In Corea si dice che il Tristo Mietitore arrivi nella forma della persona amata. E se amare, anche per poco, fosse l'unico modo per tornare a vivere?
Quando si ritrova davanti alla porta Ram-Wu, Hui-wan non crede ai suoi il ragazzo per cui aveva una cotta ai tempi della scuola è infatti morto tragicamente sei anni prima per salvarla, e da quel giorno Hui-wan è sprofondata nel dolore e nel senso di colpa. Ma Ram-wu ora è tornato come messaggero dall'aldilà ad avvertirla che anche lei è destinata a morire entro sette giorni in un incidente d'auto.
Eppure, le basterebbe pronunciare il suo nome tre volte per avere una morte pacifica e anticipata. Hui-wan esita per passare più tempo con lui e i due finiscono per trascorrere insieme la sua ultima settimana, a spuntare le voci di una romantica lista dei desideri. Prima che sia troppo tardi. Ma allo scadere del tempo, Hui-wan incontrerà davvero la fine predetta da Ram-wu, o il suo ritorno nasconde un significato più profondo?
Romanzo delicato e dal significato profondo, che getta un ponte tra il mondo dei vivi e quello dei morti affrontando il tema della perdita di una persona cara nelle sue molteplici sfaccettature. Il vero punto di forza di "Tre volte il tuo nome" è proprio l'alternanza dei punti di vista dei personaggi, che raccontano fondamentalmente la stessa storia da prospettive differenti, svelandone di volta in volta risvolti inattesi. Personalmente, avrei atteso un po' di più prima di rendere noto il colpo di scena principale; tuttavia, data la brevità del libro, è comprensibile che non si sarebbe potuto fare diversamente. Altra lieve nota dolente: i nomi coreani. Che fatica distinguerli!