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Daddy
Rimasto vedovo dopo trent’anni di matrimonio, il protagonista apre le porte di Grindr e scopre di incarnare uno dei “modelli” più richiesti del mondo gay: il daddy, cioè l’uomo d’esperienza, protettivo e capace d’ascolto, che provoca nel giovane, il cucciolo, dolci fantasie di remissività. In un esaltante incontro conosce a Oxford Adrians e, dopo esser rientrato a Milano, riceve da lui continue dimostrazioni di interesse. Niente di che: messaggini senza succo, selfie dalla palestra, osservazioni sul clima. Eppure. Convinto che tra loro sia nata una relazione, il nostro daddy torna a Oxford. Peccato che a questo punto il cucciolo si riveli un gelido narcisista. Non resta che imbarcarsi in nuove avventure. Ma adesso gli incontri sanno irrimediabilmente di delusione, trascinando tutto l’irrisolto del passato: i complessi dell’infanzia, i conflitti di famiglia, le pene dell’adolescenza. Ritorna il fantasma dello stesso padre, quello genetico, costringendo il daddy, fuori della cornice di Grindr, ad armonizzare dentro di sé i vari conflitti di un’infinita educazione sentimentale. E Adrians? C’è ancora. Daddy racconta una storia d’amore, o ancor meglio, la storia di un’ossessione, che attraverso gli ambigui appagamenti del corpo cerca la via della felicità. Introspettiva, lucida e al tempo stesso divertita, la scrittura di Gardini indaga il fondo misterioso dove l’amore si nasconde e dove, comunque, chiede di esprimersi più libero, in un’implacabile preghiera.
228 pages, Hardcover
Published February 12, 2026
About the author
Nicola Gardini
70 books36 followersNicola Gardini è scrittore e pittore. Vive tra Oxford e Milano.
Scrive poesie, saggi, romanzi, memoir, articoli giornalistici, e traduce poesia dal latino e da alcune lingue moderne, soprattutto l’inglese. Dipinge prevalentemente a olio, su tela e su cartone.
Scrive poesie, saggi, romanzi, memoir, articoli giornalistici, e traduce poesia dal latino e da alcune lingue moderne, soprattutto l’inglese. Dipinge prevalentemente a olio, su tela e su cartone.
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Community Reviews
Displaying 1 - 21 of 21 reviews
March 7, 2026
Tremendo. Mi aspettavo un racconto in cui il lutto per la persona amata si mischiava al risveglio di un desiderio sessuale, invece si tratta solo di una serie di descrizioni (spesso un po’ cringe e riduttive) su “buchetti”, “cuccioli”, giochi di ruolo, corpi. Un po’ come l’ultimo White, spesso si perde il contatto su ciò che è narrativamente valido. Quanta pochezza.
March 1, 2026
Ho odiato il protagonista dalla prima pagina. Delinea secondo me un tipo di relazione tra un ragazzo più giovane e una persona molto più adulta (daddy) che sfocia nel cringe e troppo generalizzata.
A parte la volgarità che eccede in diversi punti e la ripetizione di appellativi tipo “cucciolo”, mi ha anche dato fastidio questa voglia di inserire delle “lezioni” sulle relazioni quasi come se l’autore ne fosse il massimo esperto, dentro una storia venduta come romanzo.
Una storia daddy/son non è solo un gioco sessuale, spesso può funzionare anche senza sesso.
Mi aspettavo tutt’altro.
A parte la volgarità che eccede in diversi punti e la ripetizione di appellativi tipo “cucciolo”, mi ha anche dato fastidio questa voglia di inserire delle “lezioni” sulle relazioni quasi come se l’autore ne fosse il massimo esperto, dentro una storia venduta come romanzo.
Una storia daddy/son non è solo un gioco sessuale, spesso può funzionare anche senza sesso.
Mi aspettavo tutt’altro.
March 10, 2026
Poteva anche avere un potenziale, ma anche no.
Scritto in maniera davvero superba, non in accezione positiva.
Scritto in maniera davvero superba, non in accezione positiva.
June 9, 2026
3.75, ho particolarmente apprezzato la scrittura dell’autore che vira dal registro volgare e più spiccio a quello più aulico e poetico, come anche le riflessioni su tempo, desiderio e passato che condiziona il nostro desiderare.
Eppure, mi è mancato qualcosa, forse un approfondimento maggiore sul finale? Forse qualche riflessione in più sul passato con Alex? E anche i continui salti temporali mi hanno rallentato la lettura (questo, però, è un fattore personale), anche se lo ho bevuto in pochi giorni grazie alla scrittura di Gardini e al tentare di rispondere all’annosa domanda: chi siamo quando amiamo in maniera totalizzante?
Eppure, mi è mancato qualcosa, forse un approfondimento maggiore sul finale? Forse qualche riflessione in più sul passato con Alex? E anche i continui salti temporali mi hanno rallentato la lettura (questo, però, è un fattore personale), anche se lo ho bevuto in pochi giorni grazie alla scrittura di Gardini e al tentare di rispondere all’annosa domanda: chi siamo quando amiamo in maniera totalizzante?
July 15, 2026
Autore: Nicola Gardini.
Editore: Mondadori
Anno di pubblicazione: febbraio 2026
Pagine: 213.
Genere: narrativa contemporanea / romanzo.
Titolo: Daddy
"Daddy" è il diminutivo infantile di "dad", padre in inglese; dunque è una parola usata dai bambini per i loro padri affettuosi. Ma ha altri usi, soprattutto in termini sessuali: principalmente le donne per i loro partner virili e protettivi, poi è entrato nel linguaggio della prostituzione per gli uomini che pagano e, infine, negli ambienti gay, inizialmente per l'uomo più grande, protettivo o di sostegno, ma anche come vezzeggiativo affettuoso fra uomini. In seguito, l'industria della pornografia ha manipolato l'immaginario collettivo di questa figura creando un'estetica specifica per il "daddy", che è diventato una categoria di video.
Ovviamente il termine non comunica solamente sesso, soldi o piaceri, ma anche necessità psicologiche non soddisfatte durante l'infanzia, e dunque il "daddy" le incarna per il partner più giovane.
Genere:
È un romanzo queer, ma come genere letterario mi sembra un ibrido fra saggistica sociale e memoir.
Scritto in prima persona, ho percepito che è ispirato alla vita reale dell'autore e dunque può essere considerato un romanzo autofiction o semi-autobiografico.
La trama senza spoiler:
Il personaggio principale è un uomo vedovo di 58 anni che ha deciso di scaricare un'app di incontri gay, seguendo il consiglio della sua amica storica Monica. Lì scopre che incarna la figura del Daddy, e dunque la accetta perché scopre che è ancora desiderato anche a cinquant'anni passati. Trova subito un "son", un figliolo, lui preferisce il termine italiano "cucciolo". Si chiama Adrians, è il secondo personaggio principale, ha 29 anni, viene dalla Lituania, passa tutto il tempo fra lavoro e palestra, guadagna soldi, coltiva il suo corpo e poi va a caccia di uomini.
La suspense o l'intreccio del romanzo sta nel fatto che il daddy cerca l'amore, la relazione, ma trova solo cuccioli che vogliono solo divertirsi e basta; poi subisce spesso un atteggiamento molto comune ma fastidioso, quello dello scomparire, il cosiddetto "ghosting": un momento sei un tesoro per l'altro, e un attimo dopo diventi uno sconosciuto o sparisci dalla sua vita senza fornire nessuna motivazione o spiegazione apparente... Questo dimostra come il relazionarsi, per molti, sia solo un modo di passare il tempo presente senza proiezioni future, senza legami affettivi, senza l'impegno di conoscere l'altro o di coltivare una relazione nel tempo; è un uso reciproco del corpo dell'altro, una ricerca del piacere senza il minimo impegno e neanche il rispetto per il benessere dell'altro.
Dunque non vi rivelo niente, perché il romanzo spiega meglio tutto questo attraverso quello che vivrà il daddy con Adrians e gli altri cuccioli.
Caratteristica principale del romanzo:
Oltre al genere ibrido del romanzo fra narrativa e saggistica perché l'autore racconta una storia ma riflette anche sulle relazioni nell'era digitale e sul sesso. Ci sono altre dicotomie spaziotemporali, linguistiche e culturali.
Il protagonista lavora come traduttore letterario fra italiano e inglese, vive fra Oxford e Milano e racconta anche cosa fa sul suo cellulare. Inoltre, la struttura del romanzo è divisa in capitoli che si alternano fra il presente del daddy, uomo di cinquant'anni, e capitoli in flashback che raccontano il suo passato da bambino e poi da adolescente, per farci capire la sua formazione psicologica, come è cresciuto in famiglia e le sue prime esperienze sentimentali e sessuali, che rappresentano la parte più dolorosa del romanzo.
Dunque il romanzo ha questa caratteristica di stare nel mezzo: fra lingue, fra paesi, fra vita offline e vita online, fra presente e passato, fra linguaggio volgare, slang e linguaggio accademico da docente di letteratura e traduttore.
I temi: sesso, ossessione, amore, relazioni.
Secondo me, non è un romanzo sull'amore ma sulle situazioni d'amore, le cosiddette "situationship" o sull'amoreggiare, perché non ho percepito, sinceramente, un profondo coinvolgimento emotivo con Adrians. L'amore è un pretesto per fare sesso. Poi, anche culturalmente, il sesso è quasi un sostituto della parola amore, sapendo che qui parliamo di sessualità occasionale e promiscua, sempre più comune a causa delle app di incontri dove utenti arrapati entrano per cercare partner sconosciuti.
La mia valutazione è estremamente personale e soggettiva, da lettore.
Non mi è piaciuto molto: 6 su 10.
Questo perché aveva il focus sul racconto delle avventure sessuali, il suo erotismo non mi ha convinto e la storia con Adrians mi risultava incompleta. Anche i personaggi come Monica, la sua amica storica, e Alex, il suo ex marito, erano presenti e non presenti, come fossero fantasmi.
Il romanzo è perfetto da leggere in spiaggia o nei locali pubblici per rimorchiare daddies o cuccioli. hehe
La parte migliore, che mi è piaciuta di più, è quella saggistica all'inizio, quando descriveva la sintassi dell'app, analizzava la natura del rapporto (Daddy/cucciolo) e i flashback sulla figura paterna. Per questo credo che l'autore avrebbe potuto tranquillamente scrivere un saggio narrativo, soprattutto per innalzare il livello molto basso del dialogo in quelle app e approfondire un po' la comprensione di questa modalità di fare sesso così veloce e superficiale. Sarebbe servito anche a stimolare l'introspezione in chi cerca daddies e in chi cerca cuccioli, per capire, magari, se vogliono davvero continuare la loro vita così.
Finalmente, è una lettura molto personale e anche stimolante per me, raccomandata soprattutto per chi vuole risparmiare le delusioni e perdita da tempo in rapporti che ti consumano da dentro.
Editore: Mondadori
Anno di pubblicazione: febbraio 2026
Pagine: 213.
Genere: narrativa contemporanea / romanzo.
Titolo: Daddy
"Daddy" è il diminutivo infantile di "dad", padre in inglese; dunque è una parola usata dai bambini per i loro padri affettuosi. Ma ha altri usi, soprattutto in termini sessuali: principalmente le donne per i loro partner virili e protettivi, poi è entrato nel linguaggio della prostituzione per gli uomini che pagano e, infine, negli ambienti gay, inizialmente per l'uomo più grande, protettivo o di sostegno, ma anche come vezzeggiativo affettuoso fra uomini. In seguito, l'industria della pornografia ha manipolato l'immaginario collettivo di questa figura creando un'estetica specifica per il "daddy", che è diventato una categoria di video.
Ovviamente il termine non comunica solamente sesso, soldi o piaceri, ma anche necessità psicologiche non soddisfatte durante l'infanzia, e dunque il "daddy" le incarna per il partner più giovane.
Genere:
È un romanzo queer, ma come genere letterario mi sembra un ibrido fra saggistica sociale e memoir.
Scritto in prima persona, ho percepito che è ispirato alla vita reale dell'autore e dunque può essere considerato un romanzo autofiction o semi-autobiografico.
La trama senza spoiler:
Il personaggio principale è un uomo vedovo di 58 anni che ha deciso di scaricare un'app di incontri gay, seguendo il consiglio della sua amica storica Monica. Lì scopre che incarna la figura del Daddy, e dunque la accetta perché scopre che è ancora desiderato anche a cinquant'anni passati. Trova subito un "son", un figliolo, lui preferisce il termine italiano "cucciolo". Si chiama Adrians, è il secondo personaggio principale, ha 29 anni, viene dalla Lituania, passa tutto il tempo fra lavoro e palestra, guadagna soldi, coltiva il suo corpo e poi va a caccia di uomini.
La suspense o l'intreccio del romanzo sta nel fatto che il daddy cerca l'amore, la relazione, ma trova solo cuccioli che vogliono solo divertirsi e basta; poi subisce spesso un atteggiamento molto comune ma fastidioso, quello dello scomparire, il cosiddetto "ghosting": un momento sei un tesoro per l'altro, e un attimo dopo diventi uno sconosciuto o sparisci dalla sua vita senza fornire nessuna motivazione o spiegazione apparente... Questo dimostra come il relazionarsi, per molti, sia solo un modo di passare il tempo presente senza proiezioni future, senza legami affettivi, senza l'impegno di conoscere l'altro o di coltivare una relazione nel tempo; è un uso reciproco del corpo dell'altro, una ricerca del piacere senza il minimo impegno e neanche il rispetto per il benessere dell'altro.
Dunque non vi rivelo niente, perché il romanzo spiega meglio tutto questo attraverso quello che vivrà il daddy con Adrians e gli altri cuccioli.
Caratteristica principale del romanzo:
Oltre al genere ibrido del romanzo fra narrativa e saggistica perché l'autore racconta una storia ma riflette anche sulle relazioni nell'era digitale e sul sesso. Ci sono altre dicotomie spaziotemporali, linguistiche e culturali.
Il protagonista lavora come traduttore letterario fra italiano e inglese, vive fra Oxford e Milano e racconta anche cosa fa sul suo cellulare. Inoltre, la struttura del romanzo è divisa in capitoli che si alternano fra il presente del daddy, uomo di cinquant'anni, e capitoli in flashback che raccontano il suo passato da bambino e poi da adolescente, per farci capire la sua formazione psicologica, come è cresciuto in famiglia e le sue prime esperienze sentimentali e sessuali, che rappresentano la parte più dolorosa del romanzo.
Dunque il romanzo ha questa caratteristica di stare nel mezzo: fra lingue, fra paesi, fra vita offline e vita online, fra presente e passato, fra linguaggio volgare, slang e linguaggio accademico da docente di letteratura e traduttore.
I temi: sesso, ossessione, amore, relazioni.
Secondo me, non è un romanzo sull'amore ma sulle situazioni d'amore, le cosiddette "situationship" o sull'amoreggiare, perché non ho percepito, sinceramente, un profondo coinvolgimento emotivo con Adrians. L'amore è un pretesto per fare sesso. Poi, anche culturalmente, il sesso è quasi un sostituto della parola amore, sapendo che qui parliamo di sessualità occasionale e promiscua, sempre più comune a causa delle app di incontri dove utenti arrapati entrano per cercare partner sconosciuti.
La mia valutazione è estremamente personale e soggettiva, da lettore.
Non mi è piaciuto molto: 6 su 10.
Questo perché aveva il focus sul racconto delle avventure sessuali, il suo erotismo non mi ha convinto e la storia con Adrians mi risultava incompleta. Anche i personaggi come Monica, la sua amica storica, e Alex, il suo ex marito, erano presenti e non presenti, come fossero fantasmi.
Il romanzo è perfetto da leggere in spiaggia o nei locali pubblici per rimorchiare daddies o cuccioli. hehe
La parte migliore, che mi è piaciuta di più, è quella saggistica all'inizio, quando descriveva la sintassi dell'app, analizzava la natura del rapporto (Daddy/cucciolo) e i flashback sulla figura paterna. Per questo credo che l'autore avrebbe potuto tranquillamente scrivere un saggio narrativo, soprattutto per innalzare il livello molto basso del dialogo in quelle app e approfondire un po' la comprensione di questa modalità di fare sesso così veloce e superficiale. Sarebbe servito anche a stimolare l'introspezione in chi cerca daddies e in chi cerca cuccioli, per capire, magari, se vogliono davvero continuare la loro vita così.
Finalmente, è una lettura molto personale e anche stimolante per me, raccomandata soprattutto per chi vuole risparmiare le delusioni e perdita da tempo in rapporti che ti consumano da dentro.
June 5, 2026
L’essenza di questo romanzo la riassume così l’autore stesso:
“Mi forzi a essere quello che so né desidero né potrei mai essere? Ecco qui i risultati: un fiasco sociale. A voler correggere uno che non ha niente di sbagliato ci rimettono tutti.”
Daddy è la confessione di un traduttore e intellettuale sui sessant’anni che ha perso l’amore della sua vita. Alex muore dopo una lunga malattia e lascia disorientato nel mondo quello che è stato suo marito.
Tuttavia il lutto è una premessa, non un contenuto. Si sfiora l’argomento solo nel momento in cui il nostro Daddy deve spiegare qualcosa. Alex è protetto da ogni commento e ogni dinamica.
Il protagonista non si serve della tragedia e non si preoccupa di dimostrarsi simpatico e accattivante quando racconta dei suoi incontri sessuali da vedovo.
Si iscrive su Grindr e comincia a capire come gestire non solo quel suo corpo non più così giovane, ma anche tutta la cura e l’amore che ha ancora da offrire. Nonostante la morte abbia storpiato la sua vita, lui è ancora vivo. Gestiamola questa vita.
Il romanzo segue in generale due linee temporali: il presente, in cui Daddy e cucciolo cercano una lingua comune con cui aiutarsi almeno a sopravvivere; e il passato, quando il protagonista indaga su alcuni episodi della sua infanzia con un controllo invidiabile.
C’è un elemento in particolare che ha catturato la mia attenzione: un argomento crudo come il mercato del sesso è raccontato con un linguaggio degno di un saggio accademico. Analisi raffinatissime e riflessioni etimologiche si mettono al servizio di incontri impacciati e indisponibilità emotive.
È la lingua che si propone come accessibile, strumento alla portata di tuttə, oppure è il sesso che rivendica dignità e consistenza socioculturale?
“Mi forzi a essere quello che so né desidero né potrei mai essere? Ecco qui i risultati: un fiasco sociale. A voler correggere uno che non ha niente di sbagliato ci rimettono tutti.”
Daddy è la confessione di un traduttore e intellettuale sui sessant’anni che ha perso l’amore della sua vita. Alex muore dopo una lunga malattia e lascia disorientato nel mondo quello che è stato suo marito.
Tuttavia il lutto è una premessa, non un contenuto. Si sfiora l’argomento solo nel momento in cui il nostro Daddy deve spiegare qualcosa. Alex è protetto da ogni commento e ogni dinamica.
Il protagonista non si serve della tragedia e non si preoccupa di dimostrarsi simpatico e accattivante quando racconta dei suoi incontri sessuali da vedovo.
Si iscrive su Grindr e comincia a capire come gestire non solo quel suo corpo non più così giovane, ma anche tutta la cura e l’amore che ha ancora da offrire. Nonostante la morte abbia storpiato la sua vita, lui è ancora vivo. Gestiamola questa vita.
Il romanzo segue in generale due linee temporali: il presente, in cui Daddy e cucciolo cercano una lingua comune con cui aiutarsi almeno a sopravvivere; e il passato, quando il protagonista indaga su alcuni episodi della sua infanzia con un controllo invidiabile.
C’è un elemento in particolare che ha catturato la mia attenzione: un argomento crudo come il mercato del sesso è raccontato con un linguaggio degno di un saggio accademico. Analisi raffinatissime e riflessioni etimologiche si mettono al servizio di incontri impacciati e indisponibilità emotive.
È la lingua che si propone come accessibile, strumento alla portata di tuttə, oppure è il sesso che rivendica dignità e consistenza socioculturale?
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February 26, 2026Incipit
Daddy è diminutivo di dad monosillabo antichissimo, che sgorga dritto dai tentativi prelinguistici dell’infante, e che, variamente modulato, ricorre in numerosi idiomi, compresi il latino e il greco.
Continua su IncipitMania
Daddy è diminutivo di dad monosillabo antichissimo, che sgorga dritto dai tentativi prelinguistici dell’infante, e che, variamente modulato, ricorre in numerosi idiomi, compresi il latino e il greco.
Continua su IncipitMania
June 15, 2026
Tra il serio ed il faceto. A tratti struggente e profondo, talvolta rozzo e crudo.
Alterna frasi e termini aulici a sozzure e porcherie.
Ciò detto, mi è parso estremamente reale e, nel complesso, mi è piaciuto.
Alterna frasi e termini aulici a sozzure e porcherie.
Ciò detto, mi è parso estremamente reale e, nel complesso, mi è piaciuto.
March 22, 2026
Non c’è niente di peggio di un romanzo che esattamente a metà libro espliciti la sua già di per sé banale motivazione pseudo-letteraria:
«Io volevo essere il suo papà a qualunque costo. Per questo non riuscivo a staccarmi da lui. Attraverso lui diventavo il papà che non avevo avuto.»
Patetico quanto il suo protagonista.
«Io volevo essere il suo papà a qualunque costo. Per questo non riuscivo a staccarmi da lui. Attraverso lui diventavo il papà che non avevo avuto.»
Patetico quanto il suo protagonista.
February 17, 2026
“il sesso, a parte essere una fonte di piacere immediato, è nella sua forma assoluta lo sforzo di diventare l’altro; o, almeno, di rendere uguali i due amanti nell’invenzione di una sola felicità. “
(Citazione)
(Citazione)
June 5, 2026
Ci sono libri che non ti prendono per mano, non ti portano a fare una piacevole passeggiata al parco.
Libri che non ti conquistano con un confortevole abbraccio. Libri un po' personal trainer che ti dicono "Ok, adesso ti farai male! Ma fidati... ne varrà la pena".
Ebbene con questo tipo di libri l'autore/personal trainer è tutto: perché se ti fidi nascono esperienze pazzesche che diventeranno le tue letture preferite. Se non riesci a costruire questa relazione di fiducia è proprio odioso perché non solo ti sei accollato la fatica, ma non hai neanche visto il bel panorama una volta in cima alla vetta.
Ebbene Daddy è sicuramente un libro di questo genere: respingente in mille modi diversi, non progettato per confortarti o riscaldarti l'animo. Ti sbatte in faccia tantissimi aspetti brutti dell'essere umano e di come sia facile oggi incontrare gente del tutto analfabeta affettivamente.
Quindi la domanda è: sono riuscito a costruire un rapporto di fiducia tale con Nicola Gardini, affinché questa esperienza che sicuramente è piuttosto aspra, mi abbia comunque lasciato qualcosa? Sicuramente sì ma con qualche riserva!
La cosa di cui sicuramente sono felice è che questo libro apre a tantissimi dibattiti e riflessioni e quindi parlarne durante il podcast e il gruppo di lettura sarà interessantissimo, già lo so!
Ma di cosa parla Daddy? Il protagonista e narratore è un uomo di 58 anni che dopo una lunghissima storia perde il compagno per una brutta malattia. Dopo un paio d'anni si decide a rimettersi sulle dating app e scopre che ha un sacco di giovani pretendenti, chiamati cuccioli, che lo rivestono del ruolo di Daddy, un paparino da cui vogliono sentirsi protetti, amati e a volte anche trattati con la giusta severità. Come andrà il viaggio dei sentimenti del nostro Daddy? Lo scopriremo durante le pagine di questo libro, un incontro dopo l'altro.
In generale penso sia abbastanza oggettivo che questo libro sia scritto bene. Gardini è un uomo di cultura, insegna a Oxford e fa sfoggio su queste pagine del suo talento mettendolo in mano a un personaggio che a me non ha fatto proprio una gran simpatia. Questo non è necessariamente un problema, anzi. Per quello che ci dicevamo prima è proprio l'intento del libro, a mio parere, non trasferirti sentimenti di massima empatia.
Il nostro Daddy è una persona piuttosto snob, ipocrita perché critica un sacco le regole implicite di grindr ma non riesce a distaccarsene e diventa parte integrante del problema, uno dei tanti pesci che nuota nel grande mare dei MASCHIO X MASCHIO o NO EFFEMINATI.
Gli unici momenti in cui il nostro Daddy di cui, scelta significativa, non sappiamo il nome, risulta un po' più simpatico è nei riflessi che di lui ci arrivano tramite i racconti di Alex, il suo ex compagno, e gli scambi con Monica, un'amica che sembra l'amica tipo di ogni gay che si rispetti. Lo invoglia a lanciarsi in questo mare mosso per poi cazziarlo quando lui sembra che ci stia affogando dentro.
Le parti in cui ho invece più fatto fatica a mantenere questa connessione di fiducia con l'autore sono parti in cui si calca un po' troppo la mano, o almeno lo fa il protagonista, con giudizi e categorie di lettura di questo mondo fatato di grindr. Ci si lancia in liste di tipi di cuccioli e di cosa li spinge a cercare così ossessivamente un papà elettivo dopo l'altro che rischiano a mio parere di appiattire il dibattito e mettere un etichetta di anormalità su atteggiamenti che possono a volte semplicemente essere dettati da un gusto personale che non ha nulla di disfunzionale.
Ci sono invece altre parti molto a fuoco in cui si parla di come creiamo una rappresentazione (a volte pornografica) di noi stessi sui social e quanto questo ci impedisca sempre di più di costruire delle relazioni in cui ci mettiamo in gioco veramente per come siamo.
Si parla del conflitto che secondo me è tipico di chi è attratto da persone del proprio sesso, soprattutto in tenera età, tra "voglio essere lui" e "voglio stare con lui". Cosa che per me tutt'oggi è un po' nodo della mia identità di genere e orientamento sessuale e che non avevo mai trovato come riflessione in nessun altro libro queer.
Si parla del rapporto con il vero padre del nostro Daddy e di come a volte riversiamo negli altri la volontà di ricreare il prototipo di relazione genitoriale che abbiamo sempre sognato e che però non abbiamo mai avuto per svariati motivi.
In generale quindi un libro veramente ricchissimo di spunti, che a volte probabilmente calca un po' la mano tra scene molto erotiche e considerazioni molto affilate ma che è scritto con maestria e ci ricorda quanto avremmo tutti un gran bisogno di educare la nostra affettività.
P.S. sarà che li ho letti insieme ma a me ha ricordato un po' Lolita e secondo me l'autore potrebbe aver preso un po' ispirazione dallo stile di Nabokov per il modo di raccontare, il rivolgersi direttamente ai lettori come se fossero una giuria e un personaggio in particolare del libro che mi ha ricordato un sacco Humbert Humbert.
Libri che non ti conquistano con un confortevole abbraccio. Libri un po' personal trainer che ti dicono "Ok, adesso ti farai male! Ma fidati... ne varrà la pena".
Ebbene con questo tipo di libri l'autore/personal trainer è tutto: perché se ti fidi nascono esperienze pazzesche che diventeranno le tue letture preferite. Se non riesci a costruire questa relazione di fiducia è proprio odioso perché non solo ti sei accollato la fatica, ma non hai neanche visto il bel panorama una volta in cima alla vetta.
Ebbene Daddy è sicuramente un libro di questo genere: respingente in mille modi diversi, non progettato per confortarti o riscaldarti l'animo. Ti sbatte in faccia tantissimi aspetti brutti dell'essere umano e di come sia facile oggi incontrare gente del tutto analfabeta affettivamente.
Quindi la domanda è: sono riuscito a costruire un rapporto di fiducia tale con Nicola Gardini, affinché questa esperienza che sicuramente è piuttosto aspra, mi abbia comunque lasciato qualcosa? Sicuramente sì ma con qualche riserva!
La cosa di cui sicuramente sono felice è che questo libro apre a tantissimi dibattiti e riflessioni e quindi parlarne durante il podcast e il gruppo di lettura sarà interessantissimo, già lo so!
Ma di cosa parla Daddy? Il protagonista e narratore è un uomo di 58 anni che dopo una lunghissima storia perde il compagno per una brutta malattia. Dopo un paio d'anni si decide a rimettersi sulle dating app e scopre che ha un sacco di giovani pretendenti, chiamati cuccioli, che lo rivestono del ruolo di Daddy, un paparino da cui vogliono sentirsi protetti, amati e a volte anche trattati con la giusta severità. Come andrà il viaggio dei sentimenti del nostro Daddy? Lo scopriremo durante le pagine di questo libro, un incontro dopo l'altro.
In generale penso sia abbastanza oggettivo che questo libro sia scritto bene. Gardini è un uomo di cultura, insegna a Oxford e fa sfoggio su queste pagine del suo talento mettendolo in mano a un personaggio che a me non ha fatto proprio una gran simpatia. Questo non è necessariamente un problema, anzi. Per quello che ci dicevamo prima è proprio l'intento del libro, a mio parere, non trasferirti sentimenti di massima empatia.
Il nostro Daddy è una persona piuttosto snob, ipocrita perché critica un sacco le regole implicite di grindr ma non riesce a distaccarsene e diventa parte integrante del problema, uno dei tanti pesci che nuota nel grande mare dei MASCHIO X MASCHIO o NO EFFEMINATI.
Gli unici momenti in cui il nostro Daddy di cui, scelta significativa, non sappiamo il nome, risulta un po' più simpatico è nei riflessi che di lui ci arrivano tramite i racconti di Alex, il suo ex compagno, e gli scambi con Monica, un'amica che sembra l'amica tipo di ogni gay che si rispetti. Lo invoglia a lanciarsi in questo mare mosso per poi cazziarlo quando lui sembra che ci stia affogando dentro.
Le parti in cui ho invece più fatto fatica a mantenere questa connessione di fiducia con l'autore sono parti in cui si calca un po' troppo la mano, o almeno lo fa il protagonista, con giudizi e categorie di lettura di questo mondo fatato di grindr. Ci si lancia in liste di tipi di cuccioli e di cosa li spinge a cercare così ossessivamente un papà elettivo dopo l'altro che rischiano a mio parere di appiattire il dibattito e mettere un etichetta di anormalità su atteggiamenti che possono a volte semplicemente essere dettati da un gusto personale che non ha nulla di disfunzionale.
Ci sono invece altre parti molto a fuoco in cui si parla di come creiamo una rappresentazione (a volte pornografica) di noi stessi sui social e quanto questo ci impedisca sempre di più di costruire delle relazioni in cui ci mettiamo in gioco veramente per come siamo.
Si parla del conflitto che secondo me è tipico di chi è attratto da persone del proprio sesso, soprattutto in tenera età, tra "voglio essere lui" e "voglio stare con lui". Cosa che per me tutt'oggi è un po' nodo della mia identità di genere e orientamento sessuale e che non avevo mai trovato come riflessione in nessun altro libro queer.
Si parla del rapporto con il vero padre del nostro Daddy e di come a volte riversiamo negli altri la volontà di ricreare il prototipo di relazione genitoriale che abbiamo sempre sognato e che però non abbiamo mai avuto per svariati motivi.
In generale quindi un libro veramente ricchissimo di spunti, che a volte probabilmente calca un po' la mano tra scene molto erotiche e considerazioni molto affilate ma che è scritto con maestria e ci ricorda quanto avremmo tutti un gran bisogno di educare la nostra affettività.
P.S. sarà che li ho letti insieme ma a me ha ricordato un po' Lolita e secondo me l'autore potrebbe aver preso un po' ispirazione dallo stile di Nabokov per il modo di raccontare, il rivolgersi direttamente ai lettori come se fossero una giuria e un personaggio in particolare del libro che mi ha ricordato un sacco Humbert Humbert.
March 16, 2026
Daddy/Papi rimasto vedovo dopo 30 anni di matrimonio si affida a una nota app gaia per incontrare cuccioli. Gardini, professore a Oxford e autore di tante pubblicazioni, scrive con una prosa limpida e accurata, ma non scatta la scintilla col lettore (almeno, non con me). Nel racconto delle scorribande del protagonista col lèttone Adrians, o col bresciano Fulvio, manca la gioia (del sesso e della relazionalità, anche della più “complessa”): manca gioia, dicevo, ma pure ironia, anche se spesso si tratta di situazioni, di scorci del passato, non sempre facili. L’ironia di un autore come Edmund White, ad esempio, che lui cita e che è un nome di riferimento nella letteratura gay: anche nei momenti più difficili, quando si trovava davanti a uno zotico omofobo o un improvvisato amante proveniente da qualche posto sperduto della Bible belt, White riusciva comunque a snocciolare un briciolo di ritemprante ironia. Il lettore di Daddy, invece, non riesce a provare empatia per le disavventure del protagonista, inutilmente zavorrate da una sequenza di piccole spiegazioni e lezioncine del prof Gardini. Inoltre, perché tutte le storie gay devono essere sempre definite da un alone di tristezza e perenne, insoluta conflittualità? Do tre stelle perché voglio comunque premiare un libro di buon livello narrativo, che però non scalda, né lascia il segno.
May 16, 2026
Ho appena finito di leggere Daddy di Nicola Gardini e nel complesso mi è piaciuto, perché è un libro piuttosto particolare rispetto alla media. Alcuni passi sono decisamente espliciti e, per quanto mi riguarda, l’autore usa termini che non appartengono al mio parlato quotidiano, quindi certi passaggi mi risultano fastidiosi. Ma questo è il suo linguaggio, e lui è stato sincero con se stesso e con noi lettori.
Essendo autobiografico, il libro rivela molto di sé: lo percepisco come una persona profondamente egocentrica, con un pensiero fisso — il sesso — e autore di scelte di vita che non condivido.
Un elemento molto importante all’interno del libro è la presenza costante del suo defunto marito, figura con cui l’autore confronta quasi tutte le persone conosciute dopo di lui — in gran parte tramite Grindr, l’app di incontri per persone omosessuali. Gardini riflette su come questi rapporti nati attraverso gli schermi siano spesso poco soddisfacenti, e questa osservazione rispecchia molto la realtà di oggi, comune a tutti.
Un’altra cosa che mi ha colpito profondamente è il rapporto con il padre: un uomo che lo ha rifiutato, fatto sentire reietto, e che ha segnato profondamente la vita dello scrittore. Il libro si chiude, non a caso, con il sogno di una riconciliazione con lui.
Essendo autobiografico, il libro rivela molto di sé: lo percepisco come una persona profondamente egocentrica, con un pensiero fisso — il sesso — e autore di scelte di vita che non condivido.
Un elemento molto importante all’interno del libro è la presenza costante del suo defunto marito, figura con cui l’autore confronta quasi tutte le persone conosciute dopo di lui — in gran parte tramite Grindr, l’app di incontri per persone omosessuali. Gardini riflette su come questi rapporti nati attraverso gli schermi siano spesso poco soddisfacenti, e questa osservazione rispecchia molto la realtà di oggi, comune a tutti.
Un’altra cosa che mi ha colpito profondamente è il rapporto con il padre: un uomo che lo ha rifiutato, fatto sentire reietto, e che ha segnato profondamente la vita dello scrittore. Il libro si chiude, non a caso, con il sogno di una riconciliazione con lui.
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August 15, 2026
Questo libro mi ha lasciato: angoscia e, allo stesso tempo, finalmente libertà.
E forse è proprio questa contraddizione la cosa più difficile da spiegare.
Non è stata una lettura semplice. Ci sono stati momenti in cui ho sentito il peso delle parole, dei pensieri e soprattutto del rapporto morboso che il protagonista ha con un personaggio. Un legame così intenso da diventare quasi soffocante, fatto di desiderio, bisogno, possesso, gelosia e di quella continua ricerca dell’altro che finisce per consumare anche chi la vive.
E la cosa che più mi ha colpita è che quel rapporto non l’ho semplicemente osservato da fuori.
È come se lo avessi sentito sulla pelle.
Durante la lettura mi sono fermata più volte su alcuni passaggi, perché Gardini riesce a prendere sentimenti apparentemente semplici e portarli molto più in profondità.
Uno di quelli che mi ha colpita maggiormente è la riflessione sulla gelosia. Il geloso, dice Gardini, arriva quasi ad amare e odiare contemporaneamente il proprio stesso inganno. E questa frase mi ha fatto pensare a quanto spesso la gelosia non nasca soltanto da ciò che l’altro fa, ma anche da ciò che noi immaginiamo, costruiamo e alimentiamo dentro di noi.
Ancora più forte è stata la riflessione sul tradimento:
«Il tradimento vero, alla fine, è questo – l’unico tradimento possibile: quello di sé.»
Questa frase mi è rimasta dentro.
Perché forse il tradimento più doloroso non è sempre quello che subiamo dagli altri, ma quello che compiamo verso noi stessi quando permettiamo a un sentimento, a un desiderio o a una persona di diventare qualcosa che ci allontana da ciò che siamo.
E allora quella libertà che ho sentito alla fine ha iniziato ad avere un senso.
Per tutta la lettura mi sono sentita immersa in quel rapporto, quasi intrappolata insieme al protagonista dentro qualcosa da cui non riuscivo a prendere le distanze. Arrivare all’ultima pagina è stato quasi come uscire da quella relazione.
Non significa che tutto sia improvvisamente diventato chiaro. Anzi, forse sono ancora più piena di domande di quando ho iniziato.
Ma c’è una distanza.
E dentro quella distanza ho trovato la libertà.
Daddy è uno di quei libri che non riesco a definire semplicemente bello o brutto. È un libro forte che a volte mi ha messa a disagio, mi ha fatto fermare su alcune passaggi per riflettere, per analizzarli.
Sicuramente non l’ho amato nel modo in cui si amano le letture che ci fanno stare bene.
Ma sicuramente non è una lettura che dimenticherò facilmente.
E forse è proprio questa contraddizione la cosa più difficile da spiegare.
Non è stata una lettura semplice. Ci sono stati momenti in cui ho sentito il peso delle parole, dei pensieri e soprattutto del rapporto morboso che il protagonista ha con un personaggio. Un legame così intenso da diventare quasi soffocante, fatto di desiderio, bisogno, possesso, gelosia e di quella continua ricerca dell’altro che finisce per consumare anche chi la vive.
E la cosa che più mi ha colpita è che quel rapporto non l’ho semplicemente osservato da fuori.
È come se lo avessi sentito sulla pelle.
Durante la lettura mi sono fermata più volte su alcuni passaggi, perché Gardini riesce a prendere sentimenti apparentemente semplici e portarli molto più in profondità.
Uno di quelli che mi ha colpita maggiormente è la riflessione sulla gelosia. Il geloso, dice Gardini, arriva quasi ad amare e odiare contemporaneamente il proprio stesso inganno. E questa frase mi ha fatto pensare a quanto spesso la gelosia non nasca soltanto da ciò che l’altro fa, ma anche da ciò che noi immaginiamo, costruiamo e alimentiamo dentro di noi.
Ancora più forte è stata la riflessione sul tradimento:
«Il tradimento vero, alla fine, è questo – l’unico tradimento possibile: quello di sé.»
Questa frase mi è rimasta dentro.
Perché forse il tradimento più doloroso non è sempre quello che subiamo dagli altri, ma quello che compiamo verso noi stessi quando permettiamo a un sentimento, a un desiderio o a una persona di diventare qualcosa che ci allontana da ciò che siamo.
E allora quella libertà che ho sentito alla fine ha iniziato ad avere un senso.
Per tutta la lettura mi sono sentita immersa in quel rapporto, quasi intrappolata insieme al protagonista dentro qualcosa da cui non riuscivo a prendere le distanze. Arrivare all’ultima pagina è stato quasi come uscire da quella relazione.
Non significa che tutto sia improvvisamente diventato chiaro. Anzi, forse sono ancora più piena di domande di quando ho iniziato.
Ma c’è una distanza.
E dentro quella distanza ho trovato la libertà.
Daddy è uno di quei libri che non riesco a definire semplicemente bello o brutto. È un libro forte che a volte mi ha messa a disagio, mi ha fatto fermare su alcune passaggi per riflettere, per analizzarli.
Sicuramente non l’ho amato nel modo in cui si amano le letture che ci fanno stare bene.
Ma sicuramente non è una lettura che dimenticherò facilmente.
March 15, 2026
Al contrario forse di altri, lo avrei preferito ancora più meccanico. Con un editing più severo e maggiori sacrifici sarebbe stato un romanzo migliore. Forse meno passato, meno formazione scontata del giovanotto, meno padre omofobo, ma anche meno notazioni 'colte' (anche se servono a rendere il protagonista più insopportabile e quindi un po' servono). In ogni caso le parti buone sono buone (promettono un altro libro, leggermente diverso da questo).
June 16, 2026
Una storia cringe e spesso volgare, il cui unico effetto è stato rendere il protagonista sempre più insopportabile. E il fatto che pretenda anche di impartire lezioni sulle relazioni non ha certo aiutato. Grazie, ma no grazie.
June 15, 2026
Boh, che cazzo ho letto.
Read
July 5, 2026qualcuno faccia un "buchetto" count
August 1, 2026
Scritto bene, molto facile da leggere, ma un pò vuoto.
Il finale ti lascia così. C’è poca introspezione.
Il finale ti lascia così. C’è poca introspezione.
April 12, 2026
Sono un po' perplessa. Avevo capito benissimo il filo conduttore della storia ma mi aspettavo profondità e riflessioni differenti.
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