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L'idiota di famiglia

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Dall’autore del caso letterario 'La ricreazione è finita'. Il disagio di una generazione un po’ sgangherata in un romanzo stratificato che è a un tempo satira, romanzo politico e ritratto familiare.

510 pages, Kindle Edition

First published February 17, 2026

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About the author

Dario Ferrari

30 books82 followers
Dario Ferrari (Viareggio, 1982) ha passato il primo trentennio di vita a studiare, fino a diventare dottore di ricerca in Filosofia, un titolo ornamentale che serve quasi esclusivamente a impreziosire le note biografiche. Insegna in un liceo romano ed è traduttore.

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1 (<1%)
Displaying 1 - 30 of 68 reviews
Profile Image for Tittirossa.
1,070 reviews353 followers
March 10, 2026
Non sarà un capolavoro, ricalca la struttura del precedente, ma o gioia! o giubilo!, sa scrivere, sa mettere insieme una storia, sa addirittura incastrarcene un'altra dentro.
E poi anche io sono campionessa mondiale di sonno, lo sento molto fratello in questo.
Se ci aggiungiamo la storia dei calchi linguistici, potrei arrivare a provare una gemellitudine insita.
(su altre cose deve lavorare: il rapporto con Cosmo sembra quello di About a boy, la tendenza ombelicale, la narrazione delle donne abbastanza sghemba)
Però perlomeno non ti fa rimpiangere il tempo passato a leggerlo. E di questi tempi è una gran cosa!
Profile Image for Grazia.
521 reviews225 followers
March 9, 2026


Mi son rimaste le parole al posto della vita

Un romanzo scorrevole e spesso divertito sui rapporti familiari, in particolare sul legame padre-figlio e sul tema dell’invecchiamento e della progressiva perdita di lucidità. L’ironia che attraversa gran parte del libro rende la lettura piacevole e in più di un passaggio riesce a cogliere con finezza le piccole nevrosi domestiche.

Con il procedere della storia, però, qualcosa si inceppa. L’espediente del “romanzo nel romanzo” mi è parso un innesto poco organico: invece di amplificare i temi del libro, finisce per interromperne il ritmo e disperderne la tensione narrativa. Anche alcune digressioni risultano eccessivamente esplicative, come se il testo sentisse il bisogno di chiarire ciò che avrebbe potuto lasciare implicito.

Nel finale emerge inoltre una vena conciliatoria che, a mio avviso, smussa troppo le ambiguità costruite in precedenza. Ne resta un libro gradevole e ben scritto, ma che avrebbe forse guadagnato qualcosa in più trattenendo la tentazione di spiegare e di ricomporre troppo.

3 stelle e mezza
Profile Image for Annalisa.
254 reviews47 followers
March 26, 2026
Non perfetto, ma go-di-bi-lis-si-mo!
Costruzione che funziona, ottimo controllo della lingua, efficace e bilanciata ironia, intelligente leggerezza che tocca temi importanti, nervi scoperti, relazioni complicate, “non detti” e “ricorrenti detti” di un universo famigliare, insomma un po’ tutti gli ingredienti delle nostre vite comuni. Inoltre anche in questo romanzo l’autore innesta abilmente nella storia che racconta un pezzetto della Storia, con grazia e originalità, suscitando curiosità nel lettore.
Insomma un’ottima prova complessivamente. Meno bene però, secondo me, la rappresentazione di qualche figura femminile su cui non esercita profondità, e che risultano perciò un po’ stereotipate, al limite della banalità, figure banalmente inafferrabili, certo funzionali alla trama e più utili a mettere in evidenza il resto che incisive e rilevanti.
Profile Image for Nood-Lesse.
447 reviews340 followers
April 26, 2026
Se vogliamo che tutto rimanga com’è, è necessario che tutto rimanga esattamente com’è

“Squadra che vince non si cambia”. Dario Ferrari si ripresenta con un romanzo nel romanzo, ancora una volta un fatto avvenuto nella sua Versilia e usato come controcanto della vicenda principale. Ferrari ha ripescato le Tre Giornate in cui nel 1920 venne instaurata la Repubblica viareggina, per alternarle alla vita di Igor, traduttore pendolare fra Roma e Viareggio. Ha sottratto quelle giornate al padre, russofilo vetero comunista, insegnante e sindaco mancato, che le aveva rivisitate per farne un saggio. Non è corretto dire che gliele ha sottratte, diciamo che se n’è appropriato come se fossero un lascito, quando il padre ha dovuto abbandonarle a causa del proprio decadimento cognitivo. Ha cercato in quelle pagine di venire a patti con lui prima che morisse, ha voluto credere che rappresentassero il testimone di un’ideale staffetta padre/figlio. Ferrari ha messo sarcasmo, sentimento e politica ne “L’idiota di famiglia”. Io avrei fatto volentieri a meno del terzo ingrediente, ma scommetterei che saranno in molti ad affermare che è proprio quello che hanno apprezzato di più. C’è un filo rosso che congiunge il 1920 al 2020, lo seguirete con un dito mentre leggerete di un figlio senza figli che ha un amico gay e una sorella lesbica, perché oggi non puoi scrivere un romanzo e riempirlo di soli eterosessuali. La prima parte è assai godibile, poi bisogna aspettare di arrivare a ridosso dell’epilogo per emozionarsi.
Bravo Ferro, capita sovente che uno faccia il filotto con un raddoppio e beva nel rinterzo successivo. Sto dicendo che dopo un buon romanzo è difficile far bene anche in quello dopo. Non è caduto il birillo rosso, ma Ferrari è andato comunque a punti.
https://postimg.cc/zbGGcTv4

///

Chiedo per curiosità agli extra-etruschi se hanno mai letto prima questi grassetti e se li trovano comprensibili:

le offese si sprecavano e si colorivano di bestemmie furibonde, ma poi oltre a qualche sasso lanciato per dovere e a qualche ciaffata di striscio…

«T’appiccico al muro», gli ha gridato, rispolverando una delle espressioni predilette dalla mamma.

///

Colonna Sonora
Icona Pop - I Love It
https://youtu.be/UxxajLWwzqY?si=a-End...
Profile Image for Benedetta Ventrella (rienva).
240 reviews51 followers
March 4, 2026
Dopo "La ricreazione è finita", Dario Ferrari si conferma come un grande autore di romanzi contemporanei intelligenti, divertenti, drammatici, profondi, magnificamente scritti. Mi sento particolarmente colpita, mi sento molto vicina alle storie e ai suoi personaggi, alle esperienze di vita che racconta, insomma, sono proprio la destinataria ideale di un libro del genere. Non posso che sperare che continui a scriverne a lungo.
Profile Image for Matteo Stefani.
67 reviews6 followers
March 2, 2026
Quattro stelle e mezzo!

Lettura piacevolissima, scorrevole, leggera ma per nulla banale.
Dario Ferrari è un maestro nello scrivere commedie.
Profile Image for Giovanna Di Pietro.
46 reviews
February 26, 2026
All’inizio pensavo che gli intermezzi romanzeschi fossero meno ben riusciti rispetto agli altri libri di Ferrari - soprattutto rispetto a La ricreazione è finita - invece mi sono dovuta ricredere. Un libro che è un girotondo intorno all’ego di essere padri e figli, che mi ha fatto commuovere sinceramente, che mi ha fatto anche dono di una bellissima poesia di Sandro Penna.
Profile Image for Giuseppe Cannito.
3 reviews1 follower
February 25, 2026
Sin da quando ho iniziato a leggere L’idiota di famiglia, ho avuto la sensazione di aver trovato un amico con cui sentivo il bisogno di fermarmi, di restare, per provare a comprendermi davvero. Un amico capace di aiutarmi a dire ciò che spesso non riesco a raccontare nemmeno a me stesso, a dare voce a pensieri che rimangono sospesi e senza forma.

Attraverso quelle pagine ho cercato di essere più presente nella mia realtà, e in quella di chi mi cammina accanto ogni giorno, con uno sguardo più attento alle cose che mi circondano.

Questo libro ha rappresentato una presenza costante per me, un amico che non si offende se sei troppo impegnato, che non chiede spiegazioni se sei assente per qualche giorno: resta lì, in silenzio, ad aspettarmi.
Pronto a donarti, anche solo per cinque minuti, un’autentica esistenza emotiva.
Profile Image for Silvia Fiori.
27 reviews3 followers
March 7, 2026
Dario Ferrari si conferma il mio autore italiano preferito. “La ricreazione è finita” mi ha estasiato, “L’idiota di famiglia” è una conferma. Ho amato ogni singolo personaggio, incantata dall’uso delle parole, e la malinconica ironia mi ha regalato l’atmosfera di un’infanzia e un’adolescenza diverse da quelle narrate, ma che avevano lo stesso sapore dolce amaro. Bravo Dario, molto molto bravo.
Profile Image for Arianna Sabattini.
261 reviews3 followers
March 31, 2026
«È riuscita a fare quello che secondo alcuni è lo stigma della vera libertà: tramutare il “così è stato” in “così ho voluto che fosse”, smettendo di subire il passato e cominciando a considerarlo una propria scelta. Mi pare l’unico modo - quanto meno il più onesto - in cui si possa essere artefici del proprio destino: non tanto fare della propria vita ció che si vuole, quanto piuttosto fare in modo di desiderare ció che ci è toccato.»

Viaregginità che più non si puó + ironia e cinismo quanto necessari.
4.5⭐️
Profile Image for Matteo Zenoni.
13 reviews8 followers
March 5, 2026
Dopo “La ricreazione è finita”, vero e proprio caso editoriale, Dario Ferrari torna con “L’idiota di famiglia”, romanzo con al centro la relazione tra Igor Nieri, di professione traduttore dall’inglese e il padre Herr Professor, ex docente di storia e filosofia, impegnato in politica, ma affetto da demenza senile. Ambientato tra una Roma decadente, capitale dell’editoria radical chic, incarnata dalla compagna di Igor Marta, e una Viareggio che vive dei ricordi degli anni Novanta, “L’idiota di famiglia” si distende per più di 500 pagine, con un ritmo narrativo lento. L’inserzione, dalla terza parte del romanzo, delle pagine scritte dal padre relative alle “Tre giornate di Viareggio” è pregevole per il tentativo di far sentire, attraverso la scrittura, la voce di un genitore affetto da demenza senile e incapace di comunicare ma, a mio avviso, appesantisce molto la narrazione, che avrebbe, a mio avviso, ricevuto più verve dall’analisi del rapporto tra Igor e Marta.

Un romanzo, quindi, godibile, con la classica ironia amara di Ferrari, ma che a mio avviso perde molto in quanto troppo verboso e prolisso in alcune parti. Con 100-150 pagine in meno sarebbe stato più godibile.
Profile Image for Bill Clinton.
74 reviews
March 16, 2026
“Si, bravo, le sfumature. Qui a nessuno frega più un cazzo di nulla, figurati delle sfumature.”

“La vita e la letteratura sono affari distinti, un capolavoro non è meno bello perché affonda le radici in una visione del mondo aberrante.”

“La dessero gli altri, l’anima, quelli che ancora disponevano di una carcassa da portare in giro, da farci una passeggiata, da riempire di vino o da vederci un tramonto sul mare con una donna.”


“La ricreazione è finita” ha, a mio parere, una marcia in più. Forse perché era una novità interessante nel marciume editoriale di questi tempi.
Ma pure questo libro mi ha trascinato nel “cerchio magico”. Curioso di leggere il prossimo di Ferrari.

Profile Image for Marika Pinto.
207 reviews68 followers
March 13, 2026
Avevo alte aspettative, che non sono state deluse.
Dopo La Ricreazione è finita, Dario Ferrari si conferma un ottimo scrittore.
Il tono è leggero e ironico, ma mai banale, così come la storia, anzi le storie che è capace di incastrare molto bene.
Veramente, veramente un bel libro.
Profile Image for Tommaso Abbenda.
67 reviews
February 27, 2026
Tu morirai fanciullo e io ugualmente
ma più belli di te ragazzi ancora
dormiranno nel sole in riva al mare.
Ma non saremo che noi stessi ancora
Profile Image for Giorgio Russo.
9 reviews
May 1, 2026
"con le parole mi ci sono costruito una gabbia, e alla fine mi sono rimaste le parole al posto della vita"
Profile Image for Costanza Hippoliti.
41 reviews2 followers
April 11, 2026
Mi piace la prosa scorrevole di Ferrari, il tono ironico e tagliente che ne è marchio di fabbrica e la scelta che spesso fa di parole molto ricercate (ho sentito tutto il peso del mio fallimento accademico ogni volta che, durante la lettura, sono stata costretta a cercare su Google il significato delle parole che non conoscevo, ovvero -ahimè- quasi una volta per pagina).

Mi piacciono sempre i protagonisti dei suoi libri, anche se forse sarebbe meglio dire IL protagonista. Igor e Marcello sono infatti abbastanza l'uno il calco dell'altro, citando un termine caro al narratore di questo romanzo. Si tratta sempre di personaggi un po' goffi, che sembrano quasi preferire assistere alla propria vita piuttosto che affrontarla, a cui piace rifugiarsi (nascondersi) nelle parole e attraverso quelle esplorare l'umano.

Lo sguardo con cui osservo questi protagonisti non può essere che quello indulgente e affettuoso che l'autore rivolge loro. Non posso che provare tenerezza e compassione nel vedere come Igor provi a gestire (con risultati mediocri) la propria vita, il lavoro di traduttore sulla cui testa pende la spada di Damocle dell'AI, le relazioni con la sorella ribelle e il nipotino sociopatico, l'invidia per la compagna femminista di successo, il dolore per la malattia di suo padre e il rapporto con questo genitore 1 così difficile. È tutto così realistico ed umano, e in fondo secondo me abbastanza terapeutico perché spinge il lettore ad adottare una postura un po' più leggera rispetto alla vita. A me ha fatto pensare a come sia importante anche approcciare con umorismo le proprie vicende personali, che di cose che fanno ridere alla fine sono sempre piene.

Ho visto che nelle recensioni qualcuno rimproverava all'autore il fatto che i suoi personaggi femminili siano spesso ridotti a macchiette stereotipiche. Sinceramente non credo sia vero, o perlomeno non più di quanto questo discorso sia applicabile anche alle figure maschili, anch'esse non particolarmente approfondite da un punto di vista psicologico. In generale però devo dire che trovo lo stile di Ferrari, la sua ironia e la sua visione del mondo tipicamente maschili (lo dico senza alcuna malizia...forse...) e credo che "La ricreazione è finita" sia l'unico libro che tutti gli uomini che conosco abbiano apprezzato all'unanimità (anche qui, lo dico senza alcun giudizio... Forse...). Diciamo che per me Ferrari è lo Zerocalcare dei romanzi.

Ad ogni modo, la conclusione è: leggete "L'idiota di famiglia". Evviva chi sa ridere della propria vita e chi sa scrivere libri così belli.
Profile Image for Alice.
64 reviews2 followers
May 2, 2026
Igor ama le parole, odia i calchi e si trincera nella sua torre costruita in mattoni di letteratura, pessimismo e vittimismo, finché un bel giorno la vita non viene a bussare sotto forma di un padre colpito da un inaspettato quanto (tragicamente) ironico declino intellettuale, un nipote senza padre e una compagna che si è ricostruita suo malgrado. Prendendosi cura del padre, avvalendosi della sua più efficace - ed invidiabile - arma, l’autoironia, Igor si avvia sulla strada di un risveglio spirituale come traduttore, compagno, fratello e infine figlio.

'L'idiota di famiglia' è spassoso nella sua prima parte, feroce e tragico nella seconda, politico nella terza, sempre arguto e sferzante. Nonostante il primo terzo sia senza dubbio la sezione più riuscita e gli inserti provenienti da un saggio romanzato a proposito delle Tre Giornate di Viareggio risultino a tratti ingombranti, il libro si chiude su una nota a un tempo amara e speranzosa, mostrando come anche nell'errore e nell’arroganza il suo protagonista si sia saputo trasformare - magari da rospo in farfalla - e sia riuscito a ricucire dei legami con il suo passato, la sua famiglia, e il se stesso bambino, che desiderava l’approvazione del padre e moriva dalla voglia di contraddirlo.

Un romanzo spietato, leggero e pieno di domande - a cui pochissime trovano risposta, e va benissimo così.
Profile Image for Lisa incipitmania (profilo lettura).
266 reviews14 followers
April 27, 2026
“Di tutte le persone che avremmo potuto essere, ne resta solo una, quell’io a cui abbiamo infine dovuto aderire, sacrificando tutti gli altri, che oggi appaiono assai più belli e luminosi proprio perché non hanno mai dovuto scendere a patti con l’esistenza.”
(Citazione)
Profile Image for Lorenzo.
96 reviews7 followers
March 9, 2026
Vivere vorrei addormentato
Profile Image for Marta Folgarait.
725 reviews8 followers
March 15, 2026
No, vabbé, con questo romanzo Dario Ferrari non fa che confermare la sua bravura. Riesce a trattare temi importanti con ironia e pacatezza senza togliere o aggiungere nulla più di quel che serve per rendere l'idea e farti immergere nella storia facendoti vivere alcune sensazioni proprio come se fossero tue. Non nego di essermi fatta quattro risate di cuore ma anche di essermi immalinconita nei tratti in cui mi sono ritrovata.
Un romanzo che vale la pena leggere e che consiglio caldamente.
Profile Image for Michela Lotti.
1 review
April 6, 2026
Ho pianto e riso ad alta voce come per tutte le belle storie (e come nella vita d’altronde)
Profile Image for Carlo Venturini.
154 reviews2 followers
March 5, 2026
Divertente, intelligente, con punte di notevole profondità.
Ferrari scrive narrativa pop che, in un mondo migliore, venderebbe qualche milione di copie.
Profile Image for Lucio Aru.
Author 1 book36 followers
March 13, 2026
“È questo che pensa di me? Che sia patriarcale? lo? lo che ho uno specchiato curriculum di remissività totale a qualsiasi donna abbia mai avuto e di amici che si imbarazzavano a fare la doccia in spogliatoio con me perché hanno sempre dato per scontato che fossi il fidanzato non dichiarato di Botero? lo che mi sto accollando il ruolo di principale figura accudente di nostro padre per permettere a mia sorella di continuare a studiare, lavorare e fare la sua vita?”

Con un personaggio (protagonista) così poco apprezzabile (per me), la lettura diventa un misto tra il suo punto di vista, che non mi interessa per niente (ne ho letti, visti e conosciuti troppi di punti di vista di questo tipo di maschile), e una scrittura molto buona che non riesco ad apprezzare. Forse non è proprio il mio.
Profile Image for LaCiociara.
72 reviews1 follower
March 25, 2026
«Un arbitro che vuole farsi notare è dannoso quanto un traduttore che vuole fare capolino tra le parole, agognare un complimento, o anche solo un riconoscimento, mentre il miglior elogio per il traduttore è il silenzio. Che esercizio di umiltà, che postura anticapitalistica è necessaria per accettare di non esserci, e anzi darsi da fare per eclissarsi.»

Torna in libreria Dario Ferrari che, dopo “La ricreazione è finita”, ci propone un nuovo scritto completamente diverso, ma non per questo meno godibile, intitolato “L’idiota di famiglia”. Il titolo, già nel suo essere, riassume gran parte dei temi che nel libro sono affrontati per mezzo della voce di questo eclettico protagonista di nome Igor Nieri e di professione traduttore. L’uomo è chiamato a tornare a Viareggio dopo anni di lontananza e vita a Roma con la compagna Marta perché il padre, Herr Professor, Franco Nieri, docente da poco in pensione, ex assessore alla cultura, severo, meticoloso e puntiglioso, comunista sin nel midollo, con una solida militanza nel PCI alle spalle e un “braccino corto” dedito al risparmio di una vita, ha qualche problemino. In tutta la sua vita, i rapporti con il figlio sono stati complicati mentre più semplici e più distesi sono stati con la figlia Ester, sorella di Igor nonché madre del piccolo ma impegnativo Cosmo, un bambino di sette anni per cui il nonno è un idolo e per il cui nonno è una ragione di vita.
Igor vive a Roma con Marta. Traduce dall’inglese e ha scoperto Badwalds, autore americano diventato molto noto e super richiesto dalla “Grande Casa Editrice”. Marta, dal suo canto, ha lasciato il mondo universitario dopo una cocente delusione e si è buttata nell’editoria. Qui ha scoperto di avere un grande talento a cui è conseguito un invidiabile successo. Questo contribuisce a rendere ancora più complicato il loro rapporto, cosa che si aggiunge alla già complicata vita del narratore che si barcamena tra riflessioni sulla sua esistenza, il lavoro e ora anche un soggiorno indeterminato a Viareggio, un vero ritorno, perché quel padre sempre così pungente manifesta sintomi dell’Alzhaimer. Tra l’altro, proprio quel padre, così attento e oculato, così meticoloso nel contare anche il centesimo, compie un gesto totalmente inaspettato e che chiaramente lo fa passare come “l’idiota di famiglia”. Igor è convinto che fosse consapevole di quel che stava facendo ma pur di cedere all’orgoglio, ha scelto di mantenere l’ego.

«La prima volta che sbaglio un congiuntivo mettimi un cuscino sulla faccia. Promettimelo.»

Nella seconda parte, Igor, dovrà fronteggiare tanti cambiamenti che andranno dal ritorno a casa, alla riscoperta della figura del padre, al ricordo, ancora, della madre, al crollo di quelle certezze sentimentali che credeva di avere, alla riscoperta di una sorella di cui in realtà aveva capito ben poco. Cosmo, ancora, gli permetterà di focalizzare l’attenzione su un mondo a lui sconosciuto e indecifrabile ma anche di riflettere. Perché questo ritorno a casa con tutto quel che comporta, lo porterà a fare i conti con se stesso, con ciò che ha perso, ciò che ha costruito, le proprie scelte, la distanza dalla figura del padre severo e autoritario che, paradossalmente, proprio con il suo ruolo lo ha portato ad amare la letteratura russa, in particolare Dostoevskij e il principe Myskin.
Una parte dell’opera, dunque, più introspettiva ma che conduce il lettore in una auto-analisi che suscita domande e chiede di cercare risposte.

«[…] “A voi capiterà lo stesso”, diceva con la sua oratoria lenta e profonda, “all’inizio non capirete niente di quello che vi dirò, e vi sembrerà di sentir parlare un pazzo. Ma poi, a mano a mano che passerà il tempo, vedrete che quelle parole acquisteranno un senso, e arriverà il giorno in cui vi sarà tutto più chiaro”. A mio padre deve essere successa una cosa del genere: per tutto il lungo inverno della sua vita si deve essere tenuto dentro, congelata, una miriade di stronzi, che adesso, all’arrivo improvviso della sua demenza senile, fanno capolino all’unisolo come i boccioli a primavera, a fiorirne l’eloquio.»

“L’idiota di famiglia”, come anticipato, già dal suo titolo gioca con le parole e riassume molti dei temi che vengono affrontati tra queste pagine. La narrazione è in prima persona e questo suscita ancor più introspezione ed empatia. Ci porta a riflettere sullo scontro generazione, sulla fragilità di un’età che sopraggiunge, ci porta a provare una tenerezza sconosciuta e mai provata proprio per quelle figure un tempo forti e ora così delicate, ci porta a chiederci i perché e le conseguenze delle nostre scelte. E poi scopriamo del “lascito”. Un lascito che i genitori lasciano ai figli e che non sempre è quantificabile in moneta. Herr Professor dona al figlio una serie di carte, un racconto scritto a macchina, che riassumono un evento rivoluzionario, “Le tre giornate di Viareggio”. Tramite queste, Igor, capirà davvero la figura di quell’uomo che forse per la prima volta capirà di poter amare.
Dario Ferrari, dal suo canto e con grande maestria, sfrutta così l’esperiente narrativo shakespeariano del “The play within the play” e vi riesce magistralmente.
“L’idiota di famiglia” è un romanzo davvero ben scritto e con una trama affatto scontata. I protagonisti sono ben delineati e il messaggio che lascia è molto forte così come le riflessioni che suscita. Arriva con tutta la sua forza anche nel suo trasmettere l’amore per le parole, per la traduzione, per i sentimenti. Le parole restano, commuovono, danno sostanza alla vita, non sono mai banali. Anche per questo, in un’epoca ove sembrano essere depauperate del loro significato, è giusto ricordarle e riattribuire loro il giusto significato e valore. Da qui, l’autore, ci invita a riflettere anche sull’importanza del ruolo del traduttore che proprio nella scelta di ogni singola parola, valorizza il testo, ne mantiene l’autenticità, ne rimarca la sensibilità.
Ferrari torna in libreria con un romanzo che si lascia gustare e lascia il segno, un testo intelligentemente scritto e con una penna che accarezza e sa essere magnetica per erudizione e capacità evocativa. Una goduria per i lettori, anche più esigenti. Il mio grazie va a Sellerio per la bella occasione di lettura. Da leggere e assaporare.
Profile Image for Laura Gotti.
629 reviews602 followers
March 9, 2026
anche 3,5

L’idiota di famiglia è un libro leggero e divertente che, nasconde qualcosa in più e non lo nasconde nemmeno troppo. Ferrari (che avevo cordialmente detestato con il libro precedente) ha il dono della lievità, della penna che corre leggera, della battuta pronta. È un accademico capace di intrattenere la platea, ti fa la lezioncina ma te la sa raccontare, infarcire di storielle e di dettagli divertenti. Ha testa, penna, stile ma gli piace fare il cazzaro. Insomma è uno che con me durerebbe tra minuti, o 500 pagine lette prevalentemente in notti insonni, ma è uno che presenterei alla mia amica sempre allegra, o a quella che mi dice che sono tragica; è uno che porterei a una festa per poi lasciarlo in mezzo al salone, lui, a intrattenere mentre io mi rifugio in terrazzo con un bicchiere di vino e tanto so che non mi seguirà mai. Mi ha tenuto lì, parlando di traduzione, di letteratura russa, inserendo tre personaggi femminili così lontani da me (forse c’è un po’ di stereotipo contemporaneo, che, ahimè, non gli contesto nemmeno del tutto) ma tutti divertenti, tutti lontani anni luce della tragedia del vivere, dal lamento, anzi tutti sorridenti anche nelle disgrazie, pronti a rialzarsi in un battito di ciglia, pronti a trovare sempre il buono e il bello dietro l’angolo, facendomi sentire, ancora di più, quella che va invece a cercare la polvere, negli angoli, senza mai alzare gli occhi al soffitto. Ha scritto un libro intelligente e piacevole, senza drammi - non è vero, il dramma c’è ed è sempre lo stesso, ma dipende come scegli di raccontarlo -, sottile e arguto con qualche - più d’uno a parere mio - difetto ma sono quei difetti perdonati, perché il tizio ti fa simpatia, ha una camicia orrenda ma non ti viene di dirglielo e poi, insomma, tutti sti musi lunghi, ogni tanto ce ne vuole uno allegro, quello con la battuta facile, non sempre riuscita, ma almeno ci prova in mezzo a noi che siamo dei macigni.
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