"L'amore non è una poesia sdolcinata. È una tazza di tè quando sei malato. Un asciugamano pulito già pronto per te in bagno. L'ultimo biscotto che condividi. Una battuta a tue spese per farla ridere di nuovo. Un bicchiere di latte caldo con il miele, anche se avete appena litigato. Un 'sono qui' quando ti senti perso."
Questo ultimo libro della saga riunisce finalmente tutti i personaggi che abbiamo incontrato fino ad ora. Li troviamo divisi in fazioni e gruppi diversi, ognuno con le proprie idee, i propri ideali e il proprio modo di vedere la situazione. Nonostante le differenze, però, quando arriva il momento decisivo riescono a trovare un obiettivo comune.
Nel momento del bisogno Eyra dimostra davvero di essere una Regina di Fuoco. Non perché desideri il potere, ma perché vuole porre fine alla guerra causando il minor danno possibile. Non pensa solo al suo popolo o al suo regno, ma guarda a tutti: alla sua famiglia, agli altri popoli e a ciò che potrebbe accadere se la guerra continuasse. È pronta persino a sacrificarsi pur di proteggere gli altri, e questo è ciò che la rende davvero una regina.
Mi è piaciuto molto anche il modo in cui viene presentato il male. Non è semplicemente incarnato da un cattivo evidente, ma può trovarsi nei posti meno probabili. In questo caso sono le divinità stesse a mostrare sentimenti molto umani: rancore, desiderio di potere, vendetta. È una visione diversa da quella che si trova spesso nei fantasy e l’ho trovata davvero interessante.
Ho apprezzato anche il fatto che non tutto ruoti attorno a Eyra o al suo rapporto con Lazar. I sentimenti tra loro sono chiari ormai, e non sono il centro della storia. Lazar rimane Lazar: ama Eyra, vuole il meglio per il suo popolo e la lascia combattere le sue battaglie restando al suo fianco, senza mai cercare di prevalere su di lei.
Ho amato molto il rapporto tra i fratelli. Nonostante tutto quello che succede, rimangono fratelli e ci sono momenti in cui questo legame emerge in modo davvero potente.
Il rapporto tra Eyra e Belgor è uno di quelli che mi sono piaciuti di più: sembrano due vecchi amici. Brontolano, si prendono in giro, ma si capisce che sarebbero pronti a fare qualsiasi cosa l’uno per l’altro. È un rapporto nato quasi per caso e che nel corso della saga ha avuto una bellissima evoluzione.
Saul, invece, è diventato quasi un romanticone. La scelta che fa con Patrizia mostra quanto in fondo sia simile a Lazar: anche lui desidera impegnarsi per l’eternità con la persona che ama.
Noah resta lo spirito libero del gruppo. Nonostante l’amore che prova, sceglie di non fare ancora un voto del genere, rimanendo coerente con se stesso.
Conclusione? Consiglio tutta la saga. È una di quelle storie che si leggono senza riuscire a smettere
Si chiude qui il viaggio che mi ha accompagnata per mesi nel mondo di Estraora. E non è semplice lasciarlo andare.
Trono di Ghiaccio e di Fuoco è un finale che amplia tutto ciò che abbiamo visto nei volumi precedenti. La guerra non è più solo tra fuoco e ghiaccio: qui entrano in gioco gli dèi, e la sensazione è che i protagonisti siano pedine su una scacchiera molto più grande.
Eyra, Lazar, Soul e Noah si trovano a sfidare qualcosa che va oltre loro stessi. E se c’è una cosa che questa saga ci ha insegnato è che gli dèi non sono sempre benevoli.
La battaglia finale mi ha colpita profondamente. È intensa, emotiva, e sì — preparate i fazzoletti. Ma ciò che ho apprezzato davvero è il modo in cui il ritmo viene gestito: la storia non corre verso la fine, ma lascia spazio per elaborare tutto. Le perdite, il dolore, i momenti di respiro.
Questo rende la conclusione più autentica.
Il worldbuilding si conferma solido e ben costruito. Estraora è un mondo vivo, e i personaggi che lo abitano sono abbastanza forti da sostenere anche nuove storie. L’idea che l’autrice voglia espanderlo mi incuriosisce molto.
Tra i POV, Fayette resta per me il più riuscito dell’intera saga. Patricia, invece, pur essendomi affezionata a lei nel tempo, rimane meno incisiva e in alcuni momenti troppo simile a Eyra. I suoi capitoli funzionano meglio quando intrecciati agli altri personaggi, soprattutto con Merkan, che ho trovato molto più interessante.
Un piccolo desiderio che mi porto dietro riguarda Belgor. Avrei voluto entrare di più nella sua mente, capire meglio la sua essenza. Ma forse è proprio questo il punto: alcune cose restano solo da sfiorare.
Eppure è bastato.
Eyra, Lazar e tutti gli altri lasciano un segno fatto di fuoco e ghiaccio difficile da dimenticare.
Il finale non è perfetto, ma è giusto.
Non cancella il dolore, non semplifica le perdite e non cerca di addolcire ciò che è stato costruito lungo il percorso. Dà spazio alle conseguenze, alle cicatrici, a ciò che resta dopo la guerra.
E alla fine è questo che conta davvero.
Non chi ha vinto o perso, ma ciò che siamo diventati attraversando la tempesta.
Non so come sentirmi rispetto al fatto che questa serie è finita. È stato un viaggio lungo, ho sclerato molto, soprattutto alla fine di quest'ultimo libro. Nonostante tra un libro e l'altro l'hype mi è leggermente passato mi sono goduta ogni pagina. Mi è piaciuto soprattutto come sembra essere un romance "vecchio stampo", nel senso che si è una parte fondamentale insieme al fantasy, ma non pesa. Non sembra di troppo. Non sembra messa per catturare l'attenzione, perché la storia e la scrittura lo fanno già di per sé. Non vedo l'ora che usciranno i vari spin-off negli altri regni, anche se dovrò comunque dire addio alla storia di Eyra e Lazar, le piccole anticipazioni mi incuriosiscono un sacco.
Il capitolo conclusivo della serie di ghiaccio e fuoco. La prima parte del libro mi ha tenuta incollata alle pagine dall’inizio alla fine. La seconda parte invece l’ho trovata molto più prolissa e cose che ho ritenute importanti non sono state trattate a dovere; cinque libri per sconfiggere Lorelai e in poche pagine fatto e finito… Ad ogni modo mi è piaciuta molto la serie e anche il finalmente tanto meritato lieto fine dei nostri sodali!
This entire review has been hidden because of spoilers.
Non pensavo sarei arrivata alla fine di questa saga così in fretta… e devo dire che mi manca già.
È stata una vera e propria montagna russa: tanta azione, emozioni fortissime e personaggi che, pagina dopo pagina, si sono fatti spazio nel mio cuore.
Eyra, forte e coraggiosa. Lazar, rigido ma con un cuore enorme. Saul, il rubacuori che alla fine ha messo la testa a posto. Noah, l’anima libera che ha finalmente trovato il suo posto sicuro. Patricia, che ha messo in discussione tutte le sue convinzioni per combattere per ciò che è giusto. Fayette, libera come il vento, che ha trovato un motivo per restare e lottare.
Non posso fare altro che consigliarvi questa meraviglia. Prima di tutto per la scrittura, capace di trascinarti completamente in questo mondo ghiacciato. Poi per i personaggi, di cui è impossibile non innamorarsi.
E soprattutto perché è una di quelle storie che ti catturano… e non ti lasciano più andare.