Da questo testo lo spettacolo in prima serata su TV NOVE
Un testo teatrale che distilla e ricompone elementi reali, presentati nella loro logica ferrea, per descrivere un personaggio politico archetipo di molte delle recenti forme di potere assoluto.
Lo Zar è un monologo ipnotico e implacabile che attraversa mezzo secolo di storia russa seguendo l'ascesa di Vladimir Putin, dall'infanzia affamata a Leningrado fino al giorno della presa del potere come presidente della Federazione russa. Stefano Massini compone una sorta di autobiografia immaginaria di Putin, strutturata in «capitoli» brevi e incisivi, che mostrano come eventi traumatici, umiliazioni infantili, una feroce autodisciplina, la fascinazione per i Servizi segreti e l'ossessione per il controllo abbiano gradualmente formato un individuo capace di agire sempre secondo logiche di forza, strategia, manipolazione e spietatezza. Con una scrittura tesa, scandita come un addestramento militare e lucida come un interrogatorio, Massini ci fa conoscere una traiettoria esistenziale che si trasforma in destino, fino a conficcarsi nella fragile democrazia russa degli anni Novanta. Una riflessione sulla letale combinazione tra forze economiche, Servizi segreti e politica e una parabola sull'autoritarismo contemporaneo e sulle tecniche di manipolazione delle masse.
Stefano Massini (Firenze, 22 settembre 1975) è uno scrittore, drammaturgo e saggista italiano, consulente artistico del Piccolo Teatro di Milano, firma del quotidiano La Repubblica e noto volto televisivo per i suoi racconti a Piazzapulita su La7.
Mezzo secolo di storia russa seguendo l'ascesa di Putin, dall'infanzia affamata al 7 maggio 2000 con l'insediamento al Cremlino. Dopo Donald (portato nei teatri qualche mese fa), Massini ci regala un'altra interessantissima autobiografia immaginaria di un personaggio politico che incarna l'archetipo del potere assoluto della nostra epoca.
Stefano Massini ha una penna straordinaria. La sua narrazione dei potenti è ipnotica e appassionata. Coinvolgente e appassionante. E in questo "Lo zar" è una conferma. Consigliato.