Torino, notte di San Giovanni. Cleo è seduta sul trampolino di una piscina chiusa al pubblico. Sta aspettando qualcuno, ma al posto di un chiarimento arrivano due mani che la spingono in acqua. Cleo non sa nuotare. Scivola giù. Quando riapre gli occhi, però, non è sul fondo della piscina, ma nell'aula di scienze del suo liceo. Cleo non è a scuola o sott'acqua? In entrambi i posti. Succede, a volte, quando sei sospesa tra la vita e la morte. Mentre si trova in quel limbo, la sua mente le offre un'occasione rivivere il film della propria vita. Ma le resta poco tempo. Solo sette minuti prima che il cuore si fermi per sempre – o riparta. Sette minuti per tornare indietro nei ricordi, esplorarli come indizi. Per scoprire chi l'ha spinta, certo. Ma soprattutto per capire chi è davvero e scegliere chi vuole diventare.
Non mi ha fatto impazzire. Una via di mezzo tra giallo e romanzo di formazione? La scrittura e soprattutto i dialoghi sono banali e scialbi. Le parti più deboli sono quelle in cui Cleo dialoga col professore (di cui poi non c’è più traccia) tra i suoi ricordi. Avrei preferito togliere tutti quegli espedienti e approfondire di più i personaggi, che sono delle macchiette e che sembrano molto più giovani e immaturi dei 17 anni che dovrebbero avere. Anche il tema dell’adozione e delle persone senza fissa dimora mi sembra trattato in maniera superficiale. Magari ad alcuni può piacere, ma non lo consiglierei.
Romanzo per ragazzi, che affronta il tema della vita di un'adolescente che si trova sospesa tra vita e morte e cerca di capire chi le vuole bene e chi no, ripercorrendo gli ultimi momenti della sua vita prima di cadere in piscina e restare nel limbo della vita-morte. Rivede i rapporti con i suoi amici, i suoi familiari e in questo modo cerca di capire chi è lei stessa. Racconto avvincente fino alla fine, personaggi descritti in maniera un pò veloce e non approfondita, stile semplice con vocabolario adatto ai ragazzi.