Lungo le sponde del fiume Tamagawa, alla periferia di Tōkyō, dopo anni di carcere e sofferenza, Bōta ha trovato un rifugio sicuro insieme ad altri senzatetto come lui. Non lontano da quelle rive, la giovane Eri lotta per liberarsi dalle mani violente del patrigno e da una collezione di amicizie e amori sbagliati. Eri e Bōta forse non si conoscono, eppure sono uniti da un legame indissolubile. Le loro vite scorrono parallele, sfiorandosi appena. Ma proprio da quell'invisibile, speciale contatto nasce una nuova speranza. Dall'autore di Le ricette della signora Tokue, un ritratto delicato e poetico del Giappone degli ultimi, e un invito a riconoscere l'importanza di chi ci sta vicino, anche solo con il cuore.
Casa, lavoro, una moglie e una figlia, una vita Bōta ha perso tutto per un solo, gravissimo errore. Dopo il carcere, si ritrova per strada, uno dei tanti invisibili relegati ai margini di una Tōkyō immensa e indifferente. È stanco Bōta, di tirare avanti tra gli stenti, dei rimorsi, e vuole sparire prima che sia il dolore a cancellarlo. Con un obiettivo chiaro raggiunge una zona periferica attraversata dal fiume Tamagawa e tenta di congedarsi dal mondo, ma viene miracolosamente tratto in salvo da un gruppo di senzatetto come lui. Quelle persone accolgono Bōta nella loro piccola comunità sulle rive del fiume, gli insegnano ad arrangiarsi raccogliendo e rivendendo lattine vuote, a riconciliarsi con il passato, a non arrendersi. In quel microcosmo di esistenze dimenticate, Bōta trova nuove ragioni per restare. Non lontano da quelle sponde, Eri, sedici anni di sogni calpestati, combatte per sottrarsi a un destino che sembra già scritto. Suo padre, di cui non sa neanche il nome, è morto - cosí le ha detto sua madre - e per tutta la vita Eri ha dovuto fare i conti con le molestie e le umiliazioni di un patrigno dispotico. Costretta ad andarsene di casa dopo aver avuto problemi con la legge, Eri cerca di non affondare, assecondando i desideri di uomini avidi e fidandosi di chi la inganna lasciandole intravedere un bagliore di affetto. Saranno una rivelazione e un evento inatteso a indicarle la strada verso il vero cambiamento. Eri e Bōta forse non si conoscono, eppure sulle rive di quel fiume si ancorano l'uno all'altra inconsapevolmente. Perché Eri e Bōta sono uniti da un legame indissolubile, cosí potente da custodire in sé le infinite, luminose possibilità del futuro.
Durian Sukegawa studied oriental philosophy at Waseda University, before going on to work as a reporter in Berlin and Cambodia in the early 1990s. He has written a number of books and essays, TV programmes and films. He lives in Tokyo.
Credete a quegli incontri che, pur sembrando del tutto marginali, finiscono per cambiare una vita?
È da qui che inizia «Buddha sulla riva», ultimo romanzo di Durian Sukegawa arrivato in Italia con la traduzione di Laura Testaverde.
La storia di un uomo che vive ai margini della società, a causa di una vita segnata da difficoltà economiche e scelte sbagliate, si intreccia in maniera del tutto fortuita con altre esistenze simili alla sua.
Sulle rive di un fiume, tra lamiere e scarti, nasce per la prima volta nel suo cuore il senso di una famiglia: la possibilità di sentirsi riconosciuto, supportato, di sapere che anche una vita come la sua può avere un valore.
Disteso sul letto a casa mia, a Latina, ho aperto questo libro che mi è stato regalato da mamma senza aspettarmi nulla e da lì è iniziata la magia…
Quando gli incontri, del tutto inaspettati, sono destinati a cambiarti la vita. Quando l’esistenza di una persona si mescola all’esistenza di un’altra. Avendo apprezzato questo suo nuovo romanzo, sicuramente recupererò quello più celebre che a detta di molti è molto commovente ed emotivo.
L'autore, già celebre per il commovente Le ricette della signora Tokue, torna a esplorare le fragilità umane con un romanzo intenso e malinconico. La premessa ci porta ai margini della società, seguendo i binari paralleli di due esistenze spezzate: da un lato un senzatetto di mezza età dal passato oscuro, salvato da un tentativo di suicidio nelle acque del fiume Tama, a Tokyo; dall'altro una studentessa liceale profondamente sola, vittima di abusi e prigioniera di una famiglia in cui si sente un'estranea. Chi ha vissuto sulla propria pelle la durezza del mondo sa bene quanto possa essere spietato, e i due protagonisti si ritrovano ad annaspare in modo disperato in un mare di sofferenza. Mentre la ragazza cerca faticosamente il proprio posto nel mondo e la verità su un padre biologico che credeva morto, l'uomo trova conforto in una comunità di senzatetto. Qui, confidandosi attorno a un fuoco, emerge il suo tragico segreto: un grave crimine che lo ha costretto ad abbandonare una figlia ancora piccola. Il suo nome era Eri. Lo stesso nome della liceale. Sebbene i destini dei due scorrano verso un incrocio prevedibile, il vero valore di questo libro non risiede nei colpi di scena della trama, ma nel faticoso percorso di ricostruzione di un padre e una figlia ridotti in macerie. Fondamentale, in questo cammino, è la figura di Bun-san, un senzatetto carismatico venerato come un saggio, che insegna al protagonista una filosofia di vita basata sul distacco dall'ego e sull'accettazione del proprio dolore. È in questa profonda consapevolezza interiore che la storia offre la sua salvezza. Non attraverso la banalità di un facile ricongiungimento o di un abbraccio risolutore, ma con un messaggio molto più potente: due persone, pur non incontrandosi mai e restando fisicamente lontane, possono comunque sostenersi e salvarsi a vicenda. Un'opera profonda, capace di trovare la luce nell'oscurità umana, che merita assolutamente di essere letta.
Come molti libri di narrativa contemporanea giapponese era iniziato molto bene questo libro. Una classica storia giapponese che io adoro leggere, fatta di alto senso della dignità, il voler castigarsi per un qualcosa fino in fondo. Pagare più del dovuto è alla base di questo racconto. Tuttavia sul finale perde pezzi ed è come se l’autore volesse accelerare e smorzare tutto. Non sono riuscito ad entrare fino in fondo in empatia con nessuno dei personaggi, quasi sempre eterei e un po’ scollati l’uno dall’altro. Si potrebbe anche pensare sia stato il volere dello scrittore e quindi lascio in bilico questa mia sensazione. Rispetto ad altri letti di narrativa giapponese ( e ne ho letti molti ) questo sembra mancare di alcuni pezzi. Non so se lo consiglierei se non ad un amante del genere