Davvero una persona dovrebbe rischiare la vita (facendo il minatore), lavorare in condizioni precarie, assolutamente non idonee, col pericolo di esplosioni in ogni momento, per avere una paga (bassa) che gli dà la possibilità di avere un'abitazione, del cibo e per dare un minimo di futuro alla propria famiglia?
Il rischio di malattie è altissimo, gli infortuni sono all'ordine del giorno, il caldo e gli spazi angusti, nei tunnel di lavoro, sono insopportabili, eppure questo lavoro, appunto il minatore, è stato "importante" per l'area della Maremma, a molti non piaceva, ma c'era, le miniere era l'identità stessa di molti dei paesi di quest'area: Ribolla, Gavorrano ecc...
Luciano Bianciardi insieme a Carlo Cassola, ci raccontano, sotto forma di cronistoria, come sono nate la miniere nella Maremma, dalla seconda metà del XIX secolo, fino agli anni '50 del XX secolo, che è il periodo in cui è stato scritto questo saggio storico.
Saggio, scritto sotto forma di romanzo, la scrittura è scorrevole, ci sono moltissimi spunti di riflessione, insomma una scoperta davvero eccezionale. Primo libro che leggo di Bianciardi ed è stato un colpo di fulmine, perchè il suo stile mi è piaciuto molto subito dalle prime pagine, diciamo che mi appartiene, pareva di esser lì in prima linea con i minatori e i loro primi scioperi, le loro rivendicazioni per i mille soprusi perpetrati dalle Società...
Come appendice al libro, ci sono delle piccole biografie di alcuni dei minatori.
Consigliatissimo!