La tradizione orale è comune a tutti i popoli ed è sempre stata tenuta in grande considerazione. Ciò è particolarmente vero per il Giappone, paese in cui la scrittura fu introdotta solo nel V secolo d.C. e dove quindi per lungo tempo l'unico modo che la gente comune possedeva per conoscere e tramandare i racconti era quello di ascoltarli – d'inverno intorno si bracieri, d'estate seduta sulle panche nei cortili – per poi narrarli a propria volta, in un processo di continua riattualizzazione. Buffi, ingenui, ma con alla base efficaci insegnamenti di vita, gli antichi racconti qui riuniti ci permettono di entrare in contatto con le radici, sempre immanenti, di quel Giappone tecnologico che tutti conosciamo. In questo modo apparirà forse più comprensibile come nel paese possano convivere l'industria più evoluta e la filosofia zen, i fiori di ciliegio e un grave inquinamento, il Tennō, re del cielo, e l'asettica civiltà del computer.