Un libro che, secondo me, è riuscito a cristallizzare perfettamente l'era che stiamo vivendo. Parlo dell'era del cringe, in cui bambocci tecnologici dalla testa tonda cercano costantemente di anestetizzarsi. Nulla di romantico, no assenzio, no oppio da dandy, solo reelS su Instagram che friggono il cervello. Ohm è un'enorme gif (vedi la prefazione) che ruota attorno alla morte misteriosa di uno dei tre Ohminidi, matte il Demonologo. Gli altri due, per la cronaca, sono un evanescente mindsettato fissato con la finanza, e il precelto da un lovecraftiano dio dei rifiuti. Il tutto viene riportato in forma di inchiesta che in qualche modo ricorda un video alla yotobi. "Che fine ha fatto la gabibba?" - Ma in questo caso si cerca di risalire ai colpevoli di un omicidio, se così si può definire. Una sequela di prove digitali raccolte dall'unico altro personaggio della storia: un utente Twitch parasocialmente legato al morto. Tra le cose che mi hanno colpito di più è il senso di straniamento e solitudine costante. I personaggi parlano tra di loro, ma è tutto mediato da qualcosa: una chat telegram, una pagina facebook misconosciuta o una chat twitch. Tutti sembrano soli, sembrano lanciare le proprie parole nel nulla cosmico. Mi ha fatto pensare a Dissipatio H.G., libro in cui il protagonista resta solo al mondo nel vero senso della parola (letteralmente). Ma mentre nel libro di Morselli la solitudine è data da una misteriosa catastrofe e infesta la mente del protagonista, qui i protagonisti neppure se ne accorgono, rinchiusi nei social network. Infine, la ciliegina sulla torta è rappresentata dalla lingua del romanzo. Uno slang moderno, pieno di inglesismi e neologismi, che per quanto nelle prime pagine possa sembrare cringe e criptico in qualche caso, rappresenta bene il nostro modo di parlare. Personalmente, la sera del giorno stesso in cui l'ho iniziato, e ho pensato "ma come cazzo scrive questo", mi sono ritrovato a parlare con la mia ragazza usando un sacco di parole inglesi declinate all'italiana. Insomma, è stata fonte di una vera e propria presa di coscienza. Concludo dicendo: leggete il libro che è divertentissimo e ricordatevi di non lasciare troppe schifezze nel fondo del lavandino
Ho sempre rimandato la lettura perché, lo ammetto, sono molto pigro e in generale leggo davvero pochissimo. Poi sono andato a Praga e, con la scusa dell’attesa in aeroporto, ho deciso finalmente di dargli una possibilità.
Premessa importante: credo sia praticamente il secondo libro che inizio e finisco in tutta la mia vita, manga esclusi. E forse proprio per questo mi ha sorpreso ancora di più quanto sia riuscito a prendermi.
Mi ha rapito completamente. Mi sono affezionato tantissimo a Raffa, soprattutto perché nel suo modo di parlare mi ci sono rivisto un sacco. Usa termini, espressioni e gerghi di internet che fanno parte anche del mio modo di comunicare quotidianamente, al punto che il glossario praticamente non mi è mai servito. Questa cosa ha reso il personaggio incredibilmente vicino e naturale per me: spesso avevo quasi la sensazione di leggere i messaggi o i post di qualcuno che avrei potuto conoscere davvero.
È probabilmente anche per questo che sono riuscito a entrare così tanto nella storia. Ogni volta che succedeva qualcosa riuscivo a immaginarmelo davanti agli occhi, e il modo in cui viene raccontato tutto rende la lettura estremamente immediata. A tratti sembrava davvero di essere al PC a leggere un lunghissimo post su Reddit scritto da qualcuno che sta raccontando qualcosa che gli è realmente successo. Più andavo avanti, più avevo la sensazione di avere quelle situazioni davanti agli occhi, anche nelle cose più semplici, come le chat WhatsApp.
Questo stile di raccontare una storia mi ha conquistato perché sembra quasi fatto apposta per me. Non pensavo che un libro potesse riuscire a coinvolgermi in questo modo, soprattutto considerando quanto poco io sia abituato a leggere.
Una bellissima sorpresa e, soprattutto, uno dei rarissimi libri che non solo ho iniziato, ma che non riuscivo più a smettere di leggere.
Ohm è un romanzo sperimentale, strano e disturbante, che prova a raccontare una generazione cresciuta dentro internet usando proprio il linguaggio frammentato, sporco e caotico della rete. La storia ruota attorno a un gruppo di ragazzi, gli Ohminidi, e viene ricostruita attraverso tracce digitali, frammenti e testimonianze, fino a trasformarsi in una specie di cronaca psico-thriller dove il confine tra finzione e realtà diventa sempre più fragile. La forza del romanzo sta proprio nella sua forma: caotica, contaminata, a tratti grottesca, ma coerente con ciò che vuole raccontare. Leggendolo si ha la sensazione di entrare in un documento trovato per caso online, qualcosa che potrebbe essere vero e che proprio per questo inquieta. Ohm è un’esperienza più che un semplice romanzo: divisivo, sporco, libero, ma anche sorprendentemente lucido. Una lettura consigliata a chi cerca qualcosa di contemporaneo.
Ohm è un mix tra un qualsiasi iceberg subreddittiano, Lovecraft e l'iconografia occulta del mondo nazi. Questo Cerbero insolito custodisce una piccola gemma, un PDF filosofale che descrive, attraverso tanti frammenti una storia di amicizie bizzarre, occultismo, nichilismo zillennial e cronaca nera. La cronaca di una generazione che ha sostituito i vecchi dèi con gli algoritmi di Twitch e criptovalute, scoprendo però che l'orrore cosmico è rimasto lo stesso. Ohm narra una storia che suda marcescenza, puzza di sigaretta e server surriscaldato e che restituisce la costante paranoia di un volto digitale che ti osserva da dietro i pixel bruciati del tuo computer rotto. Leggere Ohm è come cacare nel bosco; sarà pure meno igienico ma cazzo se ti fa sentire libero
Ho ordinato il libro principalmente attratto dal discorso della doppia copertina (regular e variant), e posso dire che mi dispiace che un libro così sia stato pubblicato da un editore in crowdfunding.
Probabilmente l'autore non è riuscito a "raggiungere" editori interessati a un'opera come questa, fatto di per sé piuttosto grave se si considera la qualità delle pubblicazioni recenti in Italia, il numero di paccottiglia messa in commercio ogni anno, e così via. Sarebbe stata una pubblicazione PERFETTA per un piccolo editore di qualità.
Sicuramente non è il libro di un esordiente: direi che è l'unica cosa letta di recente (e intendo negli ultimi anni) che mi ha acceso quella scintilla tale da farmi pensare "geniale!".
Molto strano quello che sto leggendo. E poi improvvisamente tutto torna, cominci a collegare i pezzi, gli stralci, e ti ritrovi in uno psico-thriller che ha come metodo narrativo una cronaca. Il risultato è talmente sperimentale che fa il giro e risulta così ovvio e semplice che nel giro di 20 pagine ti sei scordato che stai leggendo un resoconto pubblicato da un utente di internet su un social di internet, e il linguaggio non rappresenta più un ostacolo ma un tassello necessario alla comprensione della storia. Va letto, in primo luogo perché è interessante, e poi perché finalmente vedi qualcuno che uscendo dal romanzo classico riesce a unire trasversalmente più generazioni. Avanti così.
Si tratta di un libro di narrativa sperimentale e proprio per questo non si presenta come una lettura adatta a qualsiasi tipo di pubblico.
Con questo libro l’autore mette la lente d’ingrandimento sul mondo dell’internet e sul suo linguaggio, sempre più pregno di inglesismi e complottismo. Vediamo infatti ragazzi che postano sui social, come Facebook, e creator alle prese con Youtube e le live di Twitch. Per questa ragione la premessa è che siate pronti a immergervi in questo mondo e al linguaggio che ne consegue.
La storia ruota attorno a un gruppo di 4 ragazzi, che si definiscono gli Ohminidi (da qui il titolo del libro). Al centro del gruppo troviamo il Demonologo, creator famoso su Youtube e Twitch per i suoi contenuti dedicati all’occulto e al paranormale. La vicenda ci viene però narrata da un quinto personaggio, amico del gruppo, che si troverà a mettere insieme post di Facebook, video e messaggi di Whatsapp per cercare di dipanare i dubbi sulla scomparsa di due degli Ohminidi: Il Demonologo e uno dei suoi più cari amici.
Non condividerò ulteriori dettagli sulla trama in quanto a mio parere potrei andare a rovinare la sorpresa e soprattutto l’esperienza di lettura. Parlo di “esperienza di lettura” in quanto leggere questo romanzo è stato come un viaggio. L’autore ha sperimentato molto attraverso la stesura di questo libro, immedesimandosi nel mondo dell’internet di oggi, studiandone linguaggio e medium più diffusi e creando un’atmosfera che in più occasioni mi ha portata a domandarmi se si trattasse veramente di una storia inventata.
La sua cura per la creazione di collegamenti, post, riferimenti, note a margine riesce ad abbattere la barriera tra finzione e realtà, portando il lettore a rimanere incredulo di fronte a determinate dichiarazioni e avvenimenti quando in realtà dovrebbe essere perfettamente conscio della finzione dietro questa narrazione.
Quello che resta dopo la lettura di Ohm di Nathan Wolf è quindi una domanda: se ci trovassimo di fronte a contenuti di questo tipo, ci crederemmo? E questo quesito apre un’enorme parentesi sul mondo di oggi e sui suoi medium. Ormai ciò che viene pubblicato su internet viene preso come verità. I fruitori non si pongono delle domande e stanno perdendo l’abitudine di riflettere su ciò che vedono e/o leggono.
Altro punto su cui il romanzo spinge alla riflessione è sicuramente la mancanza di rispetto per la privacy dei creator da parte dei propri seguaci (i follower). Se un personaggio diventa pubblico automaticamente dobbiamo sapere tutto di lui, senza scrupoli e soprattutto senza pensare a come queste persone si possano sentire.
E’ vero, nel momento in cui una persona decide di esporsi deve essere pronto a questo tipo di curiosità, ma a tutto c’è un limite. Senza scendere nei particolari della trama, i follower dovrebbe capire quando è importante fermarsi per lasciare spazio di elaborazione di situazioni quali perdita e lutti. Purtroppo, spesso questo spazio non viene lasciato… e non solo dai seguaci, ma anche dalle testate giornalistiche.
Tutto questo per dire che sì, Ohm è un’esperienza. Una lettura particolare, unica e più che mai attuale. Un romanzo che spinge alla riflessione utilizzando il linguaggio e i medium dell’internet. Lo consiglio sicuramente a chi, come me, segue e partecipa attivamente a questo nuovo mondo virtuale. Ringrazio ancora l’autore per avermi inviato una copia del suo romanzo.
Un romanzo sperimentale che prova a raccontare una generazione cresciuta dentro internet utilizzando il suo stesso linguaggio.
La storia ruota attorno a tre figure emblematiche — Ray, Matteo e Giacomo — ricostruite attraverso materiali digitali, messaggi, video e tracce online, in un intreccio che fin da subito genera dubbi e tensione. L’evento centrale, violento e ambiguo, diventa il punto di partenza per una narrazione che non offre certezze, ma chiama il lettore a interpretare.
Ciò che distingue davvero il romanzo è lo stile: frammentato, caotico, contaminato da chat, script, riferimenti a gaming e cultura pop. Una scelta consapevole, che non segue le regole tradizionali ma replica il flusso mentale e comunicativo dell’era digitale. La lettura diventa così quasi interattiva, anche grazie a un narratore che si rivolge direttamente al lettore e a una rete di rimandi che amplifica l’esperienza.
Sotto la superficie grottesca e disturbante, emerge una riflessione sulla disillusione di una generazione segnata da precarietà, sovraesposizione e bisogno di riconoscimento, e sul cortocircuito sempre più sottile tra contenuto digitale e realtà.
Uno stile divisivo, che può creare distanza, ma del tutto coerente con l’intento del romanzo: parlare al lettore, introducendolo nella storia ma metterlo sotto tensione.
Consigliato a chi è interessato a una narrativa contemporanea, sperimentale e fortemente legata al linguaggio del presente.