Un magistrale reportage narrativo, in forma di pamphlet, che lancia un grido d'allarme sulla dipendenza da cellulare e sulle conseguenze del capitalismo digitale.
Una dodicenne partecipa a una sfida lanciata sui social, va a scuola con una borraccia piena di vodka e finisce in coma etilico. Un bambino, scrollando TikTok, si imbatte in un gioco che consiste nel prendere piú pastiglie di paracetamolo possibile e finisce in ospedale. La maestra di una scuola elementare muore in un incidente stradale causato dall'autista del pullman su cui l'uomo, invece di guardare la strada, digitava sul cellulare. Attraverso storie come queste a tratti scioccanti, Carlo Verdelli racconta una rivoluzione, quella dei telefonini e delle loro applicazioni, che sta modificando nel profondo tanto gli adolescenti quanto gli adulti. E della cui pericolosa enormità - anche per le ingerenze della tecnologia nella politica - nessuno sembra volersi occupare.
«La realtà è che il cellulare inteso come smartphone è un carcere senza sbarre e noi ci siamo dentro. Prendere consapevolezza che il problema esiste è già un buon punto di partenza».
Un breve report che esplora un tema quanto mai attuale: la rivoluzione digitale che, a partire dal lancio dei primi smartphone un ventennio fa, ha cambiato e sta cambiando le nostre vite. Ne vengono colti gli aspetti che più destano preoccupazione: dalle conseguenze dell’abuso da parte degli adolescenti all’abisso comunicativo che il telefonino ha generato tra vecchie e nuove generazioni; dai recenti, allarmanti sviluppi nel campo dell’intelligenza artificale all’utilizzo della tecnologia digitale, a fini propagandistici ed elettorali, in ambito politico. Il testo manca di una struttura organica che leghi i vari capitoli e di approfondimento in alcuni parti, ma è una lettura utile per una maggiore consapevolezza e sensibilizzazione su un tema che tendiamo a dare sempre più per scontato.
Un instant book apocalittico ma utile, un breve report sul diavolo in tasca che abbiamo tutti, adulti e adolescenti, genitori e figli, boomers e generazioni Z o Alfa addirittura: il telefonino. Con citazioni di cronaca recente, interviste, esperti, dati e sondaggi per descrivere la patologia dell'abuso dello smartphone, ormai padrone delle nostre vite, custode e archivio della nostra buona e cattiva coscienza. 55 per cento dei genitori non controllano il telefono del proprio figlio chiuso nella cameretta, bambini al di sotto degli otto anni che stanno su Tik tok, il 37 per cento degli adolescenti italiani è stato vittima di cyberbullismo. Poi la nascita dell'Ai, le chat Gpt e i grandi player Meta Google Amazon SpaceX Microsoft Apple. Interessanti i capitoletti finali sull'Intelligenza artificiale e sulle sue ( sconosciute) potenzialità. Controllo del consenso politico compreso, i giovani che rischiano di essere i sostenitori del capitalismo digitale che fa a meno delle democrazie. Verdelli pessimista. Ma nella scatoletta nera ci sono anche possibilità di comunicazione e informazione, di servizio e lavoro, soddisfazione di stimoli culturali e di svago. Perchè convivere con il diavolo è necessario.
"le bambine [...] in quarta elementare sono già quasi tutte "signorine" ". in una frase tutto il disagio provato leggendo questo libro. o come spiegherebbe lui che compila il glossario del giovanilese, il cringe di questo boomer.
due stelle solo perché qua e là ci sono riferimenti a studi interessanti, a differenza di questo libro, probabilmente nato assemblando diversi articoli apparsi precedentemente - quindi senza un disegno unitario - e soprattutto una continua ripetizione di discorsi superficiali e da bar. mi ha fatto cadere le braccia quando sostiene che a causa degli smartphone i bambini non giochino più in piazza. Ma in quale città i bambini giocano in piazza? a volte vanno nei parchi/ parchetti (ma ancora oggi), ma non si trovano di certo da soli in piazza Duomo. Non lo facevamo neanche negli anni 90.
Devo solo dare merito a questo libro (ma sarebbe bastato un articolo lungo, stile quelli di internazionale) di avermi ricordato la pericolosità di certe dinamiche di dipendenza. Mi ha comunque fatto riflettere sul mio uso del cellulare, sulle continue interruzioni(quello sì un vero problema a mio avviso).
preso e letto dopo aver sentito un intervista su radio 24. dinamiche familiari interessate alla problematica. offre spunti di riflessione anche perché tocca argomenti e situazioni contemporanee. ahimè sono poche pagine, costa 15 euro e, infine, pur se offre spunti di riflessione dice sempre quello che sappiamo. speravo in una qualche idea migliorativa e non solo in una visione catastrofica
La realtà è che il cellulare inteso come smartphone è un carcere senza sbarre e noi ci siamo dentro. Prendere consapevolezza che il problema esiste è già un buon punto di partenza.
Fotografia della situazione attuale su vita online, adolescenti, intelligenza artificiale e democrazie. Utile per alcuni dati, da rileggere tra qualche anno per vedere com’è andata a finire