Bully romance, second chance, friends to enemies to lovers, forced proximity, revenge
"Eravamo tutto, prima di diventare niente."
Alla Dunmore University, Aveline Rose Vanderbolt vuole solo ricominciare, vivere senza il peso di un cognome che le apre porte ovunque, ma che l’ha sempre resa prigioniera. Crede che l’università possa essere un rifugio, invece diventa un’arena. Perché tra i corridoi di Dunmore c’è qualcuno che non l’ha mai dimenticata. Zarek Vane è il fantasma del suo passato e non vede l’ora di vendicarsi. Sono cresciuti insieme nel North Carolina e un tempo erano inseparabili, finché qualcosa non ha distrutto tutto. Da allora, lui è diventato il suo peggiore incubo. Zarek ha un solo annientarla. Però, il dolore ha più strati. Sotto l’odio ci sono ricordi di notti trascorse a vedere film insieme, risate, un ciondolo inciso a mano e una promessa infranta. Aveline e Zarek si troveranno faccia a faccia con le loro ferite, con i sentimenti e con un presente che si fa sempre più rischioso. Ma certe fratture non si rimarginano, si impara a portarle addosso.
«Per me tu sei stata casa. Anche quando volevo distruggerla».
Alla Dunmore University Aveline Rose Vanderbolt vuole ricominciare. Ma tra i corridoi di Dunmore c’è qualcuno che non l’ha mai dimenticata. Zarek Vane è il fantasma del suo passato. Sono cresciuti insieme ed erano inseparabili, finché qualcosa non ha distrutto tutto. Aveline e Zarek si troveranno faccia a faccia con le loro ferite, con i sentimenti e con un presente che si fa sempre più rischioso.
“Ruinous: Tutto in frantumi” di @melissaciampini mi ha colpito per la sua intensità, per le sue emozioni distruttive. Travolgenti. Incontenibili. È il quarto libro che leggo di questa autrice (che ci tengo a ringraziare per la copia) e devo dire che si supera ogni volta.🖤 I trope sono:
🖤 Bully romance 🥀 Second chance 🖤 Friends to enemies to lovers 🥀 Forced proximity 🖤 Revenge
Questo libro è un hate to love che non fa sconti. Perché ha a che fare con il dolore. Con la rabbia. Con la vendetta. Lui vuole 4annientarl4, vendicars1. Ma Aveline non è una ragazza fragile. Non si lascia spezzare. Non si lascia piegare. E vuole soltanto iniziare a vivere per davvero.
Aveline e Zarek sono un uragano di emozioni e sensazioni. Sono un mix di passione, oscurità, desiderio, rabbia, rancore, tormento, tensione. Sono fuoco, sono ferite che si riaprono, s4nguinan0, non perdonano. Ma sono anche tanto altro. Sono due ragazzi che si ritrovano nonostante tutto. Sono la speranza. La rinascita. La guarigione. La capacità di guardarsi dentro fino in fondo, senza paure. L’uno il pezzo mancante dell’altra. Il silenzio che parla più di mille parole.
«Tu sei il pezzo mancante della mia vita, Linny».
Aveline e Zarek sono stati l’una la rovina dell’altro e allo stesso tempo la salvezza. Hanno passato una vita a temere le fratture e a preoccuparsi dei pezzi che nessun altro raccoglie. Ma bisogna imparare a vivere nei frammenti per poter tornare interi. Il mondo, le certezze, possono crollare infinite volte. Se c’è un sentimento travolgente e inscalfibile come il loro, allora anche tra le macerie si può costruire un qualcosa che somiglia a un “per sempre”.
Aveline Rose Vanderbolt sa già chi e cosa diventerà da “grande”. Studierà legge ad Harvard. Si prepara, anzi sua madre la prepara, da tutta una vita, brunch, viaggi, eventi, lezioni private. Fino al giorno del diploma, quando, mentre tutti le stringono la mano, le fanno le congratulazioni, la elogiano, lei pensa solo a come dire ai suoi genitori che no, Harvard non è e non può essere la sua strada. Non solo perchè non sa ancora bene cosa vuole, ma anche e soprattutto per non incontrare più una parte del suo passato doloroso e che vuole solo dimenticare.
Arrivata alla Dunmore crede di riuscire a respirare un’aria nuova, dove nessuno sa chi è o chi sono i suoi genitori, dove può essere se stessa e fare le sue esperienze. Il suo sogno dura poco, perchè appena messo piede al campus rivede un’ombra inconfondibile. Zarek Vane. Zarek Vane ha una sola missione distruggere la vita dell’unica persona della quale si era fidato e che ha distrutto la sua, Aveline Vanderbolt e quale migliore occasione del frequentare la stessa università?
Aveline, pensando di liberarsi dall’oppressione dei genitori, trova in Dunmore una via d’uscita a quella vita che è stata scritta per lei da quelle persone che hanno sempre preteso e mai dato. Persone che hanno sempre guardato l’apparenza e mai la sostanza. Ha, inconsapevolmente, acquistato un biglietto di sola andata per il suo inferno personale. Riuscirà ad uscirne fuori indenne?
Ruinous è un altro capolavoro firmato dalla penna di Melissa Ciampini. Aveline e Zarek sono due personaggi veramente tosti. I due si sono conosciuti da bambini, figli di due mondi totalmente diversi, si sono studiati, si sono scoperti, ognuno ha visto nell’altro quello che nessuno è riuscito prima, ecco perchè il tradimento di Aveline ha fatto più male del dovuto. Ecco perchè Zarek vuole rovinarla, piegarla, sottometterla, distruggerla. Lui è un personaggio guidato dal rancore, non dimostra neanche un briciolo di umanità in alcuni punti, va dritto per la sua strada, per compiere la sua vendetta. Il senso di possesso che prova nei confronti della ragazza, destabilizza un pò e non lo dico come critica, ma come più un elogio alla bravura di Melissa che è stata in grado di rappresentare due personaggi distrutti, con i loro pregi ma soprattutto i loro difetti. Li ha rappresentati senza cadere nei cliché, senza risultare banale o pesante. Li ha descritti con tutte le loro mille sfaccettature. Ho percepito ogni singola sensazione provata sia da Zarek che da Aveline, le domande che si è posta lei me le sono posta anche io e questo fa capire quanto sia stata eccellente l’autrice e quanto la sua penna sia coinvolgente. Aveline è forte, fortissima. Ciò che sopporta, non sono sicura riuscirei a sopportarlo io. Ha tirato fuori una grinta, un carattere ed una determinazione che pochi, pochissimi avrebbero tirato fuori. Cade, si scheggia, ma non si spezza, mai.
Il rapporto tra i due è devastante. Aveline ricorda quel ragazzino che l’ha salvata e con cui ha condiviso parte della sua infanzia. Zarek ha rimosso il bello, ha rimosso la finestra aperta in cui entrare e rifugiarsi, per tenere solo il tradimento, l’odio, il rancore, il dolore. Nonostante ciò l’attrazione che provano l’uno verso l’altra è palpabile, fortissima sin dalle prime pagine. C’è quella passione che è figlia della rabbia e c’è quella passione che è figlia dell’amore. Entrambe sono ben distinte e rappresentano perfettamente il percorso che fanno i due protagonisti.
«Per me tu sei stata casa. Anche quando volevo distruggerla.» Anche nelle anime più marce c’è del calore, ed è quello che Aveline, piano, piano, tirerà di nuovo fuori da Zarek. Come un pezzo di un puzzle che finalmente troverà il suo posto.
Ogni volta che Melissa annuncia un nuovo romanzo, non so mai cosa aspettarmi, perchè intraprende sempre viaggi diversi, e riesco ad innamorarmi della sua penna sempre più. Ruinous non è una storia leggera, ma chi conosce la penna di Melissa dovrebbe saperlo già. E’ una storia dura, intensa, forte. Un romanzo che ti piace o non ti piace, non ci sono vie di mezzo. Un amore che fa male, un dolore vero, vivo, che stringe il cuore.
Questo libro per me è stato un 5⭐️, di quelli che senti nello stomaco prima ancora che nella testa. Me ne sono resa conto mentre leggevo, perché ero totalmente immersa, completamente presa da ogni pagina, con quella sensazione costante di non voler uscire da lì. È una di quelle letture che ti assorbono, che ti fanno dimenticare tutto il resto.
La forza di questa storia sta nel fatto che non nasce dall’odio, ma dall’amicizia. Aveline e Zarek sono cresciuti insieme, sono stati casa l’uno per l’altra, e sapere quanto fosse profondo quel legame rende il presente ancora più doloroso. Ritrovarli nemici, distanti, carichi di rancore, fa male davvero. Non è solo un enemies to lovers: è un’amicizia spezzata che si è trasformata in qualcosa di più oscuro, ma mai del tutto cancellato.
L’odio che Zarek prova per lei si sente in modo quasi fisico, bucava la pagina. È duro, trattenuto, a volte spietato, ma non è mai vuoto. Nasce da una ferita profonda e si percepisce in ogni sguardo, in ogni parola tagliente. Ed è proprio questo che lo rende così potente: sotto la rabbia si avverte sempre l’eco di ciò che sono stati.
La storia è avvincente dall’inizio alla fine, non c’è un momento morto. Ogni scena aggiunge tensione e i flashback sono fondamentali, perché danno ritmo alla narrazione e ti fanno capire davvero come da amici inseparabili siano arrivati a odiarsi così tanto. Vedere il prima rende il dopo ancora più intenso.
Tra loro amore, ossessione e passione si intrecciano in modo viscerale. Si respingono ma si cercano, si feriscono ma restano legati. È un sentimento che cambia forma, che si sporca di rabbia e orgoglio, ma che non si spegne mai del tutto.
La scrittura è fantastica, coinvolgente, capace di farti sentire ogni crepa e ogni battito trattenuto. È una storia che resta addosso, come certe cicatrici che non fanno più male come prima, ma che non smettono di ricordarti cosa c’è stato. 🖤
Zarek e Aveline erano inseparabili, due pezzi di un puzzle che si incastravano perfettamente. Cresciuti insieme e legati profondamente, ma un giorno qualcosa distrusse il loro rapporto. Zarek, arrabbiato e deluso da lei ha un solo scopo quello di annientarla e distruggerla. Dopo essersi allontanati si rincontrano, o meglio scontrano alla Dunmore University, dove entrambi studiano. Aveline finalmente ha scelto liberamente qualcosa per sé e pensa che il nuovo inizio sia libero dal peso del suo cognome. Ma ogni sua speranza viene distrutta da Zarek. L'ossessione nel distruggere Aveline diventa per lui il suo unico scopo, vuole farla soffrire come lei ha fatto in passato con lui. Ma sotto l'odio che prova c'è molto altro, le ferite non si sono mai rimarginate, bruciano ancora e Zarek diventerà il peggior incubo di Aveline. Ma stare di nuovo vicini porta a galla ricordi di giornate trascorse insieme , giorni passati a vedere film, a fare puzzle e ricordi di confidenze sui loro sogni. Nonostante il rancore il loro legame è ancora forte e profondo nascosto sotto lo strato di odio e dolore. Tra provocazioni, incontri infuocati, ripicche e vendette i protagonisti proveranno a capire cosa è successo al loro rapporto scoprendo bugie e segreti che hanno distrutto il loro legame. Zarek è un personaggio intenso, complesso e affascinante, ti fa venire voglia di strozzarlo e abbracciarlo allo stesso tempo. Si lascia trasportare dall'odio e dalla vendetta senza mettere in dubbio gli avvenimenti passati e' convinto di quello che è successo in passato. Aveline si è sempre sentita incompresa dai genitori, un cognome importante che pesa ma solo con Zarek si sentiva libera e accettata. Una ragazza educata e rispettosa che cerca di resistere e sopravvivere agli attacchi di Zarek, anche se la umilia lei non l'ha mai dimenticato.
Zarek ha vissuto in infanzia dolorosa e le ferie che si porta addosso hanno condizionato la sua vita e il modo di fidarsi delle persone e questo lo porta a sbagliare. Mi è piaciuto come lui riesce a capire gli errori e cerca di porre rimedio. Mi è piaciuta molto la storia, i protagonisti, i loro dialoghi e la scrittura di Melissa che arriva dritta al cuore, ti cattura e ti coinvolge facendoti provare mille emozioni. Ho amato ogni singola cosa, ho sofferto e gioito con Zarek e Aveline. Se volete urlare e impazzire allora leggete questa storia indimenticabile.
★★★★ ½ Quanto può una catastrofe travolgerti?? Questo libro è proprio l'effetto di una valanga. La scrittura di Melissa riesce a farti ambientare nella storia e percepire le emozioni di Zarek e Aveline. È una storia che tratta mondi diversi e temi forti sono affrontati durante il percorso dei personaggi nella storia. La bellezza di questo libro mi ha sconvolta e so che rimarrà con me a lungo
Recensione del blog martinasbooksrealm.wordpress.com e della pag Insta e TikTok martinas.books.realm
Ruinous - Tutto in frantumi ☆ ☆ ☆ ☆ ☆/ 5
~«Perché non ti cerchi un hobby, Zarek? Uno che non includa la mia esistenza, sarebbe perfetto». La sua voce è piatta e controllata. «Oh, ma distruggerti è l’unico sport decente in questo campus».~
~«Ero morto dentro, lei mi ha fatto tornare a vivere, solo per poi uccidermi di nuovo». Kiran si alza e si passa il pollice sul labbro spaccato. «Hai appena ammesso che ti ha spezzato il cuore». «No. Ho appena detto che mi ha spezzato l’anima».~
~«Lo odi ancora?» mi sfugge. Zarek solleva il viso e si volta verso di me. «Cosa?». «Tutto quello che eravamo».~
~«Io sono dentro di te, Linny. Ma tu sei dentro di me da sempre, e non c’è nulla che io voglia di più al mondo».~
~Non credete a chi vi dice che bisogna essere perfetti per meritare amore. Io non lo sono mai stato, eppure qualcuno ha scelto di restare. -Zarek Vane~
🖤Trama: “Eravamo tutto, prima di diventare niente.” Aveline Rose Vanderbolt arriva alla Dunmore University con un unico obiettivo: ricominciare. Non come erede di un cognome che le ha sempre spianato la strada, ma che allo stesso tempo l’ha resa prigioniera. Non come la figlia perfetta, la ragazza impeccabile, la Vanderbolt che non sbaglia mai. Solo Aveline. Crede che l’università possa essere un rifugio. Diventa un’arena. Perché tra quei corridoi c’è qualcuno che conosce la versione di lei che nessuno ha mai visto davvero. Zarek Vane è il fantasma di tutto ciò che è andato in frantumi. Sono cresciuti insieme nel North Carolina, inseparabili. Condividevano pomeriggi infiniti, film visti sotto la stessa coperta, sogni sussurrati come segreti invincibili. Un ciondolo inciso a mano. Una promessa fatta quando ancora credevano che restare fosse semplice. Poi qualcosa si è spezzato. E nessuno ha avuto il coraggio, o la forza, di sistemarlo. Quando si ritrovano a Dunmore, non sono più quei ragazzi. Zarek non è più il migliore amico che la proteggeva. È freddo, controllato, affilato. Vive di silenzi e rabbia, e quando la guarda non vede una ragazza da ritrovare, ma una ferita mai chiusa. Non le urla contro. Non ne ha bisogno. La colpisce con precisione. Con gesti studiati. Con parole che sembrano casuali ma non lo sono mai. La isola. La provoca. La mette alla prova. Vuole farle sentire cosa significa perdere tutto. All’inizio Aveline resiste. Incassa. Cerca di non reagire, come ha fatto per tutta la vita. Ma Dunmore non è la sua vecchia casa. E lei non è più disposta a restare in silenzio. Quando capisce che sopportare non la salverà, cambia strategia. Risponde. Lo sfida. Lo mette davanti alle sue stesse contraddizioni. Non è una vittima, non lo è mai stata. È solo stanca di essere manipolata, di pagare per colpe che forse non sono solo sue. Quella che doveva essere una vendetta diventa una guerra privata. Fatta di orgoglio, ricordi che bruciano sotto pelle e attrazione che si insinua dove non dovrebbe esistere. Perché sotto l’odio c’è ancora il “prima”. Le risate. La fiducia cieca. La certezza di essere casa l’uno per l’altra. E più cercano di distruggersi, più sono costretti a guardare ciò che è rimasto tra le macerie.
Ruinous non è la storia di un amore che si spezza. È la storia di un amore che si rompe… e decide di ricostruirsi. Di due ragazzi che si sono feriti quando erano troppo giovani per capire. Che si sono odiati perché era più facile che ammettere di essersi mancati. Che hanno provato a distruggersi, salvo scoprire che tra le macerie batteva ancora qualcosa di vivo. Aveline e Zarek non tornano quelli di prima. Diventano qualcosa di più consapevole. Più vero. Più scelto. Perché crescere significa anche questo: avere il coraggio di guardare il passato negli occhi, chiedere perdono quando serve, restare quando sarebbe più semplice andarsene. E quando chiudi l’ultima pagina non senti solo il peso delle fratture. Senti la forza di chi ha deciso di non lasciare che fossero la fine. Ruinous è questo: non la caduta. Ma la scelta di costruire, insieme, dopo che tutto è andato in frantumi.
❤️Recensione: Ci sono storie che parlano di vendetta. E poi ci sono storie che parlano di ciò che resta quando la vendetta non basta. Ruinous è questo. Non è solo un bully romance. Non è solo una second chance. È una crepa che non è mai stata davvero riparata. È il peso delle parole non dette che, con il tempo, diventano macigni. È l’orgoglio che si traveste da indifferenza. È l’amore che si deforma sotto il rancore. Melissa Ciampini, anche questa volta, non si limita a raccontare una storia. La seziona. La espone. Le lascia addosso tutte le sue imperfezioni. Perché Ruinous non nasce per essere comodo — nasce per essere sentito. La Dunmore University non è solo uno sfondo elegante fatto di corridoi affollati e dinamiche di potere sottili. È il luogo in cui il passato smette di essere un ricordo e diventa presenza costante. È lì che Aveline e Zarek si ritrovano faccia a faccia con ciò che hanno perso. Aveline Rose Vanderbolt mi ha sorpresa per la sua forza silenziosa. È cresciuta dentro una realtà in cui il suo cognome contava più della sua voce. Ha imparato presto che essere buona, composta, impeccabile era l’unico modo per non creare problemi. Ma sotto quella perfezione apparente c’è una ragazza che ha pagato scelte non sue. Quando rivede Zarek, non reagisce con rabbia. Reagisce con resistenza. All’inizio prova a reggere il colpo. A non lasciarsi trascinare. Ma Aveline non è fatta per restare immobile mentre qualcuno decide chi deve essere. Ed è proprio quando smette di subire e inizia a rispondere che il romanzo cambia ritmo. Perché Zarek Vane non è un antagonista monodimensionale. Non è cattivo per il gusto di esserlo. È un ragazzo che ha costruito il proprio equilibrio sulla convinzione che le persone, prima o poi, se ne vadano. Che le promesse abbiano una scadenza. Che sia meglio controllare che fidarsi. La sua vendetta non è teatrale. È personale. Colpisce dove sa di poter ferire, perché conosce Aveline meglio di chiunque altro. Ma ogni gesto, ogni provocazione, ogni parola tagliente porta con sé qualcosa di più profondo: delusione. Nostalgia. Un dolore che non ha mai trovato spazio per essere davvero espresso. La cosa che ho amato di più è la loro evoluzione. Non è un gioco a senso unico. Non è lui che attacca e lei che sopporta. È un equilibrio che si sposta continuamente. Una tensione che cresce e si trasforma. Una guerra che, sotto la superficie, nasconde ancora un legame vivo. Melissa è bravissima nel non dare risposte immediate. Ti lascia nel dubbio. Ti fa arrabbiare con entrambi. Ti costringe a chiederti chi abbia davvero sbagliato. E forse la verità è che hanno sbagliato tutti e due. O forse nessuno. La scrittura in Ruinous è intensa ed emotiva. Si concentra sugli sguardi, sui silenzi, sulle tensioni che si accumulano fino a diventare inevitabili. Il ritmo è costante, coinvolgente, e la chimica tra i protagonisti è costruita con gradualità, senza forzature. Ogni confronto tra loro è carico. Ogni scena ha un peso. Non c’è nulla di gratuito: anche il momento più duro serve a portarli un passo più vicino alla verità. E la verità, in fondo, è semplice e complicatissima allo stesso tempo: non avevano smesso di amarsi. Avevano solo smesso di capirsi. Ruinous parla di crescita. Di orgoglio che deve piegarsi per fare spazio alla maturità. Di quanto sia difficile chiedere scusa. Di quanto sia ancora più difficile restare quando sarebbe più facile voltarsi e andare via. Aveline e Zarek non tornano insieme perché il passato li trascina. Ci tornano perché scelgono di affrontarlo. Perché decidono di non lasciare che ciò che li ha spezzati definisca ciò che possono diventare. E quando chiudi l’ultima pagina, non pensi solo alla loro guerra. Pensi al loro coraggio. Perché Ruinous non è la storia di qualcosa che si rompe. È la storia di chi trova la forza di raccogliere i pezzi e costruire qualcosa di più solido di prima.
❤️🔥I personaggi: Aveline Rose Vanderbolt è il tipo di ragazza che tutti credono di conoscere. Elegante. Educata. Misurata. Il cognome che porta addosso è un biglietto da visita che parla prima di lei. È cresciuta in un mondo in cui l’immagine conta più delle emozioni, in cui le crepe vanno coperte e i sentimenti vanno dosati con attenzione. Aveline ha imparato presto a non creare problemi. A non alzare la voce. A non pretendere troppo. Ma dentro di lei non c’è debolezza. C’è controllo. Ha passato anni a mettere ordine nel caos che le lasciavano gli altri. A raccogliere le conseguenze di scelte che spesso non erano nemmeno sue. E quando Zarek torna nella sua vita e decide di farle pagare il passato, la prima cosa che lei fa non è reagire: è reggere. Resta composta. Resta in piedi. Resta in silenzio. Ma quel silenzio non è sottomissione. È osservazione. Il momento in cui Aveline cambia non è plateale. Non è una scena teatrale. È una presa di coscienza. Capisce che sopportare non la rende più forte, la rende solo più sola. E allora inizia a rispondere. Con intelligenza. Con ironia sottile. Con piccole vendette che non urlano, ma colpiscono. Non perde la dolcezza. Non diventa crudele. Smette semplicemente di lasciare che siano gli altri a decidere quanto vale. E quando finalmente smette di voler essere la versione perfetta che il mondo si aspetta, diventa la versione più vera di sé stessa. Aveline non è la ragazza che deve essere salvata. È la ragazza che deve ricordarsi di potersi scegliere.
Zarek Vane è l’opposto solo in apparenza. È presenza. È sicurezza. È quel tipo di ragazzo che sembra non vacillare mai. Alla Dunmore University il suo nome pesa quanto il suo sguardo. Non ha bisogno di dimostrare nulla: gli basta esserci. Ma Zarek è costruito su fondamenta che hanno tremato troppo presto. La rabbia che mostra è più semplice da gestire del dolore che prova. La provocazione è più facile della vulnerabilità. Il controllo è più sicuro della fiducia. Quando bullizza Aveline, non lo fa per gioco. Non è superficialità. È qualcosa di più personale, più profondo. Colpisce lei perché lei è l’unica che lo ha spezzato. Ogni parola tagliente nasconde una domanda mai fatta. Ogni gesto duro copre una ferita mai rimarginata. Con gli altri è magnetico, quasi inattaccabile. Con lei perde il controllo. Diventa impulsivo, incoerente, a volte persino ingiusto. Ma la sua evoluzione è silenziosa quanto quella di Aveline. Non smette di essere orgoglioso. Impara a mettere qualcosa davanti all’orgoglio. Zarek non è il ragazzo perfetto che cambia dall’oggi al domani. È uno che sbaglia. Che esagera. Che si lascia guidare dalla rabbia più del dovuto. Ma quando capisce di star rischiando di perdere davvero ciò che conta, non scappa. Resta. E sceglie.
Insieme non sono equilibrio immediato. Sono attrito. Sono scintille. Sono due caratteri forti che non vogliono cedere per primi. Si punzecchiano, si provocano, si mettono alla prova. Ma sotto ogni scontro c’è sempre una corrente invisibile che li riporta l’uno verso l’altra. La cosa più bella è che nessuno dei due annulla sé stesso per l’altro. Non si svuotano per incastrarsi meglio. Crescono. Si confrontano. Si mettono a nudo nei modi più imperfetti possibili. Non è un amore fatto solo di passione o solo di sofferenza. È un amore che attraversa entrambe. Due ragazzi che hanno lasciato che il rancore parlasse al posto loro… e che imparano, passo dopo passo, a dirsi la verità anche quando fa paura. E quando finalmente smettono di combattere l’uno contro l’altra, capiscono che la vera forza non era vincere la guerra. Era restare. Restare quando l’orgoglio chiede di andare via. Restare quando il passato brucia ancora. Restare e scegliere, ogni giorno, di essere squadra invece che avversari. Aveline e Zarek non sono una favola perfetta. Sono due caratteri forti che hanno imparato a trasformare il caos in casa. E quando lo fanno, non costruiscono qualcosa di fragile. Costruiscono radici. E questa volta, non c’è più nessuno che può spezzarle.
💘La coppia: La loro non è una fiaba universitaria fatta di sorrisi rubati e carezze nei corridoi. È una resa dei conti. Aveline e Zarek non si incontrano di nuovo: si scontrano. Come se tutto quello che è rimasto in sospeso avesse aspettato solo il momento giusto per esplodere. Tra loro non c’è imbarazzo. C’è tensione. Non c’è nostalgia dichiarata. C’è rabbia trattenuta male. Ogni conversazione è un campo minato. Ogni battuta è una provocazione studiata. Ogni silenzio pesa più di mille parole. Zarek la provoca perché è l’unico modo che conosce per non mostrare quanto gli faccia ancora effetto. Aveline risponde perché ha smesso di permettergli di decidere il ruolo che deve avere nella sua vita. E così iniziano una guerra che non ha spettatori innocenti. Non è un gioco a senso unico. Lei non subisce. Lui non domina senza conseguenze. Aveline impara a leggere i suoi silenzi. Zarek impara che lei non è più la ragazza che può ferire senza reazione. La loro è una dinamica fatta di equilibrio instabile: si avvicinano, si respingono, si sfidano. Ma ogni volta che cercano di allontanarsi davvero, qualcosa li riporta indietro. Perché la verità è che si conoscono troppo bene. Zarek sa dove colpire perché sa dove lei è più vulnerabile. Aveline sa come destabilizzarlo perché è una delle poche persone che abbia mai visto le sue crepe. Ed è questo che rende tutto più intenso. Il desiderio tra loro non è dolce. È teso. È quella scintilla che scatta anche quando vorrebbero spegnerla. È il modo in cui i loro sguardi si cercano anche dopo uno scontro. È il modo in cui il corpo tradisce quello che l’orgoglio nega. Ma Ruinous non è solo attrazione e rabbia. È il lento momento in cui capiscono che stanno combattendo la persona sbagliata. Che il nemico non è l’altro, è il passato che non hanno mai affrontato davvero. La svolta tra loro non arriva con un gesto plateale. Arriva quando iniziano ad ascoltare invece di reagire. Quando smettono di usare il dolore come arma e iniziano a parlarne come verità. Non si salvano a vicenda. Si responsabilizzano. Zarek deve imparare che amare non significa controllare o punire. Aveline deve imparare che scegliere qualcuno non significa annullarsi. E quando finalmente si incontrano a metà strada, non lo fanno per bisogno. Lo fanno perché vogliono. Il loro amore non è una resa romantica. È una decisione consapevole. È Zarek che smette di scappare dietro la rabbia. È Aveline che smette di proteggersi dietro la perfezione. È due persone orgogliose che si guardano e capiscono che perdere l’altro farebbe più male che ammettere di aver sbagliato. E quando si scelgono davvero, lo fanno con maturità. Con intenzione. Non è un ritorno impulsivo. È una costruzione. Passo dopo passo. Giorno dopo giorno. Non cancellano quello che è stato. Lo trasformano. Quello che nasce tra loro non è fragile, perché è passato attraverso la rovina. È un amore che ha conosciuto la rabbia, l’orgoglio, la delusione — e ha deciso comunque di restare. E forse è proprio questo che rende la loro coppia così potente: non sono perfetti. Non sono facili. Non sono leggeri. Ma sono veri. E quando smettono di combattersi e iniziano a proteggere ciò che hanno ricostruito insieme, capisci che non è più una guerra. È casa.
🫶🏻Perché leggerlo? Perché Ruinous non è solo una storia d’amore o una semplice vicenda universitaria. È un urlo sommesso nel caos dei sentimenti. Una corsa senza freni tra rabbia, orgoglio e desiderio. È la voce di chi ha imparato a difendersi in un mondo che ti giudica prima di ascoltarti. Di chi trasforma la frustrazione in strategia, il dolore in forza, la solitudine in scelta. Leggere questo libro significa entrare negli angoli più complicati dell’animo umano. Significa camminare accanto a una ragazza che non vuole essere salvata, e a un ragazzo che non sa più fidarsi di nessuno. È un viaggio sporco, scomodo, magnetico. Un viaggio in cui ogni scontro è anche un passo verso la verità, e ogni parola pesa più di un silenzio. Ma Ruinous non è solo lotta e provocazione. È anche la scoperta che dietro la rabbia e i conflitti c’è qualcosa che non ti aspetti: l’empatia. È la consapevolezza che la persona che ti ha ferito può essere anche quella che ti conosce meglio di chiunque altro. È la scintilla che nasce dall’odio, che si trasforma in comprensione, che si trasforma ancora in passione. Aveline e Zarek non si completano, non si salvano, non si riducono a stereotipi. Si sfidano, si respingono, si punzecchiano, si vendicano. Eppure, passo dopo passo, si scelgono davvero. Non per bisogno, non per destino, ma per volontà. È la scelta più coraggiosa e dolorosa che possano fare: restare, anche quando il passato sembra volerli distruggere. Ruinous è un romanzo che lascia cicatrici. Che scuote. Che avvolge. Che seduce. Non cerca di rassicurarti, non edulcora niente. Ti mostra l’amore nelle sue forme più crude, viscerali, autentiche. Ti mostra che amare qualcuno non significa annullarsi. Che scegliere qualcuno non significa ignorare il dolore, ma imparare a portarlo insieme. E quando chiuderai l’ultima pagina, ti resterà dentro un senso di intensità mai provato. Perché certe storie non sono nate per essere semplicemente lette. Sono nate per essere vissute. Sulla pelle. Nello stomaco. Nelle ossa. Ruinous è la storia di chi ha dovuto ricostruirsi dalle proprie rovine. Di chi ha imparato che il dolore non è una sconfitta, ma un ponte verso ciò che può ancora fiorire. E se anche tu hai conosciuto la frustrazione e la passione mescolate, se hai imparato a sopravvivere al caos dei sentimenti… allora questo libro ti parlerà. Forte. Chiaro. E resterà con te, anche dopo l’ultima parola.
✨Nota: Ruinous non è stato solo un libro letto. È stata una corrente che travolge, un colpo sordo che resta dentro. È entrato silenzioso e poi ha urlato. Con la voce di chi ha vissuto troppo, di chi ha sopportato ferite troppo a lungo taciute. Non è stata una lettura semplice. È stata una discesa in un mondo di contraddizioni, di rabbia e desiderio, di fragilità mascherate da coraggio. Eppure non avrei voluto uscirne. Perché tra i corridoi della Dunmore University, tra vendette e sguardi che bruciano, ho ritrovato una parte di me. La parte che non chiede scusa per sopravvivere. Che sa trasformare la frustrazione in strategia, il dolore in forza, la solitudine in scelta. Melissa Ciampini, con Ruinous, si conferma una delle mie autrici preferite. La sua penna è comfort, un porto sicuro in cui rifugiarsi anche quando la storia ti strappa il respiro. Ogni volta che leggo i suoi libri, mi sento a casa. Ruinous non fa eccezione: scuote, coinvolge, emoziona, ma allo stesso tempo regala quella sensazione di familiarità che ti permette di perderti nella storia senza paura. Ringrazio di cuore Melissa per aver scelto di collaborare ancora una volta con me, per aver creduto nel mio piccolo spazio e aver condiviso con me il suo lavoro. È un onore, ma anche qualcosa di più profondo: è un privilegio leggere i suoi libri in anteprima, sentirne l’intensità e poterli raccontare. E ora che Ruinous è entrato nel mio cuore, posso solo consigliarlo a chiunque sia pronto a lasciarsi travolgere. Non è una storia perfetta, ma è una storia vera. Non è una favola, ma un grido. Un romanzo che non consola, ma riconosce. Che resta addosso, dentro, con la stessa forza con cui Aveline e Zarek restano impressi nella mente e nel cuore.
Eravamo tutto, prima di diventare niente Inizio con una premessa : se state cercando un libro che vi alleggerisca il cuore, allora questo libro non fa per voi. Se invece state cercando un libro con contrasti emotivi e che vi travolga come un treno in corsa, allora benvenuti alla Dunmore University. Melissa Ciampini non ci vuole parlare di storielle adolescenziali o semplici flirt tra ragazzi ; no, lei ci vuole far entrare in un mondo fatto di "complicazioni", di traumi che ci chiedono anni di terapia di gruppo (infatti, spoiler, si parla di un lieto fine con laurea in psicologia). Se lo hai letto e vuoi unirti a me, paghiamo alla romana. Parliamo dei protagonisti. In sintesi, Amore e una firma di troppo Da una parte abbiamo la ragazza bionda, ricca e con un cognome che pesa ; il padre è un noto avvocato, lei è Aveline Vanderbolt. Dall'altra parte abbiamo un ragazzo che ha fatto parte di un vero e proprio film horror, Dario Argento fatti da parte, che l'ha segnato nel profondo e che come sua missione personale vuole annientare Aveline; lui è Zarek Vane. Voi vi starete ovviamente chiedendo perché questo odio viscerale nei confronti di una ragazza apparentemente perfetta. Perché secondo lui la bella "principessa", che prima lo aveva salvato dall'oblio della sua mente, lo avrebbe tradito nel momento del bisogno. Tra i vari video e post denigratori, incontri di passione travolgente e segreti sepolti da molti ( forse troppi) documenti legali, i protagonisti ci regalano emozioni contrastanti, facendoci precipitare in un bisogno di verità e stabilità (soprattutto mentale). Il mio "Distacco emotivo"; Una difesa necessaria? Devo essere onesta con voi ; lo dico anche se lo davo per scontato : ho letto questo libro con un certo distacco emotivo, come se volessi proteggermi da non so nemmeno io cosa. Melissa Ciampini è riuscita a calibrare i temi di bullismo, traumi e umiliazione sociale con una sensibilità rara ; ha avuto veramente tatto, ma la densità di emozioni e dolore è talmente travolgente che a volte ho preferito guardare da lontano i protagonisti. Vi basti pensare che ho avuto difficoltà a leggerlo proprio perché non sono riuscita a costruirmi un'empatia con i personaggi. Preciso che non è un difetto del libro ; Questa è solo la prova che i temi trattati non sono per tutti e che a volte il lettore si vede costretto a dissociarsi per non restare ferito. Perché leggerlo (e perché no)? Perché nonostante ciò vi consiglio di leggerlo (e perché no)? Se sei un amante dei dark romance che parlano di passione travolgente e giustizia trionfante, questo libro è per te. Se ti piacciono i riscatti sociali, le seconde opportunità e il senso di giustizia, corri ; qui c'è tutto ciò che cerchi. Ma se non tolleri scene di bullismo o sei una lettrice di storie "leggere", allora non passare di qua. Il mio verdetto La capacità della scrittrice di incastrare ogni singolo personaggio nella storia è sensazionale ; nessuno viene oscurato dall'altro. Ma ancora più strabiliante, secondo me, è che nonostante tratti temi sociali pesanti, sia riuscita a tenere il libro "leggero" senza ridicolizzare ogni singolo tema affrontato. Mi spiace non poter dare un voto più alto a questo libro perché, proprio come anticipato prima, non sono riuscita a tuffarmi a capofitto nella lettura, precludendomi di immergermi con i protagonisti nelle emozioni turbolente che ci regalano. Voto: 4stelle su5 (senza il mio distacco sono certa che le stelle questo libro le colora tutte)!
Siamo di fronte ad un bully romance con i fiocchi, perché Zarek è riuscito veramente a farmi impazzire. Sono passata dal detestarlo per i suoi comportamenti, a cercare di capire cosa si fosse dietro i suoi atteggiamenti che veramente in alcuni momenti sono compiuti con cattiveria e con la voglia di ferire, fino a guardarlo con occhi diversi.
Inizio proprio parlando di lui: Zarek è un ragazzo che ha visto le persone che amava andarsene sotto i suoi occhi. Questo lo ha segnato profondamente, dandogli il terrore di perdere chi ama e ha in testa un unico obiettivo vendicarsi. Ed è proprio questa ossessione che lo porta a compiere atti di vero bullismo nei confronti di Aveline, che un tempo era la sua migliore amica. Qui sta uno dei punti cruciali del libro: capire cosa abbia spinto Zarek a odiare Aveline così tanto. Come lei stessa, anche io mi sono fatta mille congetture, senza però arrivare a comprendere davvero l’origine del suo odio, specialmente quando sguardi e gesti lasciano trasparire ben altro.
Ci sono stati attimi nei quali avrei voluto andare direttamente al finale e capire il tutto, perché mi stavo tirando matta con le mille domande che mi frullavano in testa. Alla conclusione, finalmente tutto si spiega, e ho compreso il motivo dei suoi comportamenti. Tuttavia, non posso negare che in alcuni capitoli gli avrei davvero messo la testa nel water e l’avrei lasciati li perché non è che si comporta benissimo.
Alla fine di tutto puoi anche capire tutto il suo rancore però benedetto ragazzo parla, affronta la situazione invece di nasconderti dietro le tue convinzioni.
Passando ad Aveline, o Linny, come la chiama Zarek, lei è una protagonista con gli attributi. Cresciuta con il peso di dover essere la figlia perfetta e di dover sempre mettere al primo posto il buon nome della famiglia. Una vita che le è sempre andata stretta. Inoltre, non riesce a spiegarsi perché Zarek si sia allontanato da lei trasformandole la vita in un inferno.
Nonostante ciò, non si lascia mai abbattere né si piange addosso. Al contrario, cammina sempre a testa alta e sa difendersi ….ha tantissima dignità. Poi che abbia dei momenti di debolezza perché vuole avere fiducia, perché davanti al ragazzo che provi qualcosa non capisci nulla… è normale. Certo lei ha avuto tanta forza anche nel perdonare certe cose…ammetto che non so se sarei riuscita.
Mi è piaciuto tantissimo il personaggio di Kiran, è saggio tanto…ammetto che vorrei tanto una storia su di lui!
Nel libro c’è questo alone di mistero che circonda il motivo per cui Zarek e Linny, un tempo inseparabili, si sono allontanati così bruscamente. Ti convinci che abbia ragione lei, ma poi ti rendi conto che non è una spiegazione sufficiente… ed è proprio questo che tiene viva la curiosità.
Sono due personaggi che sembrano destinati a stare insieme: appaiono perfetti, ma al contempo riescono a distruggersi a vicenda. Eppure ognuno sembra l’incastro ideale per l’altro, il pezzo mancante del puzzle.
Durante la lettura ho percepito quanto l’autrice abbia voluto scrivere di due personaggi che ha modo loro sono rotti eppure hanno una grandissima forza e nonostante tutto mantengono la speranza di salvarsi.
Nel libro ci sono momenti molto forti…intesi ed è proprio questo che lo rende un’esperienza coinvolgente, entri completamente nella vita di questi due ragazzi e senti le emozioni soprattutto quelle di Linny. Mi è piaciuto il suo modo di reagire!
Il significato della parola RICCHEZZA. Da dove trae la propria origine? È percepita come una malsana impostazione o adulata come un diritto di nascita? Per alcuni la risposta è semplice, immediata; per altri rivela un’esigenza improrogabile. Una famiglia che, quasi fosse una società, lotta tra imposizioni e pretese, in un gioco mortale fra ciò che si desidera e ciò che realmente si è. Le tradizioni elitarie sono falsamente idolatrate, a tratti spocchiose e volgarmente attraenti. Sotto una veste già dettata, troviamo qualcuno che abborre tali schemi, cercando di sfuggire a quell’apparenza da catalogo. Immaginatela come un’anima controcorrente, lontana da quei vizi altolocati; al contrario, sente quella vita come una morsa invisibile che non la lascia mai. Aveline Rose Vanderbolt non conosce altro se non una gabbia mentale. Il suo cognome è più pesante di una corona: un’eredità che dice tutto di lei, senza dire nulla di chi sia veramente. Il suo aspetto non conferma il suo Io interiore. Quei capelli biondi, quel viso radioso, quegli occhi blu come il cielo d’inverno nascondono una profonda ferita. Ad occhio esterno può sembrare affascinante l’idea di entrare ovunque, di aggirare cavilli tecnici per sfoggiare un finto sorriso non richiesto dal cuore. Figlia di un avvocato affermato e di una madre ossessionata dalla perfezione su cartolina, la sua non è una vita facile; sopporta quei lustrini e quelle feste fatte di scivolose chiacchiere da salotto solo per evadere da un mondo che non le è mai appartenuto. In mezzo a tutto quel marasma, trovava conforto solo nelle braccia di Zarek, il suo migliore amico; l’unico porto sicuro prima che ogni cosa precipitasse in rancori mai risolti. Ogni cosa che conosce si sgretola, quella festa di diploma non è che la goccia di sangue finale. Andare contro i voleri dei genitori le sembra la soluzione, ma ancora non sa che la Dunmore University sarà il prosieguo del suo incubo; non sa che è esattamente dove il padre vuole che sia. Arrivata alla Dunmore torna finalmente a respirare; un’aria fresca, nuova, libera dal controllo e dalle aspettative, da quelle giudicanti occhiate in North Carolina. Non passano che poche ore e il suo desiderio di passare inosservata è riscritto come un sadico scherzo del destino. Ricordate Zarek, il porto sicuro? È proprio lui la luna storta, il volto mascherato da traumi passati, pronto a vendicarsi di quella facciata sporca e derelitta. Lì, tra quegli affollati corridoi, tra quei gruppi di improfumati damerini e spigolose ragazze, è in quell’istante che la guerra ha inizio. Frecciatine sottili, dispetti che non sono dei semplici dispetti. L’odio del giovane Vane è forte, tagliente, calibrato; un odio che non fa sconti di pena e che agisce come un’esecuzione da manuale. Punta il bersaglio, scocca la freccia e attende: il crollo, la devastazione, la rovina morale. Aveline sospetta ma resta ignara dei reali motivi, è cieca di fronte ai gesti che alimentano quel fuoco. Le cose procedono,la vita universitaria continua, spettratrice di cambiamenti presto annunciati. Il loro astio si inasprisce, ma i ricordi sono duri a morire. Ricordi di come si sono conosciuti, di come da bambini si sono salvati l’un l’altra, di come l’amore ha acceso i loro cuori. Un inganno li ha separati e li ha resi nemici. Quelle fratture restano, sporcano le loro ali e rispecchiano gli avvenimenti. Vane era solo un bambino quando il mondo ha smesso di concedergli benevolenza e da adulto si è portato dietro gli strascichi di una serenità troppo breve. Però il tempo è in grado di perdonare e di restituire pezzi di attimi perduti. Loro sopravvivono, riemergono da quel lago gelato e riscoprono cosa significa amare davvero.
BookLover era da tempo che volevo recuperare questa autrice e adesso dopo aver letto questa storia mi chiedo : ma perché ho aspettato tanto ?
Ci sono storie che parlano di amore. E poi ci sono storie che parlano di ciò che resta quando l’amore si rompe. 𝐑𝐮𝐢𝐧𝐨𝐮𝐬 .𝐓𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐟𝐫𝐚𝐧𝐭𝐮𝐦𝐢 è questo, il rumore sordo delle crepe invisibili che continuano a vibrare sotto la pelle.
L’autrice costruisce un bully romance che non è mai solo superficie o provocazione. Qui l’odio è una conseguenza. La vendetta è una lingua tagliente che nasce dal trauma. Zarek non è “il cattivo affascinante” è un ragazzo che ha imparato troppo presto che le cose belle si spezzano, e che per sopravvivere bisogna colpire prima di essere colpiti. Il suo dolore non giustifica, ma spiega. E fa male.
Aveline è cresciuta in una gabbia dorata dove la perfezione è un obbligo e le lacrime una colpa. Il suo cognome pesa più delle sue scelte. Quando prova a costruirsi uno spazio dove essere solo sé stessa, il passato la aspetta già lì.
La loro dinamica è feroce. Non ci sono carezze travestite da insulti. Ci sono invece umiliazioni, silenzi che bruciano, sguardi che scavano. Eppure, sotto quella guerra, si avverte un legame mai davvero reciso. Il loro rapporto non segue una linea retta verso il perdono, ma è fatto di strattoni, ricordi che irrompono quando meno dovrebbero. Il passato non è un semplice antefatto romantico, è un macigno vivo che condiziona ogni scelta.
Ho trovato potente il modo in cui l’autrice lavora sul tema della verità, quella pubblica, che gli altri vedono, e quella privata, che pulsa nei traumi e nei sensi di colpa. A Dunmore nessuno è davvero intoccabile. E quando la verità diventa spettacolo, la vergogna è l’arma più crudele.
Questa storia non romanticizza il dolore e non addolcisce le conseguenze. Ti mette davanti al disagio e ti chiede di restare. Perché amare qualcuno che ti ha distrutto — o che tu hai distrutto — non è una fantasia patinata,è un campo minato.
Quando chiudi l’ultima pagina, non hai la sensazione di aver letto solo una storia d’amore, ma di aver attraversato due anime che hanno dovuto imparare che certe fratture non spariscono ma si imparano a portarle addosso.
Se avete voglia di una storia che vi attraversi come una frattura, Ruinous fa per voi: Una crepa si allarga, pagina dopo pagina, finché non ti accorgi che sta parlando anche delle tue cicatrici.
Aveline Rose Vanderbolt nasce con un cognome che è una sentenza. Ricchezza, prestigio, aspettative. Ma la ricchezza, qui, non è libertà: è una gabbia dorata. È un’etichetta cucita addosso prima ancora di sapere chi sei. Aveline non combatte solo contro Zarek. Combatte contro l’immagine di sé costruita dagli altri. E questa è una battaglia silenziosa, feroce, estenuante.
Zarek Vane, invece, è l’incendio che resta quando tutto il resto è bruciato. È rancore lucidissimo, vendetta studiata al millimetro. È il bambino che è stato ferito e l’uomo che ha deciso di trasformare quella ferita in arma. Non è un personaggio facilissimo da amare. E proprio per questo è straordinariamente umano.
Il loro non è un semplice friends to enemies to lovers. È un “ti ho scelto quando eravamo bambini” contro un “ti distruggerò perché mi hai spezzato”. È casa che diventa campo di battaglia.
Questa frase è il cuore del romanzo. Perché Aveline e Zarek non sono vuoti. Sono pieni. Pieni di orgoglio, di dolore, di ricordi, di colpa, di parole non dette. E quando si è così pieni, si finisce per esplodere. O per implodere.
Il bully romance qui non è mai gratuito. È scomodo. È disturbante. Fa arrabbiare. Ti costringe a chiederti dove finisca la vendetta e dove inizi il bisogno disperato di essere ancora visti dall’unica persona che ti ha conosciuto davvero. La forced proximity non è solo fisica: è emotiva. Sono due persone che cercano di allontanarsi mentre tutto continua a riportarle una contro l’altra.
Ho amato la forza di Aveline. Non una forza rumorosa, ma quella di chi cade, si scheggia, sanguina, eppure non si lascia definire dalla crudeltà che riceve. Ho odiato Zarek in alcuni momenti. E poi ho sentito la sua crepa, sotto la corazza. E lì Melissa fa qualcosa di potente: non giustifica, non assolve. Mostra. E lascia a noi il compito di sentire.
Ruinous non è romantico nel senso rassicurante del termine. È romantico nel senso tragico. L’amore come qualcosa che può salvarti o distruggerti. O entrambe le cose.
Questa è una storia di seconde possibilità, ma non nel modo dolce che ci aspettiamo. È una seconda possibilità che passa attraverso la verità, la vulnerabilità, la perdita di ogni maschera. È imparare che certe fratture non si rimarginano: si portano addosso. E a volte diventano la parte più autentica di noi.
Melissa Ciampini non scrive semplici romance. Lei prende l’amore, lo mette sotto pressione, lo priva dell’aria e guarda cosa succede quando due persone si trovano a respirare lo stesso dolore. E io, ormai, la seguo ovunque voglia portarmi, perché ogni suo libro è un territorio diverso ma sempre visceralmente vero.
E io, ancora una volta, sono rimasta lì. Con il cuore in mano. Un po’ in frantumi anche io.
Questo è stato uno degli unici bully romance che ho apprezzato totalmente perchè non troviamo soltanto il classico protagonista maschile forte, consumato da rabbia e rancore, ma anche una ragazza capace di incassare i colpi senza mai tirarsi indietro, colpendo a sua volta.
Aveline e Zarek sono inseparabili fin da bambini: il loro è un sentimento puro, intenso, viscerale. Crescono insieme e con il tempo capiscono di essere l’uno il rifugio dell’altra, l’unica cosa che possano davvero chiamare casa, è un legame che nasce innocente e diventa profondo, totalizzante.
Da adulti, però, il loro rapporto è irriconoscibile: odio, rimpianti, rancore e rabbia prendono il posto delle promesse sussurrate da piccoli. Ci sono delusioni, bugie, la volontà feroce di distruggersi a vicenda, eppure basta pochissimo, uno sguardo, una crepa nella corazza per far capire a entrambi che in realtà nulla è mai cambiato davvero. Quel sentimento potente è rimasto lì, nascosto sotto le macerie, pronto a tornare sempre a galla.
Zarek è un ragazzo rovinato dal passato, ha visto e vissuto cose che un bambino non dovrebbe mai conoscere, ha provato un dolore così profondo da sviluppare il terrore costante di perdere chi ama. Questo lo porta ad attaccarsi ad Aveline in modo quasi morboso, trasformando l’amore in ossessione e la paura in rabbia. Ma non è realmente cattivo e Aveline lo sa perchè ogni volta che lo guarda, riesce a vedere il vero Zarek, quello che il mondo ha spezzato ma non cancellato.
Aveline, invece, porta sulle spalle il peso di un cognome ingombrante e di una vita pianificata dai genitori fin dall’infanzia, ma lei è ribelle, vuole scegliere per sé e vivere libera, sbagliare con le proprie forze. Mi è piaciuta moltissimo come protagonista perché anche quando è fragile non lo dà mai a vedere, cammina sempre a testa alta, affronta le umiliazioni senza piegarsi e non permette mai a nessuno di spezzarla.
Ho amato la potenza dei loro sentimenti e il coraggio dell’autrice nel mostrare anche il lato più oscuro della relazione. Le parti negative non vengono romanticizzate, ma raccontate per ciò che sono, mettendo in luce i traumi e la complessità di un rapporto disfunzionale. Non è un libro semplice e i temi difficili vengono affrontati in maniera impeccabile. Per tutta la lettura ho percepito la sofferenza di Zarek, il suo bisogno disperato di riscatto, il suo conflitto interiore costante.
Ho amato ogni singolo capitolo e ogni scena tra loro due, perché nulla è stato banale o forzato. Ogni scontro, ogni parola tagliente, ogni gesto è sempre scaturito da qualcosa di più profondo: dal dolore, dalla vendetta, dall’amore mai davvero svanito, ed è proprio questa intensità a rendere la loro storia così devastante e indimenticabile.
Aveline Vanderbolt è l’unica erede della famiglia Vaderbolt: una famiglia potente, fatta di apparenze, lusso, filantropia ma anche piena di scheletri nell’armadio.
Zarek Vane è tutto ciò che si discosta da Aveline: socialmente opposto, pieno di traumi e rabbia, e’ una mina vagante, mina che solo Aveline sa innescare o disinnescare.
Ruinous e’ una storia di un amore spezzato ma mai sopito, e’ un romanzo che annienta, e’ una storia che prima ti affoga e poi ti fa la respirazione bocca a bocca per salvarti. E’ un’altalena che ti annienta. La sofferenza è in prima linea: da una parte abbiamo Zarek che si sente tradito da quella che reputava la sua tessera mancante del puzzle, colei che però pensa gli abbia voltato le spalle, Aveline colei che secondo la sua visione lo ha prima aggiustato e poi rotto nuovamente, dall’altra abbiamo l’erede dei Vanderbolt. Aveline è una ragazza che ha voglia di far vedere chi è, di trovare la sua strada, ma che vede il suo cognome come un impedimento. Prima bullizzata dalla sua famiglia che pretende da lei un determinato percorso, oltre che la perfezione, quando arriva alla sua nuova università ritrova Zarek, più agguerrito che mai e da migliore amico si ritrova ad essere il suo bullo, in lui c’è solo rabbia, delusione, trauma e solitudine, non c’è più quel bimbo che l’ha salvata dalle acque della piscina, ma anzi è diventato colui che desidera annientarla. Ma dentro di sé Zarek quel sentimento non lo ha mai sopito eppure non è pronto a cedere ma se la verità venisse fuori?
Vi avviso, questo romanzo non è una passeggiata, e vi dirò penso sia il primo bully che io abbia apprezzato. Delle volte fatico a comprendere come sia possibile che da aguzzino il bullo si trasformi in interesse amoroso, ma Melissa è stata bravissima ad inserire il second chance e a portarci indietro nel tempo e permetterci di entrare nella dinamica del rapporto dei protagonisti che a mio parere sono costruiti perfettamente a livello psicologico.
Zarek è un personaggio intenso, l’outsider dominato da rabbia e dolore, con un passato fatto di violenza e traumi. Ma è anche l’unico ragazzo che vede Aveline per ciò che è, sa pregi e difetti, sa i suoi punti deboli.. ma è anche il suo di punto debole ed è l’unico con cui lei mostra la vera sé. Per Zarek è l’ultimo tassello di un puzzle e senza di lei nonostante la delusione si sente incompleto, difettoso. Aveline era colei che poteva salvarlo e invece crede che gli abbia voltato le spalle. Tutta la dinamica gira attorno a questo e a mio parere il personaggio maschile viene fuori meglio della protagonista femminile, ma nonostante ciò anche Aveline risulta interessante, lei che trova la forza una volta fuori casa, lei che trova la sua voce e la sua dimensione e una volta che i nodi verranno al pettine insieme ai plot twist rimarrete anche voi senza parole perché sarà la vera eroina della storia. Questo romanzo non è un libro per deboli di cuore, va letto con una mente aperta, cercando di capire e comprendere determinate azioni, cercando di mescolare il presente e il passato e mettendosi nei panni. I momenti crudi non mancheranno così come vivrete le situazioni più dolci, questa oscillazione tra presente e passato è stata perfetta e permette di capire a 360 gradi i protagonisti e tutta la macchinazione che c’è dietro.
“Intanto inizio ringraziando l’autrice per aver scritto questa storia. Grazie 😘 ”
Recensione
Buongiorno lettori,
Eccomi oggi con la recensione del libro RUINOUS: TUTTO IN FRANTUMI di Melissa Ciampini. Storia molto bella, scritta bene e scorrevole. Una storia dove un’amore giovanile viene spezzato/distrutto e dopo anni viene ricostruito anche se inizialmente i due protagonisti cercano di distruggersi a vicenda per non ammettere che ancora i loro cuori battevano all’unisono, tutto ciò li ha portati a una crescita e a capire che non si deve guardare il passato con rancore, perché quando l’amore è vero non si può mai odiare del tutto, si può solo andare avanti e crescere ripartendo dalle macerie.
⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️
Per me le storie di Melissa sono qualcosa di indescrivibile, trasmettono emozioni e riesce a farti sentire partecipe della storia. Mi piace molto il suo modo di scrivere, riesce a scavare nei sentimenti e nelle fragilità dei suoi personaggi e a far percepire la tensione a pelle.
Trama
“Eravamo tutto, prima di diventare niente.”
Alla Dunmore University, Aveline Rose Vanderbolt vuole solo ricominciare, vivere senza il peso di un cognome che le apre porte ovunque, ma che l’ha sempre resa prigioniera. Crede che l’università possa essere un rifugio, invece diventa un’arena. Perché tra i corridoi di Dunmore c’è qualcuno che non l’ha mai dimenticata.
Zarek Vane è il fantasma del suo passato e non vede l’ora di vendicarsi.
Sono cresciuti insieme nel North Carolina e un tempo erano inseparabili, finché qualcosa non ha distrutto tutto. Da allora, lui è diventato il suo peggiore incubo.
Zarek ha un solo obiettivo: annientarla.
Però, il dolore ha più strati. Sotto l’odio ci sono ricordi di notti trascorse a vedere film insieme, risate, un ciondolo inciso a mano e una promessa infranta.
Aveline e Zarek si troveranno faccia a faccia con le loro ferite, con i sentimenti e con un presente che si fa sempre più rischioso.
Ma certe fratture non si rimarginano, si impara a portarle addosso.
Un’amicizia nata per caso, delineata dalle vie di famiglie distanti e poco avvezze alla condivisione. Lei, così impavida e sprovveduta, ricerca sostegno in due occhi illuminati dall’abisso. Lui, un piccolo diavolo ricoperto di nube, raggira l’emisfero per tornare sempre al suo centro: LEI.
Il tempo scorre, inesorabile, con lui anche gli errori lievitano, screditando fatti poco chiari. L’autorevolezza inganna e la paura di un “prossimo disagio”, rientra in imbarcazioni di sfiducia.
Cosa accade quando chi credevi fosse parte della tua anima, ti tradisce, toccando tutti i punti deboli?
La distanza diventa primaria, come la voglia di vivere senza più il bisogno di comprendere.
L’odio è un caro prezzo da pagare, nato da raggiri sconosciuti. Il bullismo che ne deriva è increscioso, violento, impuro, tanto da sembrare reale.
Il perdono potrà mai essere una soluzione? Riconciliare le mani in un gesto di “silenzio”, valicherà le montagne dei problemi?
Un bully romance agghiacciante, un hate to love da brivido, delineato da una parte mistery molto bella.
Zarek ed Aveline sono l’emblema della discussione. L’eccezione a tutte le regole del gioco.
Un libro accattivante, che rimette in riga sensazioni contrastanti fino a sfociare in un incubo travestito da sogno.
La scrittura è scorrevole, capace e nettamente originale.
Ruinous vuol dire dannoso, distrazione, eppure in tutte queste rovine, ci ho trovato un’infinita bellezza.
La solitudine non è mai pari al bene del cuore. Nemmeno la bellezza di una “perfezione”, perché l’amore si merita in tutti i suoi colori.
Aveline e Zarek si muovono su un equilibrio fragile, fatto di passato condiviso, silenzi pesanti e parole che feriscono più di quanto dovrebbero. Il loro rapporto è un continuo oscillare tra rabbia e attrazione, distanza e bisogno. Nulla è semplice, nulla è leggero: ogni emozione viene vissuta fino in fondo. La dinamica friends to enemies to lovers è costruita su una tensione costante e su una vulnerabilità nascosta dietro l’orgoglio. Il passato non resta sullo sfondo, ma condiziona ogni scelta, rendendo il legame tra i protagonisti ancora più complesso e viscerale. Non è un romance classico, ma una lettura molto intensa e carica di sentimento, capace di far arrabbiare e, nello stesso tempo, di far sperare. L’ho profondamente apprezzato, mi sono calata nella lettura con intensità e ne sono uscita colpita piacevolmente! Lo consiglio assolutamente agli amanti del genere ma anche a chi vuole leggere una storia diversa e intrigante.
Ruinous racconta la storia di un’amicizia che si trasforma in odio, esplorando come relazioni nate in modo profondo possano spezzarsi e lasciar ferite che sembrano non guarire mai. Aveline sceglie come università la Dunmore University, desiderando solo lasciarsi il passato alle spalle ed essere una persona normale, senza aspettative che la gente ha da sempre su di lei solo per il cognome che porta; Zarek era il suo migliore amico, conosciuto in North Carolina e cresciuti insieme, era l'ombra della sua vita, fino a quando qualcosa ha spezzato tutto. Quando si rincontrano all'università, lui ha solo un obbiettivo, ovvero distruggerla e vendicarsi, ma nonostante la odi, la protegge sempre e comunque. Aveline è una ragazza che ha vissuto con l'oppressione dei genitori, facendosi carico di tutte le aspettative che la famiglia e la gente avevano su di lei e Zarek, un ragazzo con una vita completamente diversa, é stata una via di fuga e un posto dove rifugiarsi, sino a quando qualcosa non li distrugge entrambi; nonostante i comportamenti di lui verso di lei, la protegge comunque e Aveline, anche se intraprendente e apparentemente fredda, é una ragazza fragile. Così diversi eppure perfetti l'uno per l'altra; mi è piaciuta molto questa storia, soprattutto per le emozioni che i personaggi mi hanno trasmesso e quelle che hanno vissuto; mi sono piaciuti tanto anche i personaggi, sia Aveline, una ragazza che vuole solo essere normale, senza aspettative, sia Zarek che, nonostante i suoi comportamenti, é un ragazzo ferito, e dietro a quello che fa c'è quindi un motivo preciso. Se volete conoscere la storia di questi due amici, diversi tra loro eppure perfetti insieme, che si sono odiati, insultati e innamorati, io vi consiglio di leggere questo libro, intenso e soprattutto emozionante.
Ogni volta che leggo un libro di questa autrice, riesco ad appassionarmi alla storia sin dalle prime righe... ❤️🧩
La storia si svolge principalmente all'università di Dunmore e i nostri protagonisti sono Aveline e Zarek.
Aveline ha un cognome importante che pesa sulle sue spalle e sulla sua vita in generale, dal quale cerca di "scappare" per trovare una propria identità.
Zarek è un ragazzo rimasto solo, spezzato, distrutto dalle vicende della vita, da un dolore che gli risulta troppo forte da spiegare a parole.
La storia è incredibile, forte, vera, devastante...ti travolge...
I protagonisti si sono frequentati tantissimo da ragazzi ma poi per due anni Zarek, ferito da Aveline, ha fatto di tutto per farla soffrire in ogni modo possibile.
Nonostante questo, i loro sentimenti erano intensi, il loro cuore batteva più forte quando l'altro era vicino e tante, troppe cose, erano impossibili da cancellare.
È la storia di una passione incontrollata, dove la voglia di ferire si scontra con la voglia di amare, di lasciarsi andare ad una passione che è radicata nell'anima, una lotta continua dove a volte vince una e a volte l'altra.
Mi sono emozionata leggendo questo libro, che consiglio assolutamente a tutti quelli che hanno bisogno di leggere di un amore che va oltre tutto, oltre la sofferenza, che ha il coraggio di chiedere scusa, di mettersi in discussione e che non ha paura di restare.
Vi dirò, non è stata una lettura semplice, ma nemmeno ai livelli di Madness Silent.
Aveline Rose Vanderbolt ha vissuto nel lusso, nell'agio e in una campana fatta d'oro che - dall'esterno - sembra apparire perfetta, se non fosse il controllo a vista di ogni azione della sua vita.
È proprio per questo sistema controllato che decide di cambiare proprio programma dei suoi genitori, ed andare a studiare nell'università di Dunmore, invece che ad Harvard, e già dal primo giorno incontrerà difficoltà, attriti e fantasmi dal passato...
Per Zarek Vane gli ultimi decenni della sua vita non sono stati proprio gioiosi, poi c'è stato un tracollo negli scorsi due anni, aumentando un rancore così profondo da scatenere una sete di vendetta così radicale che, pur di vederla avverata, è disposto a sporcarsi le mani pur di riuscire nel suo intento.
Peccato che tra giochi mentali, facendo acrobazie con pericolosi oggetti casuali, alla fine i nodi vengono al pettine, così come l'attrazione tra i due protagonisti tende a diminuire con l'aumento delle azioni a loro reciproco discapito👀
La parte finale è stato un percorso dolce amaro, composto da rimembranze, verità scomode e dichiarazioni prese alla sprovvista. Sicuramente una lettura da leggere, consapevoli che le tematiche sono sensibili e da non prendere alla leggera!
“Ruinous” di Melissa Ciampini non è una lettura comoda. Non è una storia che si dimentica. Melissa Ciampini si riconferma un’autrice che merita, capace di scavare nei posti più oscuri dell’animo e lasciarti lì, sospesa, tra attrazione e rovina.
Zeke e Avaline sono imperfetti, fragili, a volte distruttivi… eppure incredibilmente completi l’uno per l’altra. Come due pezzi di un puzzle, devono affrontare litigi, incomprensioni e verità dure da digerire prima di riuscire a trovare il loro equilibrio. La loro relazione è intensa, dolorosa, travolgente: ti fa soffrire, ti fa arrabbiare, ma ti fa anche sperare, perché quando due anime così complicate riescono a incastrarsi… lo fanno in maniera devastante e bellissima.
La loro guerra, però, non è vana: passo dopo passo, scoperta dopo scoperta, li porta a comprendersi, a vedere che ciò che li ha sempre legati non era solo odio o conflitto, ma amore vero, nascosto tra le crepe della rabbia e delle incomprensioni. Zeke è una bomba a orologeria, pronto a esplodere al minimo passo falso di Avaline, e lei desidera solo una vita propria, degna di essere vissuta per le sue scelte, non dettata dal cognome o dalle aspettative altrui. Le verità da scoprire sono tante, ogni pezzo del puzzle trova il suo posto lentamente, e diventi completamente dipendente dalla storia, incuriosita da ogni rivelazione e da ogni emozione che esplode tra le pagine.
Ruinous non è per chi cerca eroi perfetti o lieto fine garantito. È per chi ama perdersi tra zone d’ombra, per chi non ha paura di essere messo alla prova dai sentimenti. Ti prende, ti scuote e, sì… ti rovina un po’. Ma è proprio per questo che lo amerai.
Se dovessi racchiuderlo in una sola frase:
Zeke e Avaline non ti chiedono di capire tutto. Ti prendono e ti portano nel loro caos, senza scuse, fino a farti innamorare della verità nascosta tra le loro cicatrici.
Non avevo letto ancora nulla di questa autrice e anche il genere non è proprio la mia zona di comfort, ma devo dire che sono rimasta sorpresa e molto entusiasta. È un dark romance con i fiocchi con due protagonisti che si conoscono dall'adolescenza, che provano qualcosa l'uno per l'altra. Ma l'imprevisto è dietro l'angolo e ora si odiano. La tensione vi porterà a dare di matto, ma se vi piace il genere leggetelo. Lo amerete come me!!
Come ogni libro della Ciampini è scritto molto bene, la storia tra Zarek e Avaline è interessante così come gli stessi personaggi. Forse non mi ha convinto proprio al 100% ma sicuramente è una storia molto bella.
Libro letteralmente divorato!! Una lettura che ti prende da subito,pagina dopo pagina sempre più coinvolgente con due protagonisti che ho amato tanto!! Aveline è davvero tosta! Sopporta con tanta tenacia ogni cattiveria che Zarek le riserva ,anno dopo anno... Un' amicizia dolcissima rovinata e diventata poi odio ma l'amore in qualche modo fuori esce , è impossibile ignorarlo ! Lui è amore e odio insieme, troppo in entrambi i casi. Una bellissima lettura
Fin dalla prima riga si capisce che Ruinous è una lettura diversa, una di quelle che ti scavano dentro e toccano corde profonde, a volte scomode, portando alla luce sentimenti che preferiremmo tenere nascosti.
Aveline e Zarek sono sempre stati inseparabili. Da bambini, quando Zarek salva Aveline dalle acque gelide di un laghetto, diventano l’unica certezza l’uno dell’altra in una vita che non ne offre molte. Poi arriva l'ultimo anno di liceo e tutto si spezza. Un tradimento trasforma l’amicizia in odio, lui diventa il suo tormento, lei impara a disprezzarlo. Ora si ritrovano nello stesso college, costretti a fare i conti con il passato, con ciò che sono stati e con ciò che potrebbero ancora essere. Tra loro il sentimento non si è mai spento, vibra in ogni pagina, in ogni insulto carico di rabbia, in ogni sguardo silenzioso che fa più rumore delle parole.
Zarek è un personaggio disturbato (per ovvie ragioni) segnato da ferite profonde, e il suo lato oscuro lo porterà a compiere gesti terribili verso la sua Linny. Mi raccomando questa è una lettura che va affrontata con consapevolezza, soprattutto se si è sensibili a certe tematiche. Tra passato e presente, in un’atmosfera cupa e quasi gotica, Melissa racconta una storia cruda, a tratti difficile da comprendere, ma emotivamente chiarissima. Avelin e Zarek hanno condiviso troppo e amato troppo per riuscire davvero a lasciarsi andare. Come dice l'autrice stessa non è la storia di un amore perfetto, ma di un amore che resiste. Ho provato emozioni fortissime leggendole. Ho odiato Zeke insieme alla protagonista, ma alla fine l’ho capito e in qualche modo accettato. Ho adorato Linny, fragile e spezzata ma incredibilmente forte, capace di resistere e lottare. Ho amato i misteri, i segreti che si svelano, l’amicizia tra Avelin e Dahlia e tutto il cast di personaggi. Forse avrei evitato troppe sottotrame che discostano il lettore da quella principale, ma nonostante questo mi è piaciuto molto.
Un libro che funziona e trascina perché parla di oscurità, perdono, accettazione e di come si possa andare avanti anche quando sembra impossibile. Ci sono storie che non si dimenticano, restano addosso come cicatrici, e Ruinous è una di quelle.
Posso dire? Nulla togliere ai bonazzi hockeysti della Frozen souls series, maaaaaa Zarek supera tutti.
Eh, io lo dico, me ne assumo le responsabilità. Melissa, ma cosa hai scritto??? Io ho adorato tutto e vi beccate una recensione in modalità fangirl anche perché NON posso parlarvi della trama, è tutto uno spoiler!
E CHE RIVELAZIONI, OMG, IO LO SAPEVO!!!
Succede… DI TUTTO. C’è TENSIONE.
Accidenti se è un bully romance, ma è anche dolcissimo, Zarek è un cuore di panna, su, ammettiamolo, si mostra e si comporta da str0nz0, e fa male, la fa soffrire, ma anche lui sta soffrendo e insieme… si odiano e si amano con la stessa intensità.
C’è tensione, passione, voglia di vendetta, ma anche tanto amore, e rispetto, e un passato ingombrante che purtroppo condiziona il presente, ma se fosse distorto, se le cose non fossero andate come pensano?
Si odiano. Si feriscono. Continuano ad amarsi.
Poi mettiamoci anche una situa da forced proximity e cosa volete di più???
Io l’ho letto in due giorni. Anzi, ci ho messo anche troppo. E subito a buttar giù la recensione, con ancora le emozioni fresche e i pensieri sconclusionati di cui rendervi partecipi.
Ho amato tutto, penso sia una storia originale, sì, è bully, ma lei ribatte, eccome se Aveline ribatte; c’è un botta e risposta che è perfetto, crea suspense, tiene incollati, ma poi quella fiera, quelle attrazioni… 118!!!
Mai volgare, mai troppo, mai comportamenti sbagliati vengono romanticizzati e anzi, io l’ho trovato 100% soft. Personaggi fragili e forti al tempo stesso, ben caratterizzati, con personalità diverse e modi di esprimersi unici; ambientazioni, lezioni, vita al college ben descritte; la trama ha un senso, la storia d’amore è quasi messa in secondo piano perché ci sono un sacco di piani che vengono messi in atto e vi terranno incollate alle pagine.
Dichiarazioni, sorprese, rivelazioni, buoni e cattivi, è tutti contro tutti, ma anche Zarek e Linny contro il mondo.
Ruinous è uno young adult con un ritmo incalzante e una scrittura non coinvolgente, travolgente. Melissa ti prende di forza e ti "sbatte" dentro la storia e ti assicuro che una volta entrat* non potrai più uscirne.
La storia dei due protagonisti si sviluppa in un friends to enemies to lovers che porterà i protagonisti davanti a innumerevoli scelte, che li faranno allontanare per poi ritrovarsi.
Perché è questo il punto. Nonostante l'odio, la distanza e tutto ciò che gli è accaduto nel tempo Zarek e Aveline non hanno mai smesso di amarsi. Il loro amore è un amore torturato dal fato, un amore rotto e spezzato. Un amore con un pezzo mancante che proprio come un puzzle incompleto aveva bisogno di qualcosa perché si completasse.
Come già detto prima il ritmo è incalzante e ti tiene sempre sulle spine calibrando molto bene flashback e avvenimenti presenti.
La tensione tra i due è presente fin da subito e la chimica che ne segue è davvero esplosiva.
Ho amato tantissimo leggere le loro backstory anche se Melissa poteva andarci giù anche meno pesante (diminuiamo la stronzaggine nei confronti dei tuoi personaggi perfavore).
E un valore aggiunto è... Ovviamente quel fregnazzo di Zarek, dai ragazze non nascondiamoci le cose. 🤭
Apparte gli scherzi ho amato davvero tanto questo libro e ci tengo a dire una cosa: Ci sono libri che finisci esultando dalla gioia perché non ne potevi più e ci sono i libri che quando li finisci ti lasciano un vuoto dentro, della serie che giri l'ultima pagina e... POOF! Magicamente è tutto finito, li rigiri tra le mani con un sorriso sulle labbra e le lacrime che ti pizzicano negli occhi e li guardi con malinconia, quella malinconia che dice "È stato un bellissimo viaggio, mi piacerebbe riviverlo da capo".
Avelaine e Zakek. Ricchezza e povertà. Due mondi opposti, distanti che però si scontreranno. Due ragazzini che impareranno ad amarsi ancora prima di scoprire che cos’è l’amore. Due persone che si distruggeranno per salvarsi. La loro storia non è semplice. Non è facile. È rabbia. Dolore. Disperazione. Aveline è una protagonista con cui empatizzo da subito. La capisci, la comprendi e cerchi di porgerle una mano per salvarla da quello che la circonda. Combatterà con il suo bullo. Lo sfiderá. Lo annienterà. Perché quel bullo è stato il suo primo bacio e suo primo amore. Zarek ha paura. Paura di vivere una vita normale, una vita in cui può essere felice. Non sa come si fa, e questo lo tormenta da sempre, l’unica cosa che lo tiene vivo è la rabbia verso chi ha distrutto tutto quello che aveva.
“Se mi odierete, vi capirò. Se vi riconoscerete nelle mie crepe, vi capirò ancora di più.” Una storia di due bambini con tante crepe che si incontrano, si conoscono e diventano casa uno per l’altra. Una storia piena dí manipolazioni da parte di chi ti dovrebbe proteggere e ti fa allontanare da quella “casa”. Una storia di rimpianti, di malintesi e di tanto tempo perso. Una storia però che sa di rinascita, di indipendenza, di rivincita e di ritorno… ritorno a casa. “ tra le macerie abbiamo costruito qualcosa che somiglia a un “per sempre””