Un debutto che cattura, sorprende e non lascia scampo. Un giallo che scava nelle ombre del passato e non smette di tenere il lettore con il fiato sospeso. Due omicidi distanti vent’anni. Un assassino che forse è tornato a colpire. Una sola verità e una commissaria chiamata a indagare. La prima indagine della commissaria De Luca Silvia De Luca è pronta a lasciare la polizia, ma l’omicidio di un professore di Storia dell’arte la costringe a rimandare ogni decisione. L’uomo, Andrea Urselli, è stato trovato senza vita nello stesso palazzo in cui la commissaria ha trascorso l’infanzia. Un legame personale che si intreccia a un dramma familiare mai l’assassinio del padre di Andrea, avvenuto vent’anni prima, rimasto impunito. Convinta che i due delitti siano collegati, Silvia riapre vecchie ferite e scava in una rete di segreti, ambiguità e rancori mai sopiti. Mentre l’indagine procede fra colpi di scena e false piste, la commissaria deve fare i conti con la propria vita privata e con un equilibrio fragile, che l’attrazione silenziosa per l’ispettore Gentile continua a minare. Ma proprio quando crede di essere vicina alla fine del caso, Silvia si ritrova faccia a faccia con un pericolo inatteso e dovrà lottare per salvare la sua stessa vita.
Claudia Girardi Nata a Taranto nel 1971, si è laureata in Lettere moderne e dal 2003 lavora in un’industria. La passione per la scrittura e la lettura accompagna da sempre la sua vita. Delitto a via delle Rose è il suo primo romanzo pubblicato con la Newton Compton.
Una scoperta graziosa, un giallo soft che mi ha comunque tenuto incollata. Silvia è un commissario che decide di dare le dimissioni, ma il suo capo non vuole che leva da via , prende così un caso di omicidio e si scopre che anche il padre dell'assassinato è stato a sua volta ucciso. Un bel romanzo, ma con delle Note negative, troppi nomi ma soprattutto la scelta di usare, a volte il nome altre il cognome e questo confonde, in più si passa da un personaggio all'altro senza una spaziatura o cambiare capitolo. Quindi specie all'inizio, non si capisce molto, ma quando ti abitui riesci ad andare avanti ma non diventa piacevole. Per il resto mi è piaciuto.
Non è un romanzo sgradevole ma mi ha lasciato una sensazione di "già letto". Troppe similitudini con altri gialli di scrittrici italiane! E il finale delude... Sicuramente l' autrice troverà la sua voce e i romanzi successivi saranno migliori