La Silicon Valley non è più il tempio del progresso che abbiamo imparato a immaginare. Forse, non lo è mai stata. Per capirlo, bisogna partire dai primi esperimenti del tecnolibertarismo californiano e dagli esordi di personaggi oggi quanto mai influenti come Mark Zuckerberg, Elon Musk, Peter Thiel, Alex Karp, Curtis Yarvin… In questo libro, Irene Doda ricostruisce la traiettoria ideologica e politica che ha trasformato il cuore dell’innovazione tecnologica occidentale nel laboratorio politico della nuova destra globale. E mostra come la retorica della libertà individuale e dell’emancipazione digitale abbia mascherato vecchie e nuove forme di disuguaglianze crescenti, colonizzazione dell’immaginario collettivo, erosione dei principi democratici. Tecnologie nate in nome del progresso sono oggi strumenti di sorveglianza, controllo e guerra, anche grazie alle alleanze tra tecnomiliardari e leader conservatori e autoritari in tutto il mondo. Questo è il tecnofascismo. Tuttavia, il libro non si limita alla denuncia. Apre uno spazio di riflessione critica e di possibilità, esplorando pratiche di resistenza culturale e politica, a partire dalla nostra esperienza quotidiana, per sottrarre il futuro all’egemonia tecnofascista.
Il saggio attraversa ed esamina il rapporto stretto tra tecnologia e potere. Cosa succede quando pochissimi tecnomiliardari del Nord Globale cominciano a investire nelle IA in campo bellico e nel campo della sorveglianza? Si deve gridare al progresso o all'annientamento del genere umano? Beh, i tecnomiliardari pensano entrambe le cose. La scrittrice ci guida magistralmente tra le filosofie dei nuovi tecnofascisti, rendendoci possibile l'incontro con personaggi quali Thiel, Karp, Musk, Zuckerberg e tanti altri, figure eminenti della Silicone Valley. Lo stile fluido e diretto di Irene Doda ci aiuta a comprendere la complessità del mondo tecnologico di cui usufruiamo tutti i giorni e dei progetti di cui, nostro malgrado, non siamo a conoscenza. Ma non è tutto perso, non tutto è spacciato, occorre soltanto fare un'inversione di narrazione e recuperare l'agency della coscienza collettiva.
Un libro da leggere, è davvero molto inquietante scoprire chi sono davvero i tecnofascisti raccontati da Doda, ma ancora più terrificanti sono le loro idee e i loro progetti per l'umanità, ovvero distruggere il pianeta e i suoi abitanti, mentre loro, l'1% della popolazione mondiale, si rifuggerebbero in bunker supertecnologici e ne uscirebbero come gli unici abitanti della Terra. È inquietante, l'ho già detto.
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Fantastica analisi di uno degli aspetti principali del mondo contemporaneo. Obiettivo e preciso senza rinunciare a prendere posizione. Davvero consigliato