Jump to ratings and reviews
Rate this book

Il diavolo in tasca. Genitori e figli prigionieri del telefonino

Rate this book
Un magistrale reportage narrativo, in forma di pamphlet, che lancia un grido d'allarme sulla dipendenza da cellulare e sulle conseguenze del capitalismo digitale.


Una dodicenne partecipa a una sfida lanciata sui social, va a scuola con una borraccia piena di vodka e finisce in coma etilico. Un bambino, scrollando TikTok, si imbatte in un gioco che consiste nel prendere piú pastiglie di paracetamolo possibile e finisce in ospedale. La maestra di una scuola elementare muore in un incidente stradale causato dall'autista del pullman su cui l'uomo, invece di guardare la strada, digitava sul cellulare. Attraverso storie come queste a tratti scioccanti, Carlo Verdelli racconta una rivoluzione, quella dei telefonini e delle loro applicazioni, che sta modificando nel profondo tanto gli adolescenti quanto gli adulti. E della cui pericolosa enormità - anche per le ingerenze della tecnologia nella politica - nessuno sembra volersi occupare.

«La realtà è che il cellulare inteso come smartphone è un carcere senza sbarre e noi ci siamo dentro. Prendere consapevolezza che il problema esiste è già un buon punto di partenza».

131 pages, Kindle Edition

Published February 5, 2026

Loading...
Loading...

About the author

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
6 (18%)
4 stars
8 (25%)
3 stars
10 (31%)
2 stars
8 (25%)
1 star
0 (0%)
Displaying 1 - 9 of 9 reviews
Profile Image for AlbertoD.
181 reviews
May 11, 2026
Un breve report che esplora un tema quanto mai attuale: la rivoluzione digitale che, a partire dal lancio dei primi smartphone un ventennio fa, ha cambiato e sta cambiando le nostre vite.
Ne vengono colti gli aspetti che più destano preoccupazione: dalle conseguenze dell’abuso da parte degli adolescenti all’abisso comunicativo che il telefonino ha generato tra vecchie e nuove generazioni; dai recenti, allarmanti sviluppi nel campo dell’intelligenza artificale all’utilizzo della tecnologia digitale, a fini propagandistici ed elettorali, in ambito politico.
Il testo manca di una struttura organica che leghi i vari capitoli e di approfondimento in alcuni parti, ma è una lettura utile per una maggiore consapevolezza e sensibilizzazione su un tema che tendiamo a dare sempre più per scontato.
Profile Image for Antonio Di Fonso.
129 reviews1 follower
April 14, 2026
Un instant book apocalittico ma utile, un breve report sul diavolo in tasca che abbiamo tutti, adulti e adolescenti, genitori e figli, boomers e generazioni Z o Alfa addirittura: il telefonino. Con citazioni di cronaca recente, interviste, esperti, dati e sondaggi per descrivere la patologia dell'abuso dello smartphone, ormai padrone delle nostre vite, custode e archivio della nostra buona e cattiva coscienza. 55 per cento dei genitori non controllano il telefono del proprio figlio chiuso nella cameretta, bambini al di sotto degli otto anni che stanno su Tik tok, il 37 per cento degli adolescenti italiani è stato vittima di cyberbullismo. Poi la nascita dell'Ai, le chat Gpt e i grandi player Meta Google Amazon SpaceX Microsoft Apple. Interessanti i capitoletti finali sull'Intelligenza artificiale e sulle sue ( sconosciute) potenzialità. Controllo del consenso politico compreso, i giovani che rischiano di essere i sostenitori del capitalismo digitale che fa a meno delle democrazie. Verdelli pessimista. Ma nella scatoletta nera ci sono anche possibilità di comunicazione e informazione, di servizio e lavoro, soddisfazione di stimoli culturali e di svago. Perchè convivere con il diavolo è necessario.
68 reviews4 followers
March 27, 2026
"le bambine [...] in quarta elementare sono già quasi tutte "signorine" ".
in una frase tutto il disagio provato leggendo questo libro. o come spiegherebbe lui che compila il glossario del giovanilese, il cringe di questo boomer.

due stelle solo perché qua e là ci sono riferimenti a studi interessanti, a differenza di questo libro, probabilmente nato assemblando diversi articoli apparsi precedentemente - quindi senza un disegno unitario - e soprattutto una continua ripetizione di discorsi superficiali e da bar.
mi ha fatto cadere le braccia quando sostiene che a causa degli smartphone i bambini non giochino più in piazza. Ma in quale città i bambini giocano in piazza? a volte vanno nei parchi/ parchetti (ma ancora oggi), ma non si trovano di certo da soli in piazza Duomo. Non lo facevamo neanche negli anni 90.

Devo solo dare merito a questo libro (ma sarebbe bastato un articolo lungo, stile quelli di internazionale) di avermi ricordato la pericolosità di certe dinamiche di dipendenza. Mi ha comunque fatto riflettere sul mio uso del cellulare, sulle continue interruzioni(quello sì un vero problema a mio avviso).

Contenta di averlo preso in biblioteca via MLOL
5 reviews
March 3, 2026
preso e letto dopo aver sentito un intervista su radio 24. dinamiche familiari interessate alla problematica. offre spunti di riflessione anche perché tocca argomenti e situazioni contemporanee. ahimè sono poche pagine, costa 15 euro e, infine, pur se offre spunti di riflessione dice sempre quello che sappiamo. speravo in una qualche idea migliorativa e non solo in una visione catastrofica
Profile Image for Sylvie19.
194 reviews9 followers
April 2, 2026
Il tema è sempre interessante anche se non particolarmente innovativo.
Però ho detestato il tono troppo boomer/catastrofico.
Profile Image for Virginia.
954 reviews39 followers
April 6, 2026
La realtà è che il cellulare inteso come smartphone è un carcere senza sbarre e noi ci siamo dentro. Prendere consapevolezza che il problema esiste è già un buon punto di partenza.
Profile Image for orsiccis.
5 reviews
May 19, 2026
Fotografia della situazione attuale su vita online, adolescenti, intelligenza artificiale e democrazie.
Utile per alcuni dati, da rileggere tra qualche anno per vedere com’è andata a finire
Profile Image for Martina.
19 reviews
May 27, 2026
Peccato per gli errori frequenti. Jack Black, non Joe Black. 😅
Displaying 1 - 9 of 9 reviews