Non ho capito pressoché un cazz0 del finale, è stato uno dei libri migliori letti quest'anno
Christelle ti amo ♡♡♡
(e voglio tantissimo bene anche alle edizioni e/o per essere stati così gentili da avermi inviato una copia di questo romanzo WAAAAAA)
Inizialmente avevo messo 4.75 stelle a questo libro perché c'è qualcosa di questo libro che non l'ha reso perfetto fino in fondo, anche se non so cosa (credo sia stato dato in parte dalla traduzione, honestly), però poi sono ritornata sui miei passi perché l'amore che ho provato per questo libro è più profondo del mio interesse nel cercare di inquadrare suddetti difetti
Detto questo, @ Christelle non avranno compassione i miei legali.
Ti amo.
Ci tengo subito a dire NON PREOCCUPATEVI non è la stessa situazione di Echi in Tempesta, siamo tutti salvi. Secondo me ha capito che era meglio non ripetere quel trauma collettivo - anche se questo non le ha impedito di ferirmi comunque
Per questa storia la Dabos ha deciso di fare un misto fra i suoi libri precedenti, e all'"Attraversaspecchi" e "Qui, solo Qui" ha aggiunto anche una puntina di "Divergent", il che ha reso questa storia ancora più fenomenale. Allo stesso tempo, però, non si è davvero mai ripetuta: si riescono a sentire echi, magari, in alcuni concept e aspetti più profondi delle sue storie, ma una delle grandissime capacità della Dabos è quella di non copiarsi mai. Già l'"Attraversaspecchi" e "Qui, solo Qui" sono molto diversi tra loro, e "Noi" è un altro, incredibile esempio di quanto capace e versatile questa autrice sia. C'è un po' di quel sistema magico suddiviso in base ai poteri de l'"Attraversaspecchi", e quel senso allegorico di "Qui, solo Qui", ma "Noi" è una storia a sé stante, un connubio tra le sue opere precedenti e allo stesso tempo qualcosa di completamente nuovo e diverso.
Christelle, ti amo.
In questa storia la Dabos ci porta in un mondo che sembra quasi in incubo, in cui sembra che nessuno abbia libero arbitrio ma solo obblighi dati da poteri alti che orchestrano il corretto procedere del mondo? Cosa succede però quando questi Istinti innati iniziano ad andare di matto? E soprattutto, perché succede? EH. SAPESSI. Ma partiamo per gradi.
Il mondo è controllato dal Noi, appunto questa forza sovrannaturale che comanda tutto il supercontinente, donando a ciascuno un Istinto, una forza innata che ti spinge a compiere azioni necessarie in un determinato momento, e che va a caratterizzare tutto il tuo essere. Se nasci tondo non puoi morire quadrato, se nasci con la capacità di avvitare bene le viti, passerai il resto della tua vita nell'officina (a meno che un pazzo non decida i rapirti). Però non disperate! Se salvate 11 vite potete ottenere un upgrade di livello all'interno della società! Se ne salvate 101, ulteriore upgrade. 10001? Altro upgrade! E così via finché non diventate Archangelo, ovvero una sorta di super sayan (ma solo formalmente, in realtà di base continui solo a saper avvitare viti)
Ci sono persone che non vogliono far altro che aumentare di livello, come Goliath che sente di vivere all'ombra del fratello maggiore, che aveva un Istinto che avrebbe potuto farlo arrivare ai piani degli Altissimi, e invece è morto a 11 anni, ma infesta ancora la loro casa.
Altri invece sono come Claire, che ha perso fiducia nel Noi già a 4 anni, e col passare del tempo la cosa non è migliorata. Preferisce continuare ad ascoltare musica con nelle sue cuffie e vivere una vita lontana fuori dal radar degli altri, soprattutto degli Altissimi, senza creare problemi e mangiando cibo proibito.
E c'è poi quel maledetto di Modeste che è praticamente un automa, vive solo in funzione del Noi, non ha pensieri non ha emozioni non ha niente fa solo quello che il Noi gli dice di fare e poi torna a fare l'automa. Vorrei prenderlo a ceffoni, urlargli in faccia e poi dargli un abbraccio.
Quando però le prime anomalie si presentano all'interno del Noi, ognuno di questi tre personaggi sentono di dover intervenire: sia per alzarsi di livello, sia per capire cosa vuole davvero il Noi, sia perché il Noi stesso gli dice di agire.
Sono tre bambini TRE BAMBINI VI DICO che si ritrovano a vivere qualcosa che è più grande di loro, e che a mano a mano che entrano nel vivo del loro mondo, della follia del loro mondo, e che scoprono le verità più crude (e anche le più dolci) di questa vita, finiscono per scoprire meglio anche loro stessi. E non c'è niente di più demoralizzante e allo stesso tempo liberatorio.
La Dabos è riuscita a creare dei personaggi davvero interessanti e molto realistici, e soprattutto i protagonisti sono ciascuno, a modo suo, il perfetto prodotto della realtà nella quale vivono. L'autrice ti fa entrare nel loro mondo ma soprattutto nei loro pensieri, nelle loro paranoie (ma quanto erano belli i passaggi di discorso indiretto libero???), presentandoti delle crisi di identità e dubbi esistenziali molto realistici e vicini a te, anche se noi per fortuna non viviamo nel Noi.
Non c'è niente che abbia senso, non c'è niente che non sia stato già scritto, non c'è niente che tu possa fare che non sia già stato deciso dal Noi. E non c'è niente di più anomalo e pericoloso dell'amore, non importa quale sia la forma
Non si capisce niente? Tranquilli, è abbastanza normale. Avete presente Parmenide e il suo "L'essere è e non può non essere, il non essere non è e non può essere"? Ecco, a volte il libro è scritto così - vi ho detto che il Noi è inquietante. Sono tutti matti lì, in realtà è una setta, I just can't prove it. Ti fanno il lavaggio del cervello e poi ti passano la cioccolata sottobanco.
è difficile spiegare questo libro (soprattutto per me che l'unica cosa che vorrei fare è urlare. Mi era mancata la Dabos), ma penso che sia il bello di questa storia. Sa come coglierti di sorpresa, sa come farti emozionare, ti capisce, ti devasta, ti fa affezionare a personaggi che a volte non capisci fino in fondo e altre capisci anche fin troppo bene. Tra una reference agli anni '80 e l'altra, sa come devastarti l'anima e poi ricucirti i pezzi, sa come colpirti e come farti ridere, come amarti e farsi amare. E anche come farti impazzire.
Entrate a far parte del Noi, non ve ne pentirete! (ma state attenti al giocattolo di Modeste)