credo che sia il primo retelling che io abbia mai letto così in poco tempo. Ho amato ogni singola parola, l’ho letteralmente mangiato, finito in due giorni. Ho amato come vengono descritti così bene i personaggi, da quando Dorian descrive Eve fino a quando Dorian racconta ad Eve il suo passato e del perché dei suoi comportamenti strani per via del quadro. C’è lo spicy giusto, non è troppo come lo trovo in tanti libri ma il giusto, essendo un retelling. Mi è dispiaciuto un sacco per la morte di Lucien, anche se in super personaggio non è stata approfondito, mi è comunque piaciuto il suo ruolo "importante" nella storia. Ho odiato con tutto il mio cuore Julian, quando leggevo di lui volevo lanciare il telefono. Un personaggio più odioso di lui, mai letto. aspetto con ansia i prossimi volumi, ovviamente cinque stelle se le merita tutte! ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️/5
Recensione del blog martinasbooksrealm.wordpress.com e della pag Insta e TikTok martinas.books.realm
Beautifully damned - 1° volume della The dark reveries series ☆ ☆ ☆ ☆ ☆/ 5
~Eve è così bella e così fragile, come una piccola farfalla bianca che può essere ferita dal vento che le serve per volare. Risveglia in me un istinto diverso, nuovo, che mi spinge a volerla proteggere come se fosse l’unica missione della mia vita.~
~Perché Eve è mia, ma lo è tanto quanto io sono suo. Adesso, per sempre. Per tutta l’eternità maledetta che mi è concessa.~
🖤Trama: A Londra, tra luci dorate e ombre indecenti, Dorian Black è tutto ciò che il mondo invidia: giovane, bellissimo, erede di una fortuna che apre ogni porta. Ma dietro il suo fascino impeccabile si nasconde un vuoto che nessun privilegio riesce a colmare, un abisso di solitudine e segreti che nessuno immagina. Dorian ha imparato presto che la bellezza può diventare una prigione, e che ciò che luccica non sempre riscalda il cuore. Eve Noirel, invece, conosce il peso della fame, della paura e dei sogni infranti. Di giorno lotta per sopravvivere, di notte canta in un club esclusivo per soli uomini, dove gli sguardi spogliano più delle mani e il confine tra potere e sottomissione è pericolosamente sottile. Quando Dorian la vede sul palco, qualcosa dentro di lui si incrina. Quando Eve incrocia i suoi occhi, sa di essere già perduta. La loro attrazione è immediata, famelica, impossibile da ignorare. Un desiderio che brucia, che promette rovina. Ma non è solo attrazione: è uno scontro di mondi, di luci e ombre, di innocenza e peccato. Eve non è un enigma da conquistare, Dorian non è un uomo che si lascia salvare facilmente. Si sfidano, si tentano, si respingono e si cercano in un gioco pericoloso che rischia di consumarli. E poi c’è il ritratto. Lucien Arkwell cattura Dorian su tela, e ciò che nasce va ben oltre un semplice quadro. Non è solo un’immagine, ma un riflesso della sua essenza più profonda, un’eco della sua bellezza e dei segreti che nessuno vede. Ogni tratto, ogni ombra, ogni sfumatura imprigiona una parte di lui, un frammento di ciò che desidera, di ciò che teme, di ciò che ha sempre cercato di nascondere. Il ritratto diventa una presenza silenziosa e potente, un testimone muto delle sue scelte e dei suoi desideri più oscuri, un custode della sua giovinezza eterna e della sua perfezione apparente. E mentre Dorian osserva il quadro, qualcosa dentro di lui cambia. Non si tratta solo di vanità: è il peso di un desiderio proibito, la promessa di poter sfuggire alle conseguenze, la tentazione di una libertà che sembra illusoria. Ma le conseguenze arrivano sempre, e ogni peccato, ogni eccesso, ogni scelta lo allontana dall’uomo che era, intrappolandolo in una spirale inarrestabile di piaceri proibiti, tentazioni e decisioni irreversibili. Eppure, proprio in questa caduta, in questa dannazione che sembra irresistibile, si nasconde la possibilità di scoprire chi è davvero, di affrontare ciò che teme, e forse, un giorno, di riscattarsi. In mezzo alla dannazione, Eve diventa la sua ossessione più pericolosa. L’unica capace di fargli provare qualcosa che assomiglia all’amore. L’unica che potrebbe salvarlo… se solo fosse pronto ad accettarlo. Ma la strada per liberarsi dalla maledizione che lo avvolge è lunga, dolorosa e fatta di scelte difficili. Beautifully Damned non è solo un dark romance. È un viaggio nell’oscurità e nella seduzione, nella corruzione e nella redenzione. È il racconto di un’anima che vuole vivere senza catene, di un desiderio che consuma e trasforma, e della forza di chi osa guardare l’abisso per provare a risalire. Perché alla fine, anche l’anima più dannata può trovare la sua luce… se è disposta a combattere per afferrarla.
💛Recensione: Ci sono libri che non ti accompagnano soltanto. Ci sono libri che ti afferrano e ti risucchiano negli abissi più profondi dell’anima, facendoti sentire ogni respiro, ogni battito, ogni ombra. Beautifully Damned è uno di quelli. Dorian Black appare tra le pagine con una presenza che ti taglia il fiato. Giovane, bellissimo, erede di una fortuna che apre ogni porta: a prima vista, sembra avere tutto. Ma sotto quella perfezione studiata si nasconde un vuoto, un’ombra profonda che nessun privilegio, nessuna ricchezza, nessun fascino può colmare. È un ragazzo plasmato da esperienze che non gli hanno permesso di essere solo bambino, da un passato che ha inciso cicatrici invisibili. Eppure, nella sua apparente indifferenza, c’è una fragilità che ti penetra, che ti fa sentire quanto sia umano anche ciò che sembra immortale. Poi c’è Eve Noirel. La sua luce è fatta di resistenza, di coraggio e di desiderio di vivere nonostante tutto. Non è la classica eroina salvata da un destino perfetto: conosce fame, paura, solitudine e fragilità, eppure c’è in lei una forza che ti cattura immediatamente. Canta in un club esclusivo per soli uomini, tra luci soffuse e sguardi che spogliano più delle mani. È qui, tra quelle ombre e quella musica, che Dorian la vede per la prima volta. E quando i loro occhi si incontrano, capisci subito che nulla sarà come prima: qualcosa in loro inizia a bruciare. Un ruolo importantissimo ce l’ha il ritratto. Lucien Arkwell cattura Dorian su tela, e ciò che nasce non è solo un quadro. È un incubo seducente, un’opera viva che imprigiona la sua anima. È una prigione della bellezza e della giovinezza che egli desidera ardentemente, senza pagare il prezzo… almeno in apparenza. Ogni peccato, ogni eccesso, ogni scelta lo allontana dall’uomo che era, intrappolandolo in una spirale di piaceri proibiti, tentazioni e desideri impossibili da ignorare. In mezzo a questo vortice oscuro, Eve diventa la sua ossessione più potente. L’unica in grado di scuoterlo, di farlo sentire, di sfidare la maledizione che lo avvolge. L’unica capace di far emergere in lui qualcosa che assomiglia all’amore, qualcosa che potrebbe salvarlo.
Ma Beautifully Damned non è solo la storia di due anime dannate. È un viaggio attraverso il desiderio, la corruzione e la redenzione, dove ogni personaggio (Dorian, Eve, Julian e Lucien, ecc) porta con sé tensione, mistero e profondità. Julian, enigmatico e potente, aggiunge un’ombra che oscilla tra pericolo e attrazione, senza mai togliere spazio alla vera protagonista della storia: la complessità dei sentimenti, la seduzione dei limiti, la fragile umanità nascosta dietro l’eleganza e l’oscurità. Ogni scena, ogni parola, ogni silenzio è studiato con precisione, capace di far sentire il peso di un’emozione, la vertigine di un desiderio proibito.
La scrittura di Caterina Amatulli in questo romanzo è assolutamente ipnotica. È elegante e crudele al tempo stesso, poetica ma terribilmente reale. Ti avvolge con immagini che rimangono impresse, ti scuote con dettagli che penetrano nel corpo e nello stomaco, ti fa respirare Londra tra luci dorate e ombre indecenti. Ogni pagina pulsa di tensione, ogni dialogo vibra di intensità, ogni gesto dei personaggi racconta più di mille parole. È uno stile che non concede tregua, che ti cattura completamente e ti lascia con il desiderio di non staccarti mai dal libro. Beautifully Damned non è una storia semplice. Non è una lettura leggera. È un’esperienza intensa, una danza tra luce e oscurità, tra peccato e desiderio, tra amore e rovina. È un libro che non si limita a raccontare, ma ti entra dentro, ti scuote e ti fa sentire ogni scelta, ogni emozione, ogni silenzio. È un dark romance che seduce, che corrompe, che ti lascia senza respiro. E quando chiuderai l’ultima pagina, non penserai solo alla storia di Dorian e Eve. Pensi alla potenza dei sentimenti, alla forza delle parole, alla capacità di un’autrice di rendere vivi i suoi personaggi fino a farti tremare. Caterina Amatulli conferma ancora una volta di essere una voce che amo, un porto sicuro, un conforto, una certezza: una scrittura che non solo racconta, ma avvolge, scuote e resta.
❤️🔥I personaggi: -Dorian Black non è nato oscuro. Non è sempre stato il ragazzo che colleziona notti come trofei, che usa il piacere come distrazione, che indossa la freddezza come un abito su misura. Dorian è diventato così. C’è stato un momento in cui era solo un ragazzo integro. Con curiosità. Con limiti. Con una morale che non aveva ancora iniziato a piegarsi. Poi ha incontrato un mondo che lo ha sedotto lentamente. Non con la forza. Con il fascino. Julian non gli ha imposto nulla. Gli ha mostrato quanto fosse facile non sentire. E Dorian ha scelto. Ha scelto il potere perché il potere non trema. Ha scelto la lussuria perché la lussuria non chiede profondità. Ha scelto il controllo perché il controllo non tradisce. Ogni passo verso quell’uomo impeccabile e distante è stato consapevole. Non è una vittima. È responsabile delle sue scelte. Ed è questo che lo rende complesso. La sua freddezza non è incapacità di amare. È paura di essere vulnerabile. La sua arroganza non è sicurezza. È difesa. Quando incontra Eve, la prima cosa che vacilla non è il desiderio. È la struttura che si è costruito addosso. Perché lei non lo guarda come un trofeo. Non lo teme. Non lo idolatra. Lo vede. E per qualcuno che ha passato anni a nascondersi dietro una versione potenziata di sé stesso, essere visto è molto più destabilizzante che essere desiderato. Dorian non è il classico “ragazzo rotto da salvare”. È uno che si è rotto da solo, un pezzo alla volta, convinto che fosse la cosa più semplice da fare. E tornare indietro non è immediato. Non è romantico. È doloroso. -Eve Noirel non è fragile. È abituata al dolore. Non a quello romantico. Non a quello poetico. Ma a quello che lascia i segni sulla pelle e nell’anima. Eve ha imparato a muoversi in silenzio. A capire quando una stanza cambia atmosfera. A prepararsi prima ancora che qualcosa accada. Non perché sia paranoica. Perché è sopravvivenza. La sua forza non nasce dall’assenza di paura. Nasce dall’averla conosciuta troppo presto. Quando sale su un palco e canta, non è esposizione. È rivendicazione. È dire: “Adesso decido io come mi guardi.” Non si lascia definire dal passato. Non cerca pietà. Con Dorian non è intimidita. Lo studia come lui studia lei. Capisce immediatamente che dietro la sua sicurezza c’è qualcosa che assomiglia a una fuga. E non si innamora dell’immagine. Si innamora delle crepe. E se resta, è perché sceglie di restare. Se ama, è perché lo vuole. E questa differenza è tutto. -Julian Darkwood non è solo enigmatico. È strategia pura. Non alza la voce. Non minaccia apertamente. Non si sporca mai le mani. Eppure è lui a muovere le pedine. Julian non costringe. Suggerisce. Non impone. Offre. Non ricatta nel modo tradizionale. Crea circostanze in cui l’unica scelta possibile sembra essere quella che lui aveva già previsto. Ti guarda. Ti studia. Ti lascia credere di avere il controllo. E quando ti accorgi che non è così, è troppo tardi. Con Dorian il suo rapporto è quasi intellettuale. Lo provoca nel punto giusto, nel momento giusto. Alimenta la parte più oscura di lui senza mai dichiararlo apertamente. Gli fa sembrare libertà ciò che in realtà è dipendenza. Con Eve la dinamica è più sottile ma altrettanto pericolosa. Julian capisce le debolezze delle persone e non le usa per distruggerle — le usa per tenerle vicino. È affascinante. È elegante. È pericoloso. -Lucien Arkwell è l’artista che vede oltre la superficie. Non guarda Dorian come tutti gli altri. Non vede solo bellezza. Vede materia. Vede tormento. Vede qualcosa che merita di essere catturato. Il ritratto che realizza non è solo arte. È intuizione. È specchio. Lucien è silenzioso, ma fondamentale. La sua presenza è il punto in cui estetica e anima si incontrano. Non giudica. Osserva. E attraverso il suo sguardo, anche il lettore è costretto a guardare davvero. -E poi c’è Javier. Javier è casa. È il migliore amico di Eve, ma definirlo solo così sarebbe riduttivo. È la sua ancora quando tutto vacilla. È la voce che riporta equilibrio quando le emozioni diventano troppo rumorose. È la spalla su cui puoi appoggiarti senza dover spiegare nulla. Non ha bisogno di gesti eclatanti. La sua presenza è costante. Solida. Affidabile. Con Eve è ironico, protettivo, incredibilmente leale e le ricorda sempre chi è quando il mondo prova a farle dimenticare il suo valore. Javier è l’amicizia fatta persona. È quel tipo di legame che non cerca spazio nella scena principale, ma senza cui la storia perderebbe stabilità emotiva.
💘La coppia: Ci sono storie che nascono nel posto giusto, nel momento giusto. E poi ci sono quelle che sbocciano dove non dovrebbe crescere nulla. La loro nasce nel Boudoir. Nel rumore soffocato dei segreti. Nel potere che si respira nell’aria come profumo troppo intenso. Non è un incontro pulito. Non è un inizio romantico. È uno scontro silenzioso tra due anime che non stavano cercando niente… e finiscono per trovare troppo. Dorian è convinto di essere irrecuperabile. Non lo dice per finta modestia. Lo crede davvero. Ha scelto di abitare la parte più oscura di sé, di nutrirla, di lasciarla vincere. Il controllo è la sua arma. Il distacco, la sua difesa. Poi arriva Eve. E non lo salva. Non entra nella sua vita come una luce che cancella il buio. Entra e resta. E restare, nel suo mondo, è la cosa più pericolosa che si possa fare. Quello che mi ha colpita di più è il modo in cui lui cambia senza accorgersene. Non diventa improvvisamente migliore. Non smette di essere ciò che è. Ma qualcosa si incrina. Ogni volta che Eve è coinvolta, in lui si accende un istinto diverso. Non è solo desiderio — quello è immediato, feroce, inevitabile. È qualcosa di più profondo. Più viscerale. È la necessità di proteggerla. E per un uomo che si è sempre definito marcio, sentire il bisogno di custodire qualcuno invece che usarlo… è uno strappo enorme. Eve, però, non �� una ragazza che ha bisogno di essere salvata. Sa dove si trova. Sa chi è Dorian. Sa chi è Julian e quanto sia pericoloso il gioco che li circonda. Eppure sceglie di restare. Non per ingenuità. Non perché pensa che l’amore aggiusti tutto. Resta perché quello che prova è più forte della paura. Perché accanto a lui si sente viva, anche quando il rischio è reale. Il loro legame non è lineare. È fatto di attrazione che brucia troppo in fretta, di silenzi carichi di tensione, di parole che pesano più di quanto dovrebbero. Si cercano mentre dovrebbero allontanarsi. Si sfidano mentre stanno già cadendo. E in mezzo c’è un mondo che non concede seconde possibilità. Un uomo che osserva, che tira fili invisibili, che trasforma tutto in strategia. Per questo il loro amore non è mai solo amore. È una scelta costante. È un atto di coraggio. Sono un incastro perfetto quanto pericoloso. Due fragilità che insieme non si spezzano, ma si potenziano. E la cosa più intensa è proprio questa: quando Dorian guarda Eve, per la prima volta non vede solo desiderio o conquista. Vede qualcosa che potrebbe perdere. E perdere lei significherebbe perdere l’unica parte di sé che non è ancora completamente corrotta. Questa non è una storia che ti accarezza. Ti trascina. Ti mette davanti all’idea che l’amore possa nascere anche nel posto sbagliato… e diventare comunque l’unica cosa giusta.
🫶🏻Perché leggerlo? Perché non è solo un dark romance. Perché non è solo un retelling di Dorian Gray. E non è nemmeno soltanto una storia d’amore nata nel posto sbagliato. È un’immersione totale in un mondo dove il desiderio è potere, dove ogni scelta ha un prezzo e dove amare qualcuno significa esporsi al colpo più devastante. Leggerlo significa entrare nel Boudoir e sentire addosso quella tensione costante, quella sensazione di essere sempre osservati, sempre un passo oltre il limite. Significa capire cosa succede quando un uomo che si è convinto di non avere più nulla di puro dentro di sé… scopre di poter provare qualcosa di diverso. Non è una redenzione facile. Non è un cambiamento improvviso. È uno strappo lento. Leggere questa storia significa assistere alla crepa che si forma in un’anima che si credeva marcia. Significa vedere come l’istinto di proteggere possa essere più destabilizzante del desiderio stesso. Ma significa anche camminare accanto a una ragazza che non è fragile, anche quando trema. Che sceglie consapevolmente di restare in un mondo pericoloso, non perché non ne veda le ombre… ma perché ciò che prova è più forte della paura. Questa storia parla di scelte. Non di destino. Parla del coraggio di restare quando sarebbe più facile scappare. Parla della consapevolezza che amare qualcuno non significa salvarlo, ma decidere di affrontare il buio insieme. È un romanzo che non addolcisce niente. Non smussa gli spigoli. Non rende l’oscurità più facile da digerire. Ti mette davanti a desideri scomodi. A dinamiche pericolose. A sentimenti che nascono nel caos e crescono nel rischio. Eppure, tra quelle ombre, c’è qualcosa di profondamente umano. La vulnerabilità nascosta dietro il controllo. La forza nascosta dietro la paura. La possibilità che anche chi si è definito perso possa ancora scegliere. Quando chiudi l’ultima pagina non ti resta solo la tensione. Ti resta la consapevolezza che l’amore non è sempre luce. A volte è una discesa. A volte è un incendio lento. A volte è l’unica cosa capace di farti sentire vivo in mezzo al disordine. E se ami le storie intense, quelle che non ti chiedono il permesso prima di travolgerti, se ami i legami pericolosi ma autentici, quelli che nascono nel caos e nonostante tutto trovano un equilibrio, allora questa storia ti entrerà sotto pelle. E non andrà via facilmente.
✨Nota: Beautifully Damned non è stato solo un libro letto. È stata una corrente potente che mi ha travolta, un brivido che resta dentro anche dopo l’ultima pagina. È entrato silenzioso e poi ha urlato, con la forza di una storia che sa mescolare desiderio, oscurità e fragilità in un equilibrio magnetico. Non è stata una lettura semplice. È stata un’immersione in un mondo dove il fascino e il pericolo camminano a braccetto, dove il desiderio può essere arma e rifugio insieme, e dove ogni scelta pesa più di quanto immagini. Eppure non avrei voluto uscirne. Perché tra le luci e le ombre di Londra, tra le note del Boudoir e gli sguardi che bruciano, ho ritrovato parti di me: la forza di chi sopravvive anche quando tutto sembra perduto, il coraggio di affrontare il dolore senza nasconderlo, la bellezza di un legame che non chiede permesso per esistere. Caterina Amatulli, con Beautifully Damned, si conferma una delle mie autrici preferite. La sua penna è un porto sicuro anche quando la storia ti scuote, è familiare, e ti permette di perderti completamente tra personaggi indimenticabili e ambientazioni vivide, ricche di dettagli e atmosfere che ti avvolgono. Ho amato ogni sfumatura di Dorian e Eve, la loro fragilità e la loro forza, la tensione tra loro e la profondità di Julian, enigmatico e pericoloso, che muove fili invisibili senza mai svelare tutto. Ho amato Lucien, Javier e tutti i personaggi che rendono questo mondo vivo, intenso, reale. E naturalmente, ho adorato il quadro: simbolo, tentazione e prigione, capace di racchiudere tutta l’anima della storia. Ringrazio di cuore Caterina per avermi permesso di leggere Beautifully Damned in anteprima e di condividere il suo lavoro. È un onore, ma anche un privilegio profondo, poter entrare così intimamente nella sua scrittura e raccontarla. E ora che Beautifully Damned è entrato nel mio cuore, non vedo l’ora di scoprire gli altri volumi della The Dark Reveries Series. Consiglio questo libro a chiunque sia pronto a lasciarsi travolgere da desiderio, oscurità e passione, a chi cerca storie vere e potenti, che restano addosso e dentro, con la stessa forza con cui Dorian e Eve restano impressi nella mente e nel cuore. Perché non è solo un retelling di Dorian Gray. È un viaggio intenso, oscuro e irresistibile.
Dark gothic romance, arte maledetta e amore che brucia nell’ombra.
Beautifully Damned non è una lettura leggera. È una di quelle storie che ti avvolgono lentamente, quasi con delicatezza, e quando ti accorgi di quanto sei dentro è già troppo tardi per tirarti fuori. È un romanzo che chiede attenzione, silenzio, atmosfera. Non si presta alla distrazione: pretende immersione.
La domanda che attraversa tutta la storia è semplice e crudele: cosa succede quando la bellezza smette di essere un dono e diventa una condanna?
Dorian Black, erede di Nightshade Manor, è l’incarnazione della perfezione estetica. Magnetico, irreale, abituato a essere guardato e desiderato. La sua vita è costruita sullo sguardo degli altri, sull’ammirazione, su un potere silenzioso che nasce dall’apparenza. Eppure dietro quella superficie impeccabile si muove un’anima fragile, inquieta, affamata di qualcosa che nemmeno lui riesce a definire. La sua bellezza non è solo privilegio: è peso, aspettativa, prigione.
E poi c’è Eve. Non entra nella sua vita in modo graduale, ma come una frattura. Porta con sé una vulnerabilità che non è debolezza, ma sopravvivenza. Ha conosciuto il controllo, la paura, la necessità di resistere. I suoi occhi grigi raccontano tempeste interiori, e quando Dorian la sente cantare per la prima volta si percepisce subito che tra loro non nascerà qualcosa di semplice. Non è infatuazione. È riconoscimento, attrazione, pericolo.
Il loro legame non è pulito. Non nasce nel modo giusto, né nel posto giusto. Si costruisce nel caos del Boudoir, tra omissioni, desiderio e tensioni irrisolte. Non è un amore salvifico immediato, ma un sentimento che costringe entrambi a confrontarsi con le proprie ombre. È un amore che fa sentire vivi, ma che obbliga a guardare ciò che si è cercato di ignorare.
A muovere i fili nell’ombra c’è Julian Darkwood. Carismatico, lucido, manipolatore. Non è il caos: è controllo consapevole. Ogni sua apparizione altera gli equilibri, aumenta la tensione, suggerisce che nulla accade davvero per caso. Non è un semplice antagonista, ma una presenza che incarna la tentazione, l’abisso che promette libertà mentre prepara la caduta.
Uno degli elementi più riusciti del romanzo è il modo in cui la bellezza viene raccontata come forza corrosiva. Il ritratto non è solo un richiamo letterario: è simbolo, presenza concreta, specchio deformante della colpa e del desiderio. Diventa il luogo in cui si depositano le scelte, le crepe, la dannazione. Quando si comprende quanto sia profondo il legame tra Dorian e quell’opera, la storia assume un peso diverso, più inquietante.
I personaggi funzionano proprio perché non cercano di essere innocenti. Dorian è vanitoso, a tratti egoista, consapevole del proprio fascino. Ma è anche divorato dal senso di colpa e dalla paura di non essere amato per ciò che è oltre la superficie. Eve non è la ragazza fragile da salvare: è una sopravvissuta che sceglie di amare sapendo che l’amore comporta rischio. Julian è il volto seducente del potere, l’ombra che osserva e attende.
La scrittura è intensa, visiva, profondamente gotica. Nightshade Manor non è solo un’ambientazione: è un organismo che respira, custodisce segreti, osserva in silenzio. L’atmosfera è densa, costantemente attraversata dalla sensazione che qualcosa stia marcendo sotto la superficie perfetta delle cose.
Il finale non offre conforto. Non è rassicurante, non ricompone tutto in modo ordinato. Lascia invece una verità scomoda: l’amore può forse salvare, ma non cancella le colpe e non restituisce innocenza.
Beautifully Damned è un retelling oscuro, più carnale e più emotivo, che prende un classico e lo spinge verso territori più inquieti. È una storia per chi ama personaggi moralmente ambigui, relazioni imperfette e atmosfere gotiche che restano addosso anche dopo l’ultima pagina.
Dorian Black è un uomo giovane, ricco e affascinante. Potrebbe essere anche molto potente, ma è ancora troppo acerbo nella Londra per bene. Quando incontra Lucien, un artista che lo prega di lasciarsi ritrarre, non può negare l’offerta. È così che conosce anche Julian, il diavolo reincarnato, la rappresentazione di tutti i peccati del mondo e colui che detiene la chiave del mondo fatto di perversioni e violenza in grado di affascinare, ma anche di distruggere.
Eve Noirel è graziosa, bellissima… fragile. O almeno sembra. Un uccellino. Una farfalla bianca. Un usignolo per quella sua voce suadente con cui canta ogni sera al locale di Julian. Un faro nel buio. La luce per una falena. Dorian non può fare a meno di restare affascinato da lei. E lei si perde in quel suo sguardo eterno. Un pozzo senza fine.
Chi non vorrebbe essere immortale? La giovinezza eterna, la bellezza, i piaceri della vita… ma tutto ciò ha davvero un peso sulla bilancia quando dall’altro lato c’è un istante di attimi indimenticabilmente eterni? L’immortalità può davvero vincere contro una vita vissuta?
Caterina è riuscita ancora una volta ad ammaliarmi con le sue parole. A farmi odiare e amare personaggi, a volte persino gli stessi. Vorrei dirvi un sacco di cose, ma ho paura di incappare in degli spoiler. Per cui vi dirò solo qualcosina, perché non voglio rovinarvi in alcun modo la lettura. Beautifully Damned è un libro che non ammette censure. E nemmeno chi lo legge. La rappresentazione dei peccati e del piacere, di quello più perverso, carnale, sanguinolento. Non vi nego che nella vita reale non credo alle storie d’amore che non partono bene. Ma qui, qui è tutta un’altra storia, perché il fine giustifica i mezzi. Non sempre, ma quasi. E io l’ho amato questo fine. Dorian ed Eve sono così opposti, eppure si incastrano così bene. Vedere il progredire della loro storia provoca emozioni controverse, ma lascerò a voi la scoperta.
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Recensione completa su 👇🏻 IG e TikTok: @aurorain_wonderland 🩷 Blog: libri magnetici
🖤«Forse ho solo paura di diventare irrilevante. Di sparire nell’ombra, un giorno, e di andarmene da questo mondo senza lasciare neppure una traccia». «Non è paura. È bisogno» «Hai bisogno che il mondo ti veda e ti desideri. Vuoi la bellezza eterna, non è così?» Eve Noirel lotta ogni giorno per sopravvivere. Da quando i suoi genitori sono morti, l’unica famiglia che le resta è un fratello violento, incapace di proteggerla, che le ruba ogni speranza insieme ai soldi che guadagna. Il suo sogno? Fuggire da Londra e danzare in una delle scuole più prestigiose. La realtà? I sogni costano, e lei non ha nulla. Un accordo con uno dei personaggi più influenti di Londra, noto per i suoi locali esclusivi e particolari, le offrirà una proposta che non potrà rifiutare: far innamorare Dorian Black e spezzargli il cuore. Un’impresa che potrebbe sembrare semplice, visti gli sguardi tra i due, ma che si rivelerà molto più complicata… soprattutto quando arriverà il momento di rispettare la parte finale dell’accordo.
🗝️«Senti?» “Sì, lo sento.” «Sono reale. Tu sei reale. E siamo qui, insieme» Questo libro mi ha avvolta in un’inquietudine costante, la stessa provata guardando/leggendo Il ritratto di Dorian Gray. Le atmosfere sono dense, seducenti e disturbanti, le descrizioni ti trascinano dentro la storia e i personaggi sono curati in modo impeccabile. Se amate Dorian Gray e volete una versione dark, passionale e dannata, siete decisamente nel posto giusto.
💋“Perché Eve è mia, ma lo è tanto quanto io sono suo. Adesso, per sempre. Per tutta l’eternità maledetta che mi è concessa.”
🔥Siete pronti a perdere il cuore per Dorian Black?
Ho amato le sfumature dark e la costruzione dei protagonisti . Il legame con Eve e l'atmosfera del teatro, così come la sua storia fin dall'inizio, mi ha spezzato il cuore. Vive con suo fratello Victor, un ubriacone violento, l'ho odiato. Lui è tutto quello che io ripudio con tutta me stessa. L'ambientazione gotica, la parte oscura che si cela in Dorian, il dipinto! Si nota l'enorme lavoro che è stato fatto, i richiami all'opera originale sono evidenti e la storia prende una direzione propria, dando vita a un Retelling super originale. Cate ha fatto un lavoro meticoloso e degno di nota,è difficilissimo scrivere un retelling su un classico ma, in questo caso, è stato scritto davvero bene. Perdizione, lussuria, desiderio e dolore vengono narrati con intensità e precisione, senza mai risultare eccessivi: ogni elemento si integra perfettamente nel contesto, non risultano fuori luogo anzi lo arricchiscono. Il loro primo appuntamento mi ha ricordato molto l'innocenza del primo amore. Il fare uno sforzo per fare bella figura, i fiori, il cibo preso in grandi quantità non sapendo ancora i gusti dell'altra persona...l'illusione di un mondo più luminoso grazie alla sua presenza. Ho apprezzato anche la figura tentatrice di Julian, che per quanto mi riguarda potrebbe essere il diavolo in persona. Ho amato come è stato messo in risalto in suo personaggio, che cerca sempre di più di portare Dorian ad abbracciare quella parte di sé che teme. L'unica cosa che mi ha depistata è stato il POV del "mostro". Ho fatto fatica a capire il nesso ma , ho poi visto che prende forma man mano che Dorian accetterà e si addentrerà nella sua parte più recondita che ha sempre cercato di giustificare e/o nascondere negli angoli più bui del suo essere. Per il resto ho amato questo retelling!
Uno dei libri più originali che abbia mai letto in vita mia. Un retelling de Il Ritratto di Dorian Grey in versione dark romance paranormal. Leggete bene i trigger warning e sappiate che questa non sarà una storia facile, ma cupa e ricca di atrocità. L’autrice ha deciso di partire con il botto già nelle prime pagine, intessendo un mistero che ti tiene incollato alle pagine inquietandoti sempre di più con il passare del tempo. Non mancano riflessioni profonde e vicende che celano una morale molto importante, mettendoci ci fronte quanto un anima macchiata possa arrivare in basso. Mi vengono i brividi se ancora penso a quello che accade verso la fine ma non mi sento di anticipare nulla. È un libro meraviglioso quindi prego, leggetelo.