Un meraviglioso affresco di una gioventù appena nata che, come è giusto che sia, muove i primi passi di autoaffermazione tra certezze granitiche, poi non così irremovibili, e dubbi tempestosi, che a volte sono solo refoli di vento.
Hoshikawa e Kuragame hanno 16 e 18/19 anni, tutta una vita che si dispiega davanti a loro, milioni di possibilità da afferrare e rifiutare, e già tante, profonde cicatrici a disegnargli l’anima.
L’autrice ce li fa conoscere, assieme a una manciata di amici, soprattutto attraverso dialoghi dal ritmo effervescente, botte e risposte ironiche e taglienti, che corrono veloci e divertenti, interrotte bruscamente quando uno dei due rimane senza parole. Sono stata stupita e poi ammaliata da quanto efficacemente e gentilmente, attraverso la forma dialogica, Eva Milani riesca a far cadere i veli che avvolgono i caratteri di Hoshi e Kuragame, permettendoci di vedere ogni sfumatura del loro essere.
La storia scorre limpida, nonostante le burrasche emotive che mi hanno trascinato con loro, tra le mille pieghe dell’anima e i tanti contrasti emotivi dei due protagonisti e dei loro amici. Tutti camminano sul sentiero abbozzato che porta al loro futuro, spavaldi, timidi, certi, inconsapevoli, con le braccia cariche dello zaino sfilacciato delle loro emozioni, che tracimano ed esplodono, filtrano e si insinuano, e tutti sono magnifici mentre lo fanno.
La narrazione mi ha avvolta e avvinta, fatta ridere e commuovere, riflettere e sognare e, da subito, innamorare perdutamente.
La prosa è pulita, articolata, elegante, poetica. I salti temporali sono chiari, senza mai spezzare il filo narrativo spiegano, chiariscono, mostrano.
Tra le figure secondarie ce ne è una che ho amato con tenerezza , quella di nonno Kuragame. Ed è con una sua luminosa riflessione che vi lascio.
“Il guaio di tirare su dei ragazzi fantastici, è che non si limitano ad ascoltarti: di tutto quello che gli insegni si appropriano in modo profondo e personale, lo rielaborano secondo la loro natura, lo mettono alla prova, lo scompongono per coglierne l'essenza. E va a finire che dai semi che hai piantato, sbocciano fiori nuovi e sconosciuti. E forse è proprio questo il modo giusto per mantenere vivi i principi in un mondo che gira così in fretta: accettare di vederli mutare forma senza cambiare sostanza, accettare che si evolvano fin quasi a non poterli riconoscere.”
davvero contentissima di aver scoperto questa autrice l'anno scorso. libro stupendo, delicatissimo. il modo di scrivere dell'autrice è meraviglioso, direi delicato, non mancano però le battute e i dialoghi ironici. è stato bellissimo crescere insieme ai protagonisti, mi sono sentita addosso 10 anni in meno, ma soprattutto mi è piaciuto vederli maturare e scoprire la vita insieme a loro. ero preoccupatissima dalla premessa dei salti temporali perché di solito mi distraggono, ma in questo libro sono piazzati nel modo giusto, rendendo la storia lineare e facile da seguire. se metto 5 stelle a entrambi i libri dell'autrice che leggo, significa che davvero ho trovato una certezza, sono molto grata di questo.