Partiamo dal presupposto che sarà difficilissimo parlare di questo terzo atto senza fare spoiler. A differenza dei precedenti, qui la nostra Ella Norine ha deciso di giocare le sue carte migliori: tutti i nodi vengono al pettine, le maschere cadono e i personaggi si mostrano per quello che sono realmente, nel bene e nel male. Luci e ombre.
Nonostante Griff continui a rimanere il solito uomo geloso e possessivo di sempre, adesso si fa più remore a prendere Felix con la forza come era solito fare, e già nella prima parte del romanzo assistiamo a un cambio di rotta con significativi momenti di tenerezza e di presa di coscienza da parte di entrambi: se da una parte Griff ammette di aver fatto il gioco sporco pur di tenere Felix con sé, allo stesso modo Felix riconosce di aver sperato, ogni volta, di essere rincorso e salvato dal suo padrone, aggrappandosi a lui anima e corpo. Tuttavia Felix, oltre ad essere schiavo di Griff, in questo terzo atto è soprattutto schiavo delle proprie paure, dei propri fantasmi, dei propri traumi e questo malessere lo porta inevitabilmente a ricercare momenti di solitudine per leccarsi ferite ancora aperte. Sarà compito e responsabilità di Griff tentare di tutto per fare breccia nelle insicurezze del giovane e lo farà spingendosi oltre quei limiti e quei principi che hanno da sempre caratterizzato la sua esistenza.
Se atto II può essere letto come un percorso di maturazione emotiva, in atto III tale evoluzione raggiunge il suo apice. Griff viene finalmente a patti con i propri sentimenti e avverte l’esigenza di aprirsi a Felix in modo autentico. La paura di perderlo ancora una volta si fa più forte e il mero raggiungimento di un appagamento fisico non è più sufficiente a colmare ciò che sente il despota.
La cerchia dei personaggi che ruotano attorno alla vita di Griff e Felix si allarga ulteriormente. Tra le nuove presenze vi è Angelique, moglie di Sarin e cognata di Griff, e Giocasta, consorte di Adam. Dopo Danika, ancora una volta, l’autrice si diverte a giocare con le sfaccettate figure femminili che popolano il suo universo: Giocasta è una donna di scienza, una cerusica, dal carattere fortemente pragmatico e dalla risposta tanto pronta quanto tagliente. Angelique, al contrario, è dolce e materna, dal carattere comunque deciso, ma la cui storia è segnata da una scelta compiuta per timore, ovvero la rinuncia alla propria libertà in cambio di un matrimonio di convenienza con Sarin. Alla fine, l’amore tra i due trova la via per sbocciare, pur restando sotto lo stretto controllo e le autoritarie decisioni di Astaroth, padre di Sarin.
Benché Angelique si definisca una donna priva di coraggio, in realtà trasmette una grande forza d’animo: la donna non si è mai sottratta alle condizioni imposte da Astaroth pur di restare accanto al marito e al figlio, anche a costo di rischiare la propria vita. Se le guardi bene, tutte le donne di Rebuilding the Heart sono estremamente coraggiose e dalla personalità ben definita. Se l’uomo medio di Astoria sente ancora il bisogno di trovare rifugio in riconoscimenti che legittimino il proprio status quo e nel possesso smodato di beni materiali e ‘umani’, queste donne sanno ciò che vogliono e lo perseguono con determinazione, senza indugi né rimpianti, che si tratti di rivendicare la propria libertà o di proteggere chi amano.
Dopo averne sentito parlare in tutte le salse, conosceremo finalmente anche Helios, il padre di Felix. Guardare Helios sarà per Felix come trovarsi davanti a uno specchio, eppure l’immagine che gli tornerà incontro non potrebbe essere più distante dall’originale. Se, come diceva Eraclito, gli opposti non possono vivere l’uno senza l’altro, poiché l’uno vive la morte dell’altro in un divenire, allora, come in ogni storia che si rispetti, non esiste luce senza buio, non esiste bene senza male e, nel nostro caso, non esiste un Felix senza un Helios. Simili solo nell’aspetto, sono costretti a coabitare su uno stesso asse tracciato dal sangue, eppure si muovono in direzioni diametralmente opposte e sarà proprio dall’incontro di quelle traiettorie che avrà origine o un cambiamento radicale o la più definita delle sconfitte.
Se c’è una cosa che nel corso dei tre atti mi è sempre saltata all’occhio, ma di cui non ho mai parlato, è proprio l’utilizzo del termine arcaico “cerusico”, impiegato nel romanzo al posto di un più attuale “chirurgo”, che sembra voler evocare il richiamo a metodi di trattamento potenzialmente più retrogradi. Per quanto il termine risulti addirittura medievale, in realtà, sul piano concreto, abbiamo a che fare con trattamenti estremamente all’avanguardia, quasi futuristici. Questa contrapposizione risulta particolarmente interessante, ma il bello della narrativa distopica è proprio questo: si diverte a creare realtà immaginifiche, spesso al limite dell’utopia. Può addirittura mixare medicina e Kintsugi.
La seconda menzione d’onore sarà un pò più becera del solito, ma quando ci vuole, ci vuole. Credo che tutti noi siamo d’accordo sul fatto che avremmo voluto un atto a parte solo per Silas e Evander, la nostra amata coppia di gemelli. Come direbbe qualcuno di nostra conoscenza, adesso vado ad autoflaggellarmi.
Purtroppo anche la coppia di omozigoti non è altro che una pedina nelle mani di Helios. Sacrificabili, in caso, ma la migliore eredità su cui Helios possa al momento mettere le mani. Anche nel loro caso tutto si riduce sempre solo e soltanto al volere dell’Araldo Maggiore.
Inutile nascondere che Rebuilding the Heart non sia una lettura rilassante: è un continuo alternarsi di ingiustizie, prevaricazioni e giochi di forza a discapito dei più deboli. Ma se soffrire un po’ non vi spaventa, il romanzo è anche la conferma che l’amore può trasformare e redimere, tanto chi lo dà quanto chi lo riceve. Non esistono realtà, muri, colori o afflizioni che possano opporsi. L’amore troverà sempre chi ne ha bisogno, purché sia disposto ad aprire il proprio cuore.
È passato quasi un anno da quando sono entrata per la prima volta in contatto con questa storia e, ancora oggi, non mi stanco di parlarne. Ho amato e odiato, gioito e sofferto, ma Rebuilding the Heart si è conquistato un pezzetto del mio cuore. Tuttavia, quell’organo grande come un pugno che mi ritrovo tra sterno e polmoni è abbastanza grande da accogliere ancora tanto altro amore. Non importa in quale forma arriverà, né quanto male farà all’inizio: so per certo che con Ella alla fine ne varrà la pena.
RTH Atto III riprende esattamente dal punto in cui il secondo volume ti aveva lasciato emotivamente a pezzi: le crepe sono ormai impossibili da ignorare e i personaggi devono decidere se ricostruirsi o lasciarsi crollare del tutto.
In questo terzo atto la storia si amplia: non ruota più solo attorno a Felix e Griff, ma approfondisce il passato di Felix, le verità nascoste e il ruolo di personaggi che sembravano secondari. I suoi parenti, in particolare, diventano fondamentali per comprendere chi sia davvero e quanto il suo peso nel sistema di Astoria sia più grande del previsto.
La cosa più sconcertante di questa storia è che nessuno resta fermo nel suo ruolo iniziale, nessuno è realmente buono o cattivo e, senza farvi alcuno spoiler, mi riferisco soprattutto a Yason e Dave. 👀 Chi ha letto questo terzo volume sa e probabilmente condividerà il mio odio smisurato nei confronti del secondo.
Se i primi due volumi erano costruzione e distruzione, qui siamo nella fase della resa dei conti. Non solo tra i protagonisti, ma con tutto ciò che rappresentano: amore, possesso, redenzione, identità, sopravvivenza... La forza più grande del romanzo, come del resto per gli altri due, resta la scrittura di Ella, che ha un qualcosa di magico e destabilizzare al tempo stesso.
Se nel primo volume vi avrei detto senza pensarci "Team Felix", ad oggi, che il cerchio si è chiuso, vi dico totalmente e per sempre "Team Griff". Griff è probabilmente il personaggio più interessante dell’intera saga. Perché il suo arco narrativo non è lineare, non è semplice, non passa “da cattivo a buono”. È molto più disturbante e realistico. È un uomo costruito da un sistema brutale che cerca, forse per la prima volta, di immaginarsi diverso.
Questo è un libro che ti fa sudare (e piangere) fino alla fine. Se qualcuno cerca un finale rassicurante tutto rose e fiori, potrebbe trovarlo piuttosto spigoloso. Inoltre, il tono resta molto dark fino alla fine. Non c’è nessuno alleggerimento improvviso. E questa scelta narrativa è perfetta per chi come me ama la coerenza, ma impegnativa per chi arriva alla fine aspettandosi un bel lieto fine.
Voto finale? 5/5 cuori malconci ma ancora funzionanti. ❤️🩹
Ho atteso questo terzo volume come la pioggia in estate. Però, molto spesso, arriva una tempesta che spazza via (o pulisce) quello che pensi di conoscere. Ed è per questo che ho avuto tanta paura di ritornare nell'oscuro mondo dei distretti di Astoria. Paura ch'è stata confermata da tutto quello che Felix subirà ancora e ancora. E Griff, oh cielo! È stato l'esempio perfetto di chi assiste impotente alle torture subite dalla persona amata. L'ho percepito fin dentro le ossa il suo tormento. Certo, non può paragonarsi all'agonia e mostruosità che il gatto ha dovuto subire da parte del suo stesso sangue o da chi considerava fratello nell'anima. Eppure, nonostante tutto quello che viene fuori in questo atto finale, non sono riuscita a smettere di leggere. Il ritmo, se possibile, è ancora più incalzante, accadono tante cose al livello strutturale e sociale. Appaiono, finalmente, le figure femminili, ma sono esattamente come temevo che fossero: prigioniere o semplici possedimenti delle autorità maschili. Fortunatamente, non tutti sono così e questo aiuta a dare vita al movimento che stravolgerà la gerarchia e l'organizzazione distrettuale. Diciamo che (quasi) tutti ricevono quello che meritano. E io ho amato totalmente questo! Tranne per un episodio che mi ha spezzata. L'ho letto svariate volte tra le lacrime, perché non volevo credere. Mi ha fatto mettere in dubbio persino l'epilogo, considerandolo un inganno della mente. Quindi direi che fa salire tanto livello della bravura dell'autrice, non credere anche voi? Trattandosi di un dark romance distopico avverto sulla crudeltà di scene e tematiche sviluppate. Non è assolutamente per deboli di cuore e facilmente impressionabili. Semplicemente per preservare la tranquillità dell'anima. Ringrazio @pleasure.edizioni per questa nuova collaborazione e per il file digitale. È stata un'esperienza stupefacente che non dimenticherò perché si è impressa nell'anima. Complimenti a Ella Norine per questa meraviglia che mi ha conquistata sin dal primo volume! Il Despota e il suo Gattino resteranno per sempre nel mio cuore.
Mio dio che viaggio. Meraviglioso, a tratti distruttivo e sicuramente con una dose di psicopatia concentrata. Ma che bello che è stato. Il mio preferito rimane il secondo, nonostante qui tutti i nodi vengano al pettine e si abbiano delle belle rivelazioni. Ho pianto per Yason, per i gemelli, per i loro atti da fratelli maggiori, per tutto ciò che ahimé hanno passato e a cui, alcuni, sono sopravvissuti. La figura di Yason, principalmente, l'ho trovata così di supporto nei momenti di sconforto di Felix, avrei voluto assistere di più ai loro momenti, anche se frutto veramente di una mera fantasia di Felix. Avrei voluto anche avere modo di spaccare la faccia a Dave, spero non si perdoni mai e continui la sua miserabile vita nell'assoluta certezza di essere stato la causa della rovina di Felix. Mi sarebbe piaciuto avere qualche altro momento tra Griff e Felix, ma tutto sommato va bene così.
"Raggio di sole, com'è che tutti scambiano l'ossessione per amore?"