“Scrivere una poesia dopo Auschwitz è un atto di barbarie,” affermò Theodor W. Adorno nel 1949, l’anno del suo ritorno in Germania dagli Stati Uniti.
Ma non valeva lo stesso per la filosofia? Come si può tentare di pensare di nuovo dopo aver guardato nell’abisso? Gli ideali dell’illuminismo sono perduti per sempre? La scienza, l’arte e la democrazia hanno ancora qualcosa da promettere o è arrivato il momento di dire addio all’idea stessa di umanità?
Esplorando il pensiero di Theodor W. Adorno, Susan Sontag, Michel Foucault e Paul K. Feyerabend, giganti intellettuali del secondo Novecento, e muovendosi tra Francoforte, Parigi, Londra, Berkeley e New York, I fantasmi del presente segue la nascita delle teorie filosofiche che conducono direttamente alle grandi fratture ideologiche del dalla decostruzione della cieca fede nel progresso alle teorie del complotto; dalla liberazione sessuale all’ottusità riflessiva della “wokeness”; dall’avanguardia radicale al crollo di tutte le distinzioni tra cultura alta e bassa; dalla critica della tecnologia all’ecoattivismo.
Quattro tra i pensatori più originali e acuminati del secolo scorso trovano in questo evocativo racconto un compiuto ritratto, e Eilenberger dimostra ancora una volta come la filosofia possa offrirci una via d’uscita per affrontare la crisi del nostro tempo.
Quale filosofia può ancora guidarci oggi?
Sulle orme di Theodor W. Adorno, Susan Sontag, Michel Foucault e Paul K. Feyerabend, Eilenberger disegna un ampio panorama delle idee nell’Occidente del secondo dopoguerra.
Wolfram Eilenberger, born 1972, is an internationally bestselling, award-winning writer and philosopher.
In 2018, he published Time of the Magicians (Zeit der Zauberer) in Germany. The book instantly became a bestseller there, as well as in countries such as Italy, and Spain. It has been translated into thirty languages.
In November 2018 it won the prestigious Bayerischer Buchpreis, in 2019 the Prix du Meilleur Livre Étranger in France. It was also shortlisted for several other awards, both nationally and internationally. The book also received wide critical acclaim in the US and UK.
Eilenberger has been a prolific contributor of essays and articles to many publications, among them Die Zeit, Der Spiegel, and El País. He has taught at the University of Toronto, Indiana University Bloomington, the ETH Zürich and Berlin University of the Arts.
Eilenberger is one of the program directors of the phil.cologne, Germany's biggest philosophy festival, and moderator of the TV program Sternstunde Philosophie (Swiss Television). He also holds a DFB football trainer’s licence and appears regularly as a soccer expert on German TV and radio.
He is married to the linguist and former Finnish national basketball player Pia Päiviö, and he lives with his family in Berlin.
Eines meiner Lieblingsbücher, glaube ich. Ich habe es wirklich sehr gemocht, und immer genossen, wenn ich es gelesen habe. Toll geschrieben, verständlich aufgearbeitet. Natürlich habe ich (bei weitem) nicht alles verstanden; [mehr] Vorwissen zu den jeweiligen Charakteren (Adorno, Sontag, Foucault, Feyerabend) wäre sicherlich sehr hilfreich gewesen, und wahrscheinlich hätte es mir dann noch besser gefallen. Aber das seh‘ ich mehr als Ansporn, es irgendwann nochmal zu lesen. :)
Das Buch gibt einen sehr guten Überblick über die Zeit zw. 1945 und ~2000 und verfolgt die Leben der vier oben genannten Denker*innen. Mit unzähligen Anekdoten bestückt, erzählt es durchgehend unterhaltsam und zum Nachdenken anregend. Dabei liefert es auch einen Überblick über die Werke und Theorien der Vier (und auch Einblicke, wie diese Theorien von Zeitgenossen aufgenommen und rezipiert wurden).
Ein Thema zieht sich durch, und das kristallisiert sich dann auch als „Fazit“ heraus: Es ist ein Wagnis, selbst zu denken – aber es ist nötig. „Wahres Selbstdenken beginnt als Kritik: mit einem Nein.“ Und das haben diese vier Figuren exemplarisch vorgelebt. An uns liegt es, dem nachzueifern! :)
Wolfram Eilenbergerin 1900-luvun käänteentekeviä ajattelijoita esittelevän kirjasarjan kolmas osa etenee toisen maailmansodan jälkeisissä aatehistoriallisissa kuohuissa. Keitä meit nyt siinä oli: Michel Foucault, Susan Sontag, Theodor Adorno…
Nykyisyyden haamuja ei mielestäni nouse ihan edeltäjiensä tasolle, vaikka varsinkin Susan Sontagin osuudet ovat mahtavia. Plussaa toki siitä kuriositeerista, että sisältää Foucault’n lyhyen analyysin 1984 Ranskan avointen finaalista Lendl-McEnroe.
Going back to reading in German after many months and then choosing a book about Foucault, Adorno, Sontag and Feyerabend was a bold choice and meant it took re-reading a lot of passages to get through this work. Do I fully understand all of these thinkers' theories now? No. Do I understand their biographies and the historical context of their theories better? Yes! Definitely a work I will come back to when I want to deepen my understanding of this era of philosophy.
Cuatro biografías intelectuales tensionadas entre la segunda posguerra y el ascenso del neoliberalismo. Cuatro figuras clave para entender la crisis del sujeto moderno: Adorno y el fin de la dialéctica; Foucault, el del poder disciplinar; Sontag, el de la imaginación crítica; Feyerabend, el de la razón positiva. Es un libro muy bien documentado, riguroso, erudito. Pero algo falla en las conexiones narrativas, que a veces parecen mecánicas, a veces naufragan entre las derivas teóricas, y en general dificultan la capacidad de dimensionar a los personajes en su humanidad, como se espera de las buenas biografías.
Tercera entrega de estas píldoras filosóficas sobre los autores mas destacados del siglo XX. Ahora nos situamos después de la segunda guerra mundial y los autores que tratan en el libro son Theodor Adorno tras su regreso a Alemania desde su exilio en Estados Unidos, Susan Sontag, Michael Foucault y Feyerabend, cuyo pensamiento es el que menos se desarrolla en el libro. Destacan las dificultades de Adoorno para adaptarse a las novedades que devienen tras su regreso a Alemania y también como la situación escapa de sus manos con la llegada de las revueltas a finales de los años 60. El pensamiento de Susan Sontag está muy por encima de otras apreciaciones culturales de su época, lo Camp, el cambio del arte durante los años 60, leña fotografía y el uso que se hace de ella son algunos de los temas tratados. La historia vital de Foucault no deja de tener interés y vemos una transformación para convertirse en el filósofo más reputado de Francia.
Hat mir Freude bereitet beim Lesen. Die im Buch vorkommenden Philosophen und deren Leben sind schon an sich interessant und spannend zu verfolgen, der Aufbau des Buches durch die vielen kleinen Kapitel und die wechselnden Perspektiven hat es dann für mich unterhaltsam abgerundet.
In confronto agli altri libri di Eilenberger, questo è molto inferiore e nettamente meno interessante. Forse dipende dalla scelta dei protagonisti, non molto interessanti, soprattutto Sontag e Adorno. Susan Sontag è un personaggio davvero insopportabile dal punto di vista intellettuale, esempio tipico della deriva intellettuale dei dem Altro motivo negativo, la scelta di abbandonare la struttura intrecciata.
I fantasmi della mente è un viaggio attraverso il tempo (gli anni che vanno dal 1948 al 1984) e nello spazio, muovendosi tra Francoforte, Parigi, Londra, Berkeley e New York. Il senso del viaggio che ci fa compiere Wolfram Eilenberger è la ricerca di "ciò che resta della Ragione", dopo l'abisso della seconda guerra mondiale e della barbarie dei totalitarismi. I nostri compagni di viaggio saranno Theodor W. Adorno, Susan Sontag, Michel Foucault e Paul K. Feyerabend, che hanno cercato – ognuno a modo proprio – di resistere alla tentazione del nichilismo novecentesco attraverso itinerari di pensiero che sono lenti di ingrandimento e analisi per problemi odierni. Questi itinerari sono raccontati da Eilenberger attraverso la narrazione biografica dei quattro protagonisti che, apparentemente, non condividono lo stesso orizzonte filosofico, ma che vengono legati da un filo rosso che spetta al lettore riannodare a fine lettura. Il libro si apre con il ritorno in Europa di Adorno, dopo l’esilio statunitense e il grande successo della Dialettica dell'illuminismo (1947).Eilenberger parla dello slancio emancipatorio di questi filosofi come cifra della loro attualità. Su questo punto, tuttavia, non mi trovo concorde. Anzi, se mi si passa la metafora, avverto un odore di naftalina in certe riflessioni e in certi atteggiamenti engagé, che oggi più che rivoluzionari appaiono sorpassati. L'unico dei filosofi che ancora mantiene un lato sovvertivo, proprio per il suo anarchismo metodologico, mi appare Feyerabend, che non avendo mai aderito ad una moda, non è stato sorpassato dalla storia.
Ciò è una critica non al lavoro di Eilenberger, scritto in modo brioso e accurato, ma all'idea di trasformare un buon saggio di storia della filosofia in un'analisi della filosofia attuale.