“L’odore, il profumo, ti entra dentro perché sei tu che lo inviti con il respiro, e poi segue la sua strada. Non puoi decidere se ti piacerà. Viaggia su un’altra dimensione. Non appartiene alla logica, o alla ragione. S’impossesserà di te, però, pretendendo la verità assoluta. Lo amerai allora, oppure ti farà ribrezzo. Ma non ci sarà nulla nella tua esistenza di più autentico di quella prima emozione. Perché quella è la risposta della tua anima.”
Tradita dal fidanzato, Elena Rossini è sola e spaesata. Fugge dalla casa che da tempo divideva con Marco e l’istinto la riporta nel vecchio negozio della nonna, la profumiera Lucia Rossini.
Elena, infatti, discende da un’antica e famosa famiglia di donne profumiere e ha questa passione nel sangue. L’infanzia non è stata facile, senza un padre, cresce con una madre assente e troppo concentrata sul suo nuovo fidanzato che non sopporta la vista di una figlia non sua; ancora in tenera età, Elena rimane a vivere dalla nonna Lucia a Firenze e con il passare del tempo le visite della madre diminuiscono, fino a cessare del tutto.
La bambina cresce tra i profumi e gli insegnamenti di Lucia, ma l’apparente rifiuto della madre e la severità della nonna la portano con il tempo a rinnegare la storia della sua famiglia, la sua passione per i profumi e persino se stessa. Una volta adulta, Elena cerca la stabilità rappresentata da Marco e da una vita semplice, per evitare di fidarsi delle persone e di vivere per se stessa; ma ora che la vita l’ha tradita è pronta a ricominciare da capo, seguendo il bisogno che la spinge con forza verso ciò che la rappresenta e la contraddistingue: i profumi.
Elena si rese conto che il malessere che da sempre l’aveva accompagnata mentre lavorava a una nuova essenza era come svanito. Come il senso di costrizione e di dovere. Era solo l’ombra di un fastidio in un angolo della sua mente, c’era ma non faceva più male, come una cicatrice ormai vecchia.
In lei ora si agitava qualcosa di diverso, un bisogno che la spingeva ad annusare, a riempirsi i polmoni di questo o quell’ingrediente. Anche la nausea era scomparsa. Non sapeva quando era accaduto, semplicemente a un tratto non c’era più. Restava solo quella sorta di necessità.
[..] Le sue certezze si erano appena sgretolate, come i suoi piani così accuratamente ideati. Tanto valeva lasciarsi andare all’istinto.
La presenza della sua migliore amica Monique è fondamentale: grazie a lei decide di partire per Parigi, ricominciare una nuova vita e cercare lavoro presso Narcissus, un prestigioso negozio di profumi.
E quello alla fine era il punto della questione. Aveva riversato in quel rapporto i suoi bisogni e i suoi desideri in modo ostinato e cieco. E poi aveva preteso che quella sorta di legame funzionasse.
[..] Si accorse in quel momento che le sue non erano altro che speranze, non ci credeva davvero. Erano come sogni, forse appena un po’ più concreti. E poi qualcosa dentro di lei cambiò. Fu un movimento impercettibile, ma deciso. Era la volontà. Da quanto non decideva qualcosa? Si rese conto che negli ultimi tempi le era mancata la soddisfazione che derivava dall’aver deciso e compiuto qualcosa per sé stessa, senza altro motivo che quello di compiacere le proprie aspettative. Sarebbe andata a Parigi, voleva andarci, voleva cambiare, voleva e basta.
Una volta arrivata a Parigi, prende in affitto un appartamento della famiglia di Monique e conosce Cail, il suo vicino, un uomo affascinante e misterioso che coltiva rose.
Non sono poche le difficoltà che Elena deve affrontare per riprendere in mano la sua vita. E’ un processo lungo e doloroso, ma seguendo il sentiero dei profumi ritroverà finalmente la sua strada.
“Si parte da un’idea. Può essere un evento, un sogno, una passeggiata. Un profumo è come un racconto, è una forma di comunicazione, solo più sottile e più immediata. Quando il brief, così si chiama, è ben chiaro, allora si parte con la scelta delle essenze. Io le sento tutte, diventano colori, emozioni, mi travolgono, si impossessano di me, non riesco a smettere di pensarci finché il profumo non è terminato.” Silenzio, nel soggiorno si sentivano solo il respiro agitato di Elena e quello regolare di Cail.
“E’ meraviglioso. Quello che dici, quello che sei, la passione che metti nel fare il tuo lavoro. Non è un impedimento, è un grande dono. Tu sei una donna molto speciale.”
Disse quello che aveva nel cuore, e in ogni parola c’era ammirazione, rispetto, considerazione. In quel momento Elena cominciò davvero a innamorarsi di lui.
Questo romanzo è davvero particolare: la narrazione è in terza persona, lo stile è elaborato, scorrevole e ammaliante. Non è una semplice storia d’amore, è qualcosa di più.
Il lettore diventa l’angelo custode di Elena: sempre accanto in ogni momento, sente la sua sofferenza, la sua gioia, la sua voglia di rivalsa e, infine, il suo amore; la sua passione diventa anche la mia.
Sono rimasta stregata dalla magia che l’autrice ha saputo creare attraverso gli abbracci, il calore e i baci; si avverte persino l’amarezza, l’odio, la gelosia, come strani odori che ti penetrano dentro e non riesci a liberartene finché l’autrice non decide il contrario.
Inoltre, Cristina Caboni non poteva scegliere città più magiche. L’ambientazione è dettagliata e intrigante: l’autrice si è destreggiata con molta abilità tra Firenze, Parigi e le campagne francesi.
La città era un tripudio di colori e brillava di vita. Erano solo le cinque del pomeriggio ma un velo di nubi aveva smorzato la luce naturale e tutta Parigi aveva risposto come a un invito, riempiendosi di lumi. E adesso che ci rifletteva era proprio quel bagliore a esserle rimasto impresso da bambina, quello e il profumo. La città odorava di veicoli, di persone, di cibo e fumo. C’era anche un altro profumo che si levava dalla Senna, greve e umido.
“Il sentiero dei profumi” è una storia intensa e coinvolgente che merita di essere letta e, ne sono certa, conquisterà tantissimi lettori in tutto il mondo!
Il profumo era il sentiero, percorrerlo significava trovare la strada. Sempre e comunque.