Di giorno, Kevin è un brillante avvocato in un prestigioso studio legale, figlio modello di un influente membro del Senato. Di notte, però, scivola in un mondo fatto di hard sex e segreti, dove il dolore diventa un anestetico contro il vuoto e l’unico modo che conosce per sentirsi desiderato. Bello, dannato, pericolosamente autodistruttivo e pronto a la ricetta perfetta per finire nei guai. Nessuno conosce la sua doppia vita. Fino a quando un investigatore privato varca la soglia del Dungeon. James arriva in città su richiesta dell’amico Bill. Qualcosa di poco chiaro sta accadendo al Dungeon e lui ha il compito di scoprire cosa. Peccato che lo sguardo malinconico di un ragazzo bellissimo, dall’atteggiamento insolente, finisca per distrarlo dal proprio obiettivo. Ma chi è davvero Kevin? E cosa nasconde? Da un incontro di sesso bollente nasce un’improbabile connessione di anime, in un ambiente ambiguo e pericoloso, deciso a separarli per sempre. Kevin brama il dolore, James ama infliggerlo, ma quando i loro demoni interiori si intrecciano il confine tra distruzione e amore diventa sottilissimo.
QUESTO ROMANZO SI AVVALE DI UN LINGUAGGIO CRUDO ED ESPLICITO E CONTIENE SCENE DI SESSO M/M E BDSM. NON ADATTO A CHI NON PREDILIGE IL GENERE. SI CONSIGLIA LA LETTURA A UN PUBBLICO CONSAPEVOLE.
Voto: 4.5 RECENSIONE A CURA DI BARBARA Finalmente! E’ proprio così, finalmente è arrivato il momento di scoprire la storia di Kevin, di sapere cosa veramente nasconda dietro a quella facciata di ragazzo superficiale e allo sbando, dietro a quel trucco pesante e gli epiteti che lo hanno sempre accompagnato. Emy Mars ci regala un quinto capitolo della serie “Dungeon” dopo anni di attesa, anni che abbiamo avuto il piacere di leggerla e amarla sempre per le sue storie oscure e sofferte, per i suoi personaggi feriti e annientati da mostri insospettabili. In questo nuovo volume l’autrice riesce a trasmetterci una profondità emozionale che da sempre la contraddistingue. Una storia ricca di sentimenti dolce amari, struggenti e ricchi di empatia. Personaggi feriti che vivono troppo spesso di vergogna e oppressione emotiva e fisica. Uomini che vorrebbero solo poter essere visti e amati in ogni loro difetto, sbaglio e bisogno. Continua sul nostro blog!
Liberarsi dei propri demoni attraverso la sofferenza può essere una forma d’amore?
Aspettavo da tanto un’altra storia per entrare all’interno del Dungeon e, finalmente, Emy ha esaudito il mio desiderio. Rivedere Bill, Julian, Sean mi è stato di conforto, scoprire di James e Kevin mi ha deliziato e mi hanno riportato di nuovo in quei luoghi dove è possibile trovare quelle scene che, sì senza dubbio possono essere cruente, ma che quando sono consenzienti si possono accettare senza dover in nessun caso sentirsi orripilati e nauseati. Diciamocelo chiaro non siamo tutti uguali, ognuno vive la sua sfera sessuale come vuole, l’importante è che questa non sia mai sottoposta a obblighi, senza il permesso dei soggetti interessati o fatta con l’intenzione di crudeltà. La storia di Kevin e James è quella di un Dom e un Sub, non a tutti la cosa può piacere, ecco perché è giusto prestare attenzione a ciò che si legge prima di dover dare un’opinione negativa solo perché i gusti non coincidono.Il BDSM è una pratica che va studiata in ogni sua forma, se non ci sentiamo affini, è meglio soprassedere, ma non è giusto criticarne lo stile, soprattutto se ne ignoriamo le finalità. Quando si è adulti e sicuri di quello che si fa, siamo liberi di agire come meglio ci aggrada, la cosa da tenere sempre presente e mai da sottovalutare è il dire quel sì convinto senza paure o coercizione per godere di ogni momento vissuto che all’interessato va più che bene, ma a chi non piace non deve sentirsi in dovere di storcere il naso né gridare alla perversione, perché per ovviare a tutto ciò basta fare un semplice gesto, girare le spalle e andare per la propria strada. È difficile credere all’amore in un simile ambiente eppure esiste, dà conforto, lo si cerca e lo si brama così come lo cerca Kevin, un giovane avvocato che ha bisogno del dolore, per mettere a tacere ciò che lo lacera. Anche se difficile da credere, il Dom è l’ancora che sostiene il Sub, lo conforta, lo coccola, è sempre lì pronto a farlo tornare in sé e anche lui può in tutto questo trovare il sentimento che lo rinvigorisce. Sul finire Jin è riapparso, spero di poter avere presto una sua storia dedicata al fine di poter anche lui trovare quell’amore che, credo sotto sotto, cerca da sempre. Per adesso è tutto, per me consigliato senza se e senza ma. Alla prossima
Bruised: un titolo perfetto, perché, ammettiamolo, Kevin non è solo ammaccato, il suo animo è stato scorticato a sangue più e più volte, e anche lo stesso James ha le sue belle cicatrici.
Con questa premessa, non sorprende che il nuovo romanzo di Emy Mars, quinto volume della serie Dungeon, sia un romance incentrato sul mondo BDSM a tinte fosche, crude, in cui si affronta con coraggio, e senza peli sulla lingua, la differenza tra abuso e consenso, tra depravazione e necessità emotiva, tra perversione e azione moralmente accettabile. Con la sua scrittura scevra di orpelli e ben calata nel mondo che descrive, ci ricorda che, a volte, queste differenze, pur essendo chiare, corrono su un filo sottile, quasi impalpabile.
La storia, come spesso accade con questa autrice, scorre fluida su più livelli. C’è la vita di Kevin, con le sue contraddizioni, le sue battaglie, i suoi fantasmi e le sue maschere, c’è la storia d’amore non convenzionale tra lui e James e, infine c’è l’indagine che, pur se non assumendo mai un ruolo dominante, diventa il filo rosso che lega e crea connessioni, non solo tra i due protagonisti, ma anche con tanti personaggi secondari. Molti di questi sono già vecchie conoscenze, se si è letta la serie. Tutti, pur se mai assumendo un ruolo predominante, diventano a loro modo comprimari della scena quando vi sono presenti, e il dettaglio con cui sono delineati è sempre ben calibrato.
Se dovessi dare un sottotitolo a questo libro, sarebbe “Sfumature di grigio”, perché qui nessuno, a parte la giovanissima e fragile Daphne, è esente da comportamenti moralmente borderline. E questa è davvero la forza del romanzo, che ci pone di fronte a realtà scomode, scelte disturbanti, azioni che, forse, nel silenzio della nostra solitudine, allo specchio, abbiamo avuto voglia di compiere anche noi o che, comunque, non avremmo condannato nettamente.
Le scene BDSM sono forti e non edulcorate, così come quelle che raccontano del doloroso passato di Kevin, ma l’autrice lo mette ben in chiaro già in quarta di copertina.
Mi è piaciuta molto la serie Dungeon e alcuni libri li ho anche riletti più volte, perché l’autrice ha un modo di raccontare crudo e diretto che apprezzo tantissimo. Siamo in pieno BDSM, quindi la componente erotica è predominante, ma accanto a essa si sviluppano storie complesse, con retroscena a volte anche disturbanti.
Forse proprio per questo mi aspettavo qualcosa in più da James e Kevin. Non che quello che hanno passato sia poco, ma rispetto alle altre storie questa l’ho trovata un po’ superficiale, come se mancasse quella profondità emotiva e psicologica che mi aveva coinvolta così tanto negli altri libri.
Nonostante ciò, spero davvero di poter leggere altri libri di quest’autrice, perché mi è sempre piaciuta molto.
Ho sempre apprezzato lo stile dell'autrice e devo dire che mi era mancato molto, quindi è naturale che non abbia aspettato molto prima di leggerlo. E posso dire che Bruised mi ha convinta e coinvolta tanto quanto gli altri libri della serie. Una volta iniziato è stato difficile staccarsi. Quello che mi piace di più è che Emy Mars non ha paura di scrivere quello che deve: non cerca di abbellire la storia ma ce la propone in tutta la sua cruda realtà; da' spazio a desideri spesso difficilmente comprensibili e ci regala personaggi spezzati in grado di rialzarsi e spiccare il volo. Potrebbe sembrare un paradosso ma nonostante la "pesantezza" dei temi trattati, la storia scorre così facilmente che quasi non te ne accorgi.