Un magistrale reportage narrativo, in forma di pamphlet, che lancia un grido d'allarme sulla dipendenza da cellulare e sulle conseguenze del capitalismo digitale. Una dodicenne partecipa a una sfida lanciata sui social, va a scuola con una borraccia piena di vodka e finisce in coma etilico. Un bambino, scrollando TikTok, si imbatte in un gioco che consiste nel prendere piú pastiglie di paracetamolo possibile e finisce in ospedale. La maestra di una scuola elementare muore in un incidente stradale causato dall'autista del pullman su cui l'uomo, invece di guardare la strada, digitava sul cellulare. Attraverso storie come queste a tratti scioccanti, Carlo Verdelli racconta una rivoluzione, quella dei telefonini e delle loro applicazioni, che sta modificando nel profondo tanto gli adolescenti quanto gli adulti. E della cui pericolosa enormità - anche per le ingerenze della tecnologia nella politica - nessuno sembra volersi occupare. «La realtà è che il cellulare inteso come smartphone è un carcere senza sbarre e noi ci siamo dentro. Prendere consapevolezza che il problema esiste è già un buon punto di partenza».
"le bambine [...] in quarta elementare sono già quasi tutte "signorine" ". in una frase tutto il disagio provato leggendo questo libro. o come spiegherebbe lui che compila il glossario del giovanilese, il cringe di questo boomer.
due stelle solo perché qua e là ci sono riferimenti a studi interessanti, a differenza di questo libro, probabilmente nato assemblando diversi articoli apparsi precedentemente - quindi senza un disegno unitario - e soprattutto una continua ripetizione di discorsi superficiali e da bar. mi ha fatto cadere le braccia quando sostiene che a causa degli smartphone i bambini non giochino più in piazza. Ma in quale città i bambini giocano in piazza? a volte vanno nei parchi/ parchetti (ma ancora oggi), ma non si trovano di certo da soli in piazza Duomo. Non lo facevamo neanche negli anni 90.
Devo solo dare merito a questo libro (ma sarebbe bastato un articolo lungo, stile quelli di internazionale) di avermi ricordato la pericolosità di certe dinamiche di dipendenza. Mi ha comunque fatto riflettere sul mio uso del cellulare, sulle continue interruzioni(quello sì un vero problema a mio avviso).
preso e letto dopo aver sentito un intervista su radio 24. dinamiche familiari interessate alla problematica. offre spunti di riflessione anche perché tocca argomenti e situazioni contemporanee. ahimè sono poche pagine, costa 15 euro e, infine, pur se offre spunti di riflessione dice sempre quello che sappiamo. speravo in una qualche idea migliorativa e non solo in una visione catastrofica