Tahar Ben Jelloun ripercorre la storia del conflitto israelo-palestinese, evidenzia le responsabilità di entrambe le parti in causa, ma di fronte alla reazione militare israeliana, seguita agli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023, non esita a usare il termine genocidio. Criticando una guerra alimentata dagli interessi personali di Netanyahu e dall’ossessione per l’annientamento del popolo palestinese, che ha portato a una condanna del premier israeliano da parte della Corte Penale Internazionale. Con passione e argomentazioni brucianti, Ben Jelloun denuncia il silenzio complice di molti Paesi europei e invita a distinguere tra critica al sionismo e antisemitismo, una parola troppo spesso usata per silenziare le voci di protesta. Non si può tacere di fronte a questi crimini, ci ricorda, perché la spirale di odio generata da questa guerra potrebbe avere conseguenze gravissime.
Tahar Ben Jelloun (Arabic: الطاهر بن جلون) is a Moroccan writer. The entirety of his work is written in French, although his first language is Arabic. He became known for his 1985 novel L’Enfant de Sable (The Sand Child). Today he lives in Paris and continues to write. He has been short-listed for the Nobel Prize in Literature.
Un breve saggio che racconta cosa è successo dal 7 ottobre in poi, facendo riferimenti anche agli eventi che lo hanno preceduto. Consiglio a chi ha interesse a leggere sul conflitto israelo-palestinese e non sa da dove cominciare.
"Un libro non è all'altezza di un bambino che muore di fame e di sete. [...] Resta il fatto che il silenzio è colpevole. Dobbiamo scrivere, raccontare, denunciare, mostrare l'orrore e lasciare che tutti si confrontino con la propria coscienza."
Non ho altro da dire a commento di questo piccolo testo, se non che sento risuonare le parole di Primo Levi "Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre".