Lorenzo Ligas è un avvocato penalista brillante. Forse il più geniale sulla piazza di Milano. Ma la sua vita è andata in frantumi. È un disastro e lo sanno tutti. I suoi soci lo allontanano perché ha smarrito definitivamente il confine tra dovere e piacere. Lui, però, non può smettere di lavorare. Così decide di fare ciò che gli riesce meglio: sceglie i casi che nessuno vuole, quelli già decisi dal pregiudizio e dal rumore dei media. Poi c’è la vita fuori dall’aula: un matrimonio finito e una figlia che Ligas ama più di ogni cosa al mondo. Il padre perfetto non esiste, lui lo sa. Può solo esserci quando conta, cercare di mettere sua figlia davanti a tutto senza lasciarsi travolgere dai propri demoni. Ma mentre cerca di restare a galla fra guai privati e problemi professionali, bussa alla porta un caso che puzza di guai. Un poliziotto ucciso. Un ex cantante sul banco degli imputati. Chat cancellate nell’ora sbagliata. Un misterioso telefono svizzero. Testimoni che vacillano quando è il momento di parlare. E un palazzo con un’uscita secondaria. Tra bar rumorosi e corridoi di tribunale, Ligas cerca la crepa dove tutti vedono un muro. Se il colpevole perfetto fosse solo un alibi per qualcun altro? E soprattutto: a chi conviene davvero che l’imputato resti colpevole? È una corsa contro la fretta di condannare e contro le scorciatoie del sistema. Per Ligas la regola non cambia: tutti sono innocenti fino a prova contraria e meritano la miglior difesa possibile. La sua.
Gianluca Ferraris è stato un giornalista e scrittore italiano. Nel 2001 ha iniziato a collaborare con Panorama. Nel 2002, dopo la laurea in Scienze politiche, si trasferisce a Milano dove consegue un master in giornalismo e inizia a collaborare con altre riviste, Chi ed Economy, e per la televisione, Quarto grado su Rete 4. Dopo alcuni anni a Panorama dove si è occupato di attualità, cronaca ed economia, per poi diventare vice caposervizio a Donna Moderna. Ha pubblicato 5 romanzi e 3 saggi, di questi ultimi il più apprezzato è Pallone Criminale (Ponte alle Grazie), uscito nel 2012 e scritto a quattro mani con Simone Di Meo, che ha ricevuto la menzione speciale della giuria del premio letterario «Antonio Ghirelli» della Federcalcio. Dal 2014 ha pubblicato esclusivamente narrativa.
Ripubblicato in occasione dell’esordio dell’omonima serie tv trasmessa su Sky Original Un caso complicato per l’Avvocato Ligas. Perdenti di Gianluca Ferraris è il primo legal thriller italiano con un protagonista capace di lasciare il segno: l’avvocato penalista Lorenzo Ligas. Quarantenne brillante, ironico e affascinante, ossessionato dai dettagli e dotato di una memoria fuori dal comune, Ligas trascorre le serate in compagnia di un Negroni e di donne conosciute su Tinder. Il suo equilibrio personale appare fragile eppure, quando indossa la toga, il suo talento non lascia spazio a dubbi.
Dopo qualche sbornia di troppo e un paio di appuntamenti mancati, i colleghi dello Studio legale associato Petrillo-Chieffi-Ligas lo costringono a prendersi una pausa. A rincarare la dose ci si mette anche l’ex moglie e collega Patrizia, che dopo la separazione gli annuncia di volersi trasferire a Lugano con la figlia Laura. È proprio in questo momento di crisi personale che emerge un caso apparentemente già risolto. Un poliziotto viene ucciso a sangue freddo nel suo appartamento e tutti gli indizi sembrano convergere verso un unico sospettato: Jack Zero, ex popstar ormai caduta in disgrazia, vista poche ore prima litigare e minacciare la vittima. Un caso semplice, forse troppo. Ed è proprio questo a catturare l’attenzione di Ligas: nonostante l’imputato sembri essere il colpevole perfetto, l’avvocato decide di assumerne la difesa.
La scelta del sottotitolo Perdenti non è casuale: non solo richiama la posizione di Jack Zero, già condannato dall’opinione pubblica, ma anche la scelta di Ligas di stare dalla parte di chi sembra non avere possibilità. Difendere un “perdente” diventa così una sfida morale oltre che professionale. Gianluca Ferraris costruisce un intreccio solido in cui dinamiche giudiziarie e vicende personali si fondono in un’indagine ricca di false piste, testimonianze incerte e prove ambigue. Oltre a cercare il colpevole, il romanzo invita anche a prendere coscienza di quanto sia difficile dimostrare la verità e pone al lettore una riflessione: fino a che punto la giustizia è disposta a mettere in discussione ciò che appare evidente ?
La scrittura è fluida e coinvolgente e nonostante il lessico giuridico, la lettura resta accessibile anche a chi non è esperto in materia.
Per gli appassionati del giallo italiano tra le pagine compaiono anche tre noti giornalisti milanesi protagonisti di altri polizieschi: Enrico Radeschi, Steno Molteni, Gabriele Sarfatti.
Un caso complicato per l’Avvocato Ligas. Perdenti è un esordio convincente, capace di conquistare gli amanti del legal thriller. Per chi desidera proseguire, l’indagine continua con il nuovo caso di Ligas La mantide.
BookLover il protagonista - di questo legal thriller - è Lorenzo Ligas, avvocato penalista brillante, probabilmente uno dei migliori sulla piazza di Milano. In tribunale è lucido, geniale, capace di vedere crepe dove gli altri vedono certezze. Fuori dall’aula però la sua vita è molto meno ordinata: un matrimonio finito, un rapporto complicato con la figlia che ama profondamente e una serie di scelte sbagliate che lo hanno portato a perdere tutto, o quasi.
Quando la sua carriera prende una piega difficile, Ligas decide di fare quello che gli riesce meglio: occuparsi dei casi che nessuno vuole. Quelli già condannati dal pregiudizio, dai titoli dei giornali e dalla fretta di trovare un colpevole.
Ed è proprio uno di questi casi a trascinarlo in una storia piena di zone d’ombra, domande scomode e dettagli che non tornano. Una vicenda in cui la verità sembra nascosta dietro troppe versioni diverse dei fatti e dove ogni passo avanti rischia di complicare ancora di più le cose.
Quello che ho amato davvero di questo romanzo è il personaggio di Ligas. Non è l’eroe perfetto dei legal thriller. È ironico, brillante, ma anche fragile, pieno di contraddizioni e spesso in lotta con se stesso prima ancora che con il sistema. Ed è proprio questa sua imperfezione a renderlo incredibilmente reale.
La scrittura dell’autore è veloce, tagliente, piena di dialoghi intelligenti e osservazioni che fanno sorridere anche nei momenti più tesi. Milano, con i suoi tribunali, i bar rumorosi e le notti troppo lunghe, diventa lo sfondo perfetto di questa storia.
E c’è anche un dettaglio che per me ha reso la lettura ancora più speciale: questo romanzo è diventato una serie Sky Original, e io ho adorato vedere sullo schermo proprio questo personaggio interpretato dal bravissimo Luca Argentero. Dopo aver visto la serie, leggere il libro è stato come entrare ancora più a fondo nella mente di Ligas e capire meglio tutte le sue sfumature.
Se amate i legal thriller, le storie dove niente è davvero come sembra e soprattutto i protagonisti imperfetti ma impossibili da dimenticare, questo è un libro che merita davvero di essere scoperto.
Perché a volte i “perdenti” sono semplicemente quelli che hanno il coraggio di cercare la verità quando tutti gli altri hanno già deciso di smettere di farlo.
⁉️ Vi è mai capitato di vedere una serie tv e poi leggere il libro da cui è tratta? ⁉️Vi è piaciuto di più il libro o la serie?
Ho appena finito il primo libro della serie dell’avvocato Ligas e devo dire che nel complesso mi è piaciuto, anche se con qualche riserva. Lorenzo Ligas è un personaggio interessante: avvocato penalista di Milano, intelligentissimo, cinico e con una vita privata completamente fuori controllo. Il giallo è costruito bene, con un caso solido (l’omicidio di un poliziotto) che tiene incollati alle pagine e qualche colpo di scena riuscito. L’ambientazione milanese è credibile e i dialoghi sono spesso taglienti e piacevoli. Però… le scene di alcolismo sono veramente troppe. Capisco che sia un tratto centrale del personaggio e che serva a mostrarne la fragilità, ma dopo un po’ diventano ripetitive: ogni poche pagine c’è Ligas che si versa l’ennesimo bicchiere, si autocommisera e va avanti. Questa cosa finisce per appesantire un po’ la lettura e per rendere il dramma personale un filo monocorde rispetto al lato investigativo. In sintesi, è un esordio carino, scorrevole e con un protagonista che ha carattere. Il giallo funziona abbastanza, ma non mi ha lasciato quella scintilla che mi fa venire voglia di correre subito al secondo volume. Per ora resto titubante se continuare la serie o no.