibo che per loro scendeva dall’alto, cioè da dove viene la Luce, a ore stabilite. Ci dev’essere un altro mondo oltre la superficie specchiante da dove filtra la Luce, basta oltrepassarla con un salto per accorgersene: un lampo accecante, una vampa di calore e improvvisamente non c’è appiglio per pinne e coda, si può solo ricadere, cioè rientrare nel blu respirabile: farlo è terribile e bellissimo allo stesso tempo. È dal mondo del Secco che proviene Luce, sono sacri entrambi, e micidiali.»